Sorprese di pasqua a base di cioccolato e casatielli sfogliati.

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Già, sorprese. Perchè di sicuro non mi sarei mai aspettata una cosa così carina. La Dulciar, un’ azienda produttrice di cioccolato tempo fa mi ha contattato, con garbo e gentilezza aggiungo io, dicendomi che apprezzano il mio blog e che sarebbero stati molto felici se avessi accettato di assaggiare un campione delle loro uova di Pasqua. Tutto qui, nessuna richiesta in cambio.
Ecco, forse a voi sembrà un dettaglio superfluo ma per me questa non richiesta è fondamentale. Non sopporto infatti manco l’idea che qualcuno mi regali qualcosa aspettandosi in cambio recensioni positive. O, peggio, che io aggiunga alla lista degli ingredienti delle mie ricette la marca di quelli che ho usato. No, grazie: non fa per me. Non mi piacciono i blog che compiono scelte di questo tipo (per carità, non giudico nessuno, ma la mia idea di blog è diversa e scelgo quelli che frequento sulla base di sintonie, soprattutto), e sulla mia bacheca non vedrete mai il consiglio di usare un prodotto in cui non creda prima di tutti io stessa.
Certo, questo non vuol dire che io non indichi marchi, qualora lo ritenga necessario: nel caso della colomba, per esempio, ho detto di avere usato manitoba di Tibiona e ne ho linkato la scheda prodotto proprio per dare modo di sostituirla, se necessario, con farina della stessa qualità. Perché la colomba carogna è: se non si usa la farina giusta, si rischia di buttar via tutto. Tempo, lavoro e denaro: cosa che mi è già successa, dato che quel po’ che so è proprio sbagliando che spesso l’ho imparato.
Ho accettato, comunque: e l’uovo è arrivato lunedì. E con Irene non abbiamo resistito alla tentazione di aprirlo.
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Gusto a parte, buonissimo: cioccolato fondente e nocciole di Giffoni, la sorpresa è stata bellissima e particolare. Probabilmente “personalizzata”, visto che l’uovo era diretto ad una persona che – anche se solo per hobby – si occupa di cucina. Anzi, LE sorprese. Perchè erano due: una più grande e l’altra più piccola.

La prima, in un ovetto di plastica più grande: un assaggio di una produzione limitata, cioccolato al latte con granella di meringa e spolverato di cannella. Buono, molto: a parte la particolarità dell’incontro tra la morbidezza del cioccolato al latte con la croccantezza delle meringhe, la nota veramente particolare era la polvere di cannella, che attenuava bruscamente – e “profumatamente” – l’insieme, riuscendo a stemperare la dolcezza dell’insieme. La seconda, in un ovetto più piccolo, delle autentiche fave di cacao: non le avevo mai viste e vederle, ed assaggiarle riscoprendo il più autentico sapore del cioccolato, è stata una piccola emozione.

Ma, cioccolato a parte, sulla tavola di Pasqua non poteva mancare il casatiello. In versione sfogliata, la mia preferita.
 
Un pane tipico pasquale, preparato in Campania per il pranzo di pasquetta, a base di strutto e ripieno di formaggio e salame napoletano. La particolarità di questa versione, raccontata da Maria Letizia sul forum di gennarino.org, è che il ripieno non è mescolato all’impasto (come nella versione classica) ma messo alla fine – dopo vari giri di pieghe e spalmate di strutto, e l’impasto è poi arrotolato su se stesso a spirale.
Per prepararlo servono: 600g di farina, 25g lievito di birra, 350g di acqua, 225g di strutto, 100 g tra pecorino e parmigiano grattugiati, 100g di salame napoletano, 150g di provolone semipiccante, 6 uova, sale, pepe nero in abbondanza.
Inizialmente, si impasta la farina con 50g di strutto il lievito, il sale e quasi tutta l’acqua (se ne lascia giusto un po’ da parte per sciogliere il sale, che va aggiunto verso fine lavorazione del primo impasto) fino ad ottenere una pasta piuttosto morbida e ben lavorata. Poi, si mette a lievitare la pasta in un luogo tiepido, in una terrina coperta da un panno.
Quando la pasta sarà ben cresciuta, la si rovescia sul piano di lavoro, la si sgonfia con le mani e la si stende fino allo spessore di un cm circa.
A questo punto la si spalma con un po’ di strutto e la si cosparge con il pepe e i formaggi grattugiati. La si piega in 2 , si unge di nuovo e la si ripiega. Si stende col mattarello e si ripete questa operazione finchè non si sarà esaurita la strutto (mettendo da parte un pezzetto di pasta grande quanto un panino). Con l’ultima spalmata di strutto si aggiunge il salame ed il provolone tagliato a dadini e si arrotola la pasta formando un bastone che sistemerete in una teglia, preferibilmente col buco, unto con strutto e infarinato. Si sistemano quindi le uova crude, col guscio ben lavato e con la punta rivolta verso il centro dello stampo e con la pasta tenuta da parte si formano 12 bastoncini grossi come dei grissini, che verranno sistemati a croce sulle uova per fissarle alla pasta.
CASATIELLO
Si lascia quindi lievitare fino al raddoppio e si mette in forno a 180° per almeno un’ora o fino a che sarà ben colorito.
CASATIELLO
Si può lucidare la superficie con un uovo, ma non è obbligatorio, anche se viene più bello.

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Teresa De Masi

Teresa De Masi

16 Comments

  1. Io l’ho fatto il casatiello sfogliato ed è venuto una delizia! Teresa quel cioccolato deve essere una delizia! La tua descrizione me lo ha fatto gustare ;D

  2. Sul casatiello ci ho già fatto gli occhi da tempo (peccato non la bocca :) ) però devo dire che il tuo racconto sulla cioccolata mi ha particolarmente colpito: io non amo la meringa ma devo dire che quel connubio mi sembra ottimo!!!! posso sbagliare ma mi sembra una scelta azzeccatissima e ben studiata! Se un’azienda è brva, bene conoscerla!

    • Mi è successa una cosa stranissima, mi era venuto il dubbio di avere problemi di visualizzazione, ti avevo fatto qui copia-incolla degli ingredienti e mi sono spuntate le quantità giuste! Pensa che nel testo io leggevo 266 g di farina, 81 g di lievito, 916 g di acqua e via dicendo! Come non detto, scusa, problema risolto! :)
      Cat

    • Scusa, non avevo più controllato e non avevo visto la risposta. Ho scoperto che il problema riguarda firefox, anche se non ho ancora capito a cosa sia dovuto, perché poi ho aperto la pagina anche con IE e ho letto le dosi giuste. Comunque l’ho fatto con 120 g di lievito naturale. È venuto ottimo, grazie :)
      Cat

  3. Sì, sì, il lievito è forte! Ho controllato la ricetta di Salvatore, ma lui usa lievito liquido, quindi cercherò di riproporzionare. Un’altra cosa, le quantità sono giuste? Rispetto alla farina gli altri ingredienti mi sembrano abbodantissimi.

  4. Teresa, ho un’eccedenza di lievito naturale avanzato dai rinfreschi per le colombe, secondo te è rischioso usarlo al posto del lievito di birra in questa ricetta? E in questo caso quanto ne metteresti? Grazie :D
    Cat

    • E’ abbastanza in forze? se si’, segui la ricettra di salvatore, nel forum. Altrimenti calcola nella quantità che usi quanta acqua e farina ci sono e usa la pasta al posto di queste, usando lievito di birra. :)

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