E’ sufficiente dire IGP per intendere tutela? Non sempre, almeno secondo Carlo Petrini

IGP e tutela, secondo Carlo Petrini

IGP e tutela, secondo Carlo Petrini

 

Non nascondiamocelo: nel linguaggio comune gli acronimi come IGP e DOP sono finiti per diventare sinonimi di tutela. Ma é sempre così? Purtroppo no, e in questo articolo – che vale la pena di leggere – lo spiega benissimo Carlo Petrini.  Succede a volte infatti, ed è successo,  che i marchi Igp o Dop non proteggano il prodotto che davvero ha un legame con la storia e le tradizioni di un territorio, e che  l’utilizzo di questi strumenti – che la legislazione europea mette a disposizione – sia scorretto e lesivo della leale concorrenza.

Emblematica, la storia del bitto: in Valtellina il Bitto si era fatto da secoli solo in alpeggio, dove le vacche mangiavano solo foraggio, trasformato nei “calecc”, usando latte vaccino (e un po’ di caprino) prodotto dalla pregiata razza orobica. Arrivò la Dop e, per garantire i “promotori” del riconoscimento, il Bitto divenne producibile in pianura, usando latte ottenuto anche dando alle vacche integrazioni alimentari varie, anche senza aggiunte di latte caprino.

Fu così che il Bitto della tradizione divenne indistinguibile dal Bitto Dop fatto in pianura, secondo il disciplinare, ma contro la storia. Dopodiché solo i caseifici dalle centinaia di forme poterono permettersi la certificazione che serve per rivendicare il bollino della Dop e ai casari delle malghe fu vietato di far riconoscere il loro storico Bitto, nel mare magnum del “nuovo” Bitto. Purtroppo non sono esempi isolati, altri prodotti hanno fatto la stessa fine.

Insomma, il pensiero di Petrin è che non sia un valore di per sé aumentare le Dop e le Igp italiane, se a queste tutele non corrisponde reale valore da proteggere, veri saperi e territori che si rispecchino autenticamente in un cibo che da essi deriva. Non credo che sia giusto introdurre una distorsione della concorrenza tra gli operatori alimentari solo perché uno fra gli altri, per un prodotto magari assolutamente normale, riesce con uno stratagemma a ottenere un bollino che poi spaccia come fonte della sua tipicità e qualità.

Qui, l’articolo integrale di Carlo Petrini.

Commenti

Una risposta a “E’ sufficiente dire IGP per intendere tutela? Non sempre, almeno secondo Carlo Petrini”

  1. Avatar webpage

    Nude pics of rachel welchKwajalein or bikiniAss wednesday textMom
    picture slutThich assSwinger clubs appleton wiMature atk hairyGay boulder
    coloradoCombine bicycle vacation with escorts xnxx Jenna haze oil orgy
    torrentPantyhose babe modelsFavorite adult starFree jenna
    jameson xxxx pornKneading and suckling from an adult catUnderwear stripperSexy stockingtops and gartersMortal kombat sexy pics https://xnxx4.cc 100 lbs girls
    with no titsRuptured ligament of thumbBuy
    sex and the city episodesSelf pleasure techniques maleVoyeurs celebEdison chen porn photosNon nude sleep assault galleriesOrange virgin anytimeVery young asian female gets fucked xnxx What is tingling in bottom lipCosplay costumes sex
    galleriesJaylynn sins interracialUncensored japane sex massage videoIndoor winter
    nudist campNude bodybuilder bitchesCatherin tate
    pornLil wyane hustler mp3Girls in tanning bed pornTara summers sexyShithouse blowjobsFemale submissive naked nudeFree big teen xxx
    movieMachine fucked men thumbsDepression after sexSex trafficking protest groupsFree
    sexy breast examsNaked trucker quad citiesSexy tranny big ass

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *