Risultati della ricerca per: “pasta patate”

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    C’è fermento in “Compagni di blogger”, grande fermento….
    Essì… sta per arrivare il Natale!!!! 

    Si discute, si chiacchiera e lo si fa come al solito ridendo e tanta acqua bolle in pentola.
     
    Mamma mia, di quanta cucina si è parlato, e quante ricette sono passate  sotto le nostre mani… quanti discorsi, quante risate e quanto tempo  trascorso insieme… Senza tralasciare neanche il discorso “foto”!!!!
     
    Ma si sa… è Natale e tutto è permesso… certo, ancora ci manca un mese, ma noi ci portiamo avanti col lavoro. E lo facciamo per presentarvi, questa volta, una doppia staffetta.
     
    Vi assicuro… è stato un lavoro massacrante in termini di  organizzazione, non è stato facile scegliere le giuste ricette per delle  feste così importanti!!!!
     
    Rivolgerci alla tradizione o puntare verso l’innovazione… questo il dilemma…subito risolto!!! Entrambe le scelte…
     
    Il menu di natale sarà logicamente un menu completo, si partirà dagli  antipasti, si passerà ai primi, ai secondi e per finire alla frutta… e  come già detto, avrete ricette che si ispireranno alla tradizione, ed  altre che guarderanno all’innovazione…
     
    E il dolce???? Che fine ha fatto il dolce???
    Uh!!! Erano veramente troppe le idee e tanta la nostra voglia di proporveli, quindi…
    al dolce sarà dedicata l’intera seconda staffetta!!!!
    Come ultima cosa, ma non meno importante, diamo il nostro benvenuto a  due nuove “Compagnucce di Blogger”  Essì, diventiamo sempre più  numerosi!!!! Bello!!!!!!!
    Antonia e Maria, che gioia avervi con noi!!!!!!!!!!!!!!
    La nostra cara Sonia ha dovuto prendersi un momento di pausa… in questo  periodo è troppo impegnata per la promozione del suo interessantissimo  libro!
    Vi abbiamo anche dato una fantastica idea per il regalo di Natale… che volete di più!!!!  Hahahahaha!:D
    Be’, ma adesso bando alle ciance e si parte!!!!!!!!!!!
    Come sempre, gli abbinamenti con il vino saranno curati da Luciano  Pignataro  (ed anche lui non mancherà di stupirvi con le sue proposte!)
    Ecco i calendari!!!! :
     
     
    Martedì 4 dicembre
    Terrina di anatra e nocciole, il suo foie gras con gelatina di gewurztraminer e pan brioche Pasqualina 
    Stracciatella su carpaccio di orata di Cooking Planner
     
    Mercoledì 5 Dicembre
    Timballo di pasta in crosta Tinuccia 
    Tortellini in brodo Daniela 
    Chicche di patate cacio e pepe su brodetto di frutti di mare Antonia
     
    Giovedì 6 Dicembre
    Cappone ripieno di Sara
    Bocconcini di baccalà fritti con insalata di rinforzo Maria 
    Seppia col purè al suo nero, zenzero candito e olio alla vaniglia Teresa
     
    Venerdì 7 Dicembre
    Fantasia di frutta secca ripiena di pasta di mandorle Assunta 
    Variazioni di cheesecakes salate con sorprese di frutta fresca Rossana 
     
     
    E poi… una settimana piena di dolcezze!
    Lunedì 10 Dicembre 
    Lombardia: Panettone milanese alto di Assunta
     
     
    Piemonte: Mont Blanc a la moroise di Cooking Planner
     
    Martedì 11 Dicembre 
    Trentino Alto Adige: Stollen di Pasqualina
    Puglia, Basilicata: Cartellate di Tinuccia
     
    Mercoledì 12 Dicembre
    Emilia Romagna: Spongata di Daniela
     
     
    Liguria: Pandolce genovese alto di Sara
     
     
     
    Giovedì 13 Dicembre
    Campania: Stuffoli di Maria
     
     
    Campania: Raffioli alla cassata di Antonia 
     
    Venerdì 14 Dicembre
    Sicilia: Cucciddati di Rossana 
    Calabria: Torrone morbido alle mandorle e cedro candito di Teresa
  • Passatelli in brodo allo sbrinz

    Passatelli in brodo allo sbrinz

    passatelli in brodo-7
    Amo i formaggi: da sempre. E li amo tutti, in maniera sconsiderata ed indecente. Li amo  “nature” ma anche usati come base per piatti un po’ elaborati. Mi ingozzerei senza ritegno, di tutti: freschi ma anche stagionati. Dolci ma – perchè no? – piccanti. Italiani, ma anche stranieri.
     
     
    Non potevo quindi resistere alla tentazione di partecipare al contest  “La Svizzera nel piatto”, organizzato da Formaggi dalla SvizzeraPeperoni e Patate: prendere un formaggio – anzi, due – svizzeri ed usarli per reinterpretare una ricetta tradizionale italiana. No, non potevo. Ed ho ceduto. Sbrinz e Gruyere sono stati miei. E non appena li ho assaggiati ho iniziato ad immaginare…
     
    Lo sbrinz: il suo gusto sapido, la sua consistenza particolare e leggermente granulosa, mi hanno fatto pensare alla morbidezza di un brodo emiliano. Brodo buono, fatto con tutti i crismi: manzo, gallina  e lingua. E verdure, ovviamente. Cotto a lungo, 4 o cinque ore, fino a che non sia diventato dorato e trasparente. Una volta pronto, poi, ho grattugiato il formaggio e ci ho fatto i Passatelli. Un consiglio: non fatevi spaventare dal fatto che non possedete l’attrezzo particolare: potete usare uno schiacciapatate a fori larghi, verranno benissimo lo stesso. Per il resto, non posso fare altro che consigliarveli. Sono buonissimi e semplicissimi. E, cosa che non guasta, sono pronti in pochi minuti.
     
    Per le dosi, diciamo per 2 persone, grattugiate 75 gr di sbrinz e aggiungete un etto di pan grattato. Impastate quindi con 2 uova in modo da ottenere un impasto bello sodo (se necessario, aggiungete ulteriore pan grattato). Poi, pepe nero. E noce moscata, come se piovesse. A questo punto prendete uno schiacciapatate a fori larghi, riempitelo con un po’ di composto  e schiacciate in modo da far venir fuori vermiciattoli di pasta lunghi 5-6 cm. Tagliateli quindi con un coltello, facendoli cadere delicatamente su un vassoio,  e continuate fino ad esaurimento dell’impasto. Intanto, avrete messo il brodo, ben filtrato, sul fuoco: non appena bolle, buttate i passatelli e fate cuocere – a fuoco basso – per qualche minuto. 
    Pronto, tutto qui, si può portare in tavola.
    Non ci credete che sia così facile? Fate male, e per provarvelo vi allego una vecchia ricetta de La Cucina Italiana del 1929. Unica differenza, che permette di ottenere un passatello più morbido e grasso, l’utilizzo del midollo dell’osso del brodo. A me non piace, confesso, e non lo metto: preferisco far felice il gatto. Ma se vi ispira, nulla vi impedisce di utilizzarlo.

     

    passatelli in brodo-6
    Una splendida e semplice minestra per le sere di inverno che stanno per arrivare.
  • Gnocchi di semola. Strangulaprievete, in napoletano

    Gnocchi di semola. Strangulaprievete, in napoletano

    strangulaprievete
     
     
    Giornate di tristi previsioni, queste. Per i nostri portafogli, certo, ma anche per il futuro di questo Paese. Ci hanno portato sull’orlo del baratro – anche se chi ci ha portato sin qui racconta la cosa come se ci fossimo arrivati da soli – ed ora, per l’ennesima volta ci chiamano a “sacrifici“. Va bene, tanto ci siamo abituati a farne. E soprattutto, possiamo considerarci fortunati noi che ancora ci possiamo permettere di farne. Perchè in fondo al baratro, di facce ce ne sono già e tante. Ieri, per esempio, si sono aggiunte quelle degli operai di Termini Imerese: senza lavoro, dopo ventotto anni, grazie alle scelte di un’industria che – dopo essere cresciuta grazie ai contributi statali – oggi decide che in sicilia non vale più la pena di tenere aperta la produzione e lascia sul lastrico intere famiglie.
     
    Ma non divaghiamo: sacrifici, dicevo. Anche la chiesa cattolica ha fatto la sua parte: invitandoci a farne. Grazie del pensiero, ma non era necessario. Altro mi sarei aspettata in tempi di crisi per tutti: non dico la rinuncia a beni secolari, ma – almeno – il riconoscimento del fatto che, vivendo nello stato italiano e beneficiando dei servizi da questo offerti a tutti i cittadini, il dovere di pagare le tasse esistesse anche per i membri del clero. E non dico patrimoniali e affini: solo robetta, come l’Ici, che pare verrà richiesta a tutte le famiglie. Anche le meno abbienti, con redditi bassi e mutui sulle spalle.
     
    Probabilmente, è per questo che mi sono tornati in mente gli strangulaprievete. Gnocchi di sola semola e acqua bollente: impastati velocemente e ridotti in cilindretti. Poi, passati sui rebbi della forchetta per ottenere i solchi destinati a trattenere il sugo. Non so se ci avete fatto caso: di strangulaprievete, ce ne sono in ogni regione d’Italia. Un nome che vale un racconto e lascia immaginare di contadini destinati al lavoro e alla fame e di preti che mangiano fino a strozzarsi.
     
     
    E comunque, strangulaprievete a parte, un po’ di rabbia, davanti a sacrifici continuamente offerti e mai condivisi e agli occhi di persone che perdono il lavoro ritrovandosi di colpo senza prospettive, non so voi ma io la provo.
     

    strangulaprievete

     
    Ingredienti
    1 kg di farina di semola
    acqua bollente
    mezzo cucchiaio di olio
     
     
    Si mette la farina a fontana sulla spianatoia e, piano piano, si versa l’acqua bollente mescolando con un cucchiaio. Una volta che l’impasto ha preso una sua consistenza, che assomiglia a quella degli gnocchi di patate, si inizia ad impastare a mano fino a che non abbia assunto un aspetto omogeneo, dalla superficie ben liscia. A questo punto, si prendono dei pezzi e si lavorano con le mani in modo da formare degli “spaghettoni” di circa un cm di diametro. Si tagliano, e si rigano con i rebbi di una forchetta. Fatto.

    strangulaprievete

    Si cuociono senza aspettare, tuffandoli in acqua bollente e aspettando che vengano a galla. Oppure un minuto in più, se non amate la pasta callosa. Che, appunto, strozza.

     
     
    A me piacciono moltissimo, in tutti i modi. Ma, soprattutto, ai gamberi. Come quelli della foto in alto.