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“La parmigiana in barattolo di Pietro Parisi”

Questo post non è una ricetta. Il punto di partenza, stavolta, è un altro: una domanda, innanzitutto, ma anche uno sguardo che indugia su uno schermo immaginario. E due mani, appoggiate su fianchi avvolti in grembiule di ordinanza. Perché con questo post sto partecipando ad un gioco. O, almeno, ci sto provando: raccontare un piatto attraverso un film.
 
Per farlo, ho scelto d’istinto: Ricomincio, mi sono detta, dalla parmigiana di melanzane.
 
Il dilemma è il solito: le melanzane, fritte o alla griglia?
 
No, fritte no. Troppo pesanti, troppe calorie. Ecco, con le melanzane fritte il piatto che viene fuori è esageratamente ricco, scostumato persino. Ingovernabile: alla fine, se ne mangia sempre troppo. E abboffa.
 
“… No, Massimiliano viene scostumato! Per esempio, ‘a criatura sta vicino ‘a mamma, s’alluntana e a mamma ‘o chiama: MA-SSI-MI-LIA-NO! Chillo ‘o guaglione chissà addò sta che sta facenno…”
 
La parmigiana di melanzane
 
Alla griglia, allora? No, tanta la fatica e troppo poco il godimento: una volta passate in forno, la consistenza è quella delle melanzane bollite. E la parmigiana finisce per essere una parmigiana mancata, quasi frustrata nel suo essere costretta a tanta leggerezza.
 
“… invece Ugo, appena se move a mamma: UGO! e nun se pò alluntanà pecchè Ugo! Nun tene ‘o tiempo…”
 
parmigiana forno-2
 
E allora?
 
“… al massimo ‘o putimme chiammà Ciro, nu’ poco cchiù luongo, giusto pè nun ‘o fa venì troppo represso, almeno Ciro tene ‘o tiempo ‘e piglià nu poco d’aria…”
 
Ecco, trovato: potrebbe essere la parmigiana in barattolo di Pietro Parisi. Cotta prima al forno, poi a vapore, dal risultato incredibilmente leggero eppure denso al tempo stesso. E colmo, sia di sapore che di profumi.
 
 

La parmigiana in barattolo di Pietro Parisi

 
E di sorpresa.
Già sorpresa. Perché , suvvia, cosa altro ci si può poi aspettare da una parmigiana se non sapore di fritto, mulignana e pummarola? Va bene, questa ha pure una storia, viene pure da lontano – Pietro, l’autore, ha lavorato pure a Dubai con Alain Ducasse – ma sempre parmigiana è.
 
“Voi siete napoletano?”
“Sì.”
“Emigrante?”
“N0, turista, eh! No, no, pecché ccà pare ca ‘o napulitano nun po’ viaggia’, po’ sulamente emigra’…”
 
Dissacrante? Forse. Ma del resto, i napoletani – e la parmigiana, per quanto mi riguarda, piatto napoletano è – a dissacrare ci sono abituati. Basti pensare a come sono abituati a rivolgersi ai santi: con una confidenza che quasi sfiora la sfrontatezza, perché il santo, per il napoletano non è un’entità lontana. E’ stato uomo, prima di essere santo, e questo lo rende una figura familiare, un compagno di viaggio.
 
“Che faceva San Francesco, parlava sempre agli uccelli? Sempre ‘int’ ‘e ‘rrecchie ‘e ‘sti povere bestie ca si chille vulevano essere ‘nu poco tranquille, no… Secondo me, guarda, per colpa ‘e San Francesco è nata ‘a migrazione ‘e gli uccelli…”
 
Dissacrante, dicevo, ma solo quanto può esserlo la distruzione di un luogo comune. Esattamente come lo è stato Massimino nei confronti dei luoghi comuni sui napoletani. A partire dal suo primo film, “Ricomincio da Tre”. Appunto.



Con questo post, partecipo al concorso (no, contest non ce la faccio a scriverlo, mi spiace ;-)) di Patty del blog Andante con gusto.

 
 

La parmigiana in barattolo (esecuzione mia, ricetta di Pietro Parisi)
 
Ingredienti per 4 persone
3 melanzane lunghe
1 scatola di pomodoro San Marzano pelato (ovviamente pietro non li usa, facendosi i pelati da sé. Io ho preparato il sugo che di solito preparo per la pasta alla Norma: molto profumato, con questo piatto ce lo vedo in maniera perfetta).
1 fiordilatte, magari di Agerola
basilico
olio sale
formaggio grattugiato (io ho usato un provolone piuttosto stagionato)
pepe
 
Procedimento
Innanzitutto, ho preparato la salsa di pomodoro mettendo in casseruola i pomodori ben lavati, la cipolla tagliata a pezzi e metà del basilico (niente acqua, se non quella che gronda dai pomodori lavati) e poco sale grosso. Ho tenuto sul fuoco per 5 minuti di bollore (i pomodori devono disfarsi) e poi ho versato in un colapasta per eliminare il liquido in eccesso. Poi, ho passato al passaverdure.
 
In un tegame, ho fatto scaldare piano 2 spicchi d’aglio in poco olio e.v.o., aggiungendo la passata di pomodoro e cuocendo su fuoco moderato per 10-15 minuti, fino a consistenza di salsa. Ottima, davvero, e nonostante le apparenze anche veloce.
 
 
Poi, le melanzane: ho le melanzane a fette dello spessore di pochi mm., le ho sistemate in una teglia larga e bassa e le ho cotte al forno a 200 gradi per pochi minuti.
 
Una volta pronte ho riempito a strati un barattolo con pomodoro, melanzane, fette di fior di latte basilio, formaggio grattugiato sale e pepe fino ad riempirlo. Ho chiuso e cotto a vapore (cestino di bambù su pentola con acqua in ebollizione) per circa 150 minuti.
 

 

 

Comments

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23 COMMENTS

  • Rosa Maria on 8 settembre 2013

    e che ne parliamo a fa’!!!! senza parole per la ricetta e per come la racconti!!! lo stile che piace a me!

  • La Gaia Celiaca on 1 ottobre 2012

    questo post mi è piaciuto assai, per il modo in cui hai declinato la ricetta come partendo dalla sceneggiatura del film.

    massimiliano ugo e ciro fanno ormai parte del lessico familiare, in casa nostra 🙂

    ah… bella ricetta, ma quello era scontato, trattandosi di te

    • Teresa De Masi on 11 ottobre 2012

      Grazie, gaia. :))

  • ๓คקเ ☆ on 13 settembre 2012

    Fantastica intepretazione, mi sei piaciuta assai!!! 😀

    • Teresa De Masi on 13 settembre 2012

      Grazie, grazie mille. Ma hanno fatto tutto massimo e la parmigiana, io non ho alcun merito… :))

  • poverimabelliebuoni/insalata mista on 13 settembre 2012

    hahahaha strepitosa! scoppiettante interpretazione, ironica, intelligentissima!
    chapeau!!
    io sto ancora elaborando….
    Cris

    • Teresa De Masi on 13 settembre 2012

      Grazie, buttati: io ho fatto tutto d’istinto…non elaborare troppo, meglio abbandonarsi alle idee… buona scrittura!!!

  • Antonella on 7 settembre 2012

    Ciao ho scoperto oggi il tuo blog (partendo dal contest al quale partecipi, in bocca al lupo!). Complimenti, mi piace molto questo abbinamento che hai fatto con il film di Massimo Troisi e continuo a curiosare un po’ tra le ricette che hai postato, mi sembrano tutte interessanti e golose! Da oggi ti seguo. Ciao, Antonella.

    • Teresa De Masi on 13 settembre 2012

      Grazie mille, a presto!

  • Antonietta on 6 settembre 2012

    Forte Troisi, non mi stancherei mai di rivedere i suoi film, e questa parmigiana, seppure innovativa e creativa, rappresenta egregiamente la napoletanità di questo artista.
    Complimenti Teresa!

    • Teresa De Masi on 13 settembre 2012

      Grazie, grazie mille. Avevo quasi timore, a toccare massimo, temevo di osare troppo…

  • Loredana on 6 settembre 2012

    Una grandissima ricetta per un film che è impossibile non amare!
    ciao loredana

    • Teresa De Masi on 13 settembre 2012

      Già, il film è grande ma la ricetta merita davvero…

  • Patty on 6 settembre 2012

    E io ti adoro! Perché davvero hai centrato il senso del gioco. Sei partita dal piatto e lo hai trasformato in film, con grande intelligenza ed ironia, mettendo in tavola un capolavoro di gusto e comicita’ . Davvero bravissima….vedi che le pause a volte servono? Ti inserisco nella commedia leggera. Se poi vuoi fare il bis con la sofisticata, conosci il da farsi! Un grande abbraccio, Pat

    • Maria Romano on 7 settembre 2012

      Commedia “leggera” Ricomincio da tre???

    • Teresa De Masi on 7 settembre 2012

      beh, maria, essendo due le categorie del concorso ed essendo l’altra “commedia sofisticata”, tu dove lo inseriresti? 🙂

    • Teresa De Masi on 13 settembre 2012

      Purtroppo, tempo zero. Devo studiare, tanta roba noiosa per un un concorso e non so se ce la faro’ a scrivere qualcos’altro. Di idee ne avrei, più di una, ma è il tempo che manca… Felice, comunque, che ti sia piaciuta. Un abbraccio.

  • Paola on 6 settembre 2012

    Brava bello l’abbinamento film ricetta, complimenti

    • Teresa De Masi on 13 settembre 2012

      Grazie mille!!!

  • Maria Romano on 6 settembre 2012

    Da San Giorgio a Cremano, cittadina che ha dato i natali al grande Troisi, ti dico che questo è un bel modo per raccontarlo ancora

    • Teresa De Masi on 13 settembre 2012

      Mari’, Mari’, Mari’… grazie assaje. :))

  • sara on 6 settembre 2012

    Bella trovata..il film di Troisi e le battute finali mi hanno sempre fatto tanto ridere

    • Teresa De Masi on 13 settembre 2012

      Grazie. Massimo è Massimo, e non c’e’ null’altro da aggiungere… :’-))

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