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“Vedendo nascere il pane di Matera”

pane di matera 

Poche, le parole che posso scrivere in questo post: non credo si possa raccontare facilmente l’emozione di assistere alla nascita di un pane come quello di Matera. Non mi va di di dire infatti che è uno dei più buoni al mondo: saprebbe di retorica, un tipo di linguaggio che non amo. Preferisco, altri modi di raccontarlo: per esempio, il fatto che è un pane che come poche altre cose riesce a raccontare della terra in cui nasce. Nella forma, innanzitutto. I suoi rilievi, i suoi avvallamenti, raccontano della terra di Puglia (e, checché se ne dica, Matera è terra pugliese e non lucana, per lo meno nell’aspetto). Forme arrotondate uguali a quelle delle colline brulle, tagliate all’improvviso da profonde gravine. E il marrone della crosta, dello stesso colore bruciato dei campi di grano dopo la bruciatura delle stoppe, accostato al giallo che racconta del grano appena raccolto.
 
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Già, il grano. Il segreto del gusto di questo pane è in buona parte qui: nel grano utilizzato per produrre le farine destinate alla sua produzione.  Si usano solo vecchie varietà di grano, la senatore Cappelli in primo luogo, che producono farine che trasferiscono al pane il gusto ed il sapore tipici che lo contraddistinguono.

pane di matera

Poi, il lievito – naturale – ed il processo di produzione, che non conosce fretta.

pane di matera

Se volete approfondire le modalità di preparazione, potete leggere qui (dove troverete anche le dosi necessarie alla sua realizzazione).

pane di matera-3
 
Io di ricette non ne do, non stavolta: non è per questo che sono andata al forno di notte. Quello che volevo era assistere al miracolo della sua nascita: volevo guardare le mani lavorare l’impasto, e assistere alla sua trasformazione tra le mani dei panettieri prima e l’abbraccio della fiamma poi.
Pane di Matera
Ho dovuto accontentarmi purtroppo solo di metà della lavorazione. Ero con Irene, che intorno alle due e trenta è crollata dal sonno. Per la sua età ha resistito anche troppo, in effetti: dopo la cena in macelleria a Laterza io e Giovanni Schiuma (il direttore del consorzio Pane di Matera) le abbiamo fatto prendere un caffè. Per cui, almeno un po’ ha resistito. Permettendomi di fare un po’ di foto.

Queste, alcune. Che spero riescano a raccontare anche a voi un po’ del piccolo miracolo notturno cui ho avuto la fortuna di assistere.
 
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Ps. volendo proprio impastare, vi ricordo che con la farina con cui è prodotto questo pane, io ho preparato questo.

pane di Matera semola grano duro

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3 COMMENTS

  • Raffaella - ProfumodiCannella on 18 settembre 2014

    Ciao Teresa, questo post è bellissimo perchè traspare tutta la poesia che c’è dietro la nascita di questo pane. Hai regalato un’esperienza reale e diretta un a tutti noi.
    Ci tengo però a precisare una cosa: Matera è Basilicata pura. Ti invito a visitare il cuore della lucania, tutta l’area di Senise, del Pollino e della Valle del Sarmento – la terra di mia madre e dei miei nonni materni – in cui piccole aree di verde lussureggiante si alternano e vengono inghiottite da vere e proprie dune di terra arsa. Spazi ampi e liberi, quasi desertici, in cui il tempo sembra essersi fermato. Ad ogni modo la comunanza di prodotti e territorio con la Puglia è inevitabile, così come avviene tra la maggior parte delle regioni confinanti 😀 Leggerti è sempre un piacere, a presto.

  • erifica.com on 1 luglio 2013

    Pane meraviglioso di Matera! Grazie mille per un gran bel reportage!

    • Teresa De Masi on 30 agosto 2013

      Grazie a te. 🙂

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