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taralli di castellammare

“Gli “atipici” biscotti di Castellammare”

Cose che mi fanno arrabbiare, confesso.
Pensare ai biscotti della mia infanzia, quelli con cui ho fatto merenda sulla spiaggia comprandoli dai tarallari girovaghi , gioire al ritrovarli intatti nella loro confezione blu – bella come allora – leggere quella descrizione, bellissima, che al solo guardarlami fa venire l’acquolina in bocca e persino agli occhi…

taralli di castellammare
 … e poi, il colpo al cuore: l’etichetta.  Di burro neanche l’ombra, solo grassi vegetali. E aromi naturali, alias vanillina.

taralli di castellammare

Non dico nulla, non voglio rischiare la querela. Oltretutto, mi pare che non ce ne sia bisogno: questa confezione è l’esempio più classico di ciò che i produttori, soprattutto quelli che si vendono come antichi ed artigianali, NON devono fare.
Poi, fate voi: ma se andate a Castellammare – anzi, ovunque voi andiate – ricordatevi di leggere le etichette. Potreste scoprire come me che quello che avete tra le mani è l’atipico tarallo di Castellammare.

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2 COMMENTS

  • Giustino Catalano on 21 luglio 2014

    Non mi preoccuperei di querele. Leggere le etichette non è reato.
    Scrivere in etichetta principale “Biscotti al burro” e sulla lista ingredienti nel retro grassi vegetali senza che vi sia nemmeno l’1% di burro elencato invece è reato. Si chiama frode in commercio.
    Se leggete cose del genere acquistate il prodotto per prova e poi chiamate i NAS.

  • Sonia on 20 luglio 2014

    La stessa cocente delusione che provai con una tipica fetta biscottata di Genova, ammorbata con olio di palma. La ricordavo fragrante e profumata. Non ebbi l’accortezza di leggere l’etichetta, l’addentai direttamente…

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