L’utopia di una fabbrica di pasta in un carcere minorile #worldpastaday2015

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Sicuramente lo sapete già: il 25 ottobre si celebra il World Pasta Day.

Quest’anno, il World Pasta Day si è tenuto a Milano nella cornice internazionale di EXPO 2015. Io, ho avuto la fortuna di essere invitata ed ho potuto godere del racconto di questo alimento, da parte di diverse voci come – tra gli altri – Massimo Bottura. Mei prossimi giorni proverò a raccontarvi dello spirito del suo intervento – e degli altri, tutti ugualmente appassionanti – ma ora voglio partire dalla fine.

L’ultimo intervento della prima giornata, quella cui ho partecipato io, è stato quello di questo signore che vedete in foto: padre Gaetano Greco , Cappellano del Centro di detenzione Minorile di Casal del Marmo a Roma e fondatore della Casa accoglienza per giovani ex detenuti Borgo Amigò. Grazie alla testardaggine di quest’uomo, tra le pareti del carcere minorile verrà realizzato un pastificio. 

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Il progetto è dei pastai di Aidepi (Associazione delle Industrie del Dolce e della Pasta Italiane) che hanno presentato questo progetto a Papa Francesco in Vaticano (insieme al tema centrale del ‘World Pasta Day’: “la pasta come alternativa sana e sostenibile per nutrire il pianeta”).

In quella sede, Padre Greco ha presentato a Papa Francesco il progetto “Le Mani in Pasta”, che porterà alla realizzazione, con il supporto di Aidepi,di un pastificio all’interno del carcere minorile romano. “Obiettivo dell’iniziativa, che si inserisce nella scia di altri progetti che hanno portato il mondo della cucina e della ristorazione in varie carceri italiane, è insegnare ai detenuti – spiegano i pastai – l’antico mestiere della pasta, familiarizzando con uno degli alimenti simbolo della dieta mediterranea nel mondo e dando loro una formazione professionale che potrebbe essere utile al loro reinserimento”.

 

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