A proposito delle ricette facili e veloci. E dell’articolo della Dunn

ricette facili e veloci

Da un po’ di giorni,  mi ricapita di vedere condiviso a manetta un post secondo cui *le ricette facili e veloci  e anche buone non esistono.

Mi riferisco a questo articolo: Contro il mito delle “ricette facili”, pubblicato da Il Post.

Secondo quanto scritto in questo articolo, Quella storia dei “piatti ottimi e pronti in dieci minuti” in realtà non esiste, spiega su The Atlantic una scrittrice che ne sa qualcosa. 

Ovviamente, vi invito a leggere l’articolo originale. Qui mi limito a dire che la scrittrice si chiama Elizabeth Dunn e ha pubblicato un articolo su The Atlantic sul “mito della cucina facile” – Secondo l’articolo del  Post – super condiviso su Facebook con pareri contrastanti –  “Secondo Dunn l’unico modo per avere a casa dei piatti di qualità in poco tempo è ordinarli e farseli portare: ci sono servizi appositi che fanno quello che fanno le pizzerie a domicilio ma con tutto il resto.

Onestamente sono rimasta spiazzata da questa cosa. Messa così non mi ha trovato assolutamente d’accordo: secondo me  le ricette facili e veloci esistono eccome e nascono da un ingrediente fondamentale e irrinunciabile: la conoscenza della materia che si sta usando e dalla padronanza, almeno minima,  della tecnica di esecuzione.  Se si padroneggiano questi due aspetti,  – per cultura, per abitudine, per tradizione familiare oppure del luogo – tutto è semplice. E persino veloce. Tanto che ieri  invitavo in un mio status su Facebook: collezioniamo meno ricette e affermazioni di principio ma dedichiamoci un po’ di più alla curiosità su ciò che ci passa per le mani. Magari non ne guadagneremo in bravura, ma in felicità sicuramente sì.

Visto che però sono curiosa, e visto che di solito non mi accontento di pareri riportati,  sono andata a cercare l’articolo originale in inglese. E ho scoperto che la signora Dunn, non dice affatto che non esistano piatti buoni e veloci, ma che non esistono  ricette che possano insegnare a cucinare così. Nel senso che cucinare in modo veloce e buono è possibile, ma semplicemente non possono essere i libri ad insegnarlo. E  infatti conclude dicendo:

Quick cooking rarely comes from a recipe so much as it does from intuition built over the course of hours and hours mucking around in a kitchen. It requires parents to expend some real effort in involving their children in meal preparation, and maybe even home economics curricula returning to schools to teach kids the basics.

Insomma, se davvero volete imparare a cucinare in modo rapido lasciate perdere i libri che vi promettono – inutilmente – di insegnarvi a farlo e investite piuttosto del tempo nell’imparare. Che siano corsi, che siano frequentazioni con persone che sanno farlo, che sia tempo passato in cucina con i vostri genitori non fa differenza. Investite tempo, e non soldi per libri pieni di false promesse: quelli sì, sono soldi buttati.

E voi, che ne pensate? Secondo voi è possibile cucinare bene in poco tempo? E se sì, come ci si può riuscire? Diteci la vostra, su.

Ps, se avete difficoltà con l’inglese, usate la traduzione di google. Molto, molto meglio questa, di quella spacciata dall’articolo del Post.

 

 

 

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