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“Come usare Twitter, i primi passi”

Inizio da oggi un po’ di riflessioni ad alta voce sui social, cercando di raccontare un po’ di quello che ho capito e di come sto  – lentamente – imparando ad usarli. Inizio da Twitter, a quanto pare il più ostico. In molti mi dicono di non riuscire a capirne le dinamiche e io stessa – confesso – non l’ho mai usato granché. Ma ora ci sto prendendo gusto: e mi piace molto perché mi pare immune da uno dei peggiori mali di facebook: le parole, spesso anche malevole, pronunciate a vuoto. Su twitter hai pochi caratteri per raccontare: e non puoi sprescarli. In più twitter resta uno dei canali privilegiati dalle aziende per comunicare: e se hai un blog questo  non puoi permetterti di ignorarlo (come ho fatto sinora io stessa). Per cui,  io ci provo. Ci provate anche voi, magari insieme a me, e proviamo a capire insieme?

Partiamo dalla solita vecchia domanda: è meglio avere pochi following (quelli che sei tu a seguire, per capirci) oppure tanti? Insomma, come direbbe Moretti, mi si nota di più se ho molto seguito ma non seguo nessuno (e così, magari,  faccio la figura da influencer) oppure se ho molto seguito ma a mia volta seguo un sacco di gente?

So che molti mi risponderanno che è meglio seguire poche persone  ma secondo me non è necessariamente così: e questa mia idea non è frutto di una supposizione ma di un ragionamento basato su dati ben precisi. Come? provate a seguirmi. Andate a followerwonk.com e cercate”content marketing“. Fermatevi ora sui primi cinque risultati. Eccoveli.

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Fatta eccezione per John Luke, le persone maggiormente seguite seguono – a loro volta – una quantità enorme di persone. Facendo la stessa ricerca in altri ambiti, il risultato non cambia. I rapporti restano gli stessi. Ciò significa che queste persone hanno seguito una grande quantità di altri utenti di Twitter per raggiungere i grandi numeri di seguaci che hanno oggi.

Cercare follower, ok, ma come?

Il primo obiettivo quindi, se volete ritagliarvi un vostro spazio su Twitter, è quello di cercare nuovi follower.  Ma non follower qualsiasi, ma persone con cui potete – almeno in teoria – costruire una relazione (o almeno provarci).

Sicuramente uno  modi  per farlo  è quello di iniziare a  seguire delle persone che stanno già seguendo un account Twitter che condivide il vostro stesso target di riferimento. Per cui, iniziate aprendo i profili dei vostri contatti, e cercate quelli che  vi sembrano interessanti. Iniziate a seguirli, a interagire più spesso con loro – senza esagerare con i tag per non fare la figura degli spammer – e a spulciare tra i loro contatti. Sicuramente tra questi ci saranno persone interessanti: ecco seguite anche loro. Un po’ come si fa su facebook insomma: trovate qualcuno di interessante? aggiungetelo alla vostra cerchia di amici. Su twitter, è esattamente la stessa cosa: pincopallino vi pare interessante? ecco, cliccate su following e cercate di scoprire con chi avete a che fare. Poi con il tempo, deciderete se tenerlo oppure no. Ma intanto, fate il primo passo.

Questo resta il miglior punto di partenza, certo, ma dopo un po’ pone un problema. Abbiamo iniziato a seguire delle persone ma queste ci filano zero. Oppure, non ci si crede ma è così, pensano di essere furbi e smettono di seguirvi non appena hanno ottenuto il vostro follow.  Insomma, con il tempo rischiate di trovarvi nella situazione di chi segue un sacco di gente e non è seguito da nessuno o quasi.

E questo, visto che il rapporto following/follower è uno dei primi dati che saltano agli occhi a chi si affaccia per la prima volta nel nostro profilo, non è che vada benissimo. In generale, infatti, il rapporto Following/Follower dovrebbe essere sufficientemente bilanciato, con valori cioè non tropo distanti e magari a favore dei follower. Se i Following superano – magari di parecchio i Followers – potremmo essere considerati alla stregua di SpammerAllora, il primo obiettivo numerico da porsi non è tanto quello di una crescita immediata ed esponenziale, ma quella di mantenere un rapporto following/follower non troppo sbilanciato.

Il secondo passo, è quindi quello di gestire il vostro profilo twitter puntando a questo obiettivo: mantenere cioè il rapporto following/follower bilanciato.  E per farlo, esistono degli strumenti. Di cui però vi parlo domani, se no questo post diventa troppo lungo.

E secondo voi qual è il rapporto corretto Following/Follower? E’ un criterio che considerate importante? Oppure sono altri i ragionamenti che seguite?

Ps. se leggete l’inglese, vi consiglio questa lettura interessante.

 

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1 COMMENT

  • Vale on 31 gennaio 2016

    Aspetto la seconda puntata 😛

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