Categoria: Twitter

  • La gestione di un profilo Twitter: prima parte, rimuovere i contatti inutili

    La gestione di un profilo Twitter: prima parte, rimuovere i contatti inutili

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    Ieri ho provato a indicare le prime mosse da seguire per chi è appena arrivato su Twitter e avevo chiuso dicendo che esistono degli strumenti per gestire il vostro profilo twitter mantenendo il rapporto following/follower bilanciato.

    Ovviamente, e lo sottolineo, bilanciato non significa necessariamente paritario: non è detto cioè che i following (le persone che seguiamo) debbano essere necessariamente in numero pari ai follower (le persone da cui siamo seguiti). Twitter cioè non va usato come Facebook: le relazioni non sono simmetriche come quando si chiede e si ottiene una amicizia. Su Twitter ci sono i Follower che sono quelli che visualizzano i nostri aggiornamenti e i Following i cui tweet formano la nostra Time Line. In quale rapporto quantitativo debbano esistere coesistere queste due categorie, dipenderà dalla scelta individuale di ognuno di noi.

    Un rapporto bilanciato tra following e follower vuol dire quindi un rapporto che corrisponda alla nostra idea di presenza su twitter. Faccio un esempio: io non sopporto quelli che ti aggiungono per poi toglierti non appena tu li aggiungi a tua volta. Mi sembrano strategie da quattro soldi, messe in atto da chi pensa che essere influencer voglia dire avere molti seguaci seguendo poche persone.

    Un esempio? Eccolo. Cancellazione ricevuta dopo 48 ore. 🙂

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    Io onestemente non credo che sia una strategia vincente ma è questione di punti di vista. Quello che mi preme sottolineare è che esistono strumenti che servono proprio a questo, a controllare chi ha smesso di seguirti e da quando, e che secondo me sono utilissimi per mantenere una bacheca personale popolata solo da persone con cui abbiamo uno scambio vero (e che non ci usano solo per fare numero, insomma).

    il mio preferito è JustUnfollowè un sito web ma  anche una applicazione su Google Play  e anche per Apple. che consente non solo di controllare il numero dei following e dei follower ma anche  di essere immediatamente avvisati quando ci sono persone che smettono di seguirci (beccando quindi al volo i furbetti del cinguettìo) offrendo anche  la possibilità di inserirli in una “whitelist” e una “blacklist.”

    Come si accede a JustUnfollow?

    Semplice, attraverso il proprio profilo twitter. Si autorizza la app (sia on line che su smartphone) e il gioco è fatto.  Vi ritroverete in un ambiente composto da diverse schede. Nella prima in alto potrete vedere chi non vi segue e – se volete, eliminarlo al volo premendo sul tasto MENO.

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    Nella seconda scheda, invece, potete vedere il numero dei vostri fan (quelli che vi seguono ma che non sono seguiti da voi): premendo sul tasto PIU’ inizierete a seguirli

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    Il più interessante a mio parere è questo, dove potrete vedere chi ha smesso di seguirvi da poco ( e meditare se eliminare a vostra volta, premendo sul tasto MENO).

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    Utilissima anche la scheda relativa agli  Inactive Following in cui potremo controllare gli account che seguiamo che non hanno twittato negli ultimi tempi (cancellandoli al volo, se riteniamo che sia il caso).

    Ecco io credo che conoscere questo strumento sia fondamentale per mantenere un profilo pulito e libero da contatti praticamente inesistenti, che non ci portano alcun beneficio. Che ne pensate?

    Vi ricordo che su Twitter io sono @TeresaDeMasi, per cui – se vi va – potete entrare in contatto con me anche di là… vi aspetto!

     

  • Come usare Twitter, i primi passi

    Come usare Twitter, i primi passi

    Inizio da oggi un po’ di riflessioni ad alta voce sui social, cercando di raccontare un po’ di quello che ho capito e di come sto  – lentamente – imparando ad usarli. Inizio da Twitter, a quanto pare il più ostico. In molti mi dicono di non riuscire a capirne le dinamiche e io stessa – confesso – non l’ho mai usato granché. Ma ora ci sto prendendo gusto: e mi piace molto perché mi pare immune da uno dei peggiori mali di facebook: le parole, spesso anche malevole, pronunciate a vuoto. Su twitter hai pochi caratteri per raccontare: e non puoi sprescarli. In più twitter resta uno dei canali privilegiati dalle aziende per comunicare: e se hai un blog questo  non puoi permetterti di ignorarlo (come ho fatto sinora io stessa). Per cui,  io ci provo. Ci provate anche voi, magari insieme a me, e proviamo a capire insieme?

    Partiamo dalla solita vecchia domanda: è meglio avere pochi following (quelli che sei tu a seguire, per capirci) oppure tanti? Insomma, come direbbe Moretti, mi si nota di più se ho molto seguito ma non seguo nessuno (e così, magari,  faccio la figura da influencer) oppure se ho molto seguito ma a mia volta seguo un sacco di gente?

    So che molti mi risponderanno che è meglio seguire poche persone  ma secondo me non è necessariamente così: e questa mia idea non è frutto di una supposizione ma di un ragionamento basato su dati ben precisi. Come? provate a seguirmi. Andate a followerwonk.com e cercate”content marketing“. Fermatevi ora sui primi cinque risultati. Eccoveli.

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    Fatta eccezione per John Luke, le persone maggiormente seguite seguono – a loro volta – una quantità enorme di persone. Facendo la stessa ricerca in altri ambiti, il risultato non cambia. I rapporti restano gli stessi. Ciò significa che queste persone hanno seguito una grande quantità di altri utenti di Twitter per raggiungere i grandi numeri di seguaci che hanno oggi.

    Cercare follower, ok, ma come?

    Il primo obiettivo quindi, se volete ritagliarvi un vostro spazio su Twitter, è quello di cercare nuovi follower.  Ma non follower qualsiasi, ma persone con cui potete – almeno in teoria – costruire una relazione (o almeno provarci).

    Sicuramente uno  modi  per farlo  è quello di iniziare a  seguire delle persone che stanno già seguendo un account Twitter che condivide il vostro stesso target di riferimento. Per cui, iniziate aprendo i profili dei vostri contatti, e cercate quelli che  vi sembrano interessanti. Iniziate a seguirli, a interagire più spesso con loro – senza esagerare con i tag per non fare la figura degli spammer – e a spulciare tra i loro contatti. Sicuramente tra questi ci saranno persone interessanti: ecco seguite anche loro. Un po’ come si fa su facebook insomma: trovate qualcuno di interessante? aggiungetelo alla vostra cerchia di amici. Su twitter, è esattamente la stessa cosa: pincopallino vi pare interessante? ecco, cliccate su following e cercate di scoprire con chi avete a che fare. Poi con il tempo, deciderete se tenerlo oppure no. Ma intanto, fate il primo passo.

    Questo resta il miglior punto di partenza, certo, ma dopo un po’ pone un problema. Abbiamo iniziato a seguire delle persone ma queste ci filano zero. Oppure, non ci si crede ma è così, pensano di essere furbi e smettono di seguirvi non appena hanno ottenuto il vostro follow.  Insomma, con il tempo rischiate di trovarvi nella situazione di chi segue un sacco di gente e non è seguito da nessuno o quasi.

    E questo, visto che il rapporto following/follower è uno dei primi dati che saltano agli occhi a chi si affaccia per la prima volta nel nostro profilo, non è che vada benissimo. In generale, infatti, il rapporto Following/Follower dovrebbe essere sufficientemente bilanciato, con valori cioè non tropo distanti e magari a favore dei follower. Se i Following superano – magari di parecchio i Followers – potremmo essere considerati alla stregua di SpammerAllora, il primo obiettivo numerico da porsi non è tanto quello di una crescita immediata ed esponenziale, ma quella di mantenere un rapporto following/follower non troppo sbilanciato.

    Il secondo passo, è quindi quello di gestire il vostro profilo twitter puntando a questo obiettivo: mantenere cioè il rapporto following/follower bilanciato.  E per farlo, esistono degli strumenti. Di cui però vi parlo domani, se no questo post diventa troppo lungo.

    E secondo voi qual è il rapporto corretto Following/Follower? E’ un criterio che considerate importante? Oppure sono altri i ragionamenti che seguite?

    Ps. se leggete l’inglese, vi consiglio questa lettura interessante.