Categoria: liquori fatti in casa

  • La ricetta del Limoncello della Fattoria Terranova di Sorrento

    La ricetta del Limoncello della Fattoria Terranova di Sorrento


    Che io abbia una passione per la Campania e per la Costiera, si sa. E che abbia una passione per i prodotti di questa terra, si sa pure questo.
    Soprattutto i limoni: vi ho già raccontato in passato dei limoni della costiera amalfitana. Quello che però in quel post non vi dicevo è che un limone altrettanto buono è quello coltivato nel versante sorrentino della costiera. 
    Anche lì, limoneti da visitare e agrumi da gustare. E limoncelli da bere: al bar, davanti al mare.

    E allora, perché non provare a farlo in casa? Non è difficile, basta solo trovare i limoni giusti: ovviamente, di Sorrento.

    Eccovi la ricetta del limoncello, assolutamente affidabile e garantita dato che viene da chi di limoncello ne capisce, producendolo direttemente.

    LA RICETTA DEL LIMONCELLO

    Ingredienti:

      • 8 limoni
      • 1 lt di alcool a 95° 
      • 1 lt di acqua
      • 700 gr di zucchero

    Procedimento

    La prima cosa da fare è lavare in modo molto accurato i limoni e spazzolarli. In questo modo sarà possibile eliminare ogni impurità, anche nel caso di eventuali trattamenti con pesticidi.Sbuccia poi i limoni.

    Le bucce del limone devono essere inserite in una brocca che avrai precedentemente riempito con circa 700 cl di alcool. Il tutto deve essere lasciato a riposare per un mese, scegliendo un luogo che sia asciutto e che sia soprattutto buio.

    Ovviamente la brocca deve essere coperta. Il consiglio è di scegliere un armadietto e di coprire la brocca con un semplice panno in cotone.

    Trascorso il mese di riposo prendi un pentolino in cui andrai a versare l’acqua e lo zucchero. Accendi il fuoco.

    Una volta raggiunta l’ebollizione spegni il fornello e lascia raffreddare. Lo sciroppo così ottenuto deve essere aggiunto al liquido della brocca, un liquido che avrà ormai raggiunto un bel colore giallo e un profumo di limone davvero meraviglioso.

    Aggiungi anche i rimanenti 300 cl di alcool.

    La brocca deve essere poi messa nuovamente a riposare, questa volta per ben 40 giorni.

    Trascorso questo ulteriore periodo di riposo il liquore così ottenuto deve essere filtrato in modo da eliminare tutte le bucce del limone.

    Imbottiglia il Limoncello e riponilo in freezer in modo da poterlo servire ben ghiaccio alla prima occasione.

    ricetta del Limoncello

    Il procedimento è certamente lungo ma non è affatto complicato e potete provarci in tutta tranquillità. Però se proprio non trovate il coraggio di provarci, oppure non trovate i limoni giusti, affidatevi tranquillamente a chi lo produce da sempre.  Un limoncello è un piacere, e deve essere buono. Non accontentatevi di quelli industriali, che più che ad un liquore assomigliano ad un detersivo.  E se vi è capitato di assaggiarne, sapete che non sto scherzando!

  • Liquore alla liquirizia fatto in casa

    Liquore alla liquirizia fatto in casa

    Lo confesso,  questa ricetta del liquore alla liquirizia fatto in casa è nata da un ripiego.
    Avevo appena distrutto una damigiana del mio nocino ( magari la prossima ricetta) e dovendo attendere un anno ho spostato l’attenzione, anche per sbollire la rabbia e la delusione per la perdita, sulla liquirizia.
    Anche in questo caso però con una variazione che potesse donare all’infuso un gusto più morbido e rotondo: ed ecco la mia ricetta del liquore alla liquirizia fatto in casa.

     

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  • La ricetta del nocino della notte di San Giovanni

    La ricetta del nocino della notte di San Giovanni

    Sapete perché la ricetta del nocino dice che le noci debbano essere raccolte dopo la notte del 24 giugno?

    Secondo una leggenda della mitologia nordica questa notte, oltre ad essere la notte più corta dell’anno, è uno di quei momenti in cui la realtà si confonde con l’incantesimo.
    L’invisibile popolo abitante dei boschi – fate, folletti ed elfi – si materializza e si riunisce nella foresta. Vive una notte di felicità sfrenata, danza tra gli alberi, si dondola sui rami del sacro noce e poi, infine, scompare alle prime luci dell’alba.
    Questo incantesimo attribuisce alla rugiada di questa notte – la guazza di San Giovanni, qui a Modena – virtù magiche. Gli gnomi, le fate e gli elfi, prima di ritornare al loro mondo parallelo, regalano al bosco – sotto forma di rugiada, appunto – la gioia e la vitalità che hanno animato le loro danze.
    E che chiunque può assimilare, a patto che beva di questa rugiada, o che mangi il frutto dell’albero sacro ancora bagnato.
    O conservare, per beneficiarne durante il corso dell’anno, sotto forma di nocino.

    ricetta del nocino

    LA RICETTA DEL NOCINO

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    Non va bevuto prima di Natale, ma tenete conto che più invecchia e più migliora. Anzi, come dice Paolo, il gusto del nocino migliora e si affina (in bottiglia) nel tempo. Più tempo la bottiglia viene dimenticata, più buono e’ il nocino quando viene bevuto. Per questo, farlo ogni anno, e dimenticare le bottiglie, e’ buona strategia. Prendere dalla cantina un nocino di 2, 5 o anche piu’ anni, è una gioia per il palato.

    ricetta del nocino