Categoria: verdure

  • La ricetta delle melanzane alla scapece al forno

    La ricetta delle melanzane alla scapece al forno

    Lo so, qualcuno di voi leggendo questa ricetta delle melanzane alla scapece al forno penserà: ma come, ancora melanzane?

    Che io  ne vada pazza, credo sia capito. Mi piacciono in tutti i modi: alla parmigiana classiche o diet – al forno stile pizzetta e in mille altri modi. Solo alla griglia le amo poco ma da quando mi sono inventata questo metodo per grigliarle in modo che sembrino fritte le apprezzo pure così.  E mi piacciono anche le melanzane alla scapece al forno : un modo di farlo comodissimo, oltretutto. Si mettono in forno e praticamente si dimenticano. Le melanzane diventano tenere, tenerirssime e vengono rotte e un po’ sfilacciate a mano. Poi si condiscono e si lasciano marinare. Alla fine, quello che si ottiene è un piatto saporito e leggero, persino dietetico se si ha l’accortezza di non esagerare con l’olio.
    Ecco come si preparano: provateci e venitemi a raccontare… io, scommetto che vi piaceranno!

    ricetta delle melanzane alla scapece

    La ricetta delle melanzane alla scapece

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  • La ricetta dello Tzatziki uno dei miei Must dell’estate

    La ricetta dello Tzatziki uno dei miei Must dell’estate

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    Prima della ricetta dello Tzatziki, permettetemi  una divagazione : ma voi, le pubblicate le foto dei vostri figli su Facebook?

    Io, ormai, non più: irene ha l’età per farsi i selfie e pubbblicarseli da sola per cui il problema non si pone. Ma leggo continuamente di inviti a non farlo: pare che la cosa sia pericolosissima e ora ci si è messo anche il garante della privacy che avrebbe detto – e sottolineo avrebbe visto che pare che le cose non stiano esattamente così – che pubblicare le foto nei nostri figli è cosa pericolosissima in quanto li espone a rischio di pedopornografia.

    Mah. 
    Io, ripeto lo facevo, e se avessi bimbi piccoli continuerei a farlo.  Con giudizio  e rispetto della loro individualità – i bambini non sono pupazzetti da esibire a nostro gusto, insomma – ma lo farei perché credo che dire che le foto pubblicate su facebook espongano i bamini al rischio di pedopornografia mi pare una cretinata. Li espongono infatti esattamente come il farli uscire di casa esponendoli agli occhi del mondo. Per cui, come al solito, secondo me è il buon senso a fare la differenza.

    In parole povere: il bagnetto nudo no. Il bimbo che gioca si.

    Anche perché se ho paura che finisca in certi giri con tutti i telefoni che ci sono in giro manco devo fare la fatica di  portarlo in spiaggia: ai pedofili basta guardarsi intorno e fotografare le vittime prescelte… dove è il problema?

    Il vero discrimine, secondo me, resta uno: il rispetto. Mio figlio quando sarà grande sarà contento di sapere che quella foto è stata messa in piazza? Ecco, questo da genitori dovremmo chiederci: perchè quello che fa ridere noi, domani può non far piacere ad altri. E poi, diciamolo, non c’è’ bisogno che ogni singolo ruttino venga immortalato. Ma questo rientra tra i problemi psicologici ma non certo quelli dei pedofili.
    Cosa c’entra tutto questo con la cucina? Nulla. Ma siccome mi sono stancata di scrivere le cose su facebook esponendomi io a commenti non sempre ortodossi – la discussione sembra passata di moda, ormai:  da quelle parti va di moda lo scontro verbale – lo scrivo qui.

    Poi, se vi fa piacere, mi dite come la pensate. Se no, accontentatevi di questa ricetta dello Tzaztiki: una piccola anticipazione delle mie vacanze, che quest’anno trascorrerò a settembre su una piccola isola sperduta nell’Egeo.

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    La ricetta dello Tzatziki

    Ingredienti

    ½ kg di yogurt (se greco, potete saltare la colatura)
    4-5 spicchi d’aglio
    2 cetrioli ben puliti e asciutti
    4 cucchiai di olio e.v. oliva
    qualche foglia di menta o di aneto
    sale

    Procedimento
    Sgocciolare lo iogurt come descritto nella relativa pagina
    Grattugiare i cetrioli senza sbucciarli riponendo la polpa ottenuta in un colino a trama fitta.
    Salarle, mescolare e  lasciar colare un’oretta in modo da far perdere l’acqua.

    Una volta che iogurt e cetrioli si siano ben sgocciolati, mescolarli in una terrina aggiungendo l’aglio sbucciato e pestato insieme alla menta e l’olio.

     

     

  • L’aspretto, ossia la ricetta del Gazpacho secondo Niko Romito

    L’aspretto, ossia la ricetta del Gazpacho secondo Niko Romito

    ricetta del GazpachoDella serie piatti facili, anzi facilissimi, avete presente il Gazpacho? Un’ottimo piatto estivo, a base di pomodoro e verdure: perfetto per i pranzi leggeri nelle giornate più calde. E stando attenti alla quantità di pane e di olio, persino dietetico. Insomma da provare.
    Attenzione, però: non insorgano i puristi (che ne incontro sempre più sulle bacheche social, pronti a criticare le versioni light delle ricette senza sapere quanto poi queste assomiglino a versioni tradizionali magari meno conosciute. Come questa parmigiana light, che altro non è che la copia alleggerita della parmigiana di melanzane alla siciliana). Quella che seguen infatti non è la ricetta del Gazpacho ma una versione diversa: l’aspretto di Niko Romito. Nei prossimi giorni, magari, preparerò e pubblicherò anche quella classica ma per ora accontentatatevi di questa ricetta del Gazpacho d’autore.

    Io ho apportato due piccole modifiche alla versione che avevo letto nel libro di Romito:  non ho pelato i pomodori e il peperone prima di passarli al setaccio. Pelando prima le verdure, infatti, il sugo ottenuto è decisamente meno densoe questo trovo che sia un difetto: io ho preferito usare il frullatore e poi setacciare. E ho fatto molto, ma molto prima.

     

    Una volta ottenuto la passata a crudo ho scolato il succo che ho ottenuto, per renderlo più cremoso e consistente, ed ho utilizzato l‘acqua di pomodoro che ho ottenuto per bagnarci due freselle che ho appoggiato in superficie al momento di servire. Volendo fare una versione più ricca, vi consiglio di completare il Gazpacho con una fettina di Mozzarella o Fior di Latte, oppure un cucchiaio di burrata… in tutti i casi, un complemento perfetto!

    L’aspretto, ossia la ricetta del Gazpacho secondo Niko Romito

    500 g Pomodori
    100 g Peperone rosso
    40 g Cipolla fresca
    Olio Extravergine D’Oliva tipo fruttato leggero
    Sale
    1 Frisella sbriciolata in modo grossolano
    Basilico o altre erbe aromatiche, per decorare
    q.b. Pepe

    Innanzitutto, le verdure vanno tagliate e pulite.
    Poi, vengono passate al passaverdura. Mettete quindi a colare il succo che avete ottenuto in modo da eliminare un po’ di acqua di vegetazione usando un colino a maglia fitta ricoperto da un tovagliolo di carta.
    Fatelo sgocciolare, raccogliendo l’acqua di pomodoro, fino a quando non avrete ottenuto la cremosità desiderata.
    Condite il succo ottenuto con olio, sale e pepe e mettetelo nelle ciotoline di servizio.
    Decorate con qualche pezzetto di verdura, o foglie di basilico o quello che vi pare, e pezzi di fresella bagnati velocemente in acqua di pomodoro.
    Servite subito.

    Ps. Per passare velocemente le verdure potete anche unsare il minipimer,  seguendo queste istruzioni.

    ricetta del Gazpacho

     

  • Cipolline in agrodolce ricetta all’Aceto Balsamico IGP

    Cipolline in agrodolce ricetta all’Aceto Balsamico IGP

    cipolline in agrodolce

    Sarà che avevo appena preparato il mischiato delicato in crema di patate all’aceto balsamico IGP ma, all’improvviso, mi è venuta voglia di cipolline in agrodolce. Ne vado pazza, ne mangerei quintali: per fortuna qui si trovano le cipolline Borrettanele più adatte a questa preparazione – già pelate e quindi questa ricetta ve di corsa in quelle facili e veloci. Già, perché  nonostante quello che ogni tanto qualcuno in vena di polemiche  va scrivendo, le ricette facili e veloci esistono eccome: sono quelle con pochi ingredienti di grande qualità. Quelle che, insomma non hanno bisogno di preparazioni complicate per esprimere in pieno il loro sapore ed il loro profumo.

    Come queste cipolline in agrodolce all’aceto balsamico IGP. Io ho usato il dal 1891 dell’acetaia del Duca che mi era piaciuto molto aggiunto alla pasta e patate (già che ci sono, vi consiglio di provarlo anche su una frittata di cipolle, la morte sua. E in questo caso, essendo discretamente denso, non avete neppure bisogno di ridurlo e potete usarlo così com’è)

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    Una sola raccomandazione, prima di passare alla ricetta: attenzione, creano dipendenza!

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  • La mia ricetta delle melanzane alla scapece, senza frittura

    La mia ricetta delle melanzane alla scapece, senza frittura

    ricetta delle melanzane alla scapece

    Prima di parlare della ricetta delle melanzane alla scapece, consentitemi però una divagazione.

    Per l’ennesima volta, stamattina, sono rimasta basita dalla lettura dei titoli dei giornali. L’ennesima donna uccisa per mano del compagno che aveva deciso di lasciare. L’ennesima donna morta perché qualcuno ha deciso che – come donna – o lei viveva *per lui* oppure non aveva diritto di vivere.

    Eppure, ogni volta che pronuncio o scrivo il termine femminicidio, un sacco di gente ancora non capisce di cosa si stia discutendo. Per non parlare poi delle battute sarcastiche quando succede il contrario: quando è una donna ad uccidere un uomo.

    Allora, dicevo, prima della ricetta delle melanzane  alle scapece consentitemi una divagazione. Sul termine femminicidio, appunto. E sul suo significato. E per farlo prendo in prestito le parole di Michela Murgia, che secondo me lo ha spiegato meglio di di chiunque.

    “A cosa serve chiamarlo femminicidio? La parola omicidio comprende già i morti di tutti i sessi!”
    No.
    La parola “femminicidio” non indica il sesso della morta.
    Indica il motivo per cui è stata uccisa.
    Una donna uccisa durante una rapina non è un femminicidio.
    Sono femminicidi le donne uccise perché si rifiutavano di comportarsi secondo le aspettative che gli uomini hanno delle donne.
    Dire omicidio ci dice solo che qualcuno è morto.
    Dire femminicidio ci dice anche il perché.

    Ecco, siccome questo problema – sempre più drammatico – è irrisolvibile se non lo si affronta innanzitutto dal punto di vista culturale (non dimentichiamo che solo trenta anni fa in Italia esisteva il delitto d’onore), proviamo a essere noi donne questo  cambiamento. Facciamolo in un modo semplicissimo, ma facciamolo TUTTE: leggiamo queste parole e poi spiegamole a nostra figlia o a nostro figlio. Per avviare un discorso su quanto assurdo sia, ancora oggi e in un paese che si definisce civile, morire perché qualcuno ha deciso che non hai il diritto di lasciarlo.

    E ora, torniamo alla cucina. Con l’amaro in bocca, che non è quello delle melanzane.
    Di solito, questa ricetta viene preparata partendo da una frittura. Siccome però io non amo friggere e siccome non amo neppure le melanzane alla griglia fatte in modo normale – spesso trovo che siano *legnose* all’assaggio – le preparo a modo mio. Grigliandole cioè normalmente, ma aggiungendo a fine cottura un cucchiaio di olio. Questo le rende molto simili alle melanzane fritte, sia nel gusto che nell’aspetto. Con un risparmio notevole di calorie: il che, soprattutto in questa stagione, non guasta.

    ricetta delle melanzane alla scapece

    [yumprint-recipe id=’49’]Allora, che ne dite? Le proverete? E, soprattutto, verrete a dirmi cosa ne pensate?

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  • Frittelle di fiori di zucca alla birra. Assolutamente perfette: leggere e gonfie, nonostante l’assenza di lievito

    Frittelle di fiori di zucca alla birra. Assolutamente perfette: leggere e gonfie, nonostante l’assenza di lievito

    frittelle di fiori di zucca
    frittelle di fiori di zucca
     
    Le frittelle di fiori di zucca sono una preparazione super semplice – sono appena tornata dalle ferie e non ho tempo, devo recuperare a lavorare e pure a casa, tra bucati e stirature – tipicamente estiva e perfetta per un aperitivo o come stuzzichino pre-pasto. Queste, sono preparate usando birra nell’impasto: se non lo avete mai fatto, provateci: otterrente delle frittelle ai fiori di zucca assolutamente irresistibili… scommettiamo?
     

     

    FRITTELLE DI FIORI DI ZUCCA ALLA BIRRA

    Gli ingredienti

    30 fiori di zucca, freschissimi e perfettamente integri
    100 gr di farina di tipo zero
    100 ml birra chiara
    1 albume
    olio per friggere
    sale, pepe.

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    frittelle di fiori di zucca
    frittelle di fiori di zucca

    Come si preparano le frittelle di fiori di zucca

    Pulite i fiori di zucca, lavateli e asciugateli.
    Mettete la farina in una terrina (meglio se povera di glutine) e diluitela con la birra. Unitevi poi l’albume montato a neve e un pizzico di sale e di pepe. Mescolate fino ad avere una pastella liscia ed omogenea e di consistenza cremosa.

    Immergete in questa pastella i fiori di zucca e mescolate velocemente in modo da coprirli perfettamente di pasta. Friggete il composto dosandolo con un cucchiaio da tavola (una cucchiaiata=una frittella) in olio fondo ben caldo fino a quando non appaiano ben dorate. 
    Per la frittura: io come per tutti i fritti di verdura preferisco usare olioextravergine di oliva. Magari vecchio (più adatto) oppure comprato in offerta al super dato che quello davvero buono preferisco conservarlo per altri usi. Trovo che le frittelle di fiori di zucca fritte così abbiamo molto più sapore che fritte in olio di semi o arachidi.

    Una vola scolate le frittelle, asciugarle su un foglio di carta assorbente e salarle. Servirle calde.

    Ps. ovviamente, potete anche usare un uovo intero. Ma io preferisco usare solo l’albume: mi pare meno invadente come sapore e con il risultato di ottenere frittelle di fiori di zucca che sanno di fiori di zucca, piuttosto che di uovo.

    Ps. una cartolina di uno dei posti dove sono stata. Un posto meraviglioso, che per me è casa… lo conoscete? 

     
    frittelle di fiori di zucca
    frittelle di fiori di zucca