Tag: Fagioli

  • Pasta e fagioli estiva ai  peperoncini di fiume di Peppe Guida

    Pasta e fagioli estiva ai peperoncini di fiume di Peppe Guida

    Una pasta e fagioli in versione estiva, realizzata sulla base di una ricetta di Peppe Guida, resa particolare dall’incontro tra il gusto pieno dei fagioli estivi, e la dolce croccantezza del peperoncino di fiume. Indispensabili i fagioli freschi, appena tolti dal baccello. Certo, si possono usare anche quelli secchi ma il risultato non sarà assolutamente lo stesso. Io, purtroppo non ho trovato gli spollichini (come previsto dalla ricetta originaria) e ho dovuto accontentarmi dei borlotti.  Voi, se volete avere un piatto dal sapore tipicamente campano, provate a cercare una di queste varietà:

    Tondino (detto anche fagiolo di Villaricca o Quarantino), coltivato, oltre che nella zona di Villaricca-Giugliano, anche nel Casertano;

    Spollichino (conosciuto anche come Cannellino), bianco e reniforme, è il prodotto ideale per essere consumato fresco, ma anche secco;

    • a Formella, fagiolo tra i più antichi, la cui coltivazione è oggi assai ridotta; è detto a formella per la forma schiacciata e ovale che ricorda quella di un bottone. Viene prodotto nelle campagne di Acerra e nel Nolano;

    Controne, pregiato fagiolo cilentano, di grande qualità e gusto; è più grande del Tondino ed è particolarmente apprezzato;

    Lardaro, bianco e di piccole dimensioni di forma rotondeggiante, è presente nella provincia di Napoli e in particolare nel territorio di Agerola.

    Occhio nero (o fagiolo dell’Occhietiello), coltivato nella Valle del Sele e negli Alburni, oltre che in alcune zone dell’Avellinese. Prende il nome dalla tipica cerchiatura nera in corrispondenza dell’ilo.

    A proposito di pasta, infine, non c’è scelta: pasta mista. Io, per l’occasione, mi sono concessa una delle mie paste delle grandi occasioni: il mischiato delicato del Pastificio dei Campi.

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    Questa pasta e fagioli estiva è sicuramente una ricetta semplicissima ma di grande risultato (grazie a dettagli importanti, come la sbianchitura dei fagioli). Che abbiamo provato in diversi nel forum di Gennarino.org . Dove vi aspettiamo, caso mai abbiate voglia di provarci con noi.

  • Iochef, finalmente la classifica. Tortino di melanzana rossa alla ricotta di capra e al Fico Rosa di Pisticci Caramellato e al ficotto.

    Iochef, finalmente la classifica. Tortino di melanzana rossa alla ricotta di capra e al Fico Rosa di Pisticci Caramellato e al ficotto.

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    Sì, lo so – lo sappiamo – siamo in ritardo. Ma il congresso è stato pesante ogni oltre aspettativa – l’alluvione è stato un duro colpo: chi era venuto in macchina ha avuto seri problemi  a me è toccato solo cambiare 3 volte hotel in tre giorni – e prova ne è che non ho le foto degli showcooking a cui tenevo di più. Semplicemente per un motivo: quando stava per iniziare quello di Pino Cuttaia, tanto per dire, ci hanno chiamato per svuotare la camera dell’hotel reso inagibile dall’alluvione. Per cui visto che i pompieri ci stavano aspettando, siamo dovute andare (ero con Rosa) e farci la traversata sul carro trainato dal trattore. Ora ci rido, ma allora lo trovavo mendo divertente…confesso!

    Poi il tour, ha portato via altri giorni. E poi, quando si torna, si sa come va a finire: le urgenze prendono il sopravvento. Insomma, per farla breve, la classifica mi è arrivata stasera. Ma questo, però, non solo per colpa nostra ma per il fatto che un po’ tutti vi siete scatenati, quando avete scoperto che le vostre ricette erano state preparate, assaggiate e valutate da veri chef. E ci avete fatto tutti la stessa richiesta: quella di conoscere la valutazione della giuria. Questo, ovviamente, ha reso le cose meno semplici: un conto è comunicare una rosa di nomi, altro è comunicare i punteggi esatti (che erano stati già archiviati). Per cui, abbiamo avuto bisogno di qualche giorno in più.

    tortino melanzana rossa

    In ogni caso alla fine eccoci. Questo il risultato e i criteri che lo hanno ispirato.

    Premessa. Nell’elenco manca il nome del Blog ma compare solo quello del piatto in quanto alla Giuria è stato solo presentato il piatto privo del Blogger che lo aveva elaborato. Tale scelta è stata volontaria onde evitare anche solo lontanamente la possibilità che qualcuno fosse più largo di mano magari perché conosceva in un qualche modo il Blog o il blogger.

    Onde evitare di indicare tutti dal primo all’ultimo in maniera pubblica nel sottostante elenco trovate i primi 24 classificati corrispondenti a 40 piatti dei 97 partecipanti.
    Le prime 24 posizioni occupano le votazioni che vanno da 85/90 a 54/90. Tra essi anche numerosi ex equo.
    Al di sotto dei 54/90, ossia dalla posizione 25 in poi vi sono molti ex equo con 5-8 piatti classificatisi a pari merito.
    I criteri di valutazione della Giuria sono stati i seguenti:
    – conoscenze tecniche nell’esecuzione del piatto – punti da 0 a 20
    – corretta preparazione professionale – punti da 0 a 20
    – disposizione e presentazione – punti da 0 a 20
    – aspetto estetico e sapore – punti da 0 a 20
    – creatività – punti da 0 a 20
    I giurati, come ben sapete erano 5. Per procedere ad un voto medio che fosse il più equilibrato possibile si è fatto nel seguente modo:
    sono stati eliminati il voto più alto e il più basso, si sono sommati i tre intermedi e si è diviso per tre arrotondando (ove necessario) al numero maggiore immediatamente successivo. Era l’unico modo per dare un giudizio matematicamente più preciso ed equilibrato possibile e così si procede nei concorsi di professionisti.
    Ecco di seguito la classifica. Nuovamente un grazie e un bravo a tutti da parte di tutti noi.
    1. Rocher di palamita ai 7 lucani 85/90
    2. Ravioli ai peperoni di Senisa con gallinella e melanzana rossa 83/90
    3. Isole Lucane 82/90
    4. Terra-mare-cielo 80/90
    5. Gnocchi di pane di Matera all’arancia e ficotto con filetti di Sauro marinati e crema di melanzana rossa di Rotonda 79/80
    6. La rossa e il mare 78/90
    7. Cheesecake di gallinella con maionese ai peperoni croccanti 76/90
    8. Raviolo di pesce, cilindro croccante e gelatina di fico d’India 74/90
    9. Tortino Cucù 71/90
    10. Ravioloni di ciambotta a modo mio con pesce sauro e pinoli 70/90
    11. Triglia croccante con panatura ai pomodori secchi e pane di Matera 68/90
    12. Da Ischia alla Basilicata coast to coast 67/90
    13. Tartare di palamita peperonata su budini di melanzane rosse di Rotonda insaporiti al basilico e peperoni cruschi di Senise 66/90
    14. Lasagne aperte di impasto al nero di seppia con polpettine di pane di Matera alle melanzane rosse di Rotonda cacioricotta e seppie 65/90
    15. Gnocchi di melanzanerosse di Rotonda al sugo di pesce misto mare 64/90
    16. Gnocchetti al nero di seppia, seppia, cacioricotta lucana e pomodoro “cettaiacale” 63/90
    17. Polpo al Ficotto con Cous Cous alla Lucana 62/90
    18. Pesce sciabola con crema di ceci neri, melanzane di Rotonda e maionese agli aromi 61/90
    19. Ex equo 3 piatti – Ravioli di rombo e melanzane su crema di ceci e ficotto/ cavatelli alla farina di ceci neri con ragù bianco di alici e fiori di rosmarino con pane di Matera croccante e peperoni secchi su crema di melanzane rosse di Rotonda/ Gnocchetti di ceci neri con ragù di gallinella e peperoni cruschi e chips di melanzane rosse di Rotonda 60/90
    20. Ex equo 2 piatti – Lucania fusion noodles in caponata con anelli di seppie/ Filetti di muggine croccanti su crema di fagioli di Sarconi IGP 59/60
    21. L’eleganza del polpo in vasocottura 58/90
    22. Seppia lime e zenzero con crema di ceci all’alga kombu 57/90
    23. Ex equo 11 piatti – Polpo alla luciana su crema di fagioli di Sarconi IGP/ Yin e Yang: l’equilibrio / Involtini di sciabola con fagioli di Sarconi / Gnocchi di melanzane rosse e pane di Matera alla menta con ragù di polpo al limone e olio lucano/ Fish and Chips gourmet / Caponatina di polpo con melanzana rossa e cacioricotta / Seppia su melanzane rosse di Rotonda dolci – piccanti / Mezze lune di melanzane rosse di Rotonda con menta al sugo scomposto di pesce bandiera / Variazioni lucane / I tre moschettieri: quando il pesce sciabola incontra le eccellenze lucane / Polpette di gallinella e fagioli di Sarconi con chutney alla melanzana rossa di Rotonda 56/90
    24. Giretto in Lucania 55/90
    25. Pasta, Lucania e fantasia 54/90
    Tutti gli altri  si sono classificati dal 26° al 34° posto.

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    Se i nome dei piatti non vi bastano e volete scoprire anche quali sono i blog che li hanno presentati, andate qui, dove trovate tutte le ricette del concorso. Per quanto mi riguarda, io non lo faccio, mi piace pensare che in questo concorso abbia vinto la cucina  più che le persone. 
    E a proposito di cucina, una ricetta semplicissima. Ma che comprende i due prodotti che per me saranno sicuramente tra quelli che più ricorderò d questa avventura: la melanzana rossa ed il ficotto. A proposito di questo, ho avuto la fortuna di conoscere a Metaponto la produttrice: Marina. E ho potuto assaggiare anche gli altri suoi prodotti. I fichi, per esempio, e l’uva. Entrambi conservati in un goduriosissimo sciroppo ed entrambi stupendi. Pieni di sapore nonostante lo zucchero, segno innegabile della grande qualità del prodotto di partenza. Ed ho voluto usare questi, per la ricetta con cui annunciavo l’esito di Iochef.

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    Tortino di melanzana rossa alla ricotta di capra e al Fico Rosa di Pisticci Caramellato e al ficotto.
    (la foto è terribile, ma di sera al volo e senza flash di più non sono riuscita a fare)
    Per due tortini, servono:
    300 gr di ricotta di capra
    3 melanzane rosse di medie dimensioni
    un po’ di latte
    due fichi caramellati
    ficotto per decorare il piatto
    Ho affettato le melanzane ricavandone delle fette sottili che ho messo un’ora in acqua e sale. Dopo le ho estrate ed asciugate e poi le ho fritte in olio fondo a 200 gradi.  Le ho asciugate bene appoggiandole su carta assorbente e le ho sistemate in cerchio sul fondo di un piatto. Su questa ho spremuto la crema di ricotta ed ho fatto un altro strato di melanzane fritte. Poi, in cima, un fico caramellato. E qualche goccia di ficotto intorno. Semplice semplice, ma buono. E tanto. Grazie, appunto, alla bontà dei prodotti che ho avuto la fortuna di usare. Se non li conoscete, fate un giro nel loro sito: ne vale davvero la pena.

    E finito Iochef… tenetevi pronti! In arrivo, altre novità… lucane anche queste! Nei prossimi giorni, maggiori informazioni…  non distraetevi troppo, mi raccomando!


    E per chi voglia approfondire sul Fico rosa di Pisticci, questa è l’azienda produttrice.

    OP Azienda agricola F.lli Ancona di Giovanni, Onofrio e Mario
    Via L. Romeo, n. 7 – 75025 Policoro (MT)
    Tel.: (+39) 0835 972149
    Fax: (+39) 0835 972473
    E-mail: ancona@heraclea.it
    http://www.terravecchiaproduce.com/
  • Frittelle di pasta e fagioli allo Sbrinz. Sognando di essere altrove

    Frittelle di pasta e fagioli allo Sbrinz. Sognando di essere altrove

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    Anche in fatto di cibo da strada, si sa,  l’Italia tutta uguale non è.  Al sud, complice il clima, tra una chiacchiera ed un’altra in strada si mangia davvero.  A Palermo, innanzitutto. Ma anche a Napoli e poi a Roma. Persino a Firenze, con una panino al lampredotto, o in Liguria con una fetta di focaccia o farinata.

    Ma in Emilia; dove vivo, la tradizione di mangiare in strada non è mai esistita: troppo freddo d’inverno e troppo caldo d’estate rendono la vita all’aria aperta molto difficile e limitata a poche ore al giorno. Inoltre, i piatti della cucina tradizionale (mi riferisco a quella popolare perché ovviamente quella nobiliare Estense è tutto un altro discorso) sono di derivazione tipicamente contadina e anche il cibo da consumare fuori casa ha mantenuto queste caratteristiche. E non lo si preparava fuori ma in casa,  portandolo poi con sé al lavoro nei campi per gustarlo in compagnia – durante la pausa – tra una chiacchiera, una risata ed un brontolio per tutto quello  che ancora aspettava di essere fatto.

    frittelle pasta e fagioli
    E spesso era  messo assieme con gli avanzi del giorno prima, rilavorati in modo da renderli facilmente trasportabili. Come le frittelle di pasta e fagioli: un semplice avanzo, reso più compatto dal riposo, mescolato poi  ad un  po’ di uovo sbattuto e fritto in olio  extravergine di oliva (di romagna, magari, non pensiate che al nord gli uliveti non ci siano). Una preparazione particolarissima, rustica e gustosa ma capace di trasformarsi in una preparazione elegante se servita al piatto accompagnata da un filo di aceto balsamico tradizionale (di quello denso e cremoso, vecchio almeno di venticinque anni), come vi può capitare di scoprire se decidete di fermarvi a pranzo all’Osteria Giusti.

     

    Ovviamente, in questa preparazione, il formaggio usato era parmigiano reggiano. Ma il contest “La Svizzera nel piatto (cui partecipo con questa ricetta) mi ha dato l’idea di prepararle con lo sbrinz svizzero. Grattugiato ed abbondante, in modo fa farlo funzionare da legante insieme all’uovo. E anche un po’ di dadini minuscoli, mescolati alla pasta prima della frittura, in modo da regalare all’improvviso la sorpresa di un guizzo di sapore inaspettato.
    La pasta che ho scelto di usare è quella più tipicamente usata a Modena per questa preparazione. Una pasta fresca, preparata al volo e tagliata a piccoli rombi imperfetti. Da qui il nome, maltagliati, legato al fatto che per prepararla si usavano i bordi esterni ed irregolari dei grandi cerchi di pasta usati per le tagliatelle. La parte centrale, lunga e regolare, veniva cioè usata per queste. Quella esterna, invece, per i maltagliati.  Per dare una nota di sapore diversa, ho usato farina di grano Verna (ne ho parlato qui, ricordate?) ed ho preparato una pasta e fagioli morbida e cremosa alla napoletana ma dalle decise connotazioni svizzere. Insieme ai fagioli, al sedano e al resto ho messo una bella crosta di sbrinz: assolutamente necessaria, questa, da consumare poi bella morbida per aperitivo. Nella solitudine della cucina, in modo che non se ne accorga nessuno… che se no io che mi magno?
    frittelle pasta e fagioli
    Una volta pronta questa, e una volta consumatane una piccola  porzione per cena, ho messo l’avanzo in una ciotola schiacciandolo un po’ con una forchetta, in modo da ridurre i pezzi di pasta (rendendoli così più adatti ad essere racchiusi in frittelle). Ho poi aggiunto due uova sbattute,lo sbrinz grattugiato e quello a dadini. Ho mescolato bene e  ho messo il tutto in un contenitore tipo tupperware, riponendo in frigo fino al giorno dopo.
    frittelle pasta e fagioli
    Al momento del pranzo, poi ho formato delle quenelles aiutandomi con un cucchiaio (se non sapete farle, non è un problema: fate pure come meglio vi riesce), una frittura veloce a centottanta gradi in olio profondo (io uso extravergine anche per friggere: di quello avanzato dall’anno scorso oppure comprato in super offerta al super) fino a doratura.

    Ovviamente, vanno mangiate calde. E sognando, magari, di essere altrove.

    frittelle pasta e fagioli

    Ps. riepilogo degli ingredienti, anche se questi possono essere variati secondo i gusti.

    Per i maltagliati:
    220 gr di farina Verna
    2 uova medie

    Per la pasta e fagioli
    150 gr di cannellini secchi
    1 spicchio d’aglio
    olio extravergine di oliva fruttato leggero
    3 pomodorini del piennolo
    una costa di sedano
    pepe nero, sale
    Una crosta di sbrinz, grattata in superficie e quindi ben pulita

    Per le frittelle
    2 uova
    70 gr di sbrinz grattugiato
    70 gr di sbrinz tagliato a dadini minuscoli
    q.b. di olio per friggere

    Se poi volete provarle con l’aceto balsamico ma non ne avete sottomano uno tradizionale, non usate quello del super, mi raccomando, senza averlo ridotto sino a diventare cremoso.

  • Timballo di anelletti alle melanzane rosse, su crema di fagioli. Di Rotonda, ambedue.

    Timballo di anelletti alle melanzane rosse, su crema di fagioli. Di Rotonda, ambedue.

    Timballo di anelletti alle melanzan
     
    Questo Timballo di anelletti alle melanzane rosse è un po’ il Bianco&laRossa. Ma fuori Norma: nel senso che ero partita dall’idea di questo piatto, ma poi – come mi accade spesso – ho finito per cambiare in corso d’opera. Resta solo da capire se FUORI sia la norma o io, ma questo è un dettaglio su cui è meglio soprassedere, mi sa… 😉
    Ovviamente, da organizzatrice, io non partecipo a Iochef. E non faccio manco parte della giuria, per mia fortuna (sono umana: farei fatica a non farmi influenzare da conoscenze personali, confesso, per cui sono ben felice di potermi godere il concorso *alla finestra* e senza preoccupazione alcuna). Però, nonostante questo, ho ricevuto anche io il mio pacco-concorso e allora non ho resistito alla tentazione di cucinare. Anche perché la melanzana rossa mi piace molto, e certo non mi passa neache per la testa di sprecarla facendola andare a male.
     

    Onde per cui ho cucinato, dicevo. Inizialmente, avevo pensato di attenermi alle regole del concorso: e avevo pensato ad un Timballo di anelletti alle melanzane  arricchito – e resa pù *barocca* dalla presenza all’interno di polpettine di seppia. Le avevo pensate bianche e aromatizzate allo zenzero, per aggiungere una nota di freschezza.  Poi però ho pensato che un timballo così pensato sarebbe venuto decisamente troppo abbondante per due persone e  non avendo inviti a cena in programma – e i vicini che di solito si occupano dello smaltimento *rifiuti* da blog ancora in ferie – ho deciso per i timballi monoporzione, eliminando appunto le polpette.  Sono poi stata a lungo indecisa sulla salsa: volevo preparare quella tipica della norma, poi, ho scelto un pomodoro semplice, facile e veloce: avrebbe dato più risalto all’emulsione di fagioli, ho pensato.

     

    Timballo di anelletti alle melanzane
    Timballo di anelletti alle melanzane


    In ogni caso, ho proceduto così.
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