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Confettura di pesche al pepe nero di Sarawak

confettura di pesche

Questa confettura di pesche bianche al pepe nero è preparata con il metodo Ferber che non credo che abbia  bisogno di lunghe  presentazioni. Di mio, aggiungo solo che mi piace moltissimo trattare la frutta in questo modo perché la lunga macerazione associata alla bassa temperatura in cottura producono un risultato molto buono e bellissimo dal punto di vista estetico. La frutta sembra quasi candita – rimane infatti soda e trasparente – e si crea un otticmo contrasto di consistenze tra pezzi di frutta e sciroppo che finiscono per rendere questa confettura davvero da provare.

Ho usato pesche bianche di qualità sant’Anna non troppo mature e pepe nero di Sarawak.

Confettura di pesche bianche al pepe nero
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Ingredients
  1. 1,300 di pesche non troppo mature, pesate già pulite
  2. 800 g di zucchero semolato
  3. 35 gr di succo di limone
  4. 3 gr di semi di pepe nero di Sarawal
Instructions
  1. Le pesche vengono innanzitutto pelate e tagliate a pezzi, poi messe a riposare con lo zucchero e il succo di limone, in frigorifero, per una notte almeno (in modo che rilascino il succo).
  2. Vengono poi trasferite in una casseruola e messe sul fuoco a bassa temperatura. Si fa cuocere fino a quando il liquido non raggiunge il punto di ebollizione, schiumando, e poi si spegne.
  3. Si lascia raffreddare (se non si ha fretta, si ripone in frigo per qualche ora) e poi si rimette sul fuoco di nuovo fino a che non bolla di nuovo.
  4. Si procede così, fino a quando le pesche non sono cotte.
  5. A questo punto, si aggiunge il pepe nero – che non deve cuocere, altrimenti perde buona parte del suo profumo – macinato al momento.
  6. Una volta che la confettura è pronta si porta di nuovo a bollire e si invasa subito, tappando i vasetti e capovolgendoli subito in modo da creare il sottovuoto.
SCATTI GOLOSI https://www.scattigolosi.com/

confettura di pesche-2

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Pesche ripiene, e una rosa coraggiosa

L’ho riconosciuta appena l’ho vista: una rosa coraggiosa. Rovinata dal freddo, strapazzata dal vento, eppure stupenda ed austera. Ed il pensiero, come sempre accade ogni volta che i miei occhi incrociano petali tanto rovinati da un freddo invernale, è a lui che è corso.  Ad Aldo, che manca da tanto e pure è sempre qui, inesorabilmente  presente nella mia mente e in quella di chi ha avuta la fortuna di conoscerlo.

E non ho resistito alla tentazione di fotografarla. Ed ora, aspetto le pesche. Che preparerò ripiene,  sorridendo e pensando a lui, ai suoi capelli rossi, alla sua solitudine, alla sua casa al Terziere. Che ancora non sono riuscita a tornare a visitare, dopo di lui.

Ciao, Aldo.
Ci manchi.

Pesche ripiene all'amaretto

LA ROSA CORAGGIOSA

Ieri non c’era, sono sicuro.
Mi stupisco mentre guardo fuori, eppure e’ proprio li’, fragile, esposta, aggredita dal vento, in un contrasto irreale
di scheletri irrigiditi di legno nero, nuvole fumo.
E’ una rosa distratta, nata in questi giorni che e’ difficile scambiare per maggio, e’ rosa ed e’rosa ed e’ erosa.
Aggredita e vilipesa dal tempo come un ciclista irlandese in salita, secchiate d’acqua in faccia, collo irrigidito contro il vento.
Mi piace quest’assurda resistenza al destino, di una rosa che non guarda l’ora ma sboccia quando sente che deve, svampitella, impertinente come un cucciolo.
E mi piace ancora di piu’ il contrasto con il grigio pesante e gravido che le sta intorno,
e’ una fiammella che vacilla, che sembra sul punto di cedere, di piegare il capo e dire basta, e’ una fiammella che rimane invece li’, orgogliosa e fiera, a dire: io qui sono e qui resto, alla faccia del vento, della pioggia e del pensiero della gente.

Pesche ripiene all'amaretto

PESCHE RIPIENE

(a quelli che resistono a pugni chiusi, a chi non si arrende mai)
3 pesche medie, vellutate e sensuali
12 amaretti
2 cucchiai di zucchero
2 cucchiai di burro
1 rosso d’uovo
1 bicchiere di vino bianco secco

montare bene il rosso d’uovo con meta’ zucchero,
impastarlo con gli amaretti sbriciolati e
un cucchiaio di burro.
Aprire le pesche a meta’, snocciolarle e scavarle un pochino,
quindi riempirle con l’impasto e appoggiarle su una teglia da forno.
Infiocchettare con burro, spruzzare generosamente col vino,
e infornare per 40 minuti a 180 gradi.

Servire a temperatura ambiente in un pomeriggio d’inverno,
meditando sulla difficoltà  di trovare pesche in questa stagione.
E’ una ricetta per chi ama le vie difficili, poco allineate,
sempre un po’ in salita.
E che le percorre senza paura, perché il solo percorrerle
lo pone in salvo,
perche’ possiede la rosa rosa coraggiosa e niente può ferirlo.

una notte di dicembre,
aldo