Tag: Strutto

  • La ricetta del panino napoletano

    La ricetta del panino napoletano

    ricetta panino napoletano

     
     
    La ricetta del panino napoletano non la conoscevo, confesso. L’ho scoperta sul forum, grazie ad Antonia (rimmel, per chi frequenta il forum di gennarino.org) e mi è subito piaciuta. Amo il casatiello, infatti, ed il suo sapore pieno e forte fatto di formaggio e salume avvolto di pasta grassa, spesso un po’ sfogliata, al sapore di strutto. Mi piace al punto che spesso non rispetto l’usanza di prepararlo solo a Pasquetta: mi è capitato infatti di prepararlo per accompagnare un aperitivo, e – nonostante l’apparente pesantezza – è stato sempre più che gradito.
    Non conoscevo questa preparazione, dicevo. Ma la loro similitudine con il casatiello mi ha fatto immediatamente desiderare di provarla.
     
    E qualche giorno fa, li ho fatti.
     
    Un po’ diversi da quelli di Antonia. Ho usato infatti farina da pizza, la Caputo Blu, in grado di reggere un’idratazione elevata (il 70 per cento).
     
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    ricetta del panino napoletano

     
     
     

     
    ricetta del panino napoletano

     
     
  • La piadina romagnola

    La piadina romagnola

     
     
    La piadina romagnola è un prodotto antichissimo di cui si trovano tracce già nel 1371 in una ricetta che ben poco si discosta da quella attuale: “Si fa con farina di grano intrisa d’acqua e condita con sale. Si può impastare anche con latte e condire con un po’ di grasso di maiale”.
    Da allora, poco è cambiato, almeno negli ingredienti.
     
    “Io la giro, e le attizzo con le molle
    il fuoco sotto, finché stride invasa
    dal color mite e si rigonfia in bolle;
    e l’odor di pane empie la casa…[…]”
     
    Ingredienti
    1 kg di farina debole (a basso contenuto di glutine, cioè)
    130 gr di strutto (anche fino a 150 gr. se piace)
    latte per impastare morbido
    1 cucchiaino da caffè di bicarbonato (facoltativo)
    10 gr di sale fino
     
    Procedimento
    Si impasta il tutto in modo da ottenere una discreta morbidezza, poi si formano tante palline che andranno coperte con tovagliolo, lasciando riposare per circa mezz’ora.
    Passato questo tempo, si riprendono e si lavora l’impasto brevemente; poi si stendono col matterello sulla spianatoia, regolando lo spessore a piacere. La piada romagnola e’ spessa circa 5/6 mm., quella riminese e’ sottilissima.
     
     
    Cottura
    Da questa dipende in pieno un buon risultato. Il testo, in cotto o in ghisa, deve essere MOLTO caldo. Appena posta sul testo, la piada va forata coi rebbi della forchetta, e da quel punto in poi dovrà ‘ruotare’ (facendo perno su se stessa, non voltandola) molto spesso con un coltello a lama sottile o una spatola. Cottura veloce ed uniforme, crosticina sottile esterna, interno soffice.
     
    Durante la cottura, la piada va mossa spesso, facendola ruotare su se stessa adagiata sul testo e voltandola una sola volta per lato.
     
    Se il testo e’ molto caldo (deve esserlo) la cottura non deve impiegare per piu’ di 2/3 minuti per lato. Il colore di una giusta cottura: possibilmente chiaro, NON dorato (cottura troppo prolungata, testo poco caldo, piada troppo secca), ma quasi bianco panna con vescichette di circa 1 /2 cm di diametro brunite, quasi bruciate.