Una storia campana, fatta di trasparenza: il Pastificio dei Campi


Da un numero stampato su un pacco di pasta, al campo dove il grano è stato coltivato. Una storia campana, terra che non è solo fatta di fuochi, come troppo spesso vogliono farci credere, ma anche di eccellenza e trasparenza…

I prodotti campani: da sempre, eccellenza in tavola. Ultimamente, però, le notizie che arrivano da questa terra – associate ad un’informazione fatta spesso più di sensazionalismo che di notizie autentiche – hanno purtroppo creato non poche preoccupazioni nei consumatori che  hanno pesantemente penalizzato il consumo di diversi prodotti. Come la mozzarella di bufala per esempio, il cui consumo è calato fortemente nonostante l’impegno del Consorzio Mozzarella di Bufala Campana DOP teso a dimostrare l’assenza di pericolo per la salute nel caso si consumi mozzarella di bufala dop, assolutamente controllata.

Esistono però delle storie in Campania che vanno – per nostra fortuna, e per la fortuna della nostra terra – “in direzione ostinata e contraria”. Una di questa, è quella del Pastificio dei Campi (di cui ho già raccontato nel momento dell’acquisto – e del salvataggio – dello storico pastificio Antonio Amato di Salerno in un momento in cui, soprattutto al sud, le aziende tendono a delocalizzare piuttosto che a salvare posti di lavoro locali).

In un momento tanto duro e particolare per i prodotti campani, caratterizzato purtroppo da un’assenza delle istituzioni che hanno scelto, evidentemente, di abbandonare i produttori ai loro destini, la scelta di questa azienda è andata in una direzione che spero venga presa ad esempio da molti: la trasparenza totale. Come spiega su Repubblica  lo stesso Giuseppe Di Martino,  “Abbiamo costruito un sistema di tracciabilità totale di filiera a costo zero, realizzato tramite Google Maps    attraverso il quale, come produttori, riusciamo a controllare ogni aspetto della lavorazione. Non solo. Quelle informazioni, comprese le foto del campo in cui quel grano è stato coltivato così come decine di altre notizie, sono infatti a disposizione del consumatore che vi accede dal nostro sito inserendo gli estremi del pacchetto che ha in mano

Come dire che in pentola non ci finisce solo quel mezzo chilo di eccellenza italiana ma l’intero retroterra culturale che c’è dietro. Dal campo alla tavola ma fuori dai soliti slogan. La trasparenza, insomma, al primo posto.

Insomma, anche della pasta Di Martino, possiamo mangiarne tranquilli a volontà. Usando internet se, oltre al gusto, vogliamo arrivare a conoscere anche la storia di ogni singolo chicco di grano che stiamo assaporando.

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