Fare blogging, pensieri sparsi: la sindrome del post bianco… voi l’avete mai provata?

blogging-mini

Ce ne siamo accorti tutti: negli ultimi anni il numero dei blog – in particolare quelli di cucina – è cresciuto moltissimo. Complice la relativa facilità di crearlo e di gestirlo – piattaforme con wordpress e blogspot – hanno reso il sogno di possedere un blog alla portata di tutti.

Ma questa crescita numerica è stata accompagnata da una reale crescita qualitativa? non nascondiamocelo, troppo spesso no. Basta poco per rendersene conto: la maggior parte dei blog (parlo di quelli di cucina, che sono quelli che conosco da vicino) hanno spesso contenuti spesso molto scarsi accompagnati da foto di pessima qualità. Oppure, al contrario, puntano tutto su foto di effetto, set accattivanti, trascurando la qualità delle ricette.
E soprattutto, mancano di un progetto editoriale.

Certo, il discorso non si presta a tutti: ci sono blog che hanno trovato una loro linea e la seguono senza esistazioni. Non faccio nomi, ma si riconoscono da lontano: non solo dalla qualità dei contenuti ma anche dalla loro quantità numerica. già, perché avere le idee chiare in testa, su ciò che si vuole pubblicare – e quindi, prima di tutto studiare e approfondire, è il modo migliore per trovare sempre nuovi spunti interessanti e per non soffire della c. sindrome della pagina bianca da blogger. Ne abbiamo sofferto tutti: i periodi di stanca in cui il blog rimaneva li, fermo e immobile e a noi sembrava di non avere più nulla da dire.

Soprattutto negli ultimi anni, in cui i social – a cominciare da fb – hanno aperto nuove potenziali (e vastissime) platee di lettori ma hanno anche spostato su questi il racconto di sé degli autori, che era sicurametne una delle caratteristiche che creavano nel pubblico la voglia o meno di seguire un blogger. Non nascondiamocelo, facebook (e in misura minore twitter e instagram) hanno impoverito in maniera molto pesante il numero dei lettori (ce ne siamo accorti tutti dalle statistiche, vero?) e questo, in molte blogger di mia conoscenza, ha portato a volte ad una vera  e propria sensazione di inutilità con annessa voglia di chiudere baracca e burattini.

 

BLOG written on old typewriter

BLOG written on old typewriter

Come reagire alla crisi del *post bianco*?

Esiste un solo modo possibile: puntare a crearsi una identità forte, che si fondi su un progetto chiaro che renda il nostro blog immediatamente riconoscibile rispetto agli altri.

In che modo? Rendendo evidente che  il nostro lavoro si basa su un progetto preciso. 

 

Per farlo, secondo me, abbiamo davanti DUE  scelte.

La prima, seguita dalla maggior parte dei blogger: usare il blog come raccoglitore delle proprie ricette – pubblicate un po’ come capita, a seconda di quello che mi gira per la testa – e usare i canali social per fare pubblicità ai contenuti che pubblichiamo (comportandoci nelle nostre pagine come spammatori di noi stessi).

L’altra, trasformare il blog – ma anche i social – in un vera e propria strategia di comunicazione, ben definito.  In due modi: innanzitutto, fermandosi a fare uno schema preciso del discorso che vogliamo sviluppare e in che modo portarlo avanti. Esattamente come se scrivessimo un libro cioè: fermandoci a mettere su carta – o meglio, su tastiera – lo schema di quelle che sono le idee che vogliamo sviluppare, gli strumenti da utilizzare, gli obiettivi da raggiungere. E affiancando tutto questo con un calendario editoriale in cui fissare le tappe on line di questo progetto, con programmazione di pubblicazioni.

blog strategie editoriali

In secondo luogo, lavorando sui social in maniera davvero innovativa. Se, come abbiamo un po’ tutti sinora, abbiamo usato la nostra pagina facebook SOLO per fare pubblicità ai post pubblicati ecco, io credo sia arrivato il momento di cambiare rotta. Le nostre pagine devono smettere di essere – come troppo spesso accade – il nostro strumento di spam personale: deve offrire il nostro punto di vista, il nostro racconto di noi (come fino a qualche anno fa riuscivano a fare i blog e i forum) attraverso i post che pubblichiamo ma anche attraverso  POST ALTRUI che secondo noi sono interessanti per capire e approfondire il nostro punto di vista.

Bisogna puntare a fare rete, insomma: trasformando in nostri canali social in contenitori non più di noi stessi ma dei nostri punti di vista puntando a costruire giorno dopo giorno un interesse crescente attorno a noi, basato su un rapporto di fiducia verso gli argomenti proposti. Per fidelizzare il lettore, insomma, come si diceva e faceva una volta. 

Scegliendo anche di lavorare in gruppo. Come per esempio abbiamo scelto di fare io e altri con Slowthinking.

Per fare questo, indispensabili gli strumenti tecnici. In rete, ce ne sono tantissimi utilissimi allo scopo. Nelle prossime puntate, vi racconterò di Trello e di come sia possibile utilizzarlo per costruire il progetto editoriale del vostro blog e per pianificare un vostro calendario editoriale. 

Che dite, vi interessa questo discorso? Vado avanti?

Credit immagini:  http://blog.voxer.com/

 Vi è piaciuto quello che avete letto? Se sì, lasciateci un commento e – magari – condividetelo sui vostri social! Sarà il modo migliore di dirci grazie e per spingerci a continuare a offrirvi post sempre più interessanti!

Grazie sin d’ora a chiunque deciderà di farlo!

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One Response to “Fare blogging, pensieri sparsi: la sindrome del post bianco… voi l’avete mai provata?”
  1. Alessia - moretto's chefs 5 settembre 2016

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