Categoria: Acquisti

  • Mele, video virali e – soprattutto – bufale

    torta di mele

    Vi sarà capitato di vederlo, forse, in rete: un video in cui si fa notare  che grattando una mela bio di Esselunga si ottiene una sostanza biancastra che sembra cera. Da qui, la critica ad un intero settore: quello delle mele biologiche, accusato di vendere prodotti non sani, e trattati con cera.

    L’effetto virale del video, dicono gli operatori, per almeno una settimana ha comportato un sensibile calo nelle vendite dell’ortofrutta biologica, con agricoltori costretti a buttar via prodotti freschi invenduti.

    Eppure diversi siti, hanno spiegato che la cosa non è assolutamente vera

    Lo strato ceroso che appare sulla cuticola delle Red Delicious (ma anche delle Gala, delle Granny Smith, di varietà antiche, come la mela Annurca campana e di mele meno note, ma dal nome eloquente, come mela Cerina o Oleata) è prodotto del tutto naturalmente dal frutto, per proteggersi dagli attacchi fungini. La quantità di cera cambia da varietà a varietà, e anche a seconda degli ecotipi, della selezione e del microclima: di norma è superiore nelle aree a forte escursione termica, come in quelle di montagna.

    Se si espone alla fiamma, questa cera fonde (intorno ai 50°) come quella prodotta dalle api e poi brucia, emanando odore come tutte le sostanze organiche che bruciano”.
    Anche secondo   l’Assessorato agricoltura della regione Lombardia,  “La lucentezza di alcuni frutti non deve indurre in inganno: non è legata a particolari trattamenti chimici, ma è un fenomeno naturale, dovuto al fatto che, per proteggersi dagli agenti atmosferici, i frutti producono delle cere naturali, con le quali ricoprono la buccia. Queste cere, se strofinate contro una superficie morbida… si lucidano, proprio come la cera che si dà ai pavimenti”.

    Insomma, non è assolutamente vero che la cera sia una forma di sofisticazione alimentare: se volete approfondire qui l’articolo completo (che segnala anche i siti anti-bufale che in passato si sono occupati della vicenda).

    E soprattutto, non è assolutamente vero che un video – sia pur virale – debba necessariamente essere *vero*. Anche se purtroppo sono veri i danni fatti a buona parte di un settore agroalimentare.

  • Dalla qualità alla patata

    Dalla qualità alla patata

     
     
    Mi ci avevano pure invitata, alla presentazione dell’audacia a base di patatina industriale  ma non ci sono andata. Figurarsi se sprecavo un giorno di ferie e i soldi del biglietto per Milano, per andare a sentire osannare una patatina… Ormai però è dappertutto: Cibus, a Parma, ne era invasa. Cosi’ come ne è invasa la tv:  uno spot di una antipatia insopportabile. Soprattutto per chi ricorda  i discorsi sulla qualità, sulla tradizione, sul cammino cui si trova di fronte al cucina italiana. E per chi ricorda anche la discussione con la Parodi, su questi temi. Che, alla fine, mi pare mostro di coerenza rispetto a lui.
    Che di Audacia, prestando il suo volto a questa campagna pubblicitaria, ha sicuramente dimostrato di possederne parecchia.

    Troppa, decisamente. Per i miei gusti, almeno. Perlomeno, pensando alla sua famosa discussione con Benedetta Parodi…

     
     
    Edit: il video risulta non visibile, in quanto reso privato. Potete comunque trovarlo sul sito della RAI

    In ogni caso, resta in buona compagnia: i suoi soci televisivi, infatti, ci stanno raccontando della grandezza della pasta sfoglia industriale l’uno e della bontà di un olio di oliva a meno di 5 euro l’altro. La prova provata, caso mai che ne fosse bisogno, che Masterchef sta alla cucina come il Grande fratello sta alla lettura.Roba da rivalutare la Clerici e la Parodi, insomma.