Categoria: Esperienze

  • Il Mate, una piacevolissima abitudine tutta da provare!

    Il Mate, una piacevolissima abitudine tutta da provare!


    Gennaio, tempo di nuovo inizio.

    Buon anno, innazitutto. Non ci si leggeva da un po’: nuovi impegni lavorativi mi hanno tenuto lontano da queste pagine. Non so se lo sapete, visto che – anche per correttezza verso chi mi segue – ho annunciato su facebook l’inizio della mia collaborazione con il Pastificio Di Martino: da novembre, lavoro infatti a Fico allo stupendo progetto del pastificio di raccontare, lontano da Gragnano, come si produce la pasta più buona del mondo.

    Per questo, da un po’ di tempo non scrivo più da queste parti: mancanza di tempo, purtroppo. Ma è ora di un nuovo inizio, anche sul blog.

    Premessa.
    Come tante persone in questo periodo ho iniziato un periodo di alimentazione controllata. No, non uso la parola dieta: mi deprime. Sono in sovrappeso, lo so, ma non riesco a concentrarmi su obiettivi come la perdita di peso. Meglio allora puntare a periodi di depurazione: utilissimi anche questi, necessari proprio.

    In periodi come questi, mi piace provare prodotti nuovi per scoprire – e verificare – le loro benefiche proprietà.

    Sia chiaro: non mi aspetto i miracoli ma solo un piccolo aiuto nei percorsi di benessere che periodicamente decido di intraprendere.

    Una nuova scoperta: il Mate

    Uno di questi, è una scoperta di questo ultimo periodo: il mate, , una bevanda ricavata per infusione dalle foglie dell’ Ilex Paraguariensis, un albero che cresce nella regione sub tropicale dell’America del Sud.

    Non lo conoscete? Neanche io, fino a poco tempo fa. Incontrato per caso e provato subito, spinta dalla curiosità.

    Il mate ha infatti numerose proprietà benefiche. La prima, graditissima, è che aiuta a perdere peso. Infatti ha proprietà diuretiche e migliora il funzionamento del metabolismo.

    Poi, altra proprietà preziosissima in questi mesi invernali, rafforza il sistema immunitario e offre anche un valido aiuto contro alcune infezioni batteriche. Contiene poi vitamine del gruppo B e sali minerali fondamentali come potassio e magnesio.

     

    Il mate è coltivato soprattutto in Argentina – qui si produce uno dei  uno dei mate più conosciuti ed esportati al mondo, il  Taragui – in Paraguay e nel sud del Brasile, ed il suo consumo quotidiano è una abitudine dei paesi del Sud America: grazie alle sue proprietà però ultimamente si sta diffondendo in tutto il mondo. Certo, non è più servito nelle zucchette precolombiane ma in coppette destinate proprio al suo consumo accompagnate da una cannuccia di metallo.

    Si prepara più o meno come un the, ponendo la polvere sul fondo della coppetta – che viene coperta dalla mano e agitata, dopo averla capovolta, per eliminare le polveri più sottili – e poi coperta da acqua a 80 gradi. Si gusta quindi con la bombilla, la cannuccia metallica da mate, e mano mano che viene consumato si aggiunge altra acqua in modo da averne sempre pronto.

    Insomma, una piacevolissima abitudine tutta da provare!

  • Il Caseificio Il Casolare di Alvignano

    Il Caseificio Il Casolare di Alvignano

     

    caseificio Il Casolare di Alvigliano

    Per parlare  del caseificio Il Casolare di Alvignano, un  che da generazioni produce Mozzarella di Bufala Campana DOP in una zona a metà strada fra il Parco Regionale del Matese ed il Parco Naturale Taburno-Camposauro, non si può che partire dal volto di Mimmo La Vecchia e dalle mani di chi, come lui, lavora alla produzione di questo prodotto unico.

    caseificio Il Casolare di Alvigliano
    Una lavorazione di tipo artigianale ma di elevata qualità: chi ha avuto la fortuna di assaggiare i prodotti del Caseificio Il Casolare di Alvignano sa quanto questa affermazione sia vera. Il latte  proviene da bufale di allevamenti dop  dell’alto casertano, e questo spiega il  sapore unico di questa mozzarella.

    Le fasi della lavorazione sono quasi tutte a mano: uno spettacolo per gli occhi, prima che per la gola. Se vi capita, passate pure a trovarli e chiedete di assistere alla produzione. Rimarrete incantati da quella gestualità antica fatta degli stessi movimenti di sempre. Certo attrezzature e vasche sono di tipo moderno – e ci mancherebbe altro – ma le fasi fondamentali sono le stesse che accompagnano da sempre la nascita della mozzarella di bufala campana.


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    Per il sapore, invece, posso solo affidarvi all’immaginazione. Consigliandovi però di andare presto a trovare Mimmo al Caseificio Il Casolare di Alvignano, per assaggiare sul posto.

     

     

    caseificio Il Casolare di Alvigliano

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    CASEIFICIO IL CASOLARE snc
    Via OLIVELLA 12
    Alvignano (CE)
    T 0823 610906 – 329 6139036 – E ilcasolaresnc@libero.it

    Qui una selezione delle foto, per vederle una per una, passateci sopra con il mouse.

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  • Giovanni Rana e il Banco alimentare: una scelta di solidarietà a tavola

    Avete sentito della nuova edizione dell’iniziativa del pastificio Giovanni Rana? Dal 14 novembre 2016 al 15 gennaio 2017 per ogni confezione della gamma Duetto venduta il pastificio donerà una confezione di Pasta Ripiena al Banco Alimentare.

    L’obiettivo di questa operazione è molto semplice: donare oltre un milione di piatti di pasta fresca alle famiglie in difficoltà

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    Non è la prima volta che il pastificio Rana sostiene il Banco Alimentare. Già negli ultimi mesi dell’anno scorso infatti un’iniziativa analoga ha dato gandi risultati – documentati da ocumentate e certificate da IRI, che rileva le vendite settimanali nella Grande Distribuzione.

    – Oltre 2 milioni di piatti di pasta fresca donata
    -20 sedi e 300 persone della rete Banco Alimentare coinvolte
    – 950 pallet consegnati con 33 trasporti
    – Più di 7.500 strutture caritative territoriali incluse nel progetto, distribuite nelle 20 Regioni italiane
    – oltre 300.000 famiglie raggiunte
    – 1.300.000 le persone che hanno ricevuto i prodotti Giovanni Rana.

    Il Pastificio Rana, fondato all’inizio degli anni ’60, ha avuto negli ultimi anni successi straordinari dal punto di vista commerciale e Giovanni Rana ha scelto questo modo per “esprimere la nostra gratitudine agli italiani e farlo con quello che sappiamo fare meglio, la pasta“. L’idea di Giovanni Rana è di riuscire in questo modo a “restituire a tante persone l’orgoglio di mettere un piatto di pasta a tavola nella propria casa, preparato nella propria cucina“.

    Una scelta che lo stesso Giovanni Rana ha spiegato come legata a vecchi ricordi, soprattutto a quello dello sguardo degli sfollati dai bombardamenti nel basso veronese (nel corso della seconda guerra mondiale) la sofferenza dovuta alla fame hd lo spinge ancora oggi a cercare di trovare un mod di dare un contributo alle famiglie che non hanno le risorse economiche necessarie per vivere in modo dignitoso.

    E a trasformare ogni scelta d’acquisto in una scelta di solidarietà.

    Buzzoole

  • La cottura al vapore, il mio regalo per il mio Natale

    La cottura al vapore, il mio regalo per il mio Natale

    Ci pensavo da tanto tempo ad un forno a vapore. Da anni, da quando l’ho visto per la prima volta nella casa di un mio amico chef, ma purtroppo ho sempre dovuto rinunciare. Troppo ingombrante, troppo costoso, troppo impegnativo a livello di consumi.

    Poi, però ho fatto una scoperta. E’ stato poco tempo fa, a casa di amici degli amici: un forno microonde combinato Panasonicil modello era l’NN-CS8945, nel caso vogliate cercarne le caratteristiche in rete – che unisce in un solo forno cottura a vapore, forno ventilato, grille microonde.

    Incredibile, vero? Ma ancora più incredibile è stato l’assaggio. Tutto cotto perfettamente, morbido e umido al punto giusto grazie al sensore di umidità incorporato.

    Insomma, il forno microonde combinato Panasonic è perfetto per tanti usi: chi pensa infatti che il micronde serva solo per scongelare in fretta oppure per riscaldare velocemente le pietanze o non ha capito molto del suo uso oppure ha scelto il microonde sbagliato.

    Quale la caratteristica da tenere maggiormente presente?
    Oltre alle sue funzioni , ovviamente (che nel caso del Panasonic Forno combinato a vapore da 32 L sono appunto: vapore, ventilato, grille microonde), un elemento da non sottovalutare al momento dell’acquisto è la sua potenza: deve essere almeno 900 watt. Al di sotto di questa soglia – a parte risultati non soddisfacenti – il consumo della corrente aumenta (volete capire come? Leggete qui: link) e quello che vi illudete di avere risparmiato grazie ad un basso prezzo di acquisto lo ripagherete nel tempo con gli interessi nel momento in cui pagherete le vostre bollette elettriche.

    Se anche voi avete in mente di farvi un regalo come questo, questo è il momento perfetto.
    Acquistando infatti un forno microonde combinato Panasonic entro il 31 dicembre 2017 (o un altro piccolo elettrodomestico Panasonic), riceverete direttamente a casa vostra una freschissima cassetta di frutta e verdura curata da FruttaWeb del valore di 30 € o 100 €.

    Partecipare a questa iniziativa è semplicissimo: Una volta acquistato il vostro forno, registratevi qui LINK . Dopo, sarà sufficiente fornire i vostri dati e caricare un’immagine del documento di acquisto. Tutto qui. Verrete quindi contattati da FruttaWeb che provvederà ad inviarti entro dieci giorni un coupon spendibile sul loro sito.

    LEGGI IL REGOLAMENTO

    Insomma, cosa aspettate per regalarvi il vostro nuovo forno Panasonic?

  • Gli occhi di  San Gennaro, dei napoletani, di Lello Esposito e – forse – anche un po’ di Massimo  Troisi

    Gli occhi di San Gennaro, dei napoletani, di Lello Esposito e – forse – anche un po’ di Massimo Troisi

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    Uno dei momenti più emozionanti del tour napoletano  che ho vissuto grazie alla vittoria Food Blog Awards 2016: l’incontro con Lello Esposito. Sicuramente uno dei  maggiori artisti napoletani, le cui opere si concentrano in modo particolare sui simboli di Napoli, quali Pulcinella, San Gennaro, Vesuvio.

     

    L’incontro è avvenuto nel suo  studio, situato in quelle che furono le scuderie del Palazzo di Sangro risalente al 1500. Ma già prima, durante la passeggiata, avevo avuto di modo di apprezzare da vicino una delle sue opere sicuramente più note e più viste in città: il Pulcinella di vico del fico al Purgatorio (via dei tribunali, un attimo prima di arrivare da Sorbillo) donato dall’artista alla città.

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    Io non so cosa avesse in mente Lello Esposito donando questo Pulcinella alla città di Napoli. Ma so che il punto dove è stato collocato è in grado di regalare alla scultura una bellezza commovente. Non c’è infatti separazione tra i colori del vicolo e quelli della statua, e quello che viene fuori è la perfetta fusione tra personaggio e luogoQuasi un simbolo, insomma, di quanto questa maschera possa davvero rappresentare la città: semplicemente perché – alla fine – Napoli e Pulcinella sono due aspetti della stessa anima.

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    Durante la visita all’atelier, però da una cosa sono stata letteralmente rapita: la potenza degli Occhi di San Gennaro.

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    Una scultura imponente,  diversa dalla rappresantazione classica delle figure religiose: che si solito sono collocate su un piedistallo in modo da poter essere  guardate solo dal basso verso l’alto, mantenendo quindi i fedeli in condizione di inferiorità, come si conviene a chi prega.

    Gli occhi di San Gennaro di Lello Esposito, invece, sono all’altezza dello sguardo di chi osserva: mettono santo e osservatore sullo stesso piano. Un concetto particolare che provo a spiegare ricordando un nome: Massimo Troisi. E un video: quello su San Gennaro, appunto. Chi non lo ha visto, lo trova qui.

    In questo spezzone, più che comicità, c’è un pezzo di Napoli, di anima della sua gente. C’è il racconto del suo rapporto con la religione e coi santi. Fatto di venerazione, certo, ma anche di affetto fraterno. Per questo, non solo amorevole ma anche a volte litigioso, se non addirittura minaccioso. Perchè il santo, per il napoletano (e san Gennaro in particolare) non è un’entità lontana. E’ stato uomo, prima di essere santo e questo lo rende una figura familiare, un compagno di viaggo, in grado quasi di porsi come intermediario con Dio.

    San Gennaro conosce Napoli, conosce i suoi abitanti e di loro sa tutto: la loro fatica di vivere, il loro dolore quotidiano, la sofferenza nascosta dietro la maschera di ilarità appiccicata dai luoghi comuni. Dio no, non ha tempo per tutto questo. Lui è grande ma per questo anche un po’ snob: ha altro da pensare. Per questo il napoletano si affida al Santo piuttosto che a lui: e il miracolo del sangue continua a restare un simbolo di speranza per questa città. Quello dell’impossibile che incredibilmente, può divenire possibile, anche se solo due volte l’anno.
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    Ecco, io non so se Lello Esposito avesse in mente questo: ma mi piace pensare che il suo pensiero non sia poi tanto distante da questa idea. In fin dei conti, lui e Massimo Troisi erano amici – mi pare siano stati a scuola insieme – per cui nulla di più facile che entrambi siano caratterizzati dalla stessa idea di napoletanità. E, appunto, dallo stesso modo di guardare negli occhi San Gennaro.


    Insomma, se amate Napoli, e volete davver scoprire tutti i suoi aspetti, non trascurate di cercare di scoprire qualcosa di Lello Esposito. Fosse solo la statua del Pulcinella di cui parlavo prima.

    E intanto, accontentatevi di qualcuno dei miei scatti che – spero – vi metteranno un po’ di voglia di scoprire Napoli e le sue meraviglie.

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    PS. A proposito della religiosità dei napoletani, mi viene in mente  una foto scattata da Luciano De Crescenzo e pubblicata ne “la Napoli di Bellavista”, all’indomani della cacciata del Santo dal Calendario dove il  piedistallo della statua è coperto da un cartello scritto a mano: “San Gennà, futtatenne”.

    Cose che si dicono, appunto, ad un compagno di viaggio. Perchè con questi si litiga, sì, ma quando è necessario, ci si ferma a consolarli.

     

  • Bonomelli, una cura per la voglia di essere altrove

    Bonomelli, una cura per la voglia di essere altrove

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    Ci sono giornate un po’ così, in cui per avresti solo voglia di mollare tutto e andare a fare un giro. Al mare, magari, a passeggiare lungo la riva in silenzio. Oppure in montagna, per affacciarsi su qualche panorama fatto solo di azzurro e di verde.

    Spesso però sono giornate in cui non puoi andar via e ti tocca stare a casa. Perché tua figlia deve studiare, per esempio, e perché la tua casa ormai assomiglia più ad un campo di battaglia che ad un appartamento. Certo, non è una bella prospettiva, ma purtroppo non sempre si può scegliere.

    E allora, che si fa? Ci si arrabbia e si rovina una giornata intera? Magari, una domenica?

    No, meglio di no. Meglio cercare il lato positivo della faccenda. Difficile? no, non credo. Visto che va così, tanto vale organizzarsi e fare in modo di tenermi libera il prossimo weekend. Caschi il mondo, insomma, domenica prossima sarò in qualche posto all’aria aperta. Dove non lo so, ma di sicuro sarò in giro a fotografare. O a vedere una mostra – per esempio Salgado, a Forlì – insomma, starò a godermi il frutto della fatica che – purtroppo – mi tocca fare oggi.

    E per quanto riguarda la voglia di natura, io ho il mio trucco.
    Terrazzino, tavolo, e tazza di Bonomelli pronta.
    Calda, caldissima, da sorseggiare piano. Riempendomi di calore, sorso dopo sorso.

     

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    Un modo di immergermi nella natura, insomma, anche quando mi è impossibile farlo davvero. Un po’ di musica di sottofondo, oppure un libro, e la mia tazza di camomilla Bonomelli (LANDING PAGE). Poi, il paesaggio dalla mia terrazza (terrazzina, in verità, viste le dimensioni) fa il resto. Ho la fortuna di abitar nella periferia di un paese emiliano, di quello tutto campagna. E vedo un parco, non lontano, e dei vigneti di lambrusco. Facile, così, sognare di essere altrove.
    Oppure, come ora, prima di andare a letto. Una bevanda calda Bonomelli, e le tensioni spariscono. Già: perché Bonomelli non è solo camomilla: se non lo avete ancora fatto, assaggiate gli altri gusti. Vi sorprenderanno.

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    La mia preferita? L’infuso al gusto di arancia e papaya: fresco e profumato, in cui il sapore dolce e aromatico della papaya si sposa perfettamente con il profumo e la freschezza dell’arancia.
    Un connubio ottimo, come tutti gli infusi Bonomelli!
    Bonomelli seleziona le migliori coltivazioni in tutto il mondo, utilizzando le parti migliori in modo da offrire un prodotto ricco di principi attivi.

    E voi? Qual è il vostro gusto preferito? E qual è il vostro modo di sognare di essere altrove?

     
    Buzzoole