Categoria: Pizze e focacce

  • La pizza fatta in casa: ricetta per pizza croccante

    La pizza fatta in casa: ricetta per pizza croccante

    ricetta per pizza croccante

    Fare la pizza fatta in casa, si sa, non è semplicissimo. Il più delle volte si ottiene qualcosa di più simile ad una focaccia: colpa del forno, sicuramente e della temperatura troppo bassa rispetto al forno dell pizzerie. Per non parlare poi della stesura: il più delle volte è semplicemente schiacciata (con le mani, se non addirittura – orrore! – con il mattarello e poi condita. Condita spesso solo a metà, oltretutto: spesso la mozzarella viene aggiunta verso fine cottura, in modo che resti filante.
    Modi di fare molto diffusi, in molte case, che però portano ad ottenere una pizza poco croccante, un po’ *panosa*. Buona, per carità, ma come dicevo prima somigliante più ad una focaccia che ad un pizza.

    ricetta pizza croccante

    Ma come si fa ad ottenere in casa una pizza croccante?

    Ovviamente, serve una buona ricetta, e serve una buona farina che consenta un buon grado di idratazione e che regga un lungo tempo di lievitazione. Ma a parte queste cose – di cui dirò dopo – occorre avere una serie di attenzioni che consentiranno di avere un risultato accettabile anche nel forno casalingo.

    Il primo impasto, per esempio, va fatto in anticipo, molto anticipo. Questo vi consentirà di usare pochissimo lievito, cosa che darà alla vostra pizza una digeribilità eccezionale e renderà la vostra pizza croccante fuori e morbida dentro in un modo che non otterrete mai con una pizza lievitata in fretta. 
    Questo vale soprattutto nel caso utilizziate una farina forte: un impasto ricco di glutine infatti non deve solo lievitare ma anche *maturare*. E questo può accadere solo grazie ai tempi lunghi. Altrimenti, dovrete accontentarvi di un impasto gommoso e scarsamente digeribile.
    Se avete voglia di fare una buona pizza in casa, quindi, organizzatevi in anticipo. Impastate la sera precedente oppure – al massimo – la mattina stessa.  Non è difficile, fidatevi, basta programmare. Impastate e sistemate l’impasto in una ciotolona unta di olio (deve essere molto grande, per lasciare spazio all’impasto anche una volta che sia ben lievitato. Coprite con pellicola trasparente e scordatevene. Non è difficile, e neppure faticoso.

    La mattina dopo,  rovesciate l’impasto su un piano di lavoro e formate delle palline di 250 gr circa ognuna. Se siete bravi, ma bravi davvero, potete scegliere di mozzare la pasta, come si fa per i babà. Io che tanto brava non sono, porziono l’impasto e poi faccio una specie di pirlatura (come per il panettone).


    Perché perdere tanto tempo, vi state chiedendo?

    E’ importante, credetemi: se otterrete delle palline ben formate avrete un buon cornicione che per una pizza è fondamentale.  E sarà molto più facile stendere: basterà schiacciare la pizza premendo dal centro e spostandosi verso l’esterno, in modo da mantenere uno spessore un po’ più alto.

    ricetta della pizza fatta in casa

    Poi conditela

    Ma conditela davvero, non lasciate da parte la mozzarella. No, non si brucetà, non temete. Sarà sufficiente che la trattiate nel modo giusto. Innanzitutto, evitate come la peste quella *per pizza*. Non esiste mozzarella per pizza ma solo mozzarella (o, per meglio dire, fior di latte: meglio questo della bufala, troppo acquosa per i miei gusti). Tagliatela in pezzi un po’ grossi, sistematela sull’impasto e cuocete normalmente: non si brucia nel forno di pizzeria, volete che si bruci in quello di casa? Impossibile: a meno che non abbiate usato la mozzarella sbagliata o l’abbiate tagliata troppo fine.


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    E ora, finalmente, la cottura

    Io uso la pietra refrattaria e mi sento di consigliarla a tutti. Ma la uso in un modo particolare: la sistemo in alto e la faccio scaldare benissimo al massimo della temperatura e con grill acceso. In questo modo – lasciando una fessura di una decina di cm dove cuocio la pizza – si crea una temperatura molto più alta di quella di un forno casalingo (non ci credete? misuratela con un termometro e mi darete ragione!). In questo modo la pizza cuocerà in fretta e il risultato sarà decisamente migliore di una cottura *normale*.

    ricetta pizza fatta in casa

    Perlomeno, a me così sembra. E a voi?

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  • La ricetta della pizza di scarola e un suggerimento per accompagnarla: #mionettosummer

    La ricetta della pizza di scarola e un suggerimento per accompagnarla: #mionettosummer

    D’estate, si sa, si tende a bere meno vino. Il caldo, soprattutto, ma anche la voglia di consumare cibi più leggeri e di muoversi di più senza sprecare tempo in pennichelle cui saremmo sicuramente costretti se continuassimo a bere gli stessi vini che amiamo di inverno.

    Per fortuna però l’Italia è ricca di vitigni e quindi vini non solo diversi ma adatti a tutte le stagioni.

    E d’estate, sicuramente, uno dei miei preferiti resta lui: il prosecco. Perfetto per mille occasioni, ed in grado di regalare freschezza. A cominciare dall’aperitivo, per iniziare a rilassarsi in attesa della cena, gustand profumo e aromi e immaginando quelli che verranno.

    Si abbina con tutto, salumi formaggi, crostini. Ha un solo difetto: grazie alla sua frizzante leggerezza magari potrebbe spingere a mangiare un po’ troppo già dall’aperitivo. E se ci aspetta una cena *importante* o particolare, meglio non farlo… siete d’accordo?

    In particolare, d’estate amo il Prosecco DOC Treviso Extra Dry “MO Collection”, ottenuto da uve selezionate raccolte nel cuore della Valdobbiadene, una regione del Trentino da sempre vocata alla produzione di Prosecco.

    L’azienda Mionetto ha un secolo di storia alle spalle, durante il quale ha saputo farsi interprete importante del territorio d’origine e divenire una delle più rappresentative aziende vinicole italiane.
    Inn più, la bottiglia Mionetto MO è bellissima: lineare, sinuosa e raffinata. Perfetta per rendere il Prosecco DOC Treviso Extra Dry “MO Collection” un vino elegante e raffinato sia fuori che dentro”

    Insomma, un vino tutto da scoprire: sia visitanto il sito che seguendo gli hashtag #mionettosummer,  #designdelgusto #mionettoprosecco

    Io vi raccomando di farci un giro. Ma intanto vi racconto di una delle ricette che più mi piace accompagnare da bollicine di prosecco… la pizza di scarole, la conoscete? Una base di pasta per pizza, arricchita di una cucchiaiata di strutto (o olio e.v.o.) ogni 250 gr e farcita  da una scarola soffritta in padella

    Pizza di scarole

     

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    Buzzoole

  • La ricetta della pizza fatta in casa

    La ricetta della pizza fatta in casa

    ricetta della pizza fatta in casa

    Questa è la ricetta della pizza fatta in casa che preparo più spesso.  Sono decisamente abbastanza soddisfatta del risultato – ovviamente,  va sottolineato il fatto che uso un normalissimo forno elettrico casalingo, non ventilato – e credo che questo dipenda da pochi, semplicissimi, fattori.

    Innanzitutto la farina. Nella mia ricetta della pizza fatta in casa uso una farina specifica per pizza. La mia preferita resta la Caputo, difficile da trovare se non all’ingrosso. Ma potete usare tranquillamente una di quelle in vendita al supermercato.

    Quando posso, poi,  preparo l’impasto  la sera prima, oppure la mattina. La bontà del risultato è infatti direttamente proporzionale alla durata della lievitazione e inversamente proporzionale alla quantità di lievito utilizzata.  Questo per un motivo: l’impasto, oltre a lievitare, MATURA: questo fa sì che il risultato sia leggero e di facile lievitazione. Usando grandi quantità di lievito, infatti, sicuramente  la pasta lieviterà prima ma il risultato sarà – oltre che  una pizza meno buona – anche una pizza di difficile digestione.

    Altro dettaglio, la tecnica di impasto, che è quella tipica della pizza napoletana. Ve la mostro in un video, spiegata dalla viva voce di Salvatore Salvo: un grande pizzaiolo, che ho la fortuna di conoscere.

    Infine, la cottura su pietra refrattaria. Questa giace nel mio forno da più di dieci anni, ormai: ne è diventata parte integrante. Se non serve per cuocerci direttamente – come nel caso del pane e dei lievitati – aiuta ad evitare dispersioni di calore, il che male non fa.

    Per la pizza, aiuta ad alzare la temperatura di cottura: si accende il forno e la si colloca in alto, ad una decina di cm dal grill. Si accende anche questo e si porta il forno al massimo: poi si inforna la pizza  che è cotta in pochi minuti.

    Detto questo, ecco la mia ricetta della pizza fatta in casa

    Ingredienti per 6-8 pizze al piatto, impastate al mattino e pronte per la cena

    1100 g di farina per pizza 
    670 g acqua
    5 g lievito di birra fresco
    35 g sale

    Ore 9.00
    Sciogliere il lievito nell’acqua ed iniziare ad impastare aggiungendo la farina poco per volta, a metà incorporare il sale. Impastare fino ad ottenere un impasto morbido ma non appiccicoso. Sistemare in una ciotola unta di olio e fare lievitare coprendo con un telo umido. 

    Ore 15.00
    Senza lavorare nuovamente, rovesciare l’impasto e spezzare in parti di circa 220 gr ciascuna.
    Formare delle palline ben tese e lisce tirando la pasta verso il basso, pizzicando sotto per sigillare.
    Disporle in contenitori ermetici o ben coperte.

    Ore 20.00
    Stendere le pizze in modo da dare una forma tonda. Si schiacciano cioè senza impastare, lasciando i bordi un po’ più alti in modo da formare il cornicione.ricetta della pizza fatta in casaCondire le pizze al momento di cuocerle e sitemarle  su pietra alla massima temperatura del forno (posizione alta grill acceso).

    ricetta della pizza fatta in casa

  • Riccione, profumo di mare di inverno e di piadina romagnola

    Riccione, profumo di mare di inverno e di piadina romagnola

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    Poche persone amano il mare di inverno. Eppure, in questa stagione, l’atmosfera dei posti in riva al mare è assolutamente magica. Fatta di solitudine, di colori spesso sfumati dalla nebbia, da profumo di salsedine.  Sotto questo aspetto, poi, la riviera adriatica è ancora più magica: lontana dalle mareggiate liguri, e lontana dai traffici turistici che anche in questa stagione affollano le coste tirreniche. E poi, in più, è piena di luoghi da scoprire. E da assaporare, dal punto di vista del food. Tutto il panorama, dovrebbe essere accompagnato da una sola parola dal sapore Felliniano: GRADISCA, visto che  da quelle parti è tutto da gradire e da assaporare.

    Ad iniziare dalle colline intorno Riccione: Sant’Arcangelo di Romagna, un nome che è tutto un programma sia dal punto di vista del cibo che da quello dell’arte.

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    Oppure, spostandosi poco in là: Cesenatico, e lo spettacolo del suo porto canale. E le saline,  da visitare per scoprire come nasce il sale dolce di Cervia.

    Tanti luoghi che non sto a nominare tutti. Ma che in questa stagione vale la pena di scoprire approfittando anche delle tariffe degli hotel particolarmente favorevoli: a Riccione, magari, dove l’atmosfera del mare di inverno è particolarmente intensa. E che per la sua posizione geografica è assolutamente perfetta per un giro lungo le coste adriatiche, spingendosi a sud fino al Conero (altra meraviglia assolutamente da scoprire).

    E magari gustando piadina vera, per poi provare a riprodurla in casa, con questa ricetta.

    Peccato non avere dello squacquerone...

    Ingredienti

    1 kg.di farina debole (a basso contenuto di glutine, cioè)
    130 gr.di strutto (anche fino a 150 gr. se piace)
    latte per impastare morbido
    1 cucchiaino da caffe’ di bicarbonato (facoltativo)

    Procedimento

    Si impasta il tutto in modo da ottenere una discreta morbidezza, poi si formano tante palline che andranno coperte con tovagliolo, lasciando riposare per circa mezz’ora.
    Passato questo tempo, si riprendono e si lavora l’impasto brevemente; poi si stendono col matterello sulla spianatoia, regolando lo spessore a piacere. La piada romagnola e’ spessa circa 5/6 mm., quella riminese e’ sottilissima.
    La piadina romagnola
    Cottura
    Da questa dipende in pieno un buon risultato. Il testo, in cotto o in ghisa, deve essere MOLTO caldo. Appena posta sul testo, la piada va forata coi rebbi della forchetta, e da quel punto in poi dovrà ‘ruotare’ (facendo perno su se stessa, non voltandola) molto spesso con un coltello a lama sottile o una spatola. Cottura veloce ed uniforme, crosticina sottile esterna, interno soffice.
    Durante la cottura, la piada va mossa spesso, facendola ruotare su se stessa adagiata sul testo e voltandola una sola volta per lato.
    Se il testo e’ molto caldo (deve esserlo) la cottura non deve impiegare per piu’ di 2/3 minuti per lato. Il colore di una giusta cottura: possibilmente chiaro, NON dorato (cottura troppo prolungata, testo poco caldo, piada troppo secca), ma quasi bianco panna con vescichette di circa 1 /2 cm di diametro brunite, quasi bruciate.

  • Pizza rustica svizzero-napoletana, al Gruyère DOP

    Pizza rustica svizzero-napoletana, al Gruyère DOP

    pizza rustica in versione "svizzera". Presto su www.scattigolosi.com

    Pensandoci bene, la pizza rustica è un piatto atipico nella cucina meridionale. Un incontro tra un guscio di frolla dolce, semidolce per meglio dire, e un ripieno molto saporito fatto di ricotta, uova, salumi e formaggio. Un chiaro retaggio, probabilmente, della cucina dei monsu’ (i cuochi francesi prestati alle cucine nobiliari delle capitali del regno borbonico) ma stranamentem chissà attraverso quali giri,  divenuto talmente popolano da essere ancora oggi venduto in tutte le gastronomie *tavola calda* di cui è disseminata la Campania.

    Questo l’ha resa, soprattutto nella sua versione *mignon* (il rustico napoletano) un cibo da strada molto amato: soprattutto da me, confesso. E’ stato il cibo delle serate estive con gli amici, quando si usciva di casa prima di cena e non si sapeva mai a che ora si sarebbe finito per tornare. Ma tanto, qual era il problema? Il bar Nettuno era lì apposta per noi: una birra, un calzone o un rustico e il problema della cena era risolto. Per questo, e per i ricordi che riesce a restituirmi assaggiandola, questa preparazione è – di diritto – tra i miei cibi del cuore.  E per questo l’ho scelta per partecipare al contest #NOICHEESEAMO,  utilizzando come formaggio il Gruyère DOP.

    Ingredienti

    Pasta frolla preparata con strutto e con metà della dose di zucchero prevista, 500 g
    (potete seguire la ricetta di quella della pastiera)

    Per il ripieno

    Gruyère DOP, 100 g
    Ricotta vaccina, 250 g
    1 uovo e un tuorlo
    Salame di tipo Napoli, 100 g
    Pancetta dolce, 100 g
    Pepe Nero, io ho usato quello di Sarawak, macinato al momento
    1 uovo per spennellare

    Mettere in una ciotola la ricotta, il salame, la pancetta, il Gruyère DOP (tutti tagliati a dadini piccole) e lavorare in modo da rendere l’insieme un impasto cremoso. Regolare di sale e aggiungere il pepe.

    Stendere quindi la pasta frolla (due terzi circa del totale: il resto, servirà per le striscie) ad un’altezza di circa mezzo centimetro  e foderare uno stampo da crostata. Versarvi il ripieno, livellando in modo da rendere il più possibile uniforme la superficie, e coprire con strisce di pasta ricavate dalla frolla avanzata. Spennellare con un uovo sbattuto e infornare a  200° per 25 minuti, fino a quando la superficie non sarà dorata.

    Sfornare e lasciar riposare 30 minuti, servendo poi a fette.

     Con questa ricetta, partecipo al Contest #NOICHEESEAMO.

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  • Foccaccia di farina di grano Verna

    Foccaccia di farina di grano Verna

    Foccaccia di farina di grano Verna
    La prima cosa che colpisce, preparando questa Foccaccia di farina di grano Verna, è il colore della farina. Ambrato, tendente al nocciola. E lì capisci che quello che hai tra le mani è qualcosa di diverso dal solito. Mentre la lavori, poi,  senti la differenza dalle altre farine: non è molto forte, lo si vede dalla fatica che fa ad assorbire la dose di acqua che usi di solito. Però insisti, e lei si arrende ad un’elasticità che non ti saresti aspettata di trovare. Poi, un’altra sorpresa ancora: al momento di aprire il forno. Alle narici ti arriva un vago profumo di nocciola tostata:  forse, è il colore che spinge l’immaginazione, che una farina – si sa – non può sapere di nocciola. Eppure, è lo stesso sapore che ti ritrovi in bocca all’assaggio, e che – inspiegabilmente – Irene dice di sentire dopo averne addentato il primo pezzo.  No, non può sapere di nocciola, una farina: ma può essere tanto ricca di sapore che la cottura forte, che provoca qualcosa di simile alla tostatura,  da finire per assomigliarci. E pure parecchio.

    Insomma, non è una farina come le altre questa farina Verna, regalatami dal Consorzio Agrario di Siena. In cosa sia diversa, in cosa sia diverso il grano che la produce, ve lo faccio raccontare da Patty.
     
    “Questo grano è nato dall’incrocio di due varietà già presenti all’Ente Toscano Sementi, vale a dire l’Est Mottin ed il Mont Calme. L’incrocio consentiva di ottenere un grano resistente alle altitudini per scongiurare l’abbandono della coltivazione in aree montane da parte degli agricoltori.
    Nonostante l’utilizzo di questa semenza lungo un trentennio, il grano Verna è stato riscoperto solo negli ultimi anni, con approfonditi studi dal punto di vista salutistico e nutrizionale.
    Si è evidenziato infatti che questo meraviglioso grano antico risulta poverissimo di glutine quindi perfetto per coloro che soffrono di intolleranze o difficoltà digestive. La lievitazione del pane prodotto con il grano Verna è quindi estremamente lunga e molto controllata.
    La macinazione a pietra a bassa velocità consente di mantenere il germe di grano all’interno del prodotto finito e preservare una quantità di vitamine e minerali che rendono questa farina veramente unica. Il suo colore la fa sembrare come una farina integrale invece è semplicemente una farina di grano tenero adatta a molti tipi di preparazione tra cui la pasta fresca. “
     
    Era da un po’ che pensavo a cosa farci. Oggi, complice l’idea nata in questi giorni di fare un corso on line sul pane nel forum di gennarino.org, ho deciso: focaccia!!!
    Ingredienti:

    500 gr di farina
    7 gr di lievito di birra fresco,
    3 cucchiai di olio,
    7 gr ca. di sale fino ,
    350 gr di acqua (50 per il lievitino, 280 per l’impasto, 20 per sciogliere il sale)
    ancora olio (almeno 50 grammi)
    sale grosso per la cottura e la superficie

    Innanzitutto, ho preparato il lievitino, sciogliendo  il lievito in un 50 gr di acqua ,  a cui ho unito 50 gr di  farina ed ho mescolato in modo da ottenere un impasto che ho coperto e fatto  riposare  1/2 ora.

    Foccaccia di farina di grano Verna

    Ho preparato quindi l’impasto mettendo la farina in una ciotola, cospargendola con 3 cucchiai di olio e  mettendo al centro il lievitino ormai pronto. Ho dato una prima impastata, con un cucchiaio (in questa fase mi interessava solo unire gli ingredienti), ho aggiunto il sale sciolto in 20 gr di acqua e ho impastato ancora.

    Poi,  ho rovesciato sul piano di lavoro ed ho impastato una decina di minuti fino a quando non è diventato abbastanza elastico da non attaccarsi alla spianatoia.

    Ho collocato quindi l’impasto in una ciotola e ho fatto lievitare per un’ora circa (la temperatura ambiente era di 26 gradi).


    Passato questo tempo, ho dato un giro di folding.

    Ho coperto di nuovo e fatto lievitare ancora un’ora e ho fatto ancora un altro folding.

    Ho fatto lievitare ancora un’altra ora e poi ho preso della carta forno e con questa ho coperto il fondo di una teglia e poi l’ho unta  abbondantemente d’olio. Ho rovesciato  quindi l’impasto lievitato sul foglio e l’ho schiacciato con le mani, in modo da renderlo sottile in modo uniforme.

    Ho fatto quindi  riposare una trentina di minuti ed ho scavato  con le dita le caratteristiche “fossette” infilando le punta nella pasta e allargandole. Poi, ho preparato  un’emulsione di olio e acqua in parti uguali e ho cosparso di questa la superficie della focaccia.

    Ho infornato in forno a 250 gradi, appoggiando la teglia in basso sulla pietra refrattaria.