Tag: Dolci da colazione

  • Brioche ai semi di papavero limone e zenzero

    Brioche ai semi di papavero limone e zenzero

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    Queste brioche ai semi di papavero e glassa al limone e zenzero , sono la mia seconda proposta per Nuova Terra.

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    Prima di passare alla ricetta, però, consentitemi una premessa: non conoscevo i prodotti Nuova Terra e ne sono rimasta molto ma molto contenta. In particolare, mi hanno conquistato le zuppe: sono buone, anzi ottime, comodissime per preparare un pasto in fretta, sono sane e sono  anche economiche. Insomma, un’ottima soluzione per le sere in cui si rientra tardi e non si ha tempo e voglia di preparare nulla per cena.  E hanno pure poche calorie, il che non guasta. Per non parlare del fatto che una zuppa, nelle sere di inverno è un ottimo comfort food.
    Insomma, io ve le consiglio. Poi, fate voi.

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    Detto questo veniamo alle brioche. La base è quella classica, delle brioche siciliane. Un impasto morbido ed elastico a cui ho aggiunto il 5 per cento del peso della farina di semi di papavero. Ho preferito non metterli nell’impasto ma di spargerli sull’impasto steso – schiacciato e non impastato –  prima di arrotolarlo e tagliarlo a fette. Con le girelle che ho ottenuto, ho fatto delle specie di 8 arrotolandole su se stesse. Tutto qua, come formatura, semplicissima: voi ovviamente potrete sbizzarrirvi come più vi piace. 

    Anche con la glassa: io ne ho fatta una semplicissima: zucchero e limone e un po’ di polvere di zenzero per dare un tocco un po’ particolare.

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    Ho utilizzato lievito di birra, in dose *normale* in modo da avere una lievitazione veloce. Ovviamente, la quantità di lievito è assolutamente indicativa: va rapportata alla temperatura ambiente (se impastate in una giornata calda, insomma, caletelo di un terzo o addirittura dimezzatelo). Se vi piacciono le lievitazioni lunghe, infine, usatene un quarto e poi fate lievitare tutta la notte in frigo.

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    ull’impasto della brioche, permettetemi un consiglio: se la volete davvero perfetta, seguite le indicazioni che trovate qui su COME SI INCORDA PERFETTAMENTE UNA PASTA BRIOCHE

    Allora, che ne dite di questa ricettta? Chi la prova per primo? 

     

  • Brioche al caffè

    Brioche al caffè

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    La brioche al caffè non è poi molto diversa da quella classica, almeno nella lavorazione. Il gusto, invece, e il profumo, sono particolarissimi: ho usato una polvere di caffè finissima – presa a Napoli – e dal profumo molto intenso. Questo, credo faccia la differenza. Se avete voglia di provare questa brioche, quindi, usate un caffè napoletano vero (come il Passalacqua o il Barbera). Oppure, se non riuscite a procurarvelo, scegliete il vostro preferito ma dategli una ulteriore ripassata nel macinacaffè in modo da rendere la grana il più sottile possibile.
    Questa quella che ho realizzato io, partendo da una ricetta di Francesco Guida.

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    In alto, la formatura classica della brioche con il tuppo. In basso, la brioche a fine cottura.

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  • Torta Margherita. Ovverossia, elogio della semplicità.

    Torta Margherita. Ovverossia, elogio della semplicità.


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    Un impasto semplicissimo, fatto con le classiche quattro cose che in casa hanno tutti. All’improvviso, infatti, arriva la richiesta: mamma, posso invitare le mie amiche per merenda? Inutile tentare di spiegare che è Pasqua, che i negozi sono chiusi e che ormai tutto il commestibile è stato utilizzato per il pranzo. Nulla da fare: anche se in frigo c’è poco o nulla occorre obbedire. E procedere. Ed allora, da un controllo degli avanzi, appare chiaro che l’unica possibilità è a base di semplicità. Quella della torta margherita, appunto.

    Torta margherita ricetta

    Servono:
    3 albumi
    6 tuorli
    85 g farina
    75 g fecola di patate
    190 g zucchero
    100 g burro
    1 cucchiai di lievito non  vanigliato
    qb sale
    qb zucchero a velo vanigliato naturalmente
    burro per imburrare lo stampo

    Sbattete 6 tuorli in una ciotola a bagnomaria con lo zucchero finché sono gonfi. Incorporate quindi, poco alla volta, il  burro fuso, la  farina , la fecola e il lievito (setacciati insieme). Montate 3 albumi con un pizzico di sale e uniteli al composto: prima  un po’ per ammorbidire, e poi il resto mescolando delicatamente per non smontare l’impasto. 
    Imburrare quindi uno stampo e versarvi il composto: cuocere in forno già caldo a 180 gradi fino a quando non appare ben colorito e l’impasto tenderà a staccarsi dalle pareti. Come al solito, prima di sfornare, procedere con la prova stecchino: la torta è pronta se, infilando uno stecchino al centro, questo rimane bello asciutto e pulito.

     

     

  • Biscotti da colazione all’ammoniaca per il Santa Lucia

    Biscotti da colazione all’ammoniaca per il Santa Lucia

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    Parlando di bambini, la data di oggi – 13 dicembre, Santa Lucia – dovrebbe raccontare di sensazioni come gioia e speranza. Gioia perchè oggi è giorno di sorprese e di regali; speranza perchè la festa di oggi altro non simboleggia che la fine della notte e la rinascita del mondo e della vita. Tradizione vuole infatti che oggi sia il giorno più corto dell’anno: da domani, inizia il processo inverso. E le giornate torneranno ad allungarsi.
    Santa Lucia, per tutti quelli che hanno occhi
    e gli occhi e un cuore che non basta agli occhi…
    Per i bambini del Santa Lucia, e soprattutto per le loro famiglie, la data di oggi è invece fatta soprattutto di paura e preoccupazione per il loro futuro. Il 31 di dicembre, infatti, se la Regione Lazio non assicurerà i fondi necessari per il suo funzionamento, l’ospedale chiuderà. Anche se è considerato una delle “eccellenze” italiane invidiateci da tutto il mondo. E, soprattutto, anche se la sua attività resta, per molti bambini, l’unica speranza di conquista una vita “normale”.
    Per gli amici che vanno e ritornano indietro
    e hanno perduto l’anima e le ali.
    Non so cosa accadrà in questi pochi giorni che ci separano da questa scadenza ma oggi vorrei fermarmi un attimo per augurare ai bambini del santa Lucia che anche la loro notte finisca presto. E che la vicenda dell’ospedale Santa Lucia possa arrivare ad una felice soluzione. E che, soprattutto, loro possano riprendere in fretta il loro viaggio di speranza.
    Santa Lucia, il violino dei poveri è una barca sfondata
    e un ragazzino al secondo piano che canta,
    ride e stona perchè vada lontano…

    fa’ che gli sia dolce anche la pioggia delle scarpe.

     

     
    Ingredienti
    250 gr di farina 00
    250 gr di farina di grano duro
    100 gr  burro
    150 gr zucchero
    90 gr di latte
    2 uova
    6 gr di ammoniaca per dolci
    un po’ di liquore, o di vaniglia, o di scorza di un limone o di un’arancia
    zucchero per ripassare i biscotti, prima della cottura
    Procedimento
    Impastate gli ingredienti come una pasta frolla, sciogliendo l’ammoniaca nel nel latte. Fate riposare per circa mezz’ora.
    Formate dei bastoncini larghi quanto un pollice e lunghi più o meno il doppio e passateli nello zucchero. Infornateli quindi su teglia antiaderente a 180 gr per 30 minuti.
    Perfetti per la colazione, inzuppati nel latte. Per festeggiare ogni giorno il sorgere del sole, lasciandoci alle spalle…
    … la nostra paura del buio e della fantasia.
    Come spero accada presto per i bambini del Santa Lucia.
    Ps. da leggere ascoltando possibilmente questa in sottofondo.