Tag: lievito di birra
Danubio dolce crema e amarena e ricotta di bufala
amarene sciroppate come quelle preparate da Antonia
1 tuorlo più un po’ di latte, per spennellare prima della cottura.
PREPARAZIONE

Dico solo che storia, ha origini lontane Molto lontane. Sono passati parecchi anni infatti dalla volta in cui, nel forum di gennarino.org, ho parlato della mia idea di provare ad impastare la pizza con il liquido di governo della mozzarella di bufala campana. Anni dopo, mi è capitato di parlare di questo impasto in un gruppo su fb, quelli di Gente del Fud, e la mia idea colpì il direttore del Consorzio della Mozzarella di Bufala Campana DOP al punto che mi propose di provare un impasto nuovo, mai provato: con l’acqua di filatura (che è uno scarto di lavorazione della mozzarella di bufala: non viene usato ed è gettato a fine produzione. E non si trova in commercio). Io, ovviamente, accolsi la proposta con gioia e questo è stato uno dei primi risultati.
Nel caso di questa pitta però, la via seguita è di tipo tradizionale, a lievitazione diretta, ispiratami dalla pitta calabra. Un impasto ad alta idratazione, il 70 per cento circa, un po’ difficile da maneggiare ma che a me piace molto. Unica annotazione, rivolta chi ci vorrà provare e non ha a disposizione acqua di filatura, dato che non è facilmente reperibile. Usate pure il liquido di governo della mozzarella di bufala: magari, arrichendola di fermenti attraverso l’aggiunta di un cucchiaio di iogurt e, magari, il latte perduto dalla mozzarella al momento del taglio.

Pitta calabra all’acqua di filatura di mozzarella di bufala campana
350 gr di acqua di filatura di mozzarella di bufala campana (oppure, acqua di governo)
Procedimento
La Brioche salata al cacio e pepe e zafferano è un impasto che avevo dimenticato. Chissà perché, poi. Erano venuti fuori dei panini proprio buoni, non appena ne proposi la ricetta in it.hobby.cucina (l’antenato vero di tutti i forum e i blog di cucina: roba dello scorso millennio, insomma) ebbero pure un discreto successo. Eppure, nonostante questo, non li ho rifatti per anni.
<style=”text-align: justify;”>Innanzitutto, la forma. Non ho voluto panini, ma brioches. Mi piaceva l’idea di gustarle cosparse di miele. E poi il formaggio, che non ho aggiunto direttamente all’impasto come avevo fatto allora ma solo dopo averlo sciolto in abbondante latte, in modo da formare una crema. Per il resto, tutto semplicissimo: impasto diretto e poche ore di lievitazione. Ma la prossima volta, vado di poolish però: sicuramente il gusto ne guadagnerà.
Brioche salata al cacio e pepe e zafferano
380 gr. di farina 0
Procedimento

300 gr di fior di latte
300 gr di pomodorini
origano
olio e.v.o. (un po’ di questo, serve anche per condire la teglia)
Procedimento
A questo punto, prendete la vostra teglia (mai la leccarda, pessimo conduttore di calore, per nulla adatto alla cottura) e ungetene bene il fondo con un paio di cucchiai (o più) di olio. Prendete l’impasto e date un folding veloce come fa Glutine in questo video:
Tutto qui. La vostra focaccia morbida è pronta.
In ogni caso, ho proceduto così.
Non avevo lievito naturale, ed ho dovuto arrangiarmi come potevo con del lievito di birra. Ho iniziato alle 10 e 30 del mattino, impastando questi ingredienti:
240 gr di farina caputo rossa (la prossima volta però vado di manitoba, non più caputo)
5 tuorli
60 gr di zucchero semolato
90 gr di acqua
80 gr di burro morbido
La mattina dopo, il secondo impasto.











