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  • Lsdm al Museo Archeologico di Paestum: un tuffo verso il futuro

    Lsdm al Museo Archeologico di Paestum: un tuffo verso il futuro

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    Sono una persona fortunata, l’ho già scritto. E non solo perché ho iniziato a lavorare prestissimo in anni in cui la disoccupazione giovanile era un problema sociale enorme- esattamente come ora – ma per il tipo di lavoro che faccio. Ogni mattina, da 36 anni mi alzo per compiere un piccolo viaggio nell’arte; già perché io ho la fortuna di lavorare nei Beni Culturali, e il fatto di poter vivere l’arte quotidianamente attraverso il lavoro è una fortuna enorme,  più grande di quella che mi sarei mai aspettata.

    Per questo, quando ho saputo che lsdm 2016 sarebbe stata aperta da una cena nel Museo Archeologico di Paestum sono stata molto felice. Quei luoghi, infatti, fanno parte dei miei ricordi di bambina: ho corso intorno ai templi la mia prima gara di corsa campestre. Indelebile, poi, il ricordo di quando dentro i templi si poteva entrare, anche per giocarci a nascondino. O ad abbracciare le colonne, talmente grandi alla base che per riuscirci bisognava essere in tre.

     paestum

    Insomma, Paestum è anche un po’ la mia di  storia e proprio per  questo sono stata felicissima. Perché io sono meridionale e – in quanto tale – spesso incazzata verso il modo tutto suo che il Sud ha a volte di buttarsi via. Nonostante sia uno dei luoghi più belli del mondo, e di questa bellezza potrebbe – dovrebbe – farne ricchezza.
    Certo, ci sono problemi di risorse – e in questi ultimi anni il problema è divenuto addirittura drammatico grazie alla crisi – ma, soprattutto, ci sono problemi di mentalità. Abbiamo un patrimonio artistico unico al mondo eppure – troppo spesso – ci limitiamo a conservarlo, limitandone la fruizione da parte degli appassionati che continuano – nonostante tutto – ad arrivare da tutto il mondo.

     

     

    Ecco, in quella serata ho avuto la netta sensazione – la speranza, quasi – che qualcosa possa cambiare. Ci siamo trovati davanti ad un direttore molto giovane e straniero che con la massima semplicità ha raccontato di come ha accolto la proposta degli organizzatori di Lsdm di tenere all’interno del museo l’evento inaugurale della manifestazione.  Non sono riuscita a fare a meno di pensare, guardando Albert Sapere accanto al direttore Gabriel Zuchtriegel, che in fin dei conti erano due facce di una stessa medaglia. fatte entrambe di un territorio che – con testardaggine che a volte finisce per assomigliare all’utopia – vuole crescere (se non addirittura rinascere). 

    Peccato solo non ci fosse il Tuffatore, quella sera al Museo Archeologico di Paestum (purtroppo, era in prestito internazionale e non abbiamo potuto goderne la bellezza). Perché, in quella manifestazione, quel dipinto alle spalle dei due suoi artefici sarebbe stato perfetto. Perché avrebbe inconsapevolmente raccontato ciò di cui il sud più di tutto ha bisogno. Nonostante i dubbi, nonostante le preoccupazioni, nonostante le resistenze: di un tuffo verso il suo futuro

     

    Caseificio Barlotti, Paestum

     

     

  • La carbonara di Pipero al Rex a LSDM Paris

    La carbonara di Pipero al Rex a LSDM Paris

    carbonara di Pipero al Rex

     

     

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    carbonara di Pipero al Rex
    I
    l quattro dicembre, protagonista indiscussa è stata la carbonara. Non una una qualsiasi, ma la Carbonara di  Pipero al Rex: la più famosa, e più buona, carbonara di Roma. Raccontata dalla viva voce di Luciano Monosilio che ha mostrato i passaggi fondamentali per la riuscita di questo piatto.
    Innanzitutto, la crema di uovo. Preparata a parte, solo tuorli, mescolando insieme formaggio (o formaggi, se si preferisce mescolare pecorino e parmigiano reggiano) e uova. Già in questa fase la diversità con le carbonare *comuni* salta immediatamente all’occhio: il formaggio è tanto, tantissimo, fino a rendere la crema quasi solida. In questo modo, nel piatto non ci saranno tracce di uovo crudo ma solo cremosità.

    Questa crema viene mescolata benissimo – quasi montata – prima nella ciotola e poi appoggiando questa  sulla pentola in ebollizione. In questo modo l’uovo si addenserà ulteriormente, senza cuocere. E regalando ulteriore cremosità al piatto.

    Poi, il guanciale. Attenzione: non pancetta, non bacon ma guanciale. Questo va reso croccante e asciutto: per fare questo lo si fa “sudare” in una padella di ferro (o antiaderente) in modo da far fondere il grasso. Questo lo si raccoglie e lo si aggiunge all’uovo al momento di condire la pasta. Attenzione, deve essere ben caldo: per cui, cercate di sincronizzare i tempi: partite con il buttare la pasta e poi proseguite con la preparazione degli altri ingredienti.

    Fatte queste doverose premesse, che poi racchiudono le fasi davvero cruciali nella preparazione di questo piatto, eccovi la ricetta della Carbonara di Pipero al Rex.

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    Se poi volete vedere la Carbonara di Pipero al Rex prepepata personalmente da  Luciano Monosilio, vi segnalo questo video.