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Croissant sfogliati francesi la ricetta di Massari

Croissants sfogliati francesi
Croissants sfogliati francesi ricetta di Iginio Massari


I croissant sfogliati francesi la ricetta di Massari è tra quelle che più amo molto e che da un po’ di tempo volevo pubblicare: da quando abbiamnao fatto questa discussione nel forum – grazie ancora, cooking planner! – ed ho provato questi croissant sfogliati  francesi con enorme soddisfazione mia (per il risultato) e di Irene che se li è mangiati tutti.  Non l’ho fatto prima, perché non sono mai riuscita a trovare il tempo e la calma necessaria per scrivere la ricetta e perché le foto non mi convincevano: era sera, era inverno, e avevo pure il flash rotto (ecco spiegata la bruttissima luce!). Ma poi mi sono convinta perché pur essendo buonissimi non sono difficili (davvero è uno di quei casi in cui scrivere è più difficile del fare): anzi, questi croissant sfogliati francesi sono molto più facili di quello che possono sembrare: basta programmare il lavoro,  fissare gli orari e rispettare la tabella di marcia. Il resto, è semplice: un po’ di manualità per stendere il burro – ma preparare una specie di sacchetto di carta forno aiuta parecchio – e per stendere l’impasto in misura adatta alla sfogliatura. Tutto qui: il resto, davvero, vien da sè.  Io vi consiglio di provarci (trovando prima un attimo di tempo per guardare il video con il Maestro Giorilli linkato sotto): ne vale davvero la pena. E se avete bisogno di aiuto, vi ricordo che potrete trovarlo qui.

 
Detto questo, vi lascio alla lettura. Io, intanto, vado a meditare sulla prossima ricetta di croissant sfogliati da provare.
 

Ingredienti dei croissant sfogliati francesi la ricetta di Massari

Farina 1 kg (possibilmente una  W 330 P/L 0,55: questi della foto sono stati fatti peròcon una manitoba da super)
Acqua 500 gr
Burro 100 gr
Lievito di birra fresco 40 gr
Sale 20 gr
Zucchero 120 gr
Latte 100 gr
Burro per la sfogliatura 500 g

Attrezzi indispensabili: mattarello, piano di lavoro adatto alla stesura, carta forno.

Croissant sfogliati francesi
 
 Procedimento
Si parte 12 ore prima, con l’impasto 
In planetaria, con il gancio: unire farina, acqua, burro e lievito sbriciolato. Quando l’impasto apparirà incordato, si aggiunge il sale, poi  lo zucchero e infine il latte. Terminato l’impasto, lo si trasferisce in una ciotola, si copre con pellicola trasparente e lo si colloca in frigo a 4°, per un minimo di 12 ore.
 
 

Preparazione del burro per la sfogliatura (un’ora prima che sia pronto l’impasto)

Prendere il panetto e appoggiarlo su un un pezzo di carta forno di misura adeguata al risultato che volete ottenere. Piegare quindi la carta in modo da formare una specie di sacchetto della misura finale a cui si intende portare il burro ed esercitare una pressione graduale ma costante con il mattarello in modo da schiacciarlo mantenendo il più possibile la forma rettangolare. Una volta raggiunta la dimensione voluta, riporre in frigo il sacchetto, che si presenta così:
croissant sfogliati francesi la ricetta di Massari
 
Preparazione dell’impasto sfogliato e pieghe
 

Stendere la pasta allo spessore di circa cm 1, cercando di mantenere una forma il più possibile regolare e simile a quella del burro e appoggiarvelo sopra.

Questa fase della lavorazione è un po’ difficile da spiegare: per questo, vi consiglio di affidarvi a questo video in cui il Maestro Giorilli spiega come si procede: prima con le pieghe a tre, poi con una a quattro.

Le pieghe a tre e quelle a quattro le trovate  descritte con foto qui.

Dare 3 giri di pieghe a tre, i primi due  continui (senza riposo fra l’uno e l’altro). Prima del terzo giro fare riposare in frigo per almeno 30 minuti per far rilassare il glutine.
Dopo il 3° giro, far riposare a 4° per circa un’ora.

Stendere quindi  la pasta allo spessore di 3 mm circa, tagliare dei triangoli  di forma piuttosto allungata (anche questo, si vede bene nel video), eseguire un taglietto di circa un cm nel mezzo della base (come si vede nella foto) e arrotolarli dalla parte opposta alla punta.

croissant sfogliati francesi la ricetta di Massari

Posizionarli sulla teglia e porli a lievitare per circa due ore e mezza a 25°/26°, coprendo in modo da non farne seccare la superficie.

croissant sfogliati francesi la ricetta di Massari

Prima di passare in forno, spennellare  i croissant sfogliati con un  uovo leggermente sbattuto.

la ricetta dei croissant sfogliati francesi di Massari 4
 

Cuocere per 5-6 minuti a 220° (io come per tutti i lievitati, appoggio la teglia in posizione bassa, direttamente sulla pietra),  poi abbassare la temperatura a 180° e proseguire per altri 8-9 minuti. Ovviamente sono valori indicativi: facile che non corrispondano al vostro forno, ma basterà un giro di prova per trovare quelli più adatti a voi.

 
 croissant sfogliati francesi la ricetta di Massari
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Il panettone ricetta di Massari, realizzato con impastatrice e forno casalingo


panettone ricetta di massari

Il panettone di Iginio Massari, di cui avevo già pubblicato la ricetta… ricordate? E allora perché scriverne ancora, direte voi? Semplice, innanzitutto, per fare gli auguri. Perché da agnostica quale sono agli auguri di Natale non tengo molto ma a quelli di Capodanno sì: non cambierà nulla, lo sappiamo già, ma io credo che fermarsi un attimo aiuti sempre. E allora il momento in cui un anno finisce e sta per iniziarne un altro è perfetto per una sosta: e per pensare, soprattutto, a ciò che siamo stati e a ciò che vogliamo essere. A ciò che vogliamo buttare via della nostra vita, a tutto ciò – invece – dobbiamo dare maggiore importanza di quella data sinora. Ecco, io questo vorrei augurarvi: sappiate fermarvi, almeno oggi, e pensare un attimo a voi. Per poi provare ad essere ciò che più desiderate davvero. Io ci provo sempre: ogni anno, ogni giorno. Ma la data del trentuno mi pare perfetta per questa sorta di solstizio personale. Per cui, buon anno e buon solstizio. Che possiate trovare la vostra luce. Quella che più desiderate e di cui più sentite il bisogno.

Detto questo, il panettone. E’ la stessa ricetta dell’altro post. Solo cambia TOTALMENTE la lavorazione. Nell’altra ricetta infatti avevo seguito la sequenza di inserimento degli ingredienti che seguo di solito con impastatrici casalinghe. Mai sale e burro da soli ma sempre idratati,  e burro solo alla fine (ad incordatura avvenuta). In questa invece, che avevo letto per la prima volta in un pdf (che trovate nel mio sito sul pane fatto in casa, che sto rifacendo) firmato dallo stesso Massari,  il burro è stranamente inserito all’inizio. Non avevo mai osato, poi però il confronto su FB con Stefano – che aveva già provato questa sequenza – mi ha aiutato a trovare il coraggio necessario per provare.

panettone ricetta di massari

Ovviamente, restano inalterate le premesse sulla messa in forza del lievito madre che trovate qui, e l’invito a non trascurare il controllo della temperatura dell’impasto anche se per questa “nuova” modalità non ce ne sarebbe manco bisogno, visto che alla fine è risultata più semplice e veloce dell’altra. Insomma, leggete i due post precedenti sui panettoni: troverete tutte le indicazioni preliminari e relativi video. Non saltateli per pigrizia, o ve ne pentirete.

In ogni caso, bando alle ciance. Ecco gli ingredienti.

 panettone a lievitazione naturale, con pasta madre su ricetta di Iginio massari

PANETTONE RICETTA DI MASSARI

Ingredienti primo impasto
60 g di lievito naturale rinfrescato da tre ore
75 g di zucchero semolato (io – in entrambi gli impasti –  ho usato lo Zefiro, quello a granulometria più fine. In alternativa, si può usare zuchero normale leggermente macinato in un macinacaffé)
90 g di acqua
60 g di tuorli
85 g di burro
240 g di farina per panettoni (io ho usato la Panettone Z, del Mulino Dallagiovanna)

Untilizzando il gancio, impastare la farina, lo zucchero sciolto nell’acqua, il burro morbido e 1/3 dei tuorli fino ad ottenere una prima incordatura dell’impasto. Aggiungere il lievito madre a piccoli pezzi e poi il resto dei tuorli, un po’ per volta. Io, li ho sbattutti e aggiunti a filo, come l’olio per la maionese, insomma.
Lavorare la pasta fino ad ottenere un composto liscio, ma non eccessivamente lucido. Controllare durante questa fase la temperatura. Per due motivi: per non superare mai i 26 gradi e per chiudere a questa temperatura l’impasto finale, in modo da consentire un avvio veloce della lievitazione.
Mettere a lievitare a 26/28° fino ache non sia triplicato di volume. Mettere l’uvetta sultanina a bagno in acqua bollente per 15 minuti e lasciare colare per tutta la notte.
Una volta che il primo impasto è triplicato, e solo dopo che sia accaduto questo, si procede al secondo impasto (se l’impasto non è sufficientemente lievitato, farà ritardare la successiva lievitazione pari ad un tempo uguale a tre volte la mancanza di tempo sottratto all’impasto precedente).
Ingredienti secondo impasto
Tutto il primo impasto
60 g di farina , sempre la stessa per panettoni
15 gr di  miele
4 g di sale
60 g di zucchero semolato
80 g di tuorli
65 grammi burro morbido, tenuto a temperatura ambiente
20 grammi burro fuso
40 g di acqua
120 g di uvetta sultanina
60 g di arancio candito in cubetti
30 g di cedro candito in cubetti
Prima di riprendere l’impasto, riporlo per un po’ a bassa temperatura. Questo faciliterà la lavorazione successiva: almeno così mi è sembrato (io l’ho messo in terrazzo mentre fuori c’erano circa 4 gradi). Intanto, organizzare gli ingredienti per il secondo impasto.
 panettone a lievitazione naturale, con pasta madre su ricetta di Iginio massari
Reimpastare l’impasto lievitato (se si usa una planetaria sempre a velocità bassa) e aggiungere la farina e il miele. Lavorare fino ad ottenere un composto liscio. Aggiungere quindi lo zucchero leggermente sbattuto con 1/3 dei tuorli mantenendo sempre l’impasto liscio, aggiungere il sale e di nuovo un terzo dei tuorli (sempre dopo averli sbattuti, a filo). Quando la pasta è di nuovo bella elastica ed omogenea incorporare il burro morbido ei tuorli residui. Impastare aggiungendo a filo l’acqua.Versare nell’impasto il burro fuso, riportato a temperatura ambiente,  la frutta  e  impastare a velocità bassissima fino a che siano ben distribuiti.
panettone ricetta di Massari
Rovesciare l’impasto su un piano di lavoro imburrato e  lasciare  puntare per un’ora circa (importante per la formazione della pelle) . Pirlare l’impasto e lasciare riposare, sempre all’aria, per trenta minuti.
Ripetere per tre volte e  mettere a lievitare a 26-28 gradi (in forno spento, con luce accesa, e con un pentolino di acqua cambiato spesso per mantenere un elevato grado di umidità). Una volta che l’impasto è arrivato ad un  cm dal bordo, metterlo a temperatura ambiente per una trentina di minuti (serve anche questo ad  asciugare la pelle in superficie) ed accendere il forno. Al momento di infornare, fare un taglio a croce sulla parte superiore e mettere al centro una noce di burro.
panettone ricetta di massari
Infornare quindi  a 190° , abbassando a a 10-170 dopo una decina di minuti (io inforno in basso, su pietra refrattaria) fino a quando non si raggiunge una temperatura al cuore – da misurare con un termometro a sonda – di 90-92 gradi, al massimo.

Sfornare e lasciare capovolto per almeno 6 ore. Poi, come al solito imbustare e dimenticare per tre giorni almeno.

E, DI NUOVO, TANTI AUGURI A TUTTI. ME COMPRESA. 🙂

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La ricetta del panettone fatto in casa di Iginio Massari, a lievitazione naturale

 La ricetta del panettone fatto in casa
 
Questa ricetta del panettone fatta in casa è di Iginio Massari   e l’ho provata immediatamente dopo  il panettone di Francesco Favorito: il primo risultato – da parte mia – di qualcosa che assomigliasse ad un panettone.  Nonostante due handicap, di cui avevo detto. Innanzitutto, la farina. Avevo usato una manitoba w400 che, a giudicare dal risultato, mi pare troppo tenace per un panettone.  Poi, l’impastatrice: una Clatronic. Macchina dignitosissima, per carità, ma lontana dall’efficienza del mio Kenwood (che in quei giorni era ancora “fuori combattimento”). Visto il risultato però, la voglia di cimentarmi è aumentata, e credo i poter dire di essere stata premiata dal risultato.
 

Ho quindi deciso di provare questa ricetta del panettone fatto in casa con alcune modifiche per rendere la ricetta più adatta alle piccole impastatrici casalinghe (a questo proposito ho aggiunto una nota in fondo, leggetela!).

Ricetta del panettone fatto in casa con lievito naturale: premesse

Preparazione del burro aromatico

Nulla di particolare: il giorno prima ho sciolto il burro a bagno maria – fondamentale per me che non arrivi a soffriggere neanche in maniera minima: penso infatti che le note di nocciola che prende il burro a calore elevato mal si adattano con il profumo di arancia – e mentre era ancora liquido e caldo l’ho mescolato alle zeste grattugiate previste dall’impasto. Ho messo quindi il tutto in una tazza ed ho fatto raffreddare. Dopo in frigo, in attesa dell’utilizzo.

La ricetta del panettone fatto in casa

 

La pasta aromatica

La ricetta del panettone fatto in casa 
 
 Per questa, ho preso spunto dal composto di canditi che ho usato per i pasticcini alle mandorle ( dalla veneziana al cedro candito, almeno per quanto riguarda l’idea del candito in crema), usando le fette di arancia che mi erano avanzate nella preparazione del Roscòn de reyes.

 

La ricetta del panettone fatto in casa

 


Le ho frullate, riducendole in crema, e le ho aggiunte ad un’uguale quantità di miele di arancia insieme all’interno di una bacca di vaniglia. Una crema setosa e leggera, da tenere presente, insomma, per molti altri usi.

Finito il preambolo, la ricetta del panettone fatto in casa

Innanzitutto, la solita premessa. Ho rinfrescato il lievito madre (solido) 3 volte negli ultimi tre giorni  con la stessa farina che avrei poi utilizzato per fare il panettone e poi ho fatto i soliti tre rinfreschi ravvicinati preliminari alla preparazione.
 
Poi, la solita tempistica.e le solite raccomandazioni sul controllo della temperatura (che in dettaglio trovate qui):
 

La farina deve essere di tipo per panettoni: io ne ho usata una  specifica per panettoni con  W 340 – 380; P/L 0,55. 

La lavorazione va fatta a temperatura controllata. Per cui è indispensabile un termometro per misurare che l’impasto non superi i 24 gradi. La ciotola va usata ben fredda di congelatore e gli ingredienti freddi di frigo. In più è utile mentre si lavora rivestire la ciotola con sacchetti per la formazione di ghiaccio (legandoli anche semplicemente con qualche strofinaccio, che aiutino a mantenere il freddo il più a lungo possibile).
 
Il procedimento che ho scritto è quello cambiato per le planetarie casalinghe: che scioglie zucchero e sale prima di aggiungerli, io preferisco non avendo impastatrice professionale.
 
 
Prepararsi un sistema di controllo delle lievitazioni, su una piccola quantità di impasto.
Prima delle due lievitazioni, prelevare un po’ di impasto, pirlarlo e metterlo in un contenitore trasparente graduato (o in un bicchiere contrassegnando il livello con un elastico): questo servirà come spia di lievitazione per valutare la crescita durante la prima lievitazione. Come in questa foto. Ovviamente, l’elastico segna il livello di partenza.
 
panettone-5
 
Attenzione: se il primo impasto non è sufficientemente lievitato, farà ritardare la successiva lievitazione pari ad un tempo uguale a tre volte la mancanza di tempo sottratto all’impasto precedente.
 
 
1° giorno – ore 9
Inizio 1° rinfresco: stemperare 100 g di lievito madre con circa 40 g d’acqua , aggiungere 100 g di farina (quella per il panettone) e impastare, come l’impasto prende corda aggiungere altri 10 g d’acqua e fare di nuovo innervare.
Mettere a lievitare per 3 ore a 29°-30°
 
1° giorno – ore 12,30 circa
Inizio 2° rinfresco: prendere dal cuore dell’impasto del 1° rinfresco 100 gr di pasta ripetere tutti gli step, impastare e mettere a lievitare per 3 ore a 29°-30°.
 
1° giorno – ore 16 circa
Inizio 3° rinfresco: rinfrescare i 250 g di lievito con 250 g di farina e 125 g d’acqua seguendo le procedure descritte sopra, staccare 300 g di pasta e fateci una pagnotta o una torta di mele, e la rimanente pasta a lievitare come sopra.
 
1° giorno – ore 19,30 circa
Preparazione primo impasto serale: Se il lievito ha la forza necessaria, sarà ben sviluppato con un volume che è 3 volte quello iniziale, attenzione se il lievito non è bello gonfio, col volume triplicato e con un buon odore di pasta di pane, non proseguite, il lievito potrebbe essere acido o troppo debole. E’ ammissibile un lievissimo sentore d’acidità.
panettone a lievitazione naturale, con pasta madre su ricetta di Iginio massari di Teresa De Masi

Ingredienti primo impasto del panettone a lievitazione naturale

Durata della lavorazione: 40 miniti max
60 g di lievito naturale rinfrescato da tre ore
75 g di zucchero semolato
90 g di acqua
60 g di tuorli
85 g di burro
240 g di farina per panettoni.

Sbattere i tuorli con lo zucchero, fino a renderli cremosi. Mettere la pasta madre a pezzettini nell’impastatrice con il gancio a foglia e 90 g di acqua. Lavorare a bassa velocità in modo da fare sciogliere bene la pasta madre e aggiungere la farina un po’ per volta, continuando ad impastare. Aggiungere quindi le uova a cucchiaiate, aggiungendo altro uovo solo quando quello di prima è stato completamente assorbito e l’impasto ha ripreso corda. Togliere quindi il gancio a foglia e inserire quello da impasto e continuare prima a bassa e poi a media fino per 25 minuti ca. Inserire quindi il burro morbido, un po’ per volta (importante: in questa fase l’impasto andrebbe chiuso a 26 gradi, consiglio datomi da Raffaele, in modo da far partire in fretta la lievitazione) e mettere a lievitare per 12-14 ore. Le ore di lievitazione varieranno in base alla temperatura: importante è che l’impasto triplichi prima di procedere al secondo impasto.

Mettere l’uvetta sultanina a bagno in acqua bollente per 15 minuti e lasciare colare per tutta la notte.

 
 
Una volta che il primo impasto è triplicato, e solo dopo che sia accaduto questo, si procede al secondo impasto (se l’impasto non è sufficientemente lievitato, farà ritardare la successiva lievitazione pari ad un tempo uguale a tre volte la mancanza di tempo sottratto all’impasto precedente).
 

Ingredienti secondo impasto del panettone a lievitazione naturale

Tutto il primo impasto
60 g di farina , sempre la stessa per panettoni
15 gr di mix aromatico al miele
4 g di sale
60 g di zucchero semolato
80 g di tuorli
90 g di burro
40 g di acqua
120 g di uvetta sultanina
60 g di arancio candito in cubetti
30 g di cedro candito in cubetti

Procedimento

Inserire nell’impastatrice il primo impasto con la farina e il mix aromatico al miele, aggiungere lentamente, a cucchiaiate, i tuorli a cui si sarà mescolato lo zucchero (vale sempre la solita raccomandazione: unire altro uovo solo quando quello di prima è stato completamente assorbito e l’impasto ha ripreso corda), l’acqua (in cui avremo disciolto il sale) e per ultimo –  quando l’impasto è bene incordato  e la maglia glutinica ben formata ed evidente–  il burro agli agrumi reso morbido e  unire la frutta candita.
La ricetta del panettone fatto in casa

Rovesciare sul piano di lavoro – dopo averlo leggermente unto con del burro – e far riposare all’aria l’impasto per circa 1 ora.

 
 
Procedere poi alla pirlatura, con le mani unte, e lasciarle puntare all’aria per altri 15 minuti. Quindi, procedere con una nuova pirlatura dell’impasto e inserire nel pirottino.
 
Mettere a lievitare a 28° (stando attenti a non superare i 30 gradi altrimenti l’impasto inacidirebbe), con ambiente umido), per circa 6 ore. Non disponendo di un armadio di lievitazione, si può procedere in forno spento con luce accesa, mettendo all’interno  una bacinella con acqua bollente (da rinnovare l’acqua come l’ambiente diventa secco).
 
 
Una volta che l’impasto è arrivato ad un paio di cm dal bordo, metterlo a temperatura ambiente per una trentina di minuti (serve ad  asciugare la pelle in superficie) ed accendere il forno. Al momento di infornare, fare un taglio a croce sulla parte superiore e mettere al centro una noce di burro.
 
Infornare a 180°, dopo circa 5-10  ed abbassare poi la temperatura di una decina di gradi.
 
Tempo totale di cottura 55 minuti circa per un panettone da 1 kg: ae possedete un termometro a sonda, tirate fuori il panettone quando la temperatura interna raggiunge i 90-92 (tutti dicono a 94, ma per i miei gusti – o per il mio termometro – a 94 gradi rimane un po’ troppo asciutto).
 
La ricetta del panettone fatto in casa
 
Appena cotti vanno appesi sottosopra bucando con lo spillone da panettone o in alternativa potete usare i ferri da calza, l’importante è che raffreddino per 12 ore appesi capovolti. Io li appendo con i ferri incrociati sul bordo di una pentola piuttosto grande (mi pare che aiuti ad ammorbidire la mollica, non disperdendo immediatamente il vapore).

Riporre quindi in un sacchetto di cellophane per alimenti, aspettando – fondamentale! – quattro o cinque giorni prima di mangiarlo… se ci riuscite, ovviamente! 🙂

*Edit: questa ricetta, come ho scritto su è diversa da quella del Maestro, soprattutto nella modalità di lavorazione. Siccome però sono curiosa e testarda, poi ho voluto provare anche la sua ricetta ufficiale e il risultato è stato assolutamente CLAMOROSO. Il Panettone a lievitazione naturale ricetta Massari, Lo trovate qui, se volete vederlo e magari provarci

La ricetta del panettone fatto in casa
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Il panettone di Massari, la ricetta

Panettone di Massari

Ebbene sì, questo è uno spot autopromozionale. Più che una ricetta, infatti,  un urlo di gioia. 

Ho ritentato il panettone, questo we. E quello che vedete in foto è il risultato. Lo so, può sembrare roba da malati, essere felici per la riuscita di un lievitato ma tant’è. Sono anni che ci provavo, senza riuscirci, e questo risultato mi ha quasi commosso.

Certo, va detto che ho riprovato con un’impastatrice seria: il mio Kenwood Km800. Ne avevo smarrito le fruste durante il trasloco – tutte. Le ho viste l’ultima volta aprendo uno scatolore e le ho messe via (tanto in quel caos non mi sarebbero servite, ho pensato). Da allora, il nulla. Scomparse. Ed il mio Ken inutilizzabile ed al negozio di ricambi mi avevano fatto quasi perdere la speranza. Mi sono perino ridotta a fare la colomba con un giocattolino della lidl e due settimane fa non ho resistito a provare il panettone Con un Clatronic, stavolta. Un po’ più serio del plasticone che avevo usato per la colomba ma ancora lontano dalle capacità del kenwood: non so quante volte  ho dovuto interrompere per far raffreddare l’impasto, tendeva sempre a superare i 25 gradi. Il che, per il panettone, un bene non è. Due settimane fa, invece, il lampo di genio: le ho cercate su internet e- aiutata da Barbara – le ho trovate in Germania ad un prezzo oltretutto molto basso… ordinate subito!
Panettone di Massari
La farina poi. Anche per questa, non mi sono accontentata. Ho ordinato on line una farina ad hoc, consigliatami da Daniel nel forum di gennarino.org: la panettone Z del Molino Dellagiovanna. Splendida, davvero. Ed anche economica, il che non guasta. E’ arrivata dopo due giorni dall’ordine, il che – anche questo – non è dettaglio da poco. Insomma, ve la consiglio  proprio.
Panettone di Massari
Ed ho cambiato pur ricetta:  stavolta ho scelto  quella del panettone di Iginio Massari. Un po’ più difficile come lavorazione rispetto a quella di Favorito – ho cambiato un po’ il procedimento in modo da renderlo più adatta alle impastatrici casalinghe –  ma che credo mi piacerà di più. Ho fatto anche un’altra piccola variazione: ho arricchito il composto aromatico di arancia candita ridotta in crema. Una modalità che avevo già usato con la veneziana al cedro candito anche se quella volta l’avevo aggiunta al burro. Questa volta, invece, ho unito la pasta di canditi al miele di arancio e il risultato mi ha convinto di più. Un po’ come avevo fatto per le paste di mandorla insomma: arricchendole di profumo e morbidezza tanto intensi quanto inaspettati.

La ricetta? non l’ho ancora pubblicata. Non in questo blog, almeno. Per scriverla come si deve, ci vuole il suo tempo. Però posso farvi un invito se vi va: se volete provarci, venite nel forum questo we. Qui, per la precisione: ci riproveremo insieme, e potrò aiutarvi *quasi * in diretta.
Non ci credete? leggete le pagine di domenica scorsa : vedrete anche le foto del work in progress scattate con il cellulare, quando ancora non credevo che ci sarei riuscita.

Insomma, guardatelo. Vi piacerebbe fare un panettone così? Bene. Allora vi aspetto qui,  nel forum. Non mancate. Ed intanto, rinfrescate il vostro lievito madre. Con la stessa farina che userete per il panettone, mi raccomando…

Panettone di Massari