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Gli spaghetti al pomodoro di Peppe Guida

 

spaghetti al pomodoro di Peppe Guida

La ricetta degli spaghetti al pomodoro… ma ce ne era proprio bisogno? Certo, assolutamente: perché questa è *la* ricetta, per diversi motivi.
Innanzitutto, per l’autore: Peppe Guida, Antica Osteria Nonna Rosa Vico Equense. E sullo chef, non credo ci sia da aggiungere altro.

Secondo, per il pomodoro utilizzato. Il Corbarino Sapori di Corbara, di cui vi ho già parlato qui. Assolutamente sorprendente, nell’incontro tra dolcezza e sapidità che caratterizzano il suo sapore.

Terzo, per la pasta utilizzata: Spaghettini di Gragnano del Pastificio dei Campi. Certo, potete utilizzare anche gli spaghetti – importante è che siano buoni, anzi ottimi – in questo caso li aggiungerete al pomodoro dopo due-tre minuti di bollitura in acqua.

Quarto perché Sapori di Corbara e Pastificio dei Campi sono sponsor di LSDM,  il mio evento di cucina preferito. Non solo per il fatto che a Paestum ormai mi sento a casa mia ma perché questo congresso sta dimostrando una forza straordinaria nella fusione tra cucina e territorio. Un esempio, anzi due: la serata di apertura dell’edizione 2016 nelle sale del Museo Archeologico di Paestum e l’accordo  che ha visto Pasta Antonio Amato divenire partner ufficiale del Parco Archeologico di Paestum.

Ultimo, ma non meno importante, perché Peppe Guida sarà tra i relatori dell’edizione LSDM Roma 9.10 ottobre 2016. 

Insomma, una serie di ragioni che rendono questa ricetta degli spaghetti al pomodoro una cosa molto diversa da una ricetta qualsiasi: non a caso viene infatti presentata come *la devozione*. Perché non è solo un piatto di pasta, ma molto – molto – di più.

spaghetti al pomodoro di Peppe GuidaLa ricetta degli Spaghetti al pomodoro a’devozione, di Peppe Guida spaghetti al pomodoro

Spaghettini di Gragnano al pomodorino Corbarino di Peppe Guida
Serves 4
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Ingredients
  1. Ingredienti per 4 persone
  2. 320 g spaghettini del Pastificio dei Campi
  3. 1-2 spicchio d’aglio
  4. 2 barattoli di corbarini Sapori di Corbara
  5. olio extravergine di oliva q.b.
  6. 4-5 basilico
Instructions
  1. Passare i pomodorini al setaccio. Se volete, lasciatene qualcuno intero : io preferisco passarli tutti.
  2. Mettete 2 cucchiai di olio evo nel fondo di una padella e fate andare a bassa temperatura l'aglio per profumare delicatamente l’olio ,
  3. Aggiungere il pomodoro e fare andare a fuoco vivace per un paio di minuti.
  4. Aggiungere la pasta e far cuocere direttamente nel pomodoro, mescolando ogni tanto, in modo da portarla a cottura (se necessario, aggiungendo acqua bollente).
  5. Regolare di sale e completare con un filo di olio a crudo e basilico spezzettato.
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Ps. per setacciare in fretta il pomodoro, seguite queste istruzioni.

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Le ricette di Salvatore

Spaghetti temprati al pomodorino del piennolo del Vesuvio di Peppe Guida

Ho scoperto la ricetta  di questi Spaghetti temprati al pomodoro del piennolo del Vesuvio  di Peppe Guida grazie ad un post di Rosaria e mi ha incuriosito, anzi mi ha affascinato.
Prima però devo farvi una domanda, avete mai innaffiato una pianta di pomodori? Se sì allora sappiate che in questo piatto la prima cosa che riconoscerete saranno i profumi del pomodoro, da quelli delle foglie a quelli dei pomodori acerbi, per finire a quelli dei semi del pomodoro schiacciato.

Avete letto bene, le foglie! Perché anche quelle fanno parte del piatto. E che piatto! Se chiudete gli occhi ci sentirete dentro il mare. 

 

Spaghetti Temprati ai due Pomodori di Peppe Guida
Serves 4
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Ingredients
  1. 360 gr di spaghetti (io ho usato quelli del Pastificio dei Campi)
  2. 20 pomodorini del piennolo del Vesuvio verdi
  3. 20 pomodorini del piennolo del Vesuvio Rossi
  4. Foglie di pomodoro
  5. Uno spicchio d'aglio
  6. Basilico fresco
  7. Sale e olio extra vergine di oliva
Instructions
  1. Iniziate frullando i pomodorini verdi con olio e sale e poi passateli al setaccio raccogliendo solo l'acqua di pomodoro e tenetela da parte.
  2. Mettete una pentola d'acqua sul fuoco con le foglie di pomodoro.
  3. Nel frattempo in una padella capiente,dove avrete aggiunto olio e lo spicchio d'aglio, fate saltare a fiamma alta per pochi minuti i pomodori del piennolo rosso che avrete precedentemente schiacciato (vi consiglio di schiacciarli su una fetta di pane bruschettata).
  4. Spegnete la fiamma e tenete da parte, quando l'acqua avrà preso il bollore aggiungete il sale grosso, eliminate le foglie di pomodoro e calate gli spaghetti.
  5. A metà cottura circa rimettete la padella con i pomodori sul fuoco aggiungete acqua di cottura della pasta e versateci gli spaghetti e terminate la cottura aggiungendo acqua al bisogno.
  6. A cottura ultimata non vi resta che comporre il piatto, mettendo sul fondo dell'acqua di pomodoro a specchio. Formate,aiutandovi con un mestolo, un nido di spaghetti e disponetelo al centro del piatto, aggiungendo qualche pomodoro, una foglia di basilico e un filo d'olivo evo a crudo.
  7. Buon appetito!
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Dimenticavo, questo piatto racconta tanto di chi lo ha creato. E a me dice che solo un grande chef, come Peppe Guida che cura direttamente i prodotti che porta in tavola, poteva pensarla e realizzarla.
Applausi 

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Cucinando Primi con formaggio Primi piatti

Spaghettini con acqua di limone, olio e provolone del monaco di Peppe Guida. Un “uomo che la pasta ce l’ha nel sangue”

Spaghettini con acqua di limone, olio e provolone

 

Visto che ieri ero a Milano a Identità Golose, ho approfittato per una chiacchierata con Peppe Guida dopo il suo intervento a Identità di Pasta, dove ha raccontato del suo modo di intendere la cucina. Chi vuole, può seguire il suo intervento su Streamago, e assistere alla preparazione di due dei suoi piatti più recenti: Spaghettini con acqua di limone, olio e provolone del monaco e  gli spaghetti all’aglio e olio, senza olio.

Una cosa in particolare, tra le cose che ha detto,  mi ha incuriosito: la sua idea di km zero. Ultimamente, infatti, si parla molto di questo argomento e non sempre in maniera positiva. Anzi. E allora ho approfittato per fargli questa domanda.

Ultimamente si sente parlare spesso male di questo concetto: addirittura è capitato di leggere che secondo alcuni chef è solo una scusa per far pagare di più al ristorante. Che idea hai tu del km zero?

Per me il km zero, resta uno dei principi fondamentali, anche se – confesso – non riesco ad interpretarlo in maniera rigida e, come ho cercato di raccontare nel mio intervento,  ancora di più lo diventerà in futuro attraverso il mio progetto “agricolo” di Montechiaro.

Certo, è vero che  intorno a questo concetto si è fatto e si continua a fare parecchia confusione, nel senso che il km zero è stato spacciato come sinonimo assoluto di qualità. Così non è, ovviamente: se lo consideriamo in questo modo il km zero è solo una affermazione di  principio assolutamente insignificante per un cuoco. Se  km zero vuol dire infatti semplicemente coltivato nell’orto di casa, senza alcun riferimento alla zona dove si trova questo orto (pensiamo ai campi coltivati nelle zone altamente inquinate, come alcune zone della campania – certo – ma anche della pianura padana o – purtroppo – tante altre) ha ragione chi dice che questo concetto non esprime più nulla. Così come non esprime nulla parlare di coltivazioni senza alcun riferimento al modo in cui queste vengono portate avanti: biologico, per esempio, oppure lotta integrata.
Spaghettini con acqua di limone, olio e provolone

 

Il km zero è un concetto  che, secondo me,  va in parte ripensato:  non può cioè riferirsi alla sola territorialità. Certo questo è un punto importante, perché implica il concetto di sostenibilità, un’idea da cui ormai – non solo come cuochi ma proprio come cittadini – non dovremmo più prescindere. Ma non può essere inteso in maniera rigida: insomma credo sia più giusto allargare l’idea, arrivando a parlare di cucina di prossimità più che di km zero.

Io sono campano, cioè, e questo provo a raccontare con i miei piatti. Ma sono anche italiano, e come tale mi piace anche utilizzare prodotti di altri territori immaginando nuovi incontri di sapori, nuove combinazioni (come per esempio nel mio Mischiato potente con borlotti e ‘nduja).

Insomma, km zero sì ma senza rigidità e che  va inteso –  per quanto mi riguarda – come racconto di un territorio. Racconto che faccio per amore ma anche per orgoglio in un momento in cui i prodotti campani sono visti con diffidenza.

Nota mia: Un racconto del territorio che secondo me gli riesce benissimo: a giudicare almeno dal sapore di questi Spaghettini con acqua di limone, olio e provolone del Monaco. Assolutamente sorprendenti, nonostante la loro semplicità.

 

Spaghettini con acqua di limone, olio e provolone
Spaghettini con acqua di limone, olio e provolone

Spaghettini con acqua di limone, olio e provolone del Monaco
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Ingredients
  1. 280 gr di Spaghettini
  2. 3 limoni non trattati, magari di costiera
  3. Circa 1/2 litro di acqua
  4. 100 gr di provolone del Monaco giovane
  5. Olio extravergine di tipo fruttato leggero
  6. Pepe nero
  7. Timo limone e polvere di limone verde per decorare
  8. pochissimo sale
Instructions
  1. Si inizia il giorno prima, mettendo le scorze di limone a macerare in acqua portata a 80°, per 12 ore.
  2. Passato questo tempo scolatele e passate il liquido in un tegame basso e largo.
  3. Portate a bollore e aggiungere gli spaghettini e un po’ d’olio.
  4. Cuocete mescolando spesso e aggiungendo acqua se se necessario.
  5. Infine mantecate con il formaggio grattugiato ed ultimate il piatto con pepe e un goccio d’olio.
  6. Decorate con il timo e la polvere e servite.
Notes
  1. La quantità di acqua è quella sufficiente per una cottura di tipo risottato: la pasta infatti non va bollita ma cotta in poca acqua in modo da rilasciare amido e dare cremosità. Mettete pochissimo sale: l'aggiunta di provolone finale rischierebbe altrimenti di rendere il piatto troppo salato.
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Se volete rifinire il piatto con la polvere di limoni, potete prepararla da soli seguendo queste istruzioni.

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Cucinando Primi piatti Salato

Pasta e fagioli estiva ai peperoncini di fiume di Peppe Guida

Una pasta e fagioli in versione estiva, realizzata sulla base di una ricetta di Peppe Guida, resa particolare dall’incontro tra il gusto pieno dei fagioli estivi, e la dolce croccantezza del peperoncino di fiume. Indispensabili i fagioli freschi, appena tolti dal baccello. Certo, si possono usare anche quelli secchi ma il risultato non sarà assolutamente lo stesso. Io, purtroppo non ho trovato gli spollichini (come previsto dalla ricetta originaria) e ho dovuto accontentarmi dei borlotti.  Voi, se volete avere un piatto dal sapore tipicamente campano, provate a cercare una di queste varietà:

Tondino (detto anche fagiolo di Villaricca o Quarantino), coltivato, oltre che nella zona di Villaricca-Giugliano, anche nel Casertano;

Spollichino (conosciuto anche come Cannellino), bianco e reniforme, è il prodotto ideale per essere consumato fresco, ma anche secco;

• a Formella, fagiolo tra i più antichi, la cui coltivazione è oggi assai ridotta; è detto a formella per la forma schiacciata e ovale che ricorda quella di un bottone. Viene prodotto nelle campagne di Acerra e nel Nolano;

Controne, pregiato fagiolo cilentano, di grande qualità e gusto; è più grande del Tondino ed è particolarmente apprezzato;

Lardaro, bianco e di piccole dimensioni di forma rotondeggiante, è presente nella provincia di Napoli e in particolare nel territorio di Agerola.

Occhio nero (o fagiolo dell’Occhietiello), coltivato nella Valle del Sele e negli Alburni, oltre che in alcune zone dell’Avellinese. Prende il nome dalla tipica cerchiatura nera in corrispondenza dell’ilo.

A proposito di pasta, infine, non c’è scelta: pasta mista. Io, per l’occasione, mi sono concessa una delle mie paste delle grandi occasioni: il mischiato delicato del Pastificio dei Campi.

Mischiato delicato
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Ingredients
  1. 1 kg fagioli freschi, pesati ancora nel baccello
  2. 240 gr mischiato delicato del Pastificio dei Campi
  3. 4 peperoncini verdi non piccanti
  4. 1 spicchio d'aglio
  5. Origano fresco
  6. Olio e.v.o di tipo fruttato intenso
  7. Pepe nero di Sarawak
Instructions
  1. Innanzitutto, pulite i fagioli liberandoli dal baccello e portateli a bollore. Dopo un paio di minuti, spegnete il gas e coprite il tegame, lasciando raffreddare.
  2. Scolateli, ricopriteli di nuovo con acqua fredda, aggiungete uno spicchio di aglio vestito e rimettete a bollire portando a cottura.
  3. Una volta cotti, salate e aggiungete la pasta: cuocetela un paio di minuti in meno rispetto al tempo cui siete abituati. Togliete dal fuoco, spremete lo spicchio di aglio e un mezzo bicchiere di olio. Mescolate bene in modo da ottenere un sugo ben emulsionato e lucido e aggiungete i peperoncini tagliati a fettine sottili (tenendone da parte un po' per la decorazione del piatto).
  4. Servite completando i piatti con un filo di olio, le fettine di peperoncino rimaste ed una spolverata di pepe nero macinato al momento.
  5. Spostateli dal fuoco e aggiungete a crudo i peperoncini tritati, l’origano, il pepe e una generosa quantità di olio evo. Lasciate intiepidire la pasta per 4/5 minuti circa e servite.
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pasta e fagioli peppe guida-3

Questa pasta e fagioli estiva è sicuramente una ricetta semplicissima ma di grande risultato (grazie a dettagli importanti, come la sbianchitura dei fagioli). Che abbiamo provato in diversi nel forum di Gennarino.org . Dove vi aspettiamo, caso mai abbiate voglia di provarci con noi.

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Cucinando Primi con formaggio Primi piatti Salato

Spaghetti alla Nerano, la ricetta di Peppe Guida

Gli spaghetti alla Nerano sono sicuramente uno dei piatti italiani più famosi  della cucina della penisola sorrentina e non hanno bisogno di presentazioni. Come non ne ha bisogno Peppe Guida, che non solo mi ha dato la sua versione di questo piatto ma mi ha anche concesso di fotografare la sua preparazione.

Di mio, aggiungo solo qualche foto dell’area Marina protetta di Punta Campanella, che ho avuto la fortuna di visitare in occasione della vincita del contest Leonessa Coast to Coast. Un invito a visitare, qualora non lo abbiate ancora fatto, uno dei luoghi più belli del mondo.

Spaghetti alla Nerano

Un piatto unico nel suo genere, tanto semplice e contadino quanto gustoso e saporito, sicuramente uno dei più caratteristici della cucina partenopea.

 

Questa, la ricetta degli spaghetti alla Nerano di Peppe Guida. Che non credo abbia bisogno di presentazioni.

spaghetti alla Nerano

Spaghetti alla Nerano
Serves 4
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Prep Time
15 min
Cook Time
30 min
Total Time
45 min
Prep Time
15 min
Cook Time
30 min
Total Time
45 min
Ingredients
  1. 360 g di spaghetti
  2. 4 zucchine di medie dimensioni
  3. Olio extravergine d'oliva, q.b. per friggere e per la mantecatura
  4. Aglio
  5. Sale
  6. Pepe nero
  7. Un etto circa di formaggi misti stagionati (caciocavallo, parmigiano, pecorino: insomma, qui fate con quello che avete a disposizione)
Instructions
  1. Il segreto per un’ottima pasta alla Nerano è nella cottura delle zucchine: vanno fritte in olio profondo ma non devono assolutamente diventare secche. Al contrario, devono mantenere una certa morbidezza.
  2. Innanzitutto, tagliatele a rondelle sottili e di uguale dimensione.
  3. Poi, friggetele a fuoco medio in abbondante olio e - una volta scolate - disponetele su un vassoio coperto di carta assorbente in moda da farle asciugare.
  4. Fatto questo, cuocete la pasta avendo l'accortezza di interrompere la cottura con qualche minuto di anticipo rispetto al tempo di cottura solitamente necessario.
  5. Scolate la pasta con un forchettone - senza usare lo scolapasta cioè e in modo che non resti troppo asciutta - e sistematela in una padella dove avrete soffritto a fuoco basso un paio di spicchi di aglio. Aggiungete le zucchine e portate a cottura finale mantecando con il formaggio grattugiato e aggiungendo - se necessario - un po' di acqua di cottura della pasta fino a raggiungere la cremosità desiderata.
  6. Completate con qualche foglia di basilico spezzettata finemente ed una spolverata di buon pepe nero.
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spaghetti alla nerano

spaghetti alla nerano

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La preparazione dei ravioli

Florin Staicu è il sous chef di Peppe Guida, Antica Osteria Nonna Rosa di Vico Equense. Povero lui, gli è toccato sopportarmi in cucina diverse volte (e temo, purtroppo, che gli toccherà ancora).

L’ultima volta, mi ha spiegato come prepara i suoi ravioli, usando due semplici coppapasta. Di misura diversa: con uno, fa uscire l’aria e dà forma alla cupola. Con il secondo, li taglia. Il risultato, è come questo.

Il procedimento è semplice. Si prepara la pasta , e la si lascia riposare. Ovviamente, potete preparare la vostra preferita: Florin, per esempio,prepara quella di 30 tuorli per chilo di farina. Voi, preparate pure quella che volete.Poi, fatela riposare e stendetela fine, il più possibile.

Spennellate quindi di uovo la sfoglia (solo metà di questa) e spremeteci sopra dei mucchietti di ripieno, aiutandovi con una tasca per dolci e una bocchetta liscia.

Stendete  quindi l’altra metà sui mucchietti di ripieno, coprendo bene.

Usando  il coppapasta più piccolo , premete con la parte non tagliente, per dare forma alla cupola. Importante che il coppapasta sia molto stretto, che tiri cioè l’impasto un po’ verso il basso.

Una volta fatto questo, prendete il coppapasta più grande e usatelo dalla parte tagliente per tagliare i  ravioli alla base.


Ed ecco il risultato: io direi che vale la pena di provarci, che dite? 
Ps. se avete bisogno di aiuto,  o di consigli, venite a trovarci nel forum… ne stiamo giusto parlando qui

 

Ovviamente, il grazie non va detto a me ma a Florin e alla sua pazienza nel sopportarmi.

 

Ristorante Antica Osteria Nonna Rosa | Vico Equense

Via Privata Bonea, 4 – 80069 Vico Equense (NA)

Tel/Fax: (+39) 081 8799055
Cell.: (+39) 339 3742099

Email: info@osterianonnarosa.it