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  • Spaghetti allo Zafferano, seppia e profumo di arancia: il mio piatto per il contest Zaffy

    Spaghetti allo Zafferano, seppia e profumo di arancia: il mio piatto per il contest Zaffy

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    Ero partita in quarta, per il contest Zaffy. Ero partita con il pensare a dei ravioli fatti in casa, ripieni di un impasto cremoso ed immersi in un sugo saporito, ma poi la pigrizia ha avuto il sopravvento. Già, la pigrizia. Non so cosa accada a voi, ma per me le prime giornate di primavera sono fatte di voglia di riposo dalle attività invernali: cucina lunga e complicata compresa. Per cui, pur essendo partita dalle migliori intenzioni, la mattina di domenica ho cambiato idea. E la seppia, che era stata comprata per fare una cosa tipo questi ravioli, è finita tagliata a velo e quasi cruda a completare un piatto di spaghetti allo zafferano e caciocavallo.

    Ottima scelta, devo ammettere con il senno di poi. Una incredibile facilità di esecuzione – che unita all’uso della congelazione (necessaria per consumare pesce crudo) – la rende perfetta anche per una cena in cui si abbia voglia di servire un piatto un po’ particolare. Il tempo di preparazione infatti è ridotto all’osso: il tempo di mettere a bollire l’acqua e di cuocere la pasta mantecandola in padella. Una ventina di minuti al massimo, insomma. E il piatto è servito. Senza neppure sporcare troppe cose… cosa volete di più?
    E il gusto, direi mi ha sorpreso: un bel gioco di contrasti. Innanzitutto, quello speziato dello zafferano Zaffy che, unito alla sapidità del caciocavallo silano, ben completava la dolcezza morbida della seppia. E buona la scelta di spalmare il nero crudo sul fondo del piatto. In questo modo, al momento di mangiare, si è unito alla pasta in modo non regolare e creando piacevoli e variegati contrasti di sapori. E poi, la polvere di buccia di arancia: il tocco finale per regalare al piatto un profumo inaspettato.
    Ovviamente, se non l’avete potete sostituirla secondo il vostro gusto: va bene anche un buon pepe nero. O quello che vi pare.

    Detto questo, la ricetta. Semplice e buonissima. Che rifarò presto.

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    L’unica difficoltà di questo piatto – ammesso che di difficoltà si possa parlare, è la preparazione della seppia. Nulla di particolare, non spaventatevi: basta sceglierne  un po’ grossa e pulirla come al solito (mettendo da parte il nero stando attenti a non rompere il sacchetto).  Poi, una volta che questa sia stata completamente pulita, va piegata su se stessa e messa a congelare. Io ho scelto di metterla sotto vuoto, prima: ovviamente se non avete la macchinetta, potete scegliere di fare come meglio credete. Importante però è che si congeli benissimo. Questo sia per evitare i rischi legati al consumo di pesce crudo, sia per rendere più facile il taglio. Io l’ho fatto a mano, ma se avete una affettatrice comoda potete usare questa.
    Una volta completato il taglio, ho rimesso le fettine di seppia in un sacchetto e le ho immerse in acqua a 90 gradi. Ho spento e lasciato lì per 10 minuti in modo da dare una leggerissima cottura passiva: la seppia infatti sembra cruda ma non lo è, e grazie a questa cottura a bassa temperatura, acquista una consistenza e sapore migliori. Perlomeno secondo me, che non vado pazza di pesce crudo: molluschi compresi.

    Spaghetti allo zafferano, seppia e il suo nero

    Intanto, avevo messo a bollire l’acqua e decorato il fondo dei piatti con una abbondante pennellata di nero di seppia crudo (che avevo messo in congelatore).

    Ho cotto gli spaghetti per soli tre minuti e li ho scolati con un forchettone, in modo da mantenerli ben bagnati, e li ho spostati in una padella dove li ho portati a cottura al dente insieme a olio e acqua di cottura della pasta. Verso fine cottura, poi, ho aggiunto il caciocavallo grattugiato e la polvere di Zafferano Zaffy, e ho ultimato la mantecatura.
    Al momento di servire, ho completato il piatto con strisce di seppia e polvere di arancia. 

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  • Seppia con puré al suo nero, olio alla vaniglia e zenzero candito

    Seppia con puré al suo nero, olio alla vaniglia e zenzero candito

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    Una ricetta un po’ particolare, quella di oggi, di cui non ho trovato tracce in rete – e non capisco come mai, dato che non mi è sembrato nulla di trascendentale – e che mi  capitato di immaginare lontano dalla cucina, mentre stavo pensando a tutt’altro.  Semplicemente, stavo respirando il profumo della salsedine in riva al mare e chiedendomi di   quali altri profumi potessero essere avvolte le rive tropicali. E’ stato in quel momento che mi è arrivata questa idea, quando ho pensato alla vaniglia. Che ho immaginato di istinto immersa nella salsedine e – quindi – profumata di mare e di pesce.

    Per 4 persone servono
    4 seppie fresche, con il loro nero
    patate vecchie 500 g
    olio alla vaniglia*
    zenzero candito
    sale
    La difficoltà maggiore è nell’organizzazione dei tempi di preparazione: è necessario fare in modo che la seppia sia servita immediatamente, senza che si raffreddi (perderebbe di morbidezza). Per cui, tenete pronto un cestello per la cottura a vapore sull’acqua in ebollizione e a quindici minuti dalla fine della preparazione del purè ( preparati tutti gli altri ingredienti) mettettevi a cuocere le seppie.
    Detto questo, parliamo del purè. Che poi non è esattamente un purè ma una crema di patate. Ho eliminato il burro: terrona sono e terrona resto, infatti, e difficilmente lo uso preparando il pesce.  Per questo, non ha l’aspetto montato di un purè fatto come si deve. Ma è buono uguale, ed il nero di seppia gli dà un tocco – anche dal punto di vista cromatico – particolarissimo. E non è poi neanche difficile: tutt’altro.

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    Innanzitutto, pulite le seppia stando attenti a non rompere il sacchetto del nero e mettetele a cuocere a vapore. Il tempo di cottura varierà a seconda delle dimensioni delle bestiole: l’importante è fermarsi non appena la carne inizia a mostrare morbidezza (si può verificare infilzando con una forchetta) altrimenti la seppia rischia di diventare dura e stopposa, se cotta troppo a lungo.

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    Le patate vanno messe in acqua  e lessate fino a quando non si infilzano bene con una forchetta. Vanno quindi pelate e passate allo schiacciapatate – non fatevi tentare dal mixer: otterreste un ottima colla da utilizzare per la preparazione del presepe! – facendo ricadere i fiocchi in un tegame.  Si rimettono quindi sul fuoco e le si fanno asciugare un po, mescolando con un cucchiaio di legno. Si continua cosi, unendo 100 gr ca. di acqua calda e continuando a mescolare (regolare quindi di sale ed aggiungere il nero della seppia, dell’olio di oliva dal gusto non troppo robusto, 40 gr ca. Una volta pronto, spegnere e passare al cinese (non spaventatevi: non vi serve un aiutante dagli occhi a mandorla ma solo un colino di forma conica).

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    Una volta pronte sia le patate che il purè servitele velocemente, versando sul fondo di un piatto un mestolo di purè e appoggiandovi sopra la seppia. Poi, un filo di olio e dello zenzero candito (io l’ho tagliato a pezzetti, ma con il senno di poi dico che è meglio grattugiato).
    “E che cosa ci bevo su?”A questa domanda, come d’abitudine, risponde Luciano Pignataro: “Una ricetta che gioca sulle consistente e le variazione olfattive molto fini e interessanti. Un piatto ricco di personalità a cui abbiniamo un solido Trebbiano d’Abruzzo, segnatamente il Vigna di Capestrano di Valle Reale a Popoli, bella azienda biologica. Bianco dai tempi lunghi, di montagna, fresco e strutturato.”


    Questa la mia proposta all’interno del nostro menù per le feste  ma non perdetevi le altre di oggi, e cioè:

    – Cappone ripieno, di Sara 

    – Bocconcini di baccalà fritti con insalata di rinforzo, di Maria

    *dell’olio alla vaniglia non do ricetta, dato che si tratta solo di dimenticare per qualche settimana una bacca di vaniglia in un’ampolla di olio di oliva, scelto ovviamente di gusto leggero.