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  • La Genovese napoletana senza carne (che a casa mia si chiamava “finta genovese”)

    La Genovese napoletana senza carne (che a casa mia si chiamava “finta genovese”)

    Genovese napoletana senza carne

    Scrivere questo post sulla Genovese napoletana  senza carne  mi rende particolarmente felice: è il primo infatti, dopo una lunga pausa – fatta però di anche grandi eventi come le Strade della Mozzarella 2013 o il Meddietcamp a Cagliari – in cui si torna  a parlare di olio. Vi ricordo che non lo faccio da sola ma in compagnia di Patty, Stefania e Sabina. Manca Fausta in questo giro, che mancherà per un po’: ma noi siamo qua che l’aspettiamo, attendendo insieme il  suo rapido – più che rapido – ritorno.

     

    Da oggi riprende infatti l’appuntamento quindicinale in collaborazione con la Città dell’olio: ogni volta cercheremo di raccontare di un uso di un extravergine italiano. Spesso infatti, anche tra gli appassionati, questo non è usato nel modo giusto: l’errore di fondo è nel trattarlo come se  ne esistesse uno solo e basta. Ma non è così: a costo di ripetere una banalità, per l’extravergine funziona esattamente come il vino: ognuno ha le sue caratteristiche, che lo rendono perfetto per determinati tipi di preparazione ed inadatto ad altre. Certo, è difficile pensare di avere una scorta in casa che copra tutte le produzioni e le loro caratteristiche – non basterebbe un olio per ogni regione – ma lo sforzo di munirci di quelle tre-quattro qualità più adatte ai piatti che siamo soliti preparare,  potremmo iniziare a farlo. Certo, questo comporta una maggiore spesa iniziale, indubbiamente, ma questa sicuramente finirà per ammortizzarsi nel corso del tempo. L’importante è non esagerare: l”extravergine dovrebbe essere conservato un anno, e non di più. Per cui meglio non esagerare con le quantità.

    Genovese napoletana senza carne

     

    L’olio di oggi  è l’extravergine di oliva biologico Antica Giara, prodotto da oliveti secolari di  varietà “coratina”. Una varietà caratterizzata da un gusto fruttato e  piccante e leggermente amarognolo: un carattere potente, insomma,  da usare su piatti altrettanto potenti e che gareggino con lei in aromi e forza.
    Per questo, per raccontare del suo uso, ho scelto la Genovese napoletana senza carne*. Completa benissimo la dolcezza delle cipolle, e ben si accosta all’acidità della ricotta salata. E poi  Pepe di Szechuan Verde: che ha completato il piatto con la sua nota aromatica. 

    Genovese napoletana senza carne

    Genovese napoletana senza carne

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    Genovese napoletana senza carne