Autore: Teresa De Masi

  • Romano, la Liquirizia di Calabria tutta da scoprire

    Ricordate la ricetta di Salvatore, il liquore di liquirizia?
    Nei giorni scorsi, dopo la pubblicazione, ho ricevuto parecchie richieste in mail su dove sia possibile reperire le radici di liquirizia: introvabili – soprattutto al nord, lontano dalla zona di produzione.
    Ho pensato quindi di suggerirvi  di dare un’occhiata al sito della ditta Romano un’azienda della piana di Sibari, che sin dal 1940 si dedica alla coltivazione biologica e alla lavorazione artigianale della radice di liquirizia, usata sia per liquori che per le sue proprietà lenitive e curative.
    La ditta Romano, oltre ad essere  tra le aziende fornitrici delle più importanti realtà  a livello erboristico, farmaceutico e dolciario (la sua liquirizia è garantita da severi controlli  e dalla totale tracciabilità e da una qualità biologica certificata) ha un catalogo particolarmente ricco ed interessante, tutto a base di liquirizia.

     

    Innanzitutto Elisir, un liquore a base di liquirizia ottenuto per infusione della radice di liquirizia che proviene da liquirizeti a crescita spontanea situati in aeree prossime allo stabilimento, il che garantisce un prodotto dalle alte qualità perché lavorato dopo poche ore dal suo raccolto e a chilometro zero.

    Poi le originalissime confetture 100% calabresi, con fichi e radice di liquirizia, con bergamotto e radice di liquirizia e clementine e radice di liquirizia, tutte biologiche e ricche di frutta per oltre l’80. E la particolarissima Crema di Liquirizia spalmabile, realizzata esclusivamente con ingredienti naturali,  come l’olio extravergine di oliva.

    E ancora, i deliziosi Elibon, morbidi confetti di cioccolato fondente con una leggera nota di cioccolato bianco arricchita all’interno da Liquore di liquirizia. E le tisane, ottenute dalla frammentazione della radice di liquirizia italiana (Glychyrriza glabra) opportunamente essiccata. La Liquirizia è una pianta a crescita spontanea e i campi di raccolta sono accuratamente selezionati prima della raccolta secondo i criteri della certificazione biologica. Questo processo ci permette di avere un prodotto dalle caratteristiche uniche che emanano tutte le loro proprietà durante il processo di infusione per la realizzazione della tisana.

    Insomma, una serie di prodotti tutti da scoprire e un sito da segnare per i vostri futuri acquisti a base di liquirizia di qualità.

    Ps. nota al margine. Romano vuole ringraziare i suoi clienti con un biglietto omaggio per  SANA, il Salone Internazionale del Biologico Naturale che si terrà a Bologna dall’8 all’11 settembre, per un massimo di 25 biglietti disponibili: basterà un ordine minimo di 50€.

    #liquirizia #radicediliquirizia #bio #eccellenzeitaliane

    Buzzoole

  • Fare blogging, pensieri sparsi: la sindrome del post bianco… voi l’avete mai provata?

    Fare blogging, pensieri sparsi: la sindrome del post bianco… voi l’avete mai provata?

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    Ce ne siamo accorti tutti: negli ultimi anni il numero dei blog – in particolare quelli di cucina – è cresciuto moltissimo. Complice la relativa facilità di crearlo e di gestirlo – piattaforme con wordpress e blogspot – hanno reso il sogno di possedere un blog alla portata di tutti.

    Ma questa crescita numerica è stata accompagnata da una reale crescita qualitativa? non nascondiamocelo, troppo spesso no. Basta poco per rendersene conto: la maggior parte dei blog (parlo di quelli di cucina, che sono quelli che conosco da vicino) hanno spesso contenuti spesso molto scarsi accompagnati da foto di pessima qualità. Oppure, al contrario, puntano tutto su foto di effetto, set accattivanti, trascurando la qualità delle ricette.
    E soprattutto, mancano di un progetto editoriale.

    Certo, il discorso non si presta a tutti: ci sono blog che hanno trovato una loro linea e la seguono senza esistazioni. Non faccio nomi, ma si riconoscono da lontano: non solo dalla qualità dei contenuti ma anche dalla loro quantità numerica. già, perché avere le idee chiare in testa, su ciò che si vuole pubblicare – e quindi, prima di tutto studiare e approfondire, è il modo migliore per trovare sempre nuovi spunti interessanti e per non soffire della c. sindrome della pagina bianca da blogger. Ne abbiamo sofferto tutti: i periodi di stanca in cui il blog rimaneva li, fermo e immobile e a noi sembrava di non avere più nulla da dire.

    Soprattutto negli ultimi anni, in cui i social – a cominciare da fb – hanno aperto nuove potenziali (e vastissime) platee di lettori ma hanno anche spostato su questi il racconto di sé degli autori, che era sicurametne una delle caratteristiche che creavano nel pubblico la voglia o meno di seguire un blogger. Non nascondiamocelo, facebook (e in misura minore twitter e instagram) hanno impoverito in maniera molto pesante il numero dei lettori (ce ne siamo accorti tutti dalle statistiche, vero?) e questo, in molte blogger di mia conoscenza, ha portato a volte ad una vera  e propria sensazione di inutilità con annessa voglia di chiudere baracca e burattini.

     

    BLOG written on old typewriter
    BLOG written on old typewriter

    Come reagire alla crisi del *post bianco*?

    Esiste un solo modo possibile: puntare a crearsi una identità forte, che si fondi su un progetto chiaro che renda il nostro blog immediatamente riconoscibile rispetto agli altri.

    In che modo? Rendendo evidente che  il nostro lavoro si basa su un progetto preciso. 

     

    Per farlo, secondo me, abbiamo davanti DUE  scelte.

    La prima, seguita dalla maggior parte dei blogger: usare il blog come raccoglitore delle proprie ricette – pubblicate un po’ come capita, a seconda di quello che mi gira per la testa – e usare i canali social per fare pubblicità ai contenuti che pubblichiamo (comportandoci nelle nostre pagine come spammatori di noi stessi).

    L’altra, trasformare il blog – ma anche i social – in un vera e propria strategia di comunicazione, ben definito.  In due modi: innanzitutto, fermandosi a fare uno schema preciso del discorso che vogliamo sviluppare e in che modo portarlo avanti. Esattamente come se scrivessimo un libro cioè: fermandoci a mettere su carta – o meglio, su tastiera – lo schema di quelle che sono le idee che vogliamo sviluppare, gli strumenti da utilizzare, gli obiettivi da raggiungere. E affiancando tutto questo con un calendario editoriale in cui fissare le tappe on line di questo progetto, con programmazione di pubblicazioni.

    blog strategie editoriali

    In secondo luogo, lavorando sui social in maniera davvero innovativa. Se, come abbiamo un po’ tutti sinora, abbiamo usato la nostra pagina facebook SOLO per fare pubblicità ai post pubblicati ecco, io credo sia arrivato il momento di cambiare rotta. Le nostre pagine devono smettere di essere – come troppo spesso accade – il nostro strumento di spam personale: deve offrire il nostro punto di vista, il nostro racconto di noi (come fino a qualche anno fa riuscivano a fare i blog e i forum) attraverso i post che pubblichiamo ma anche attraverso  POST ALTRUI che secondo noi sono interessanti per capire e approfondire il nostro punto di vista.

    Bisogna puntare a fare rete, insomma: trasformando in nostri canali social in contenitori non più di noi stessi ma dei nostri punti di vista puntando a costruire giorno dopo giorno un interesse crescente attorno a noi, basato su un rapporto di fiducia verso gli argomenti proposti. Per fidelizzare il lettore, insomma, come si diceva e faceva una volta. 

    Scegliendo anche di lavorare in gruppo. Come per esempio abbiamo scelto di fare io e altri con Slowthinking.

    Per fare questo, indispensabili gli strumenti tecnici. In rete, ce ne sono tantissimi utilissimi allo scopo. Nelle prossime puntate, vi racconterò di Trello e di come sia possibile utilizzarlo per costruire il progetto editoriale del vostro blog e per pianificare un vostro calendario editoriale. 

    Che dite, vi interessa questo discorso? Vado avanti?

    Credit immagini:  http://blog.voxer.com/

     

  • Faraona al Vin Santo e Uva la mia ricetta per Cookstock 2016

    Faraona al Vin Santo e Uva la mia ricetta per Cookstock 2016


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    Questa ricetta della Faraona al Vin Santo  e uva è la mia ricetta per Cookstock, la festa del cibo di qualità della Val di Sieve, nata grazie alla collaborazione di Ruffino Wines e l’Associazione Culturale Cavolo a Merenda, che si svolgerà il  prossimo fine settimana, dal 9 all’11 Settembre a  Pontassieve, in provincia di Firenze.

    Il programma dei tre giorni di festa, a base di interessanti cooking show con  chef professionisti, lo trovate qui.

    Non ci saranno però solo chef ma un vero e proprio percorso nel gusto dei sapori della zona,  dai tortelli al bardiccio, passando dai testaroli della Lunigiana. In più i vini della tradizionale enoteca Ruffino, affiancati anche da alcune birre artigianali, e soprattutto il cibo di strada con i foodtruck che animeranno la centrale piazza Vittorio Emanuele II. Inoltre, tanti laboratori sul cibo e sull’ambiente, le animazioni per i bambini, le attività dell’associazionismo, libri, convegni e mostre d’arte che abbracciano a tutto tondo quello che piace fare un po’ a tutti: mangiare e bere bene.

    Cookstock sarà dislocato nel centro storico di Pontassieve, da piazza Vittorio Emanuele II fino al ponte mediceo; ogni piazza ospiterà un tema specifico e legato da un continuum musicale con musicisti di strada ad accompagnare i visitatori: dalla“cucina di strada” in piazza Vittorio Emanuele II, alla “cucina ardente” in piazza Boetani, dove la carne e la brace scalderanno i palati, fino alla “cucina dei sapori locali” con i prodotti km zero in piazza Verdi, passando per la “terrazza sulla Sieve”in piazza XIV martiri, e per la “cantina sempre aperta” dell’azienda Ruffino, con visite guidate durante tutte le giornate della manifestazione.

    Ecco qualche foto dell’anno scorso, di Forchettina Giramondo, che spero vi aiuteranno a capire il *sapore vivace* di questa manifestazione.

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    Quest’anno, una novità. Oltre al programma, un contest dedicato ai food blogger cui sono stata invitata a partecipare. Invito che ho accolto con gioia, anche se purtroppo d’estate non ho molto tempo – e voglia, confesso – di cucinare. Però amo i sapori tradizionali, amo il cibo da strada non ho pensato neanche per un attimo di rifiutare. Ho preparato un piatto semplice e veloce: la faraona al vin santo e uva, appunto.
    Ho immaginato che il Vin santo poteva essere accostato in modo perfetto al tocco leggermente amaro della faraona – con cui non uso erbe aromatiche, per non rischiare di accentuarlo – per regalare un tocco dolce ed aromatico. Ed ho completato con qualche chicco di uva bianca da tavola, di tipo leggermente moscato, per dare al risultato finale un tocco di freschezza.
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    Il risultato? Beh, devo dire che questa Faraona al Vin Santo e Uva mi ha soddisfatto molto e credo sia da rifare. Oltretutto, ripeto, è una preparazione davvero semplice. 

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    La faraona, mentre soffrigge in padella. Non lavo la faraona, come non lavo il pollo,  e uso poco olio. Rosolando prima dalla parte della pelle in modo da sfruttare il grasso naturalmente e presente in questa.

     

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    Ed ecco il fondo deglassato. I residui di carne che restano attaccati alla padella sono una ottima componente del sugo che accompagna la carne. Per questo, la sciolgo con un po’ di Vin Santo e la faccio cuocere fino a quando questo non sia evaporato e il  fondo ha assunto un aspetto cremoso.

    Insomma, questa la mia ricetta per Cookstock 2016

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    Io, poi, vi consiglio di dare un’occhiata anche a queste:

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  • Come eliminare i temi inutilizzati in wordpress

    Come eliminare i temi inutilizzati in wordpress

    Sicuramente è successo anche a voi: non sapendo quale template fosse quello più adatto al vostro blog, ne avete installati troppi e ora non sapete come eliminare i temi inutilizzati in worpress.
    Non è difficile, io o vi consiglio di provarci: in questo modo  risparmierete spazio sul server e in più renderete più leggero – e quindi veloce – il vostro blog.

    Unica, piccola, difficoltà:  il comando ELIMINA purtroppo non è visibile e bisogna sapere dove cercarlo.

    Dal menù Aspetto cliccate su Temi.
    Scegliete quindi il tema da disintallare e passateci sopra il mouse. Vi apparirà un riquadro nero con scritto DETTAGLI DEL TEMA: cliccateci sopra e cercate in basso a destra nella schermata che vi apparirà la scritta ELIMINA.

    come eliminare i temi inutilizzati in wordpress
    Cliccateci sopra e il gioco è fatto: avrete con un click solo eliminato il vostro tema.

    Ps. Io non sono assolutamente un’esperta, mi piace studiare wordpress perché usarlo nel mio blog mi diverte. Se avete argomenti da suggerire, oppure bisogno di aiuto per piccoli problemi che non sapete come risolvere,  chiedete nei commenti. Saranno ottimi spunti per il mio percorso di studio e – magari – per i miei post futuri!

  • La ricetta della Calamarata allo scoglio (una #calamaradevota, per meglio dire) ispirata alla ricetta di Peppe Guida

    La ricetta della Calamarata allo scoglio (una #calamaradevota, per meglio dire) ispirata alla ricetta di Peppe Guida



    L’idea di questa ricetta della Calamarata allo scoglio mi è venuta dopo aver cucinato gli spaghetti al pomodoro – ormai meglio noti come #devozione – di Peppe Guida.

    Per la verità dopo essermi preso gli strali di Rosaria e di Teresa – alla quale devo il nome del piatto – ho voluto comunque utilizzare il procedimento della #devozione  per arricchire la classica ricetta della  calamarata allo scoglio.

    Ovviamente, la regola fondamentale resta sempre quella: usare ingredienti di grande qualità. Per esempio, per la pasta ho scelto la calamarata del Pastificio dei Campi e il pomodorino corbarino de I Sapori di Corbara.

    Fatta questa doverosa premessa, eccovi la mia ricetta per la  #calamaratadevota allo scoglio.

     

     

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  • Grigliata di Ferragosto? Scegli Bombelli Carni

    Grigliata di Ferragosto? Scegli Bombelli Carni

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    Uno dei negozi di cui sento più la mancanza in questi ultimi anni: la macelleria. Qui in zona stanno scomparendo, soppiantati dai supermercati. Eppure un buon macellaio è un amico importante in cucina. Per aiutarti nella scelta del taglio giusto, per tritare la carne come piace a me – per esempio, io MAI per il ragù carne macinata già pronta: macino la cartella di manzo o il guanciale… tutta un’altra storia! – per un sacco di cose, insomma.
    Ecco, io vorre avere una macelleria vicino casa, magari come
    Bombelli Carni‬. E invece mi tocca fare i kilometri.

    L’Ingrosso Carni Bombelli lavora infatti  nel settore della macelleria da più di settant’anni e seleziona accuratamente solo le migliori carni italiane ed estere per offrire alla clientela la qualità e il gusto di carni pregiate e fresche.

    E’ un ingrosso ma  propone anche vendita al dettaglio e diretta dei prodotti proponendo un vasto assortimento di tagli e di prezzi per ogni tipo di esigenza. Il personale esperto e i macellai che fanno parte del team di lavoro consigliano i clienti sul tipo di taglio più adatto all’utilizzo gastronomico che se ne deve fare.

    Bombelli-CarniLe carni provengono da allevamenti certificati e tracciabili vengono distribuite e commercializzate per portare sulle tavole solo carni fresche e sicure.
    L’ingrosso Carni Bombelli si rivolge sia a privati che a realtà alberghiere e tra i clienti ci sono prestigiosi alberghi, ristoranti del centro di Roma, ma anche comunità, mense e piccoli servizi di ristorazione.

    Per chi è di Roma, il laboratorio di Bombelli Carni è  in via Sardegna n.30, mentre il negozio è sito in via Marche n.25.

     

    Per maggiori informazioni CLICCATE QUI. E poi, organizzate tranquilli la vostra grigliata di ferragosto.

     

    Buzzoole