Categoria: Dolci con frutta

  • Zuppa inglese alle fragole in bicchiere

    Zuppa inglese alle fragole in bicchiere

    zuppa inglese alle fragole

     Ovviamente, questa non è la classica zuppa inglese. Magari, da lontano – da molto lontano – richiama la versione napoletana con le amarene. Solo che le amarene al mercato ancora non ci sono e non potevo rinviare la preparazione di questo dolce. Già: perché questo non è un dolce qualsiasi ma il dolce che ho preparato per #ricetteimpossibili, il contest della Moulinex di cui vi avevo parlato qui.

    Ieri, la serata di Firenze, cui ho partecipato con questo dolce (preparato con Daiana, una delle vincitrici del contest).  Che anche se non ha vinto – ha vinto Sandra in coppia con Jacopo, e con noi c’erano Laura, Martina, Elisabetta e Azzurra – mi è piaciuto moltissimo. Denso di sapori come deve essere un dolce in bicchiere, capace di offrire ad ogni assaggio una sfumatura diversa di sapore grazie all’incontro tra i diversi ingredienti che lo compongono.

    Non è neanche difficile, anzi. Se non si fanno i savoiardi in casa – che però non sono poi più complicati di un pan di spagna – è anche molto veloce. Basta fare una crema pasticcera. arricchirne metà con del cioccolato fondente, e una marmellata di fragole. E poi riempire il bicchiere a strati alterni. 

    Questa la preparazione con il  Cuisine Companion Moulinex. Ovviamente, se non lo possedete, potrete preparare la zuppa in modo classico accompagnandole con fragole cotte in tegame, a temperatura medio alta, e mescolate per tutto il tempo.

    Zuppa inglese alle fragole in bicchiere

    Ingredienti

    6 tuorli
    80 g zucchero semolato
    500 g latte intero
    60 g di amido di riso
    70 g cioccolato fondente 70% di cacao) 
    1 bacelli  di vaniglia 
    1 pizzico di sale
    buccia grattugiata di mezzo limone non trattato
    200 g biscotti savoiardi 
    100 g circa di liquore alchermes
     
    Per la salsa alla frutta: 500 gr di fragole.  100 gr di zucchero, 1 baccello di vaniglia, un limone non trattato
     
    Per decorare; una stecca di vaniglia, ,zucchero a velo, foglioline di menta, buccia grattugiata di mezzo limone,  50 grammi di amaretti (da sbriciolare e sistemare sulla zuppa)
     
     
    Preparazione della crema
    Montate la farfalla per montare nella ciotola del Moulinex Companion
    Versate l’amido, lo zucchero, i tuorli e il limone nella ciotola 
    Accendete il Cuisine Companion Moulinexa velocità 5 per 1 min e fate partire.
    Dopo 30 sec. iniziate a versare il latte dal tappo superiore fino ad ottenere una pastella liquida ma omogenea. Questa operazione serve per non creare grumi.
    Impostate il Cuisine Companion Moulinex su  cottura lenta e fare cuocere 12 minuti a velocità 4 a 90 gradi. Una volta pronta la  crema, pesarne 300 gr e metterla via. Aggiugete  il cioccolato alla crema rimanente e fate andare uno-due minuti alla stessa temperatura di prima, per preparare la crema al cioccolato.
     
    Intanto pulite le fragole e  tagliarle in quattro pezzi ognuna.
     
    Quando è pronta la crema al cioccolato, svuotate il cestello e lavatelo per  preparare la salsa di fragole. Mettete  le fragole nel cestello insieme a 100 g i zucchero, la buccia di mezzo limone e i semi di una bacca di vaniglia. Avviate la lenta cottura a velocità 1 per 10 minuti a 130 gradi
     
    marmellata di fragole
    Una volta pronte, separate i pezzi di fragole dal succo ed usate questo per preparare la bagna per i savoiardi, aggiungendo i 100 g di alchermes. 
     
    Montate il dolce nella ciotola monoporzione partendo da uno strato di savoiardi, abbondante bagna, uno strato di cioccolata e uno di fragole cotte. Completate con buccia di limone grattugiata e  fate un altro strato con crema gialla. Decorate  infine con una fragola tagliata a ventaglio, amaretti sbriciolati grossolanamnte tra le dita e spolverate di zucchero a velo, aggingendo infine  una fogliolina di menta e un pezzetto di baccello di vaniglia.
     
    Ps. scusate la foto da cellulare, ma ero andata per cucinare e non per fotografare. 🙂E non perdetevi gli altri piatti. Sandra innanzitutto, che ha vinto, ma anche Laura e Martina.
     

     

  • Clafoutis di fragole (o flognarde, come dir si voglia)

    Clafoutis di fragole (o flognarde, come dir si voglia)

    Clafoutis di fragole

     
    In effetti, questo non è un Clafoutis di fragole. Piuttosto un Flognarde visto che mi hanno fatto notare che il clafoutis è solo quello a base di ciliege. Resta comunque un dolce facile facile, preparato in fretta per la merenda di Irene (aveva invitato due sue amiche). Lo ha fatto lei, in una ventina di minuti, non di più. Il risultato l’ha pienamente soddisfatta e lei è giudice molto più severo di me, su certe cose.
     
    Io per esempio, una critica ce l’ho: poche fragole. Ne avevo preso mezzo chilo ma non bastano: per una tortiera da 26 cm ce ne vogliono almeno il doppio, senza sconti. Ma siccome non tutte le disgrazie vengono per nuocere, mi sono consolata dello scarso gusto di fragole (scarso gusto si fa per dire, visto che avevo usato la Cimarosa del Metapontino) accompagnando la mia fetta con Balsamico Tradizionale di 25 anni… sono in zona di produzione, qualche vantaggio bisogna pur che ce l’abbia, o no?
     

    Ingredienti del Clafoutis di fragole

    110 gr di farina, a basso contenuto di glutine
    30 gr di farina di mandorle
    200 gr di zucchero
    5 uova grandi
    250 gr di yogurt greco
    140 gr di latte
    zucchero a velo vanigliato naturalmente

     

    Procedimento per preparare il clafoutis di fragole

    Prima di tutto, ha acceso il forno per portarlo a 180 gradi. Poi ha rivestito una teglia di 26 cm di diametro con carta forno bagnata e strizzata.
    Dopo, l’impasto: ha semplicemente mescolato gli ingredienti a bassa velocità e versato l’impasto nella teglia in cui aveva sistemato le fragole.

     

    In forno, infine, per 40 minuti circa. E servito tiepido, quasi freddo.
    Per me, accompagnato da un balsamico denso e cremoso, come il Sigillo Platino dell’Acetaia La Bonissima.
     
    P.s. Ho usato la teglia della pastiera, sarà alta sei-sette cm. Si è gonfiato fino a riempirla e poi si è sgonfiato fino a 4, direi. Ma ha mantenuto un’ottima cremosità.
    Notizia aggiuntiva: non contiene burro: per i bambini è una merenda sanissima e buona. E usando amido di mais o farina di riso diventa pure gluten free.
     

    clafoutis

  • Fragole all’Aceto Balsamico

    Fragole all’Aceto Balsamico

    fragole e aceto balsamico

    Nei giorni scorsi sono andata a visitare un’acetaia vicino casa mia, ve ne racconterò presto, magari in più di una puntata. Già, perché per raccontare di una acetaia *vera* – il luogo cioè dove nasce e prende vita l’Aceto Balsamico  di Modena –  occorre raccontare di molte cose. Della differenza, innanzitutto, tra Tradizionale ed IGP. Ma anche di clima (non a caso il Balsamico nasce in Emilia, infatti),  di strutture architettoniche adeguate (necessario il caldo ed il freddo di una soffitta bene esposta alle intemperie), in grado cioè di garantire lo sbalzo termico necessario all’invecchiamento dell’aceto. E di legni, perché forse non lo sapete ma il suo sapore finale dipende parecchio dal tipo di legno utilizzato. Per questo, in ogni acetaia che si rispetti non troverete solo una diversa gamma di prodotti di età diverse, ma anche maturati in botti di legno diverso.

    fragole e aceto balsamico

     

    E di altri piccoli – ma grandi – dettagli che magari chiederò direttamente  ai proprietari di raccontare.  Accompagnando il tutto con ricette, che aiutino a scoprire come usare al meglio questo prodotto raro e prezioso.

     

    fragole e aceto balsamico

     

    Intanto però, visto che è stagione e al mercato si trovano già le prime – splendide – fragole lucane, vi consiglio di assaggiarlo con queste. In questo caso, l’aceto va scelto con estrema cura. Assolutamente necessario un’Aceto Balsamico di Modena IGP Invecchiato – io ho usato il Sigillo Platino dell’Acetaia La Bonissima di Modena – che sicuramente possiede le caratteristiche di profumi, sapore e cremosità possono arricchire ed esaltare nel migliore dei modi il profumo – e il sapore – delle fragole.

     

     

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  • Pesche ripiene, e una rosa coraggiosa

    L’ho riconosciuta appena l’ho vista: una rosa coraggiosa. Rovinata dal freddo, strapazzata dal vento, eppure stupenda ed austera. Ed il pensiero, come sempre accade ogni volta che i miei occhi incrociano petali tanto rovinati da un freddo invernale, è a lui che è corso.  Ad Aldo, che manca da tanto e pure è sempre qui, inesorabilmente  presente nella mia mente e in quella di chi ha avuta la fortuna di conoscerlo.

    E non ho resistito alla tentazione di fotografarla. Ed ora, aspetto le pesche. Che preparerò ripiene,  sorridendo e pensando a lui, ai suoi capelli rossi, alla sua solitudine, alla sua casa al Terziere. Che ancora non sono riuscita a tornare a visitare, dopo di lui.

    Ciao, Aldo.
    Ci manchi.

    Pesche ripiene all'amaretto

    LA ROSA CORAGGIOSA

    Ieri non c’era, sono sicuro.
    Mi stupisco mentre guardo fuori, eppure e’ proprio li’, fragile, esposta, aggredita dal vento, in un contrasto irreale
    di scheletri irrigiditi di legno nero, nuvole fumo.
    E’ una rosa distratta, nata in questi giorni che e’ difficile scambiare per maggio, e’ rosa ed e’rosa ed e’ erosa.
    Aggredita e vilipesa dal tempo come un ciclista irlandese in salita, secchiate d’acqua in faccia, collo irrigidito contro il vento.
    Mi piace quest’assurda resistenza al destino, di una rosa che non guarda l’ora ma sboccia quando sente che deve, svampitella, impertinente come un cucciolo.
    E mi piace ancora di piu’ il contrasto con il grigio pesante e gravido che le sta intorno,
    e’ una fiammella che vacilla, che sembra sul punto di cedere, di piegare il capo e dire basta, e’ una fiammella che rimane invece li’, orgogliosa e fiera, a dire: io qui sono e qui resto, alla faccia del vento, della pioggia e del pensiero della gente.

    Pesche ripiene all'amaretto

    PESCHE RIPIENE

    (a quelli che resistono a pugni chiusi, a chi non si arrende mai)
    3 pesche medie, vellutate e sensuali
    12 amaretti
    2 cucchiai di zucchero
    2 cucchiai di burro
    1 rosso d’uovo
    1 bicchiere di vino bianco secco

    montare bene il rosso d’uovo con meta’ zucchero,
    impastarlo con gli amaretti sbriciolati e
    un cucchiaio di burro.
    Aprire le pesche a meta’, snocciolarle e scavarle un pochino,
    quindi riempirle con l’impasto e appoggiarle su una teglia da forno.
    Infiocchettare con burro, spruzzare generosamente col vino,
    e infornare per 40 minuti a 180 gradi.

    Servire a temperatura ambiente in un pomeriggio d’inverno,
    meditando sulla difficoltà  di trovare pesche in questa stagione.
    E’ una ricetta per chi ama le vie difficili, poco allineate,
    sempre un po’ in salita.
    E che le percorre senza paura, perché il solo percorrerle
    lo pone in salvo,
    perche’ possiede la rosa rosa coraggiosa e niente può ferirlo.

    una notte di dicembre,
    aldo

     

  • La torta di mele più brutta del mondo. Allo zucchero di canna alla liquirizia

    La torta di mele più brutta del mondo. Allo zucchero di canna alla liquirizia

    torta di mele

    O, per lo meno, la meno fotogenica.
    Colpa dello zucchero di canna – quello della linea equo e solidale dell coop, umile ma onesto, il cui colore mal si combina con quello della mela, probabilmente. Ma buonissimo: un sapore particolare che lascia in bocca un leggero retrogusto di liquirizia che ben si sposa alla dolcezza aromatica delle mele.
    E colpa pure delle mele che avevo in casa, forse: ci vorrebbero le renette, si sa, ma causa neve non potevo andare a fare la spesa (è ancora sepolta sotto una montagna di neve, e le strade sono ghiacciate: voglia di muoverla, zero) e mi sono accontentata delle delicius, che forse hanno contribuito a dare quel colore un po’ verdognolo dell’interno.
    E poi, non avevo neanche lievito. Serviva quello istantaneo per dolci, ma in casa manco un grammo. E allora ho usato il bicarbonato, mescolandolo ad un po’ di succo di limone. In questo modo, grazie all’aggiunta di un elemento acido, il bicarbonato funziona da lievito. In modo perfetto, devo dire, credo quindi che lo utilizzerò spesso.
    Insomma, ho preso una ricetta (di Roberto) e l’ho cambiata. Ed il risultato, sicuramente non bello all’occhio, è stato molto soddisfacente. La torta si è come volatilizzata, e io e Irene non capiamo ancor come possa essere successo tanto in fretta.
    Ingredienti
    1kg di mele
    due uova intere
    175 gr di zucchero di canna
    150 gr di farina 00
    3 gr di bicarbonato e 3 di succo di limone
    3-4 cucchiai di olio di semi (arachide, riso)
    Cannella in abbondanza.
    zucchero di canna e burro per lo stampo
    Procedimento
    Sbucciare le mele e tagliarle a pezzetti piccoli e regolari.
    Imburrare e cospargere di zucchero di canna una tortiera di ca 25 cm di diametro.
    In una terrina montare le uova con lo zucchero, unire l’olio e mescolare bene. Aggiungere la farina a poco a poco fino e unire il bicarbonato e ed il succo di limone, me scolare bene all’impasto e unirvi le mele e la cannella.
    Mescolare velocemente il tutto, bicarbonato e limone vanno usati in fretta (altrimenti perdono il potere lievitante) versare nella tortiera e ricoprire con zucchero di canna.
    Cuocere a 170° C per un’ora circa.
    Ps. Una volta fredda, mi è venuta voglia di aggiungere un tocco di vaniglia. Ed ho spolverizzato con abbondante zucchero a velo, aromatizzato naturalmente. Dimenticando cioè per mesi un paio di baccelli di vaniglia in un barattolo pieno di zucchero. Semplice ed efficace.
    zucchero_vanigliato