Categoria: Cucinando

  • Le zeppole di San Giuseppe di Nonna Rosa

    Le zeppole di San Giuseppe di Nonna Rosa

    Le zeppole di San Giuseppe di Nonna Rosa sono quelle più tradizionali, fritte e letteralmente sommerse di crema pasticcera. Ho avuto la fortuna di assistere alla loro preparazione, direttamente dalle mani di Nonna Rosa che – anche se ormai nella pasticceria del ristorante  è quotidianamente sostituita dal nipote Francesco Guida, quando c’è da mettere mano ai dolci più tradizionali non si tira indietro. E in pochi minuti è capace di tirare fuori dalle mani  le preparazioni che hanno fatto la storia della sua cucina. Come queste zeppole di San Giuseppe: dala consistenza particolare, dovuta alla frittura che unisce croccantezza  e morbidezza della pasta in un un equilibrio perfetto.

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    Insomma, da provare.  Intanto che attendo la ricetta – che sto cercando di estorcere a Francesco – accontentatevi delle foto. Magari, vi viene voglia di provarci. Anche se, ormai, San Giuseppe è passato.

    Ps. Intanto che arriva la ricetta di Nonna Rosa, una ottima – di tradizione napoletana autentica – la trovate qui.

    Zeppole di San Giuseppe di Nonna Rosa: la preparazione
    Zeppole di San Giuseppe di Nonna Rosa: la preparazione
    Zeppole di San Giuseppe di Nonna Rosa: la decorazione
    Zeppole di San Giuseppe di Nonna Rosa: la decorazione

     Ps. se volete invece cimentarvi con la versione al forno, qui la mia ricetta.

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    Ristorante Antica Osteria Nonna Rosa | Vico Equense

    Via Privata Bonea, 4 – 80069 Vico Equense (NA)

    Tel/Fax: (+39) 081 8799055
    Cell.: (+39) 339 3742099

    Email: info@osterianonnarosa.it

  • Cartoline dalle Strade della Mozzarella 2014: Alessandro Negrini e il suo “quasi raviolo”

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    Sicuramente, uno dei piatti più complessi tra quelli che ho assaggiato nell’edizione de Le Strade della Mozzarella 2014.  Un’apparenza, semplice  che di semplice però non ha proprio nulla.  Un’incontro tra la seppia, in tutte le sue differenze di sapori e consistenze, e latte di mozzarella di bufala. La prima ridotta in sfoglia, abbattuta e tagliata sottile – quasi un velo –  che (non) nasconde, in un gioco perfetto di “vedo non vedo” un ripieno preparato con le interiora della seppia. Dolci eppure sapide, rese tali da un passaggio in una soluzione salina ispirata all’acqua del mare. La stessa in cui  per tutto il tempo della presentazione sono stati cullati i tentacoli, per portarli alla giusta morbidezza. Accanto, crema di pistacchio di Bronte e gelato di piselli,  e  gelatina di lampascioni e  cedro marinato in acqua e sale e poi candito.

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    Una varietà di gusto, profumi, colori e consistenze difficile da raccontare (se volete approfondire o magari  avete voglia di provarci, trovate qui la ricetta) ma incredibilmente equilibrato, senza alcuna sbavatura.

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    Un incontro di sapori, consistenze e profumi ma soprattutto *di controllo*:perché, come ha ripetuto per tutta la durata della sua preparazione,   il gesto umano, l’attenzione valgono più di qualsiasi  conoscenza tecnica.

    E *il sapore è nulla senza controllo*. 

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  • Zeppole di San Giuseppe al forno

    Zeppole di San Giuseppe al forno

    Le Zeppole di San Giuseppe sono uno dei dolci più tipici napoletani, preparato tradizionalmente per la festa di Sam Giuseppe. Da non confondersi con le zeppole che si fanno a Salerno, che son tutta un’altra cosa. Buonissime, ma diverse. Come queste, per esempio, preparate secondo la ricetta di mia madre. Oppure queste, da una ricetta di Francesco Guida  (pasticcere presso il ristorante stellato Antica Osteria Nonna Rosa di Vico Equense).

    Zeppole di San Giuseppe

    Le Zeppole di San Giuseppe al forno sono sostanzialmente un incontro la pasta bignè e la crema pasticcera e sono arricchite dal gusto forte e particolare dell’amarena sciroppata. Esistono in due versioni: fritte e al forno. Questa la ricetta della seconda (quelle fritte sono comunque una pasta bigné ma cambiano le proporzioni tra gli ingredienti).

    [yumprint-recipe id=’6′]Eccovi una sequenza dei passaggi fondamentali della preparazione delle Zeppole di San Giuseppe, che spero servano a chiarire meglio i vari passaggi.

    PicMonkey Collage

    Qui, invece, un video di Antonia in cui si vede la formatura tradizionale delle Zeppole di San Giuseppe.


    Una volta pronte, decoratele con crema pasticcera bella soda e amarene sciroppate. 

    crema pasticcera Massari

    E, se vi va, una spolverata di zucchero a velo.

    Zeppole di San Giuseppe
    Zeppole di San Giuseppe
  • Clafoutis di fragole (o flognarde, come dir si voglia)

    Clafoutis di fragole (o flognarde, come dir si voglia)

    Clafoutis di fragole

     
    In effetti, questo non è un Clafoutis di fragole. Piuttosto un Flognarde visto che mi hanno fatto notare che il clafoutis è solo quello a base di ciliege. Resta comunque un dolce facile facile, preparato in fretta per la merenda di Irene (aveva invitato due sue amiche). Lo ha fatto lei, in una ventina di minuti, non di più. Il risultato l’ha pienamente soddisfatta e lei è giudice molto più severo di me, su certe cose.
     
    Io per esempio, una critica ce l’ho: poche fragole. Ne avevo preso mezzo chilo ma non bastano: per una tortiera da 26 cm ce ne vogliono almeno il doppio, senza sconti. Ma siccome non tutte le disgrazie vengono per nuocere, mi sono consolata dello scarso gusto di fragole (scarso gusto si fa per dire, visto che avevo usato la Cimarosa del Metapontino) accompagnando la mia fetta con Balsamico Tradizionale di 25 anni… sono in zona di produzione, qualche vantaggio bisogna pur che ce l’abbia, o no?
     

    Ingredienti del Clafoutis di fragole

    110 gr di farina, a basso contenuto di glutine
    30 gr di farina di mandorle
    200 gr di zucchero
    5 uova grandi
    250 gr di yogurt greco
    140 gr di latte
    zucchero a velo vanigliato naturalmente

     

    Procedimento per preparare il clafoutis di fragole

    Prima di tutto, ha acceso il forno per portarlo a 180 gradi. Poi ha rivestito una teglia di 26 cm di diametro con carta forno bagnata e strizzata.
    Dopo, l’impasto: ha semplicemente mescolato gli ingredienti a bassa velocità e versato l’impasto nella teglia in cui aveva sistemato le fragole.

     

    In forno, infine, per 40 minuti circa. E servito tiepido, quasi freddo.
    Per me, accompagnato da un balsamico denso e cremoso, come il Sigillo Platino dell’Acetaia La Bonissima.
     
    P.s. Ho usato la teglia della pastiera, sarà alta sei-sette cm. Si è gonfiato fino a riempirla e poi si è sgonfiato fino a 4, direi. Ma ha mantenuto un’ottima cremosità.
    Notizia aggiuntiva: non contiene burro: per i bambini è una merenda sanissima e buona. E usando amido di mais o farina di riso diventa pure gluten free.
     

    clafoutis

  • Fragole all’Aceto Balsamico

    Fragole all’Aceto Balsamico

    fragole e aceto balsamico

    Nei giorni scorsi sono andata a visitare un’acetaia vicino casa mia, ve ne racconterò presto, magari in più di una puntata. Già, perché per raccontare di una acetaia *vera* – il luogo cioè dove nasce e prende vita l’Aceto Balsamico  di Modena –  occorre raccontare di molte cose. Della differenza, innanzitutto, tra Tradizionale ed IGP. Ma anche di clima (non a caso il Balsamico nasce in Emilia, infatti),  di strutture architettoniche adeguate (necessario il caldo ed il freddo di una soffitta bene esposta alle intemperie), in grado cioè di garantire lo sbalzo termico necessario all’invecchiamento dell’aceto. E di legni, perché forse non lo sapete ma il suo sapore finale dipende parecchio dal tipo di legno utilizzato. Per questo, in ogni acetaia che si rispetti non troverete solo una diversa gamma di prodotti di età diverse, ma anche maturati in botti di legno diverso.

    fragole e aceto balsamico

     

    E di altri piccoli – ma grandi – dettagli che magari chiederò direttamente  ai proprietari di raccontare.  Accompagnando il tutto con ricette, che aiutino a scoprire come usare al meglio questo prodotto raro e prezioso.

     

    fragole e aceto balsamico

     

    Intanto però, visto che è stagione e al mercato si trovano già le prime – splendide – fragole lucane, vi consiglio di assaggiarlo con queste. In questo caso, l’aceto va scelto con estrema cura. Assolutamente necessario un’Aceto Balsamico di Modena IGP Invecchiato – io ho usato il Sigillo Platino dell’Acetaia La Bonissima di Modena – che sicuramente possiede le caratteristiche di profumi, sapore e cremosità possono arricchire ed esaltare nel migliore dei modi il profumo – e il sapore – delle fragole.

     

     

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  • Ricetta del babà napoletano: la mozzatura tradizionale, fatta a mano

    Ricetta del babà napoletano: la mozzatura tradizionale, fatta a mano

    Ricetta del babà napoletano

    La ricetta del babà napoletano prevede una  passaggio molto particolare: la mozzatura. Qui, alcune vecchie foto che fanno parte di una serie scattata anni fa nel laboratorio della Pasticceria Cappello di Palermo.  Che pubblicherò, credo, nei prossimi giorni perché raccontano di un lavoro di pasticceria fatto nel modo più antico possibile: usando le mani, semplicemente.

    Come in questo caso: la pasta del babà  (ottenuta attraverso la ricetta tradizionale, ricca di uova e di burro, e lavorata fino ad ottenere un impasto consistente ed elastico) viene *mozzata* a mano – il termine richiama la mozzarella, che deve appunto il suo nome al modo in cui viene “mozzata” – come si vede nelle foto.

    L’impasto viene stretto nel pugno,  mentre un po’ di pasta fuoriesce dalla mano stretta.

    Ricetta del babà napoletano

    Questo viene appoggiato sul bordo dello stampo e tagliato con una leggera pressione sulla parte alta delle pareti.

    Ricetta del babà napoletano

    Il babà è pronto e formato, in attesa della lievitazione e della cottura.

    Pronto per assumere la sua forma più classica, come questo di Agostino Iacobucci.

     

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