Tag: Albumi

  • Come preparare meringhe perfette (e perfettamente bianche)

    Come preparare meringhe perfette (e perfettamente bianche)

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    Se siete tra quelli che si chiedono da tempo come preparare meringhe perfette, questo post fa per voi.
    Già, perché per quanto facile sia questa preparazione in molti hanno un problema. Anzi, due. Meringhe dorate – non bianche cioè – e gom
    La meringa perfetta invece è bianca e croccante, quasi polverosa nel momento in cui si frantuma nella bocca. E ottenerla non è affatto difficile. Il segreto? piccolissimo e banale: la bassa temperatura. La meringa cioè non va cotta, ma solo asciugata per lungo tempo. Il colore leggermente ambrato è infatti dovuto ad una caramellizzazione dello zucchero: basta evitare questo per evitare ogni traccia di colore.
    Per cui, è sufficiente preparare la meringa come al solito – parliamo di meringa francese, e non di meringa svizzera o all’italiana che sono cose molto diverse – e sistemarla su una placca in un forno a temperatura di 8-100 gradi per tre o quattro ore. Oppure 50 gradi, per poi dimenticarsele lì tutta la notte. 

    Al mattino, troverete le vostre meringhe, perfettamente bianche e friabili.

    Già che ci sono, un altro consiglio: si legge spesso di aggiungere sale agli albumi da montare: questo renderebbe il loro montaggio meno faticoso. Verissimo, assolutamente: ma in gran parte superato. Le meringhe, ormai, non vengon più preparate a mano: in questo caso – quando  si usava forchetta o frusta, insomma – questa indicazione aveva un senso. Oggi, che si usano planetarie oppure fruste elettriche, meglio molto aggiungere succo di limone. Il sale, infatti, se da un lato rende più veloce la preparazione a mano, dall’altro produce una minore stabilità. Dopo un po’ la massa montata inizia a smontarsi. E questo, per le meringhe non è un bene. Il limone, invece, consente di ottenere una maggiore stabilità il che, nel caso delle meringhe, non è dettaglio da poco.

    Ultimo dettaglio: la friabilità aumenta se non usate tutto lo zucchero per montare gli albumi. Dividetelo in due parti, unendo la prima nella fase di montaggio e la seconda solo alla fine. La differenza, la sentirete nella vostra bocca!

    Ecco, questi secondo me sono i trucchi da sapere su come preparare meringhe perfette. Per cui, detti, questi, si può passare alla ricetta.

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    Come preparare meringhe perfette

    [yumprint-recipe id=’88’]Come preparare meringhe perfette

  • Come si preparano le meringhe svizzere

    Come si preparano le meringhe svizzere

    Gli albumi abbondano...
    La mia meringa preferita, la più aromatica e croccante.  Arricchita in questo caso dai semi di una bacca di vaniglia e resa croccante dalla cottura un po’ più veloce di quella classica e dall’uso di solo zucchero semolato. Con questo sistema la meringa non sarà candida, ma quasi color panna giallino a fine cottura in quanto lo zucchero non adeguatamente sciolto aggiunto a mano farà una sorta di effetto caramello.In compenso, sarà friabile e si scioglierà in bocca al momento della degustazione.

    Ingredienti per le meringhe svizzere

    gr 125 di albumi
    gr 250 di zucchero semolato
    un cucchiaino di succo di limone

    Procedimento per le meringhe svizzere

    Ho messo gli albumi in una ciotola, con il succo di limone e 125 gr di zucchero semolato in un tegamino che ho sistemato a bagnomaria e ho montato con le fruste elettriche fino ad ottenere un composto soffice abbastanza montato.
    Ho lasciato quindi intiepidire  ed ho   travasato nel Kenwood e ho continuato a montare aggiungendo piano altri 62.5 gr di zucchero.Una volta ottenuta una meringa ben montata, ho aggiunto a mano la restante parte (gli altri 62.5 gr) mescolando a mano dall’alto verso il basso.

    Poi con una sac à poche ho deposto dei piccoli spuntoncini di meringa che ho infornato a circa 100°C per 30 minuti circa.

  • La ricetta del Torrone fatto in casa, alle mandorle e cedro candito

    La ricetta del Torrone fatto in casa, alle mandorle e cedro candito

    ricetta del torrone morbido fatto in casa
     
    Con questa ricetta del torrone fatto in casa, non potete sbagliare… scommettiamo?

    Non ho mai amato la pasticceria calabrese 
    quando ero piccola, lo confesso: troppo pesante e mielosa, pensavo, e poco dolce. E poi ero abituata malissimo: vivendo a Salerno, avevo ampia scelta di pasticceria Napoletana, babà, sciù, cassatine e zuppette (tanto per fare qualche nome tra i miei dolci preferiti) e pensavo che quei dolci tanto rustici e pesanti  cui  avevano inutilmente tentato d abituarmi i miei parenti durante le visite natalizie proprio non potessero reggere il confronto.  Unica eccezione, il torrone: che era tradizione preparare nel paese di mio padre (Soriano Calabro, il paese dei mostaccioli) e di cui  andavo matta.  Mi piaceva perché era morbido, dolce ed aromatico, e spesso ricoperto di glassa al cioccolato bianca o nera. Ne avrei mangiati quintali, e di quintali ne mangerei ancora oggi, se solo la bilancia me lo permettesse.

    Ovvio quindi che, prima o poi, tentassi di rifarlo. E la staffetta di compagni di blogger dedicata ai dolci del Natale mi ha offerto la giusta occasione. Visto che ai dolci di Natale tipici della Campania infatti ci hanno pensato Antonia e Maria ( con i raffioli a cassata e gli struffoli): ho approfittato ed ho scelto la Calabria inventandomi quindi una scusa perfetta per provare a fare il torrone morbido.  
     
     
    Ho cercato un po’ in giro per chiarirmi le idee e poi ho scelto una ricetta che mi è sembrata affidabile: quella di Loretta Fanella di cui in rete sono anche disponibili video interessanti sul tema. E grazie a questa ricetta del torrone fatto in casa, prepararlo non è stato difficile, lo ammetto. Non quanto temessi, almeno (avevo sempre avuto un timore reverenziale verso questa ricetta ma davvero, preparandolo, ho capito che è molto semplice). Unica condizione assolutamente da rispettare: usare un termometro per misurare la temperatura. Senza questo, sarebbe davvero troppo rischioso e troppo facile commettere errori. Per il resto, non è affatto complicato: non lo è stato per me, almeno, che magari ho solo avuto la fortuna di beccare la ricetta giusta, che però ho un po’ modificato aggiungendo i canditi ed usando solo mandorle.
     
     
     
     

    ricetta del torrone morbido fatto in casa

    Ma bando alle ciance e passiamo alla ricetta del torrone fatto in casa

    Ingredienti per un kg di torrone fatto in casa

    250 g di miele di arancio
    100 ml di acqua con 410 di zucchero
    40 g di albume
    600 g di mandorle
    100 g di cedro candito, tagliato in pezzettini piccoli e regolari.
    buccia di un’arancia grattugiata
    vaniglia in polvere
    1 foglio di ostia (non indispensabile, se non la trovate fatene pure a meno)

    Procedimento

    Si inizia tostando le mandorle in forno a 180° fino a che non avranno raggiunto un aspetto dorato (inizierete a questo punto anche a sentirne il profumo).
    Intanto (importante che le due cose vengano fatte contemporaneamente, in modo da poter usare le mandorle ancora calde) mettere il miele in un pentolino e portarlo alla temperatura di 120° e – pure questo contemporaneamente – montare gli albumi (collocati in una ciotola piuttosto grande). Una volta pronto il miele, allontanarlo dal fuoco e mescolarlo per un paio di minuti in modo da fare abbassare un po’ la temperatura. Aggiungerlo poi  a filo all’albume montato, continuando a fare andare le fruste per circa 5 minuti.

    Ora, lo zucchero: va messo in un tegamino con l’acqua e portato a 147° , versandolo poi  a  filo nella meringa. Continuare quindi  a montare, e aggiungere la buccia grattugiata e la vaniglia. Un po’ per volta, inizierà ad indurirsi, quindi è bene tenerlo d’occhio in modo da passare, al momento opportuno, all’uso di un cucchiaio di legno oppure al gancio per impastare (se stiamo usando una planetaria casalinga). A questo punto, aggiungere la mandorle e, una volta incorporate queste,  i canditi. Continuare a impastare ancora per qualche minuto.

    Prendere quindi un foglio di ostia e dividerlo a metà, posizionandone una sul tavolo. Rovesciare quindi il torrone – ora morbido e colloso, anche se consistente – e schiacciarlo con le mani bagnate in modo da livellarlo. Volendo fare un lavoro perfetto, si può fare come per stendere la frolla, usando due bacchette laterali di riferimento. Coprire quindi con l’altra ostia e, con l’aiuto di un mattarello, stendere in modo regolare fino ad uno spessore di un centimetro e mezzo ca.

    Lasciarlo quindi raffreddare per un’ora circa e tagliarlo in pezzi nella grandezza desiderata.

    ricetta del torrone morbido fatto in casa

    E quale vino? Ancora una volta, su questo, la parola a Luciano Pignataro: “Obbligato l’abbinamento con il Moscato di Saracena, scegliete voi se Viola o feudi di Sanseverino, in una regione che mostra di credere sempre più nel vino dolce”.

    Nota mia: qui lo dico e qui lo nego ma non credo che l’ostia sia indispensabile. Anzi, la prossima volta lo farò  glassato al cioccolato, sia bianco che scuro, e non la userò. Per cui, se volete provarci, ma rinunciate per il fatto che non riuscite a procurarvi l’ostia, sappiate che potete farne a meno. In questo caso, stendetelo tra due fogli di carta forno, magari leggermente unta con un olio non di oliva, e livellatelo. Una volta freddo e duro, togliete la carta e tagliate in pezzi della dimensione che desiderate.

  • Lingue di gatto, Tegole per la precisione, alla vaniglia di Bo Friberg

    Lingue di gatto, Tegole per la precisione, alla vaniglia di Bo Friberg

    Una ricetta senza alcuna pretesa, di quelle che sanno fare più o meno tutti e che servono ad arricchire la raccolta di quelle *di base*, per evitare di scrivere ogni volta le stesse cose. Perdonate, quindi, la banalità.

    Sono le Tuiles alla vaniglia di Bo Friberg: l’equivalente delle nostre lingue di gatto, in parole povere. Solo, invece della forma classica – a bastoncino che si allarga in cottura fino a diventare una cosa che assomiglia ad una lingua – sono stese in strati sottili e tondi, arrotolati poi a caldo appoggiandoli su un oggetto tondo (per esempio, un mattarello).
    Ingredienti

    225 gr di burro a temperatura ambiente
    225 gr di zucchero a velo setacciato e vanigliato naturalmente (dimenticando, cioè, un paio di bacche di vaniglia nel contenitore in cui è normalmente conservato)
    240 ml di albumi d’uovo a temperatura ambiente
    1 cucchiaino di estratto di vaniglia
    225 gr di farina 00 setacciata

    Procedimento

    Montare il burro con lo zucchero. Poco alla volta, incorporare gli albumi e l’estratto di vaniglia. Aggiungere la farina mescolare solo quel tanto che basta ad incorporarla.

    Portare il forno a 200°C e poggiare un foglio di silicone su una placca da forno, oppure su una teglia capovolta .

    Far cadere una piccola quantita’ di impasto (un cucchiaino dovrebbe bastare) e stenderla in uno strato molto sottile aiutandosi con una piccola spatola.Oppure, come si vede nella foto, spalmando bene un cucchiaio di pasta con le dita, all’interno di un coppapasta.

    Infornare solo poche tuiles per volta e cuocere fin quando i bordi appariranno dorati, piu’ o meno 5 minuti.

    Sollevare delicatamente le tuiles e poggiarle su un matterello in modo che raffreddandosi assumano la classica forma ricurva.

    P.s.E’ essenziale, per la buona riuscita delle tuiles, che si utilizzi una farina debole e che si eviti di favorire lo sviluppo del glutine, lavorando eccessivamente l’impasto.

  • La ricetta della pasta frolla montata. E l’importanza del suo riposo

    La ricetta della pasta frolla montata. E l’importanza del suo riposo

     

    Questa non è solo una ricetta (la ricetta della pasta frolla montata, nella fattispecie) ma una di quelle cose che vanno sotto il nome *cose da sapere*. Il riposo precottura, infatti, è fondamentale per diverse preparazioni: per i  pasticcini alle mandorle, per esempio, e per  tutti i biscotti plissé. Per questi non bisogna avere fretta. Fondamentale il riposo, per dare modo allo strato superficiale di seccarsi e mantenere la forma in cottura. Altrimenti si spatasciano: diventano brutti e bassi. E secchi: già perché il minor spessore pregiudica la cottura, soprattutto all’esterno.

    Questi, sono i miei preferiti tra quelli preparati con una ricetta della pasta frolla montata. Agli albumi, un ottimo modo per riciclare albumi avanzati.

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    Biscotti viennesi
    Non spaventatevi per il burro fatto in casa: è semplicissimo: basta seguire queste istruzioni!
  • Brutti ma buoni al cocco

    Brutti ma buoni al cocco

    kokosmakron, brutti ma buoni al cocco
    Tempo di preparare i Brutti ma buoni al cocco, anche se – decisamente – sonon giornate impegnative questi giorni. Il rientro dalle ferie non è mai esaltante ma il mio è stato leggermente traumatico. Il classico blackout vacanziero, di quelli che ti costringono a svuotare il freezer di masse maleodoranti di forma ormai non più ben definita – le più belline erano le polpette, di colore ormai talmente verdastro che potevo spacciarle tranquillamente per crocchette di verdura – e di odore nauseabondo. Senza poter contare sull’aiuto dell’acqua calda, neanche per la doccia di fine lavoro: il blackout era dovuto alla caldaia, ho scoperto, ed il tecnico è potuto venire solo dopo 48 ore.
    Comunque, è andata. E stasera, doccia (che ormai la sognavo di notte).

    Meglio pensarea ai Brutti ma buoni al cocco, una ricetta facile facile, di quelle perfette per tutti. E che, particolare non da poco, permette di utilizzare gli albumi. Che non vanno mai buttati nel lavandino, come molti fanno – l’acqua è un bene prezioso, e va rispettato – ma messi in un sacchetto e congelati. Prima o poi, torneranno buoni, magari per biscotti come questi, di cui ha raccontato un po’ di tempo fa Claudia nel forum di gennarino.org

    Perfetti, oltretutto, per arricchire il pacchetto di regali di Natale fatti in casa. Per questo scopo, preparateli pure con un buon anticipo e conservateli in una scatola di latta. Dureranno a lungo, e vi faranno fare in figurone.

    E poi, leggete la ricetta: sono o non sono facilissimi?

    Brutti ma buoni al cocco

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    E voi, come utilizzate gli albumi? Avete qualche ricetta da consigliare? Se sì, venitela a raccontare nei commenti. Magari in tempo per provarla per Natale…