Tag: Biscotti

  • Una ricetta di biscotti al cioccolato semplici ma buonissimi: i Chocolate Chunk Cookies

    Una ricetta di biscotti al cioccolato semplici ma buonissimi: i Chocolate Chunk Cookies

     

    biscotti al cioccolato e pistacchio 
    I Chocolate Chunk Cookies al pistacchio sono una ricetta di biscotti al cioccolato semplici ma buonissimi, perfetti anche da regalo fatto in casa per Natale o per arricchire un piccolo rinfresco, visto che può essere preparato con largo anticipo. Sempre dal libro di Martha Stewart, ma con due piccole varianti:  i pistacchi al posto delle noci pecan e yogurt greco invece di panna acida.

    Ingredienti
    200 g farina debole
    5 g bicarbonato di sodio
    6 g sale
    225 g burro, piuttosto solido e tagliato in pezzi
    200 g di zucchero grezzo
    100 grammi zucchero semolato
    2 uova grandi
    2 cucchiaini di estratto naturale di vaniglia
    150 g di iogurt greco
    200 g cioccolato fondente, spezzettato
    150 g di pistacchi non salati

    Procedimento
    Riscaldare il forno a 180 gradi. Foderare alcune teglie con carta da forno e mettere da parte.
    In una ciotola di medie dimensioni, mescolare assieme, con una frusta, la farina, il bicarbonato di sodio ed il sale.
    Nella ciotola dell’impastatrice, battere il burro e lo zucchero, finché il composto diventi gonfio e leggero. Aggiungere l’estratto di vaniglia, le uova e lo iogurt, mescolando continuamente per amalgamare.
    Incorporare dapprima la farina(con sale e bicarbonato) e poi i pezzi di cioccolato e i pistacchi.
    Formare i biscotti, lasciando cadere piccole cucchiaiate di impasto sulle teglie preparate precedentemente avendo cura di lasciare almeno 5 cm di spazio tra ogni mucchietto. Se necessario, riporre l’impasto in frigo durante la lavorazione.
    Cuocere per 15-16 minuti (per l’impasto freddo, occorrerà più tempo). Per assicurarsi che I biscotti siano cotti in maniera uniforme, sara’ bene girare le teglie ed invertirle sui ripiani del forno, a metà cottura.
    A cottura ultimate, i biscotti avranno assunto un colore dorato e saranno ancora morbidi al tatto. Attenzione, questo è un punto delicato: non aspettate che siano croccanti, si induriranno raffreddandosi.
    Rimuovere dal forno e lasciare sulla teglia per 5 minuti , trasferirli poi su una gratella e lasciare che si raffreddino completamente.  

    ricetta di biscotti al cioccolato semplici

  • Taralli all’olio, profumati di riviera ligure e di pisto napoletano.

    Taralli all’olio, profumati di riviera ligure e di pisto napoletano.

    taralli all'olio-10
    Periodo di stanca da web questo, come si può, forse, dedurre dall’assenza. Sarà l’inverno, sarà la neve, sarà  quello che sarà ma ultimamente ho poca voglia di fermarmi a scrivere, confesso. Ho diverse cose pronte, ma al momento di mettermi a scrivere o a scaricare foto mi si azzerano le energie. Non ce la faccio. Il perché? non lo so, onestamente. Probabilmente la sensazione sempre più forte che, alla fine, in queste pagine non conta tanto la voglia di condividere la propria esperienza quanto la voglia di “apparire”, anche a costo di seminare polemiche quotidiane, sempre più feroci e frequenti. Tutto questo, alla fine, provoca qualcosa che assomiglia alla noia. E che, nel mio caso almeno, mi toglie la voglia di continuare. 

    Periodo di stanca, dicevo, e di assenza. Che però ho voglia di  interrompere. Vedremo. Intanto, ci provo, raccontandovi di questi taralli. Da tempo avevo in mente di provare la frolla all’olio. Ma non limitandomi ad impastare  normalmente, come spesso ho trovato scritto, ma seguendo un procedimento che ho visto fare ad Alice per preparare la sua sbrisolona vegana: in quel caso lei usava olio e latte di soia. Io, visto che vegana non sono e non ho motivo di escludere le uova (che però uso biologiche, per i motivi che trovate scritti qui, vedendo il suo procedimento mi sono chiesta: “E se fosse possibile farlo con l’olio?”. Partendo cioè da un’emulsione di uovo ed olio, esattamente come per la maionese: ottenendo quindi un composto cremoso da sostituire al burro nella preparazione della frolla. Un’idea fattibile, sicuramente – oltretutto, parlandone, ho scoperto che una cosa simili la fa pure Salvatore De riso – ma per cui era necessario un olio adatto e quando l’altro giorno  ho assaggiato l’olio extravergine di oliva della riviera ligure DOP ho pensato che fosse – finalmente – arrivato il momento. Oltretutto, avevo appena letto la ricetta dei taralli all’olio di Pasqualina ed il gusto fruttato leggero di quest’olio, morbido e delicato ma leggermente piccante al tempo stesso, mi è sembrato assolutamente perfetto.
    Io  usato queste dosi.
    2 uova
    200 gr di zucchero
    50 gr di latte tiepido
    un pizzico di sale
    5 gr di ammoniaca
    600 gr di farina debole
    buccia di  limone grattugiata
    altre spezie a scelta, per profumare (io ho usato il pisto napoletano)
    un uovo, un po’ di latte e zucchero per la lucidatura finale
     
    Ho messo i  tuorli e il sale in una ciotola  ho iniziato a lavorarli con una frusta. Dopo poco ho iniziato a versare  a goccia a goccia 200 g di olio extravergine d’oliva riviera ligure DOP ottenendo una maionese che, una volta pronta, ho messo a riposare in frigorifero per una trentina di minuti.  Passato questo tempo ho preparato la frolla, mettendo nella ciotola del kenwood la farina, e la maionese. Ho lavorato con la frusta a k aggiungendo, durante la lavorazione, lo zucchero, gli albumi, e il latte in cui avevo disciolto l’ammoniaca. A fine lavorazione l’impasto si presentava così:

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    Ho fatto riposare in luogo fresco un paio di ore e poi ho formato i taralli, formando dei salsiccciotti di pasta (dello spessore di un cm circa e della lunghezza di una decina circa) che ho chiuso ad anello ed ho spennellato con uovo e latte sbattuti insieme e spolverizzati di zucchero. Cottura a 180 gradi, fino a doratura.

     
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    Ottimi. Il gusto dell’olio secondo me si avvertiva nel modo giusto, senza essere troppo invadente e limitandosi a dare alla pasta un gusto particolare per nulla pesante. Il profumo, soprattutto, mi ha sorpreso: completava benissimo il tocco agrumato dell’impasto. 
    Unica nota sul consumo: secondo me sono migliori dopo qualche giorno, conservati in una scatola di latta. Nella mia, c’era un sacchettino di pisto, che è l’insieme di spezie tipicamente usato a napoli per i roccocò. Ha impregnato i taralli in modo splendido: tanto da suggerirvi, nel caso li proviate, di conservarli qualche giorno insieme alle vostre spezie preferite. Non ve ne pentirete. 
    Ps. non dimenticate di leggere le altre ricette di oggi per la CUCINA DELL’EXTRAVERGINE, a base di olio ligure:
    Torta al Moscato Rosa e Olio Extravergine DOP Riviera Ligure per Sabina di Cook’n book, che entra ufficialmente nella compagine della Cucina dell’Extravergine:
    Stroscia per Fausta di Caffè col cioccolato
    Barrette ai fiocchi di mais senza glutine per Stefania di Cardamomo and co 
    Torta di mele “my way” con olio extra vergine, di Patrizia di Andante con gusto.
  • Una cosa da niente. Come dei biscotti salati al parmigiano reggiano

    Una cosa da niente. Come dei biscotti salati al parmigiano reggiano

    “E’ cosa è niente!”

    biscotti salati al formaggio

    Sono giorni che leggo questa frase ripetuta a raffica – vabbè, le parole non sono sempre queste, ma il concetto quello resta – per sostenere le ragioni di una polemica nei confronti di un post in cui sara sostiene che “è importante che uno spazio privato aperto al pubblico, come è un blog, comunichi davvero qualcosa, abbia davvero uno scopo ultimo. uno fra tutti: la crescita culturale.”

    Non ho voglia di entrare nel merito della polemica – che ha poi toccato un altro post, di Lisa e Giovanna – e delle varie posizioni che, con veemenza spesso eccessiva, ho visto delinearsi in questi giorni: ognuno è perfettamente libero di usare il proprio spazio come gli pare, per raccontarsi nel modo che più gli garba.

    Quello che mi ha francamente sorpreso è stata la pretesa, da parte di alcuni, di contestare – in nome della propria libertà di non essere rigorosi – la libertà di altri di esprimere un sentimento di lontananza da un approccio alla cucina fatto troppo spesso di approssimazione, di scarsa conoscenza degli ingredienti, di ricette tanto ricche di particolari su marchi commerciali  da far pensare che, più che il risultato finale, interessasse  l’esibizione di questi.

    Per quanto mi riguarda, non posso non riconoscermi nelle parole di quei post: amo infatti la semplicità e amo il rigore che a questa spesso si accompagna. Cucinare per me è soprattutto un viaggio di scoperta: attraverso gli ingredienti, innanzitutto, attraverso i modi di combinarli e il confronto tra i vari risultati possibili. Se non vivessi questo viaggio, non mi divertirei.  E questo vale per tutte le mie preparazioni: dalle più semplici alle più elaborate. E’ per questo che mi piace porre la massima attenzione nella scelta degli ingredienti: perché la cucina è la mia “coccola personale preferita“. Quando cucino sono felice, e lo sono ancora di più se posso vivere i colori, i sapori, i profumi che alla cucina si accompagnano.

    Per cui, sappiatelo, non mi sentirete mai dire cose tipo “che vuoi che sia, in fin dei conti è solo una ricetta. Anche nel caso di cose facili e banali, come questi biscotti che preparo da anni ormai. Facili e veloci: eppure ogni volta che li offro – chissà perché – riescono a sorprendere nonostante la loro semplicità.

    BISCOTTI SALATI AL PARMIGIANO

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    Non me lo sentirete mai dire, quindi, che “é cosa da niente”. Perché se una cosa ci piace davvero, se l’amiamo, una cosa da niente non lo  sarà mai. E se così la trattassimo, le faremmo un torto, infatti. Enorme.

    Perché a furia e’dicere che è cosa e niente…

  • Ricetta dei cavallucci senesi di Benedetta.

    Ricetta dei cavallucci senesi di Benedetta.

    ricetta cavallucci senesi
     
    Questa ricetta dei cavallucci senesi è di Benedetta, dei tempi in cui frequentavo it.hobby.cucina (credo uno dei primi gruppi di cucina nati in rete: pensate che il primo incontro dal vivo lo facemmo nel 1997, quando ancora i blog manco erano stati ancora immaginati!). Ancora oggi, nell’archivio di quel gruppo ci vado spesso: ci sono ancora conservate le pagine che mi hanno insegnato quel poco che so. E soprattutto, ci sono conservate facce ed emozioni. Facce che ancora continuo ad incontrare. Ed altre che, purtroppo, devo limitarmi a ricordare.
     
    In ogni caso, è lì che ho preso la ricetta. La copio per intero, perché cambiarne sia pure solo qualche parola non avrebbe senso. Perché *quelli* sono per me i cavallucci, visto che Benedetta anni fa me li fece assaggiare. E perché quelli ho provato a riprodurre.
     
     
    Perché si chiamano così? Perché erano un dolce da stallieri, brutti a vedersi, ma buoni di sapore e perché sopra ci veniva impresso, sulla pasta ancora da infornare, l’impronta di un cavallo.
     

    RICETTA CAVALLUCCI SENESI

     
    300 g zucchero
    50 g miele millefiori o di arancio
    70 g arancia candita
    80 g cedro candito
    500 g farina + 100 per impastare e spolverare
    150 g noci
    8 g coriandolo
    7 g anice pestato nel mortaio (deve diventare una polverina finissima)
    1 presa di cannella
    la punta di un coltello di ammoniaca per dolci
    100 g acqua
     
    Si fa lo sciroppo con lo zucchero e l’acqua e si lascia cuocere finchè non fa il filo (cioè prendendo lo sciroppo tra pollice ed indice senza ustionarsi deve fare il filo).
    Si toglie dal fuoco e si aggiunge subito il miele, la farina, canditi, noci e spezie.
    Si impasta infarinandosi ben benino le mani e si formano dei pani che poi si arrotoleranno, devono diventare dei “lombrichi” di circa 5 cm di diametro. A questo punto con un coltello si tagliano dei tocchi con cui formeremo delle palline e tenendone una in una mano si appiattisce con l’indice della mano opposta: è semplice, le palline devono avere un polo appiattito
    dall’indice.
     
    Nella teglia si mette la carta da forno e i cavallucci, si spolverano con la farina e si infornano 10/15 minuti, non di più. Io non li tengo mai oltre i 10 e sono già abbastanza. Devono uscire dal forno ancora piuttosto morbidi perchè si seccheranno all’aria, altrimenti rischiate di fare delle palline da schioppo anzichè dei dolcetti.
     
    Una nota è doverosa: i veri cavallucci non prevedevano nè le noci, nè il cedro, questi ingredienti entravano a far parte della preparazione dei berriquoli detti anche “cavallucci due per etto” perchè sono più grossi e più ricchi.
    Il miele poi è obbligatorio soltanto nei berriquoli, anche se per tradizione andrebbe messo anche nei cavallucci. A parte tutto il miele impedisce al cavalluccio di diventare troppo secco, ma lo rende più facilmente deperibile in quanto trattiene l’umidità. A voi la scelta, dipende dalla vostra voracità.
  • La ricetta della pasta frolla montata. E l’importanza del suo riposo

    La ricetta della pasta frolla montata. E l’importanza del suo riposo

     

    Questa non è solo una ricetta (la ricetta della pasta frolla montata, nella fattispecie) ma una di quelle cose che vanno sotto il nome *cose da sapere*. Il riposo precottura, infatti, è fondamentale per diverse preparazioni: per i  pasticcini alle mandorle, per esempio, e per  tutti i biscotti plissé. Per questi non bisogna avere fretta. Fondamentale il riposo, per dare modo allo strato superficiale di seccarsi e mantenere la forma in cottura. Altrimenti si spatasciano: diventano brutti e bassi. E secchi: già perché il minor spessore pregiudica la cottura, soprattutto all’esterno.

    Questi, sono i miei preferiti tra quelli preparati con una ricetta della pasta frolla montata. Agli albumi, un ottimo modo per riciclare albumi avanzati.

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    Biscotti viennesi
    Non spaventatevi per il burro fatto in casa: è semplicissimo: basta seguire queste istruzioni!
  • Brutti ma buoni al cocco

    Brutti ma buoni al cocco

    kokosmakron, brutti ma buoni al cocco
    Tempo di preparare i Brutti ma buoni al cocco, anche se – decisamente – sonon giornate impegnative questi giorni. Il rientro dalle ferie non è mai esaltante ma il mio è stato leggermente traumatico. Il classico blackout vacanziero, di quelli che ti costringono a svuotare il freezer di masse maleodoranti di forma ormai non più ben definita – le più belline erano le polpette, di colore ormai talmente verdastro che potevo spacciarle tranquillamente per crocchette di verdura – e di odore nauseabondo. Senza poter contare sull’aiuto dell’acqua calda, neanche per la doccia di fine lavoro: il blackout era dovuto alla caldaia, ho scoperto, ed il tecnico è potuto venire solo dopo 48 ore.
    Comunque, è andata. E stasera, doccia (che ormai la sognavo di notte).

    Meglio pensarea ai Brutti ma buoni al cocco, una ricetta facile facile, di quelle perfette per tutti. E che, particolare non da poco, permette di utilizzare gli albumi. Che non vanno mai buttati nel lavandino, come molti fanno – l’acqua è un bene prezioso, e va rispettato – ma messi in un sacchetto e congelati. Prima o poi, torneranno buoni, magari per biscotti come questi, di cui ha raccontato un po’ di tempo fa Claudia nel forum di gennarino.org

    Perfetti, oltretutto, per arricchire il pacchetto di regali di Natale fatti in casa. Per questo scopo, preparateli pure con un buon anticipo e conservateli in una scatola di latta. Dureranno a lungo, e vi faranno fare in figurone.

    E poi, leggete la ricetta: sono o non sono facilissimi?

    Brutti ma buoni al cocco

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    E voi, come utilizzate gli albumi? Avete qualche ricetta da consigliare? Se sì, venitela a raccontare nei commenti. Magari in tempo per provarla per Natale…