Tag: Noci

  • Pane alle noci e miele di castagno

    Pane alle noci e miele di castagno

    pane alle noci e miele di castagno

    Il pane alle noci con miele di castagno è un pane di gusto insolito e particolare, ottenuto dall’incontro tra le note dolci e amare delle noci e del miele e da una farina non troppo raffinata (io ne ho usata una di tipo 1).
    Come miele, preferisco usare quello di castagno ma – ovviamente – il risultato sarà ottimo anche se sceglierete di usarne uno diverso.
    Perfetto con i formaggi, soprattutto cremosi, soprattutto se completato da un po’ di mostarda.

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    E’ preparato con un impasto diretto, quindi non prevede nulla di particolarmente difficiel nè tempi lunghi di impasto o lievitazione. Potete prepararlo una farina di tipo 1 coem ho fatto io, oppure con la vostra preferita. Ovviamente, cambiando il tipo di farina cambierà anche il sapore e la consistenza.

    PANE ALLE NOCI E MIELE DI CASTAGNO

    Ingredienti300 g di farina (io ho usato farina 1)
    10 g di lievito di birra fresco
    150 g di latte
    60 g di noci
    2 cucchiai colmi di miele di castagno
    7 g di sale finoProcedimento

    Mettete nella ciotola della planetaria la farina, il lievito sbriciolato e il miele.

    Avviate la lavorazione con la frusta a gancio, a bassa velocità, e aggiungete il latte un po’ per volta (a filo).

    Una volta inseriti i due terzi del latte, fermate la lavorazione e sciogliete nel latte residuo il sale.

    Riavviate la planetaria e impastate fino a quando l’impasto non apparirà ben incordato e non si sarà staccato dalle pareti.

    A questo punto, aggiungete le noci ridotte a pezzetti, impastando a bassa velocità.

    Mettete quindi a lievitare l’impasto in una ciotola unta di olio e coprendo con pellicola trasparente.

    Pane alle noci e miele di castagno

    Una volta che l’impasto sia raddoppiato di volume, rovesciatelo sul piano infarinato, formatelo come più vi piace (pagnotta, filone, panini) e mettete a lievitare sotto una grande ciotola rovesciata a campana, in modo che non secchi in superficie.

    Fate lievitare per 30 minuti e infornate a forno a 220 gradi. Dopo dieci minuti abbassate il forno a 200 gradi e portate a cottura fino a quando non appaia bene dorato.

    Spegnete il forno e lasciate il pane in forno per dieci minuti con lo sportello aperto, in modo da ottenere una   crosta dorata e croccante.

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  • La ricetta del nocino della notte di San Giovanni

    La ricetta del nocino della notte di San Giovanni

    Sapete perché la ricetta del nocino dice che le noci debbano essere raccolte dopo la notte del 24 giugno?

    Secondo una leggenda della mitologia nordica questa notte, oltre ad essere la notte più corta dell’anno, è uno di quei momenti in cui la realtà si confonde con l’incantesimo.
    L’invisibile popolo abitante dei boschi – fate, folletti ed elfi – si materializza e si riunisce nella foresta. Vive una notte di felicità sfrenata, danza tra gli alberi, si dondola sui rami del sacro noce e poi, infine, scompare alle prime luci dell’alba.
    Questo incantesimo attribuisce alla rugiada di questa notte – la guazza di San Giovanni, qui a Modena – virtù magiche. Gli gnomi, le fate e gli elfi, prima di ritornare al loro mondo parallelo, regalano al bosco – sotto forma di rugiada, appunto – la gioia e la vitalità che hanno animato le loro danze.
    E che chiunque può assimilare, a patto che beva di questa rugiada, o che mangi il frutto dell’albero sacro ancora bagnato.
    O conservare, per beneficiarne durante il corso dell’anno, sotto forma di nocino.

    ricetta del nocino

    LA RICETTA DEL NOCINO

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    Non va bevuto prima di Natale, ma tenete conto che più invecchia e più migliora. Anzi, come dice Paolo, il gusto del nocino migliora e si affina (in bottiglia) nel tempo. Più tempo la bottiglia viene dimenticata, più buono e’ il nocino quando viene bevuto. Per questo, farlo ogni anno, e dimenticare le bottiglie, e’ buona strategia. Prendere dalla cantina un nocino di 2, 5 o anche piu’ anni, è una gioia per il palato.

    ricetta del nocino

  • Una cosa da niente. Come dei biscotti salati al parmigiano reggiano

    Una cosa da niente. Come dei biscotti salati al parmigiano reggiano

    “E’ cosa è niente!”

    biscotti salati al formaggio

    Sono giorni che leggo questa frase ripetuta a raffica – vabbè, le parole non sono sempre queste, ma il concetto quello resta – per sostenere le ragioni di una polemica nei confronti di un post in cui sara sostiene che “è importante che uno spazio privato aperto al pubblico, come è un blog, comunichi davvero qualcosa, abbia davvero uno scopo ultimo. uno fra tutti: la crescita culturale.”

    Non ho voglia di entrare nel merito della polemica – che ha poi toccato un altro post, di Lisa e Giovanna – e delle varie posizioni che, con veemenza spesso eccessiva, ho visto delinearsi in questi giorni: ognuno è perfettamente libero di usare il proprio spazio come gli pare, per raccontarsi nel modo che più gli garba.

    Quello che mi ha francamente sorpreso è stata la pretesa, da parte di alcuni, di contestare – in nome della propria libertà di non essere rigorosi – la libertà di altri di esprimere un sentimento di lontananza da un approccio alla cucina fatto troppo spesso di approssimazione, di scarsa conoscenza degli ingredienti, di ricette tanto ricche di particolari su marchi commerciali  da far pensare che, più che il risultato finale, interessasse  l’esibizione di questi.

    Per quanto mi riguarda, non posso non riconoscermi nelle parole di quei post: amo infatti la semplicità e amo il rigore che a questa spesso si accompagna. Cucinare per me è soprattutto un viaggio di scoperta: attraverso gli ingredienti, innanzitutto, attraverso i modi di combinarli e il confronto tra i vari risultati possibili. Se non vivessi questo viaggio, non mi divertirei.  E questo vale per tutte le mie preparazioni: dalle più semplici alle più elaborate. E’ per questo che mi piace porre la massima attenzione nella scelta degli ingredienti: perché la cucina è la mia “coccola personale preferita“. Quando cucino sono felice, e lo sono ancora di più se posso vivere i colori, i sapori, i profumi che alla cucina si accompagnano.

    Per cui, sappiatelo, non mi sentirete mai dire cose tipo “che vuoi che sia, in fin dei conti è solo una ricetta. Anche nel caso di cose facili e banali, come questi biscotti che preparo da anni ormai. Facili e veloci: eppure ogni volta che li offro – chissà perché – riescono a sorprendere nonostante la loro semplicità.

    BISCOTTI SALATI AL PARMIGIANO

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    Non me lo sentirete mai dire, quindi, che “é cosa da niente”. Perché se una cosa ci piace davvero, se l’amiamo, una cosa da niente non lo  sarà mai. E se così la trattassimo, le faremmo un torto, infatti. Enorme.

    Perché a furia e’dicere che è cosa e niente…