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pasta alla colatura di alici

“La ricetta della pasta alla colatura di alici di Cetara”

pasta alla colatura di alici

La ricetta della pasta alla colatura di alici, per raccontare il ricordo che ho di Cetara.
Premetto che sono stata fortunata, ci vivevo a pochi passi e ci capitavo spesso, a non tutti è stato dato di viverla come ho potuto io,  nel modo più autentico. D’inverno, per esempio, a gelare di freddo sul molo del vecchio porto (distrutto poi da una mareggiata) a pesca di gronchi. Si gelava dal freddo, le mani in tasca in cerca di un po’ di calore e gli occhi puntati sulle canne appoggiate agli scogli, persi nell’attesa inutile di un piccolo movimento. Non si pescava niente, mica ne eravamo capaci, ma la pesca era solo una scusa per respirare la salsedine. E per raccogliere i propri pensieri immersi nell’abbraccio del vento di mare.
 

Era diversa da oggi, Cetara: la piazzetta non esisteva: sotto le case rivolte verso il mare non c’erano auto e neppure il selciato dell’isola pedonale. C’erano solo barche: perché Cetara questo era: un villaggio di pescatori. E lo si capiva subito, appena oltrepassata la torre normanna, la soglia vera del paese per noi che arrivavamo dalla città. Lo si capiva dal suo odore, che avvolgeva l’intero paese. Quello delle alici in salamoia, che faceva di Cetara il paese delle alici.  Lo stesso profumo che ho ritrovato stappando un’ampolla di colatura di alici, incredibilmente trovata in mercato a Modena. E che mi ha, con commozione autentica e anche un po’ dolorosa, riportato indietro di trent’anni. E ad un piatto di pasta allora praticamente sconosciuto lontano da quel piccolo paese di pescatori. Splendido, nella sua semplicità.

Preparazione della pasta alla colatura di alici

  
Ingredienti per 4 persone:
400 g di spaghetti o vermicelli o linguine o altro formato lungo
4 cucchiai di colatura di alici di Cetara
1 spicchio di aglio
olio extravergine di oliva
pepe nero macinato al momento
prezzemolo tritato

Mettete in una tazza – rigorosamente a crudo – l’olio, l’aglio  schiacciato e il pepe macinato e lasciate insaporire insieme il tutto per almeno un’ora.  Al momento di cuocere i vermicelli, tirare via l’aglio, aggiungere la colatura e sbattere con una forchetta in modo da ottenere un’emulsione tra questa e l’olio.  Due, le avvertenze fondamentali, per questo piatto. La prima, i vermicelli vanno cotti con pochissimo sale. La seconda, condire la pasta in una zuppiera calda:   al momento di scolare, appoggiate un colapasta in una capace zuppiera e scolate la pasta  facendo in modo che la zuppiera si riempia con l’acqua di cottura. Pazientate una decina di secondi , svuotatela – stando attenti a non scottarvi! – e conditeci la pasta con l’emulsione di olio e colatura.  Se vi piace, aggiungete pure il prezzemolo, oppure fate come me – che non lo amo particolarmente – e sistematelo sul fondo del piatto prima di appoggiarvi la pasta. In questo modo, ne sfrutterete solo il profumo, che per me resta la parte migliore.

 

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15 COMMENTS

  • Sosi DolceSalato on 13 maggio 2012

    e’ tanto ce non ne mangio…appena la dieta lo consente … mmmmm…non vedo l’ora!!!

  • pasqualina on 3 maggio 2012

    Teresì, oggi sono andata di nuovo di colatura di alici. Questa volta in purezza, come la tua. Chettelodicoaffà….. troppo buona!

    • Teresa De Masi on 4 maggio 2012

      Io ne vado pazza, ma non posso… sto ancora a dieta e sto resistendo!!! Se no, toccavaa alla pasta tua… :))

  • nanocucina on 3 maggio 2012

    AAAH! la colatura di alici! l’ho assaggiata una sola volta al salone del gusto e poi mai più. non saprei nemmeno dove trovarla.
    ma poi che bella foto. a me la pasta viene sempre tutta disordinata 😀

    • Teresa De Masi on 4 maggio 2012

      Mi sono allenata, a fare i gomitoli ordinati… che credi? Le prime volte sai come facevo? Prendevo un mestolo e arrotolavo la pasta dentro di lui, poi sistemavo nel piatto… provaci! Vengono porzioni piccole ma fotogeniche… 🙂

  • Marzia on 3 maggio 2012

    Ciao Teresa, grande sopresa per questa ricetta semplicissima ed appetitosa. Sopresa perchè proprio un paio di giorni fa, mi sono regalata un’oretta di dolce far niente ed ho sfogliato dalla prima all’ultima pagina l’ultimo numero della Cucina Italiana (che rimane la mia rivista preferita). C’era un interessante servizio sulle alici e sulla loro colatara, che mi ero promessa di rileggere e approfondire con più calma… e – coincidenza – arrivi tu con questa proposta. Complimenti per il tempismo 😉 Marzia

  • Cri on 2 maggio 2012

    Ciao Teresa,
    mmmmhh buona la ricetta, bellissime le foto, complimenti!
    Se ti va puoi fare un salto da me e troverai una piccola sorpresa per te, spero gradita come lo è stata per me!
    Ti aspetto da paneacqua.blogspot.com

    Ciao,
    Cri

    • Teresa De Masi on 4 maggio 2012

      Grazie, dopo passo a trovaarti più che volentieri…:)) A presto!

    • Cri on 4 maggio 2012

      Grazie della visita, mi sono accorta che nel frattempo avevo già postato, non so se hai visto qual’era la sorpresa, solo un semplice passaggio di testimone, non si è obbligati ad aderire ovviamente. comunque ti metto il link al post: http://paneacqua.blogspot.it/2012/05/rientro-con-sorpresa.html

      Grazie ancora,
      Cri

  • franci e vale on 2 maggio 2012

    Non conosco la colatura di alici…ma mi ispira moltissimo, dev’essere saporitissima.
    Che bei ricordi, il vento, il freddo, il mare….

    • Teresa De Masi on 4 maggio 2012

      Se ti capita, assaggiala. Non credo te ne pentirai… :)))

  • Pola M on 2 maggio 2012

    Non ho mai lavorato con questo ingrediente ma mi ispira molto. Lo devo provare!

    • Teresa De Masi on 4 maggio 2012

      E’ un gusto un po’ strano, per chi non ci e’ abituato, ma a me piace moltissimo… non so pero’ se si trova fuori dall’italia…

  • Alessandro Torre on 30 aprile 2012

    brava Teresa, ricetta semplice semplice. Che resta la migliore per gustare fino in fondo quell’antico profumo di mare. Qualcuno aggiunge anche dei gherigli di noce, ovviamente avendo cura di schiacciarli in minuscoli granelli, ed altri ancora aggiungono, oltre alla noce, mutuando, da una antica ricetta siciliana, anche del pangrattato , passato prima in padella per una rapida tostatura. Ovviamente quando “scoli” la pasta conserva un pò di acqua di cottura. Ciao Alessandro

    • Teresa De Masi on 4 maggio 2012

      Il pan grattato tostato lo uso spesso, mi piace molto… e mi ispirano, oltre alle noci, pure i pistacchi in granellla… :))

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