Imprenditorialità e cultura: Antonio Amato e Parco Archeologico di Paestum, un tuffo verso il futuro parte seconda

Proprio stamattina, in cui l’hashtag #cilento è tra i top trend su Twitter grazie alla notizia di un masso abbandonato da un anno in mezzo ad una strada cilentana – il che ne fa quasi il simbolo di una terra abbandonata da Dio e dagli uomini, come se Cristo ancora oggi fosse ancora fermo a Eboli ad aspettare un treno che mai arriverà – arriva una una notizia di quelle che riempiono di gioia. L’esempio che non tutto è fermo, ma che esiste un Cilento che funziona e va avanti. E persino può divenire simbolo di un nuovo modo di rapportarsi tra imprenditorialità locale ed esponenti della cultura e delle istituzioni.

Un Cilento di cui ho già parlato in occasione dell’evento augurale di Lsdm di quest’anno: una terra tesa in avanti, protesa in un tuffo verso il suo futuro.

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Pasta Antonio Amato è partner ufficiale del Parco Archeologico di Paestum

Notizia che mi tocca da vicino, oltretutto: perché Giuseppe Di Martino – porello – è amico mio. Perché io sono salernitana e con la Pasta Antonio Amato ci sono cresciuta e perchè dal 1980 lavoro nel Ministero per i Beni culturali. E perché volente o nolente è esempio perfetto di Slowthinking.

Il Parco Archeologico di Paestum e il Pastificio Di Martino, proprietario del marchio Antonio Amato, hanno siglato un accordo di partnership per il finanziamento degli scavi archeologici dei prossimi tre anni (fino al 2018). In particolare, saranno erogate dall’azienda 2 Borse di Studio, finalizzate ad attività di ricerca nell’ambito degli scavi stratigrafici del Parco.

Il marchio di pasta salernitana Antonio Amato sarà protagonista, dunque, della valorizzazione dei templi greci meglio conservati in Italia e del Museo in cui è collocata una delle più importanti collezioni archeologiche d’Italia.

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“Quando un prodotto si muove in armonia con il territorio i passi che si fanno insieme verso la crescita sono più saldi. Abbiamo esperienze illustri in tal senso, in Italia e nel mondo – afferma Giuseppe Di Martino, Amministratore Delegato del Pastificio Di MartinoSiamo lieti di garantire una maggiore stabilità all’attività di ricerca e dare la possibilità a giovani archeologi di ambire ad una concreta e più duratura attività di studio. Pasta Antonio Amato si pone l’obiettivo di incidere positivamente sullo sviluppo del territorio non solo con la sua presenza economico-imprenditoriale ma anche con il sostegno diretto ed effettivo a progetti culturali e di sostenibilità sociale, di medio e lungo periodo, che abbiano come focus rendere ancor di più il territorio della provincia di Salerno, un luogo di rilevanza nazionale ed internazionale, area attrattiva per il turismo di eccellenza e per l’imprenditoria sana”.

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“La sponsorizzazione degli scavi da parte del brand Antonio Amato – aggiunge Gabriel Zuchtriegel, Direttore del Parco Archeologico di Paestum – ci aiuterà a portare avanti un progetto di ricerca e di musealizzazione molto significativo. Intorno ai templi greci di Paestum, oggi vediamo in sostanza una città romana, formatasi alcuni secoli dopo la costruzione dei templi. Grazie ai nuovi scavi speriamo di avere più dati sull’abitato, nel periodo in cui furono costruiti i templi. Al tempo stesso, una sponsorizzazione di questo genere, è un segnale estremamente positivo: vuol dire che c’è fiducia nel progetto culturale e gestionale del Parco Archeologico di Paestum e nel sistema museale del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo.”

 Insomma, un Cilento inaspettato e vitale. Che può persino costituire esempio per il futuro, a  livello nazionale e non solo.

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