Mese: Febbraio 2015

  • Fragole all’Aceto Balsamico

    Fragole all’Aceto Balsamico

    fragole e aceto balsamico

    Nei giorni scorsi sono andata a visitare un’acetaia vicino casa mia, ve ne racconterò presto, magari in più di una puntata. Già, perché per raccontare di una acetaia *vera* – il luogo cioè dove nasce e prende vita l’Aceto Balsamico  di Modena –  occorre raccontare di molte cose. Della differenza, innanzitutto, tra Tradizionale ed IGP. Ma anche di clima (non a caso il Balsamico nasce in Emilia, infatti),  di strutture architettoniche adeguate (necessario il caldo ed il freddo di una soffitta bene esposta alle intemperie), in grado cioè di garantire lo sbalzo termico necessario all’invecchiamento dell’aceto. E di legni, perché forse non lo sapete ma il suo sapore finale dipende parecchio dal tipo di legno utilizzato. Per questo, in ogni acetaia che si rispetti non troverete solo una diversa gamma di prodotti di età diverse, ma anche maturati in botti di legno diverso.

    fragole e aceto balsamico

     

    E di altri piccoli – ma grandi – dettagli che magari chiederò direttamente  ai proprietari di raccontare.  Accompagnando il tutto con ricette, che aiutino a scoprire come usare al meglio questo prodotto raro e prezioso.

     

    fragole e aceto balsamico

     

    Intanto però, visto che è stagione e al mercato si trovano già le prime – splendide – fragole lucane, vi consiglio di assaggiarlo con queste. In questo caso, l’aceto va scelto con estrema cura. Assolutamente necessario un’Aceto Balsamico di Modena IGP Invecchiato – io ho usato il Sigillo Platino dell’Acetaia La Bonissima di Modena – che sicuramente possiede le caratteristiche di profumi, sapore e cremosità possono arricchire ed esaltare nel migliore dei modi il profumo – e il sapore – delle fragole.

     

     

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  • Come usare instagram per far conoscere il nostro blog (prima puntata)

    Come usare instagram per far conoscere il nostro blog (prima puntata)

    Come usare instagram per far conoscere il nostro blog (prima puntata)

    Inutile negarlo: Instagram, che ci piaccia o no, non è solo uno strumento di condivisione di foto ma anche un modo di farci conoscere. Noi ed il nostro blog. Per cui, meglio imparare ad usarlo bene. O, almeno, provarci.

    Ovviamente, tutto inizia da una foto. Scattata dal cellulare – ormai il modo più frequente – oppure (nel caso stiate usando instagram condividendo contenuti del vostro blog), da una reflex. In questo caso, il procedimento è sicuramente un po’ più complicato che nel caso dello scatto da cellulare: occorre infatti tagliare la foto in modo da renderla quadrata, caricarla in internet da pc e poi salvarla su cellulare. Solo dopo questi passaggi, sarà infatti possibile condividerla su Instagram. Lungo e noioso, sicuramente, ma se avete un buon numero di  persone che vi seguono, sicuramente può essere un buon modo di far conoscere il vostro blog a followers impossibili da raggiungere in altro modo. Oppure potete ricorrere a struemnti come

    Gramblr ma non bisogna dimenticare che Instagram uole mantenere la possibilità di caricare foto una funzione esclusiva della sua app e che gli utenti che si rivolgono a queste ultime possono addirittura incorrere in delle “punizioni”, come la cancellazione degli hashtag che riduce tremendamente il grado di visibilità delle immagini.

    Una raccomandazione: E poi, ricorda: meglio pubblicare poche foto ma  belle. Insomma, meglio rinunciare alla  smania di apparire ad ogni costo e mettere su Instagram solo quelle foto che veramene meritano di essere viste e di ricevere dei like da parte degli altri.

    Come usare instagram per far conoscere il nostro blog (prima puntata)

    Una volta caricata la foto poi, il primo problema è quello di scegliere l’hashtag giusto. INon spaventatevi: l’hashtag non è altro che un’etichetta che indica l’argomento della tua foto ed aumenta la visibilità da parte degli altri iscritti (esattamente come accade per i tag di facebook, insomma).

    La scelta degli hashtag giusti è quindi di fondamentale importanza per farsi conoscere dal pubblico di Instagram. E la regola da seguire per scegliere hashtag giusti è una sola: scegliere hashtag che siano pertinenti  e popolari

    Sui primi, fate voi:  la scelta della parola da usare come hashtag non dipende tanto dalla foto in sè ma da quello che voi – attraverso quella foto – volete raccontare. Per cui, la pertinenza è affare vostro, diciamolo.

    Per quanto riguarda la popolarità un aiuto può venire dalla rete, effettuando cioè una ricerca fra i trend di Instagram e controllare quali sono i 100 hastag più usati sul servizio.
    Un ottimo aiuto in questa direzione è l’utilizzo di programmi appositi, come  TagsForLikes, oppure la vecchia e semplice ricerca su google nei siti dedicati agli hashtag più utilizzati. Oppure, meglio ancora, individuare foto ed autori super seguiti e studiarne gli hashtag.

    Ecco un  esempio per gli hashtag suggeriti da TagsForLike nel caso stiate postando foto di dolci: Ovvimente, il programma tenderà a farvele copiare tutte – per questo, c’è un apposito e comodissimo tasto in basso – ma quello che vi suggerisco io è di appuntarvi i vostri hashtag in modo da rendere, anche in questo senso, più personale possibile la condivisione. Magari creando un documento nel telefono, distinto per categorie, in modo da copiare e incollare ogni volta che ne abbiate necessità.

    Come usare instagram per far conoscere il nostro blog (prima puntata)
    Superfluo aggiugerne che il miglior risultato lo si ottiene utilizzando la lingua inglese, visto che la maggior parte degli utenti presenti su Instagram non sono italiani ma anglofoni.

    Ovviamente, non dimenticate anche di seminare riferimenti al vostro blog. Purtroppo Instagram non consente di inserire link a post o blog, per cui non contate su un immediato aumento di visite, ma sicuramente apre una vetrina su una porta altrimenti difficilmente raggiungibile.

    Per valutare quanto sia efficace la scelta di usare gli hashtag giusti, fate una prova: prendete una vecchia foto (postata un po’ di tempo fa e modificatela inserendo nuovi hashtag. Non è difficile, basta usare la voce “Modifica”, accessibile dal menu a comparsa (quello coi tre puntini) che si trova sotto a ogni fotografia condivisa. Potete anche ricodividerla utilizzando un programma apposito Repost). Vedrete subito arrivare segnali di gradimento da persone che non conoscete affatto… scommettiamo? Provateci e raccontatemi.

    E, soprattutto, aggiuntemi ai vostri contatti!

     

  • Ricetta del babà napoletano: la mozzatura tradizionale, fatta a mano

    Ricetta del babà napoletano: la mozzatura tradizionale, fatta a mano

    Ricetta del babà napoletano

    La ricetta del babà napoletano prevede una  passaggio molto particolare: la mozzatura. Qui, alcune vecchie foto che fanno parte di una serie scattata anni fa nel laboratorio della Pasticceria Cappello di Palermo.  Che pubblicherò, credo, nei prossimi giorni perché raccontano di un lavoro di pasticceria fatto nel modo più antico possibile: usando le mani, semplicemente.

    Come in questo caso: la pasta del babà  (ottenuta attraverso la ricetta tradizionale, ricca di uova e di burro, e lavorata fino ad ottenere un impasto consistente ed elastico) viene *mozzata* a mano – il termine richiama la mozzarella, che deve appunto il suo nome al modo in cui viene “mozzata” – come si vede nelle foto.

    L’impasto viene stretto nel pugno,  mentre un po’ di pasta fuoriesce dalla mano stretta.

    Ricetta del babà napoletano

    Questo viene appoggiato sul bordo dello stampo e tagliato con una leggera pressione sulla parte alta delle pareti.

    Ricetta del babà napoletano

    Il babà è pronto e formato, in attesa della lievitazione e della cottura.

    Pronto per assumere la sua forma più classica, come questo di Agostino Iacobucci.

     

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  • Cartoline da Le Strade della Mozzarella 2014: la lavorazione del babà, di Agostino Iacobucci

    Cartoline da Le Strade della Mozzarella 2014: la lavorazione del babà, di Agostino Iacobucci

    Come si impasta il babà

    Attimo di dolcezza, quello vissuto alle Strade della Mozzarella 2014 in compagnia di Agostino Iacobucci, moderato da Tommaso Esposito, che ci ha parlato di come si impasta il babà. Non ha dato una ricetta – del resto la ricetta del babà tradizionale quella è – ma ha fatto molto di più: ha mostrato in diretta la modalità di lavorazione, spiegando cioè come va trattato un impasto morbido ed elastico come quello del babà.  I cui segreti, secondo lui, sono:  doppia lievitazione e altissima percentuale di uova sul peso totale. Da qui, la necessità di una lunga lavorazione – a base di colpi sul tavolo, alternate a piegature – per incordare al meglio l’impasto.

    iacobucci-4

    In Rete trovate diversi video di questa tecnica, meglio nota come tecnica *french fold* oppure –  impasto alla Bertinet.

    Per esempio, questo.

    Guardando questo video si vede bene come trattare l’impasto, una volta raggiunto il primo grado di incordatura in impastatrice, in modo da ottenere un impasto adatto alla *mozzatura*, che resta il procedimento classico di formatura del babà.

    Per cui, dopo avere assaggiato il suo babà. e dopo averglielo visto impastare in diretta, mi sento di consigliare – alla fine dell’impasto in planetaria – un po’ french fold fatto di energiche sbattute sul tavolo. Il vostro babà sarà perfetto… scommettiamo?

    La ricetta del babà

    Come si impasta il babà

  • Come condividere foto da Flickr su  wordpress e blogspot  (seconda puntata)

    Come condividere foto da Flickr su wordpress e blogspot (seconda puntata)

    La volta scorsa ho cercato di spiegare perché usare Flickr per le conservare le nostre foto. Oggi, proverò a spiegare come usare flickr per condividerle nel nostro blog. Questo,  vuol dire essenzialmente due cose:

    – la prima, come individuare il codice html da inserire nel blog (non caricheremo le immagini, cioè, ma ci limiteremo ad inserire un codice di condivisione);

    – la seconda, come e dove inserirlo.

    Per individuare il codice, il primo passo è andare nel nostro photostream (la nostra raccolta di foto su flickr, cioè) e scegliere la foto che vogliamo inserire nel blog.
    Ad esempio, questo babà.

     

    Come condividere foto da Flickr su  wordpress e blogspot

     

    Una volta che abbiamo scelto la foto spostiamoci nella parte in basso a destra della schermata di flickr (quella nera, per capirci) e  clicchiamo sulla terza icona: la freccia con la punta rivolta verso destra. Si aprirà una finestra bianca, con le icone dei nostri social (che useremo, per esempio per condividere le nostre foto su facebook: in questo modo, come ho spiegato nell’altro post, le potremo mostrare al mondo senza cedere   il diritto di utilizzare le nostre immagini, come accade quando carichiamo una nostra foto su facebook).

     

    Come condividere foto da Flickr su  wordpress e blogspot

     

     

    In questa finestra bianca, cliccando sulle parole HTML Collegamento, apparirà il codice di condivisione della foto, con la possibilità di scegliere tra le diverse dimensioni.  A questo punto, sarà sufficiente copiare il codice ed incollarlo nel nostro post, nel punto in cui vogliamo che appaia la foto.

     

    Come condividere foto da Flickr su  wordpress e blogspot

     

    ATTENZIONE: il codice va incollato  dopo avere cliccato su TESTO (almeno, per wordpress. Per blogspot, invece, il tasto si chiama HTML) e dopo essersi posizionati nel punto esatto dove vogliamo che appaia la foto. A questo punto, cliccando su visuale, non vedremo più il codice ma la nostra foto in anteprima e potremo utilizzare i consueti pulsanti per posizionarla come crediamo meglio (esempio, al centro della pagina).

    Un’ultima cosa, importante ai fini dei motori di ricerca: la correzione del codice. Dobbiamo inserire all’interno del codice la chiave di ricerca del post che stiamo scrivendo: questo  renderà il nostro post più facilmente rintracciabile dai motori di ricerca e ci aiuterà ad ottenere un buon posizionamento.

     

    flickr4

    Provo a spiegarmi con un esempio. Se copio da flickr il codice di questa foto,  ho questo codice:

    <a href=”https://www.flickr.com/photos/14325827@N04/16386877880″ title=”iacobucci-5 by Teresa De Masi, on Flickr“><img src=”https://farm8.staticflickr.com/7339/16386877880_f567f81a72_z.jpg” width=”640″ height=”444″ alt=”iacobucci-5“></a>

     

    All’interno di questo codice ho due punti, importanti per i motori di ricerca:

    – il primo è title: title=”iacobucci-5 by Teresa De Masi, on Flickr”
    – il secondo, invece,  alt: alt=”iacobucci-5″

    Supponiamo ora che io stia inserendo questa foto all’interno di un post la cui parola chiave è ricetta babà fatto in casa, sarà sufficiente sostituire le parole comprese tra le virgolette con al parola chiave. Il codice, quindi, diventa:

     

    <a href=”https://www.flickr.com/photos/14325827@N04/16386877880″ title=”ricetta babà fatto in casa“><img src=”https://farm8.staticflickr.com/7339/16386877880_f567f81a72_z.jpg” width=”640″ height=”444″ alt=”ricetta babà fatto in casa“></a>

     

    Tutto qua, ripetetelo per ogni foto e darete una mano ai motori di ricerca a trovare i vostri post.

  • Come e perché usare Flickr per le foto del nostro blog  (prima puntata)

    Come e perché usare Flickr per le foto del nostro blog (prima puntata)

     

    usare Flickr per le foto del nostro blog
    Mostaccioli di Soriano Calabro

     

    Uso Flickr da anni e mi ci trovo benissimo. E siccome in parecchi mi chiedono spesso del *perché* e del *come* ho deciso di scrivere una piccola guida in pochi punti.. Divisi però in diverse puntate, in modo da non rendere troppo pesante il discorso.
    Provo ad essere schematica, e ad organizzare il discorso per punti.

    Innanzitutto, perché carico le mie foto su flickr (del blog ma non solo)?

    Prima di tutto: perché è gratis. Un tera di spazio non è poco e vuol dire avere a disposizione le proprie foto da qualunque dispositivo. Sempre. Se poi avete la bravura di organizzarle in album tematici e di attribuire le tag giuste, questo si traduce nella possibilità di trovare sempre – e molto velocemente – le foto di cui abbiamo bisogno.

    Ovviamente, se avete foto private, potete sceglierle di caricarle ma non condividerle. In questo modo, le conserverete ma potrete vederle solo voi.  Sembra una stupidata ma io ho su flickr anche la mia cartella privata di documenti: la foto della carta di identità, per esempio. Che userò in caso di smarrimento: facessi la fotocopia, la perderei di sicuro. In questo modo, invece, sono sicura di averla sempre a disposizione. Persino in vacanza, se serve.

     

    usare Flickr per le foto del nostro blog
    Pizzeria Salvo da tre generazioni, San Giorgio a Cremano

    Secondo, perché vi permette di poter condividere le vostre foto senza mettere in discussione il vostro copyright su queste. A differenza di altri social, infatti, caricando le foto voi non cedete i vostri diritti (cosa che accade con facebook, per esempio, che può prendere e usare le vostre foto come gli pare: per esempio, come è capitato ad un mio amico, può prendere la vostra foto profilo ed utilizzarla per fare pubblicità a siti di incontri). Quando caricate, infatti, ricordatevi di indicare il tipo di licenza che intendete attribuire alle vostre foto: se non volete che le vostre foto vengano usate indicate che questa è soggetta a copyright. Questo significa che tutti i diritti sono riservati e l’unico a poterne usufruire o a concederne l’uso è l’autore stesso della foto.

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    Potete ovviamente attribuire anche una licenza di uso, come la Licenza Creative Commons che prevede la concessione parziale dei diritti di utilizzo, secondo precise modalità combinabili fra loro:

    1. attribuzione (BY): l’utente è libero di copiare, distribuire e mostrare l’immagine, purché venga attribuita la paternità dell’opera all’autore;
    2. non commerciale (NC): l’autore concede la libertà di copiare, distribuire e mostrare la foto, purché sia per fini non commerciali;
    3. non opere derivate (ND): l’utente non è autorizzato a mettere in giro copie modificate dell’immagine in questione;
    4. uguale condivisione (SA): le opere derivate ottenute dalla modifica delle originali devono essere diffuse con lo stesso tipo di  concessioni dell’originale.

    Certo, pubblicando le foto su flickr può succedere che altri utenti le usino anche se abbiamo indicato che i diritti sono riservati. In questo caso però, è molto semplice dimostrare che la foto è vostra anche se non avete sotto mano il raw (la cui esibizione resta il modo migliore di dimostrare la proprietà di uno scatto):  tra le proprietà della foto, infatti, sono chiaramente indicate la data di scatto e la data di pubblicazione. Basterà mostrare che queste coincidono – e che comunque la vostra data di pubblicazione resta antecedente a quella di chi sta spacciando per sua la vostra foto). A me è successo con un giornale, da cui ho ottenuto una retribuzione, proprio mostrando questi dati attraverso uno screen come questo:

     

    usare Flickr per le foto del nostro blog

    Infine, almeno per oggi, perché una volta caricate le vostre foto su flickr non avrete alcun bisogno di caricarle sul blog. Le potrete condividere – evitando quindi di sprecare banda per caricare e spazio di hosting). Nel vostro blog si vedrà l’anteprima ma cliccando su questa, il lettore andrà direttamente sulla vostra pagina di Flickr dove potrà ammirare la vostra raccolta di foto in tutto il suo splendore.

    Bene, per oggi basta: domani, magari, proverò a spiegare tecnicamente come fare per condividerle. Ma se avete domande, non esitate a farle.