Anno: 2015

  • Panettone fatto in casa (una raccolta di ricette, con foto passo a passo)

    Panettone fatto in casa (una raccolta di ricette, con foto passo a passo)

    panettone fatto in casa

    Visto che come è arrivato il freddo è arrivata pure la voglia di impastare – per lo meno, a giudicare dalle chiavi di ricerca usate per arrivare a questo blog) ho pensato di fare cosa utile raccogliendo qui le ricette di panettone fatto in casa – da me medesima – presenti nel blog.

    Sono tutti, tranne uno, a lievitazione naturale. Vi ricordo che il lievito deve essere bello pimpante, per cui se volete preparare il vostro panettone con le vostre mani, partite con i rinfreschi almeno una settimana prima, in modo da averlo al giusto grado di forza.

    Se vi serve aiuto per capire come fare, chiedete pure: magari è la volta che mi convinco a pubblicare le foto della gestione del lievito madre che ho fatto nel laboratorio di Francesco Guida, autore di uno dei migliori panettoni italiani dell’anno scorso (secondo la Cucina Italiana, non secondo me).

    Ricordate poi che  se il vostro panettone fatto in casa è preparato con lievito madre, migliora se preparato in anticipo e lasciato maturare almeno una settimana. Ma ora bando alle ciance, ed eccovi le ricette.

    Vi ricordo infine che se avete bisogno di aiuto, il forum è a vostra disposizione

     

    Ricette di panettone fatto in casa

    panettone fatto in casa

    Panettone con lievito naturale  ricetta di Francesco Favorito (piccola guida sul panettone fatto in casa)

    Panettone fatto in casa, la ricetta di Francesco Elmi

    Panettone con lievito naturale ricetta di Francesco Elmi

    panettone fatto in casa

    Panettone con lievito naturale ricetta di Rolando Morandin

     

    panettone fatto in casa

    Panettone con lievito naturale ricetta di Iginio Massari, prima versione

    Il panettone a lievitazione naturale, la ricetta di Igino Massari

    Panettone con lievito naturale, ricetta di Iginio Massari seconda versione

    panettone fatto in casa

    Panettone estivo all’albicocca (ricetta mia)

     

    Panettone con lievito di birra Vecchia Milano, ricetta di Iginio Massari

    Panettone fatto in casa con lievito di birra, ricetta di Iginio Massari

    ricetta pandoro fatto in casa
    Pandoro, la ricetta di Rolando Morandin

     

    Ecco, per ora direi che bastano.  E già che ci siamo, avete richieste di lievitati natalizi? Su aiutatemi a decidere l a produzione di quest’anno.  
    Aspetto i vostri suggerimenti.  E se vi fa piacere, seguitemi nella pagina facebook e magari, se ci provate, fatemi avere le foto dei vostri panettoni. Le pubblicherò con piacere, sia nella pagina che nel forum.

  • Un cibo antico per tempi  moderni:  a proposito dell’indice glicemico della pasta #worldpastaday15

    Un cibo antico per tempi moderni: a proposito dell’indice glicemico della pasta #worldpastaday15

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    Uno dei momenti sicuramente più interessantti del World Pasta day 2015 (per me, almeno, che mi occupo di cibo). La relazione della dott.ssa Kantha Shelke dal titolo : AN ANCIENT FOOD FOR MODERN TIMES.

    Le sue parole hanno toccato diversi punti spiegando in modo assolutamente semplice ed efficace perché la pasta è cibo  per tempi moderni, nel senso più pieno del termine. Per esempio, usando questo diagramma (foto da cell, scusate la scarsa qualità) ha spiegato perché, in confronto ad un altro alimento a base di carboidrati come il pane, l’ indice glicemico  della pasta è più basso (se volete una spiegazione andate qui

    Ha infine aggiunto inoltre che a va cotta al dente, questo è il modo migliore per mangiarla, e che non deve essere scotta. Una cottura prolungata  aumenta l’indice glicemico della pasta.

    Ecco, io questo proprio non lo sapevo: mangio sempre al dente per questione di gusto. Da oggi, lo farò anche per salute. 😉

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    Insomma,  mangiate solo pane  per paura dell’indice glicemico della pasta? Bene,  sappiate che state sbagliando
    .

    Vi perdete il buono della pasta, vi saziate di meno e il vostro picco glicemico va più in alto… ‪#‎welovepasta‬

    Ps. Ha anche  aggiunto  che la pasta va cotta al dente, questo è il modo migliore per mangiarla, e che non deve essere scotta. Cuocerla troppo ne aumenta l’Indice glicemico.
    Ma su questo, confesso, ero già preparata. Per gusto, almeno. E non per scienza. 😉

  • L’utopia di una fabbrica di pasta in un carcere minorile #worldpastaday2015

    L’utopia di una fabbrica di pasta in un carcere minorile #worldpastaday2015

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    Sicuramente lo sapete già: il 25 ottobre si celebra il World Pasta Day.

    Quest’anno, il World Pasta Day si è tenuto a Milano nella cornice internazionale di EXPO 2015. Io, ho avuto la fortuna di essere invitata ed ho potuto godere del racconto di questo alimento, da parte di diverse voci come – tra gli altri – Massimo Bottura. Mei prossimi giorni proverò a raccontarvi dello spirito del suo intervento – e degli altri, tutti ugualmente appassionanti – ma ora voglio partire dalla fine.

    L’ultimo intervento della prima giornata, quella cui ho partecipato io, è stato quello di questo signore che vedete in foto: padre Gaetano Greco , Cappellano del Centro di detenzione Minorile di Casal del Marmo a Roma e fondatore della Casa accoglienza per giovani ex detenuti Borgo Amigò. Grazie alla testardaggine di quest’uomo, tra le pareti del carcere minorile verrà realizzato un pastificio. 

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    Il progetto è dei pastai di Aidepi (Associazione delle Industrie del Dolce e della Pasta Italiane) che hanno presentato questo progetto a Papa Francesco in Vaticano (insieme al tema centrale del ‘World Pasta Day’: “la pasta come alternativa sana e sostenibile per nutrire il pianeta”).

    In quella sede, Padre Greco ha presentato a Papa Francesco il progetto “Le Mani in Pasta”, che porterà alla realizzazione, con il supporto di Aidepi,di un pastificio all’interno del carcere minorile romano. “Obiettivo dell’iniziativa, che si inserisce nella scia di altri progetti che hanno portato il mondo della cucina e della ristorazione in varie carceri italiane, è insegnare ai detenuti – spiegano i pastai – l’antico mestiere della pasta, familiarizzando con uno degli alimenti simbolo della dieta mediterranea nel mondo e dando loro una formazione professionale che potrebbe essere utile al loro reinserimento”.

     

  • Sformato di patate alla pancetta piacentina e miele al passito, in versione finger food

    Sformato di patate alla pancetta piacentina e miele al passito, in versione finger food

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    Lo sformato di patate è una preparazione  a cui sono molto affezionata. In Campania è noto con  il nome di gattò di patate (dal francese *gateau*, che una volta napoletanizzato diventa appunto gattò)  ed è uno dei piatti della cucina napoletana più classica. Nulla di complicato o particolarmente elegante: è piuttosto un piatto rustico e senza pretese, preparato spesso anche solo per consumare avanzi di formaggi e salumi. Ma è ottimo e non ho mai incontrato nessuno  a cui, assaggiandolo, non fosse piaciuto.

    La versione classica prevede che si usi il salame napoletano: io ho voluto giocare con i sapori provandolo a trasformarlo in un piatto dal gusto un po’ particolare. Il risultato, a parer mio, ben si sposa con il gusto dolce eppure sapido della pancetta piacentina Salumi Peveri, che rimane inalterato in questa preparazione (a condizione di non cuocere troppo a lungo lo sformato di patate), e che ho voluto accentuare con il tocco dolce di una salsina di miele al passito, che ho sperimentato in occasione del Panino da Re in piazza a Langhirano e che mi è piaciuta moltissimo, passando di diritto tra le ricette da rifare.

    Poi, visto che il tema era  finger food ho pensato a due tipi di presentazioni: la prima, il classico tortino: piccolo, cosparso di salsina e da mangiare con le mani. La seconda, una pasticcino di patata  (quasi una patata duchessa) servito in un cucchiaio precedemente riempito di salsina. Da mangiare in un boccone, insomma.

    A voi la scelta: a me sono piaciuti ambedue. E pure tanto.

    gatto di patate con pancetta-3

    Ho usato, per una decina di sformatini.

    700 g di patate, 50 g di burro, 1 uov0, 70 g di formaggio grattugiato (ideale, un provolone stagionato. Altrimenti, pecorino), 70 g pancettta piacentina tagliata a dadini, una tazzina da  caffé di bicchiere di latte, pangrattato, sale, Pepe nero Sarawak

    Nocciole e granella di pistacchi per decorare.

    Un po’ di salsina al miele, preparata mescolando mezza tazzina di riduzione di passito a del buon miele millefiori

    Ho lessato le patate ,con la buccia, fino a quando non mi sono sembrate abbastanza tenere da essere trapassate da una forchetta. Poi,  le ho passate nello schiacciapatate.
    Ho unito quindi gli altri ingredienti, lasciando da parte la pancetta, e ho  mescolato bene con un cucchiaio di legno.  A questo punto ho tagliato la pancetta a dadini piccolissimi (dettaglio importante soprattutto per i pasticcini di patata, per cui è necessario usare una tasca per dolci), ho unto dei piccoli coppapasta  di burro  e li ho spolverati di pan grattato. Ho quindi  aggiunto la pancetta al ripieno e con questo ho riempito i coppapasta fino ai due terzi circa, livellando la superficie con le dita bagnate schiacciando bene per livellare. Ho riempito quindi di composto una tasca per dolci e con questa ho fatto dei ciuffi in superficie.

    Sformato di patate alla piancetta piacentiina
    Le fasi della preparazione

    Ho infornato quindi a 200° per circa mezz’ora, finché la superficie non è apparsa ben dorata. Li ho fatti raffreddare un po’ e poi li ho sformati, accomodandoli in un piatto cosparso di pepe  e cospargendoli in superficie di salsina di miele al passito e granella di pistacchio.

    gatto di patate con pancetta-2

    La seconda versione, è persino più semplice. Unica accortezza  – come dicevo – la pancetta fagliata piccolissima, quasi macinata e l’impasto premuto direttamente da una tasca per dolci su una teglia  unta di burro, decorando con una nocciola tostata. Stesse modalità di cottura e poi, una volta freddi, li accomodo in un cucchiaio insieme ad un po’ di salsina al miele e passito.

    Con questa ricetta, partecipo al Contest Happy Hour Dop Con Il Salumi Peveri.

     

  • Identità Internet, la Guida sbarca sul web

    Identità Internet, la Guida sbarca sul web

    La Guida di Identità Golose 2016 è on line
    La Guida di Identità Golose 2016 è on line

    La nona edizione della Guida di Identità Golose ai Ristoranti di Italia, Europa e Mondo è on line. Rubando le parole a Paolo Marchi :

    “Come le precedenti non assegna voti, ma racconta quello che noi riteniamo sia il meglio, dentro e fuori il nostro Buon Paese. E tutto questo con un occhio di riguardo per le giovani leve, per chi ha iniziato da poco a fare ristorazione e davanti a sé ha più sogni e ambizioni che medaglie e certezze. Siamo i primi a sapere che si mangia bene, sovente davvero molto bene, in tante insegne che abbiamo eliminato, o nemmeno preso in considerazione, per il semplice fatto che la cucina ha inserito il pilota automatico e lo chef va sul sicuro senza rischiare come faceva quando doveva distinguersi e non aveva nulla da perdere. All’estremo opposto ci sono quelle ex speranze che non sono cresciute e purtroppo si sono perse, le aspetti, parli con loro ma non tutti corrono veloci al punto da partecipare alle Olimpiadi…”

    Ecco, per me che amo cucinare e che quando vado a mangiare fuori  lo faccio sperando in un’esperienza nuova, che mi permetta di placare l’appetito ma anche di colmare la mia conoscenza in fatto di ingredienti e accostamenti, queste parole mi paiono una bellissima prospettiva per guardare al mondo della ristorazione.

    Per cui ve la segnalo, sperando che questa scoperta regali a voi lo stesso piacere che ha regalato a me.

    BUONA LETTURA.

  • E la prossima settimana, blogtour alla scoperta del tartufo di Savigno

    E la prossima settimana, blogtour alla scoperta del tartufo di Savigno

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    Già il we del  
     31 ottobre 1 novembre  ( ma chi vorrà avrà a disposizione anche il 7 e 8 novembre e il14 e 15 novembre 2015) Savigno si animerà con numerose offerte sia gastronomiche che culturali, ideate e promosse dalla ProLoco in collaborazione con le Associazioni locali, Ascom e partners commerciali e con il patrocinio del Comune di Valsamoggia. E io sarò loro gradita ospite alla scoperta del tartufo.

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    Questo, un estratto del comunicato stampa con i momenti più importanti della manifestazione. Se volete approfondire, Maggiori info sono disponibili sul sito http://www.tartufosavigno.com/ Anche quest’anno sarà possibile gustare il menù dello chef stellato Igles Corelli a base, ovviamente, di tartufo, e assaggiare i piatti presentati dai ristoratori locali, che daranno il meglio per declinare il tartufo bianco in tutte le sue versioni.

     

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    Saranno presenti inoltre numerosi punti di street food con specialità tradizionali.

     

    La grossa novità che caratterizza questa trentaduesima edizione è l’apertura della mostra mercato del tartufo bianco pregiato, dei prodotti delle botteghe locali e delle attività ristorative anche nelle giornate di sabato.

     

    Sabato 7 novembre si terrà una Cena di Beneficenza al tartufo con lo chef Igles Corelli e gli umoristi ZAP&IDA, il ricavato sarà devoluto alla Fondazione Ricerca Fibrosi Cistica FFC

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    Le domeniche si arricchiranno dell’esposizione e vendita del Mercatino del Vecchio e dell’Antico, Riuso, Arte e Ingegno e del Mercato delle Cose Buone.

     

    L’Associazione Tartufai metterà a disposizione i suoi esperti per condurre i visitatori nella tartufaia “Le Vigne” alla ricerca del tartufo, intratterrà i proprietari di cani con l’iniziativa “Anche il mio cane va a tartufo” e organizzerà la Gara Nazionale di Ricerca per cani da tartufo.

    Dall’arte della buona tavola all’arte figurativa: Savigno ricorderà, con un’imponente mostra, Gino Pellegrini, artista e scenografo recentemente scomparso, che a lungo ha collaborato con i grandi registi italiani e di Hollywood ma che era sentimentalmente legato al nostro territorio, tanto da donare alcune opere alla cittadinanza. tartufi

    A ricordare Gino Pellegrini Eros Drusiani, che dialogherà con Ivano Marescotti, Vito e Silvano Monti. Gli umoristi ZAP&IDA intratterranno il pubblico con diverse performances, vignette disegnate al momento e calembour… al tartufo. Sarà inoltre presente il micologo Nicola Sitta, che curerà una mostra micologica.