Categoria: Dolci tipici regionali

  • Le Sfince di San Giuseppe ricetta per prepararle in casa

    Le Sfince di San Giuseppe ricetta per prepararle in casa

    Sfince di San Giuseppe la ricetta

    Le sfince di San Giuseppe sono un dolce tipico palermitano, versione povera e sicilianizzata dei bignè fritti preparati un po’ in tutta Italia anche se in forma diversa. A Napoli, per esempio, le zeppole con crema e amarena (sia in versione fritta che al forno).

    Secondo alcuni il nome deriva dal latino Spongia, e  sottolinea la morbidezza di questo  dolce. Secondo  altri, invece,  l’etimo sarebbe arabo e deriva da sfang, termine con cui si indica una frittella addolcita da miele.  
    Le sfince di San Giuseppe hanno una probabile origine conventuale e vengono preparate tradizionalmente nel palermitano in occasione del 19 marzo.

    Si preparano in linea di massima come una pasta bigné povera, a base di strutto (che oggi viene spesso sostituito da burro). Nulla di particolarmente difficile, insomma, a parte la tradizionale “mazzuliata” sulla sfince in cottura per aiutarla a gonfiarsi meglio. La crema, è quella classica di ricotta: se riuscite, setacciatela prima di mescolarla allo zucchero. E’ una scocciatura, lo so, ma vi permetterà di ottenere una crema incredibilmente setosa. Le arance, per quando mi riguarda, sono quelle candite in casa.

    In ogni caso, scrivere delle Sfince di San Giuseppe e della ricetta mi ha messo voglia di tornare a Palermo. E sono andata a ripescare un po’ di scatti in città. Ne metto qualcuno qui, per provare a contrastare un po’ la nostalgia.

    palermo  Collage

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    Per aiutarvi, eccovi comunque un video in cui potrete vedere la preparazione: le sfince di San Giuseppe preparate dallo chef Natale Giunta.

  • La ricetta delle graffe alla crema e limone candito di Francesco Guida

    La ricetta delle graffe alla crema e limone candito di Francesco Guida

     

    graffe alla crema

    Lo so, ho già pubblicato la ricetta base: ma questa ricetta delle graffe alla crema e limone candito merita un post a parte. Soprattutto oggi, martedì grasso. Per cui io ve le propongo: poi se vi sembrano un doppione, saltate pure la lettura. Se poi vi va di vederle realizzate anche da altre mani, qui trovate l’esecuzione di Maria che con me ha avuto il piacere di assaggiare queste graffette preparate dalle mani di Francesco Guida, alla Antica Osteria Nonna Rosa.

    L’impasto è lo stesso dell’altra volta: cambia solo un pochino la formatura: vanno cioè coppate allo stesso modo ma il buco in mezzo deve essere piccolo, in modo da poter essere riempito di crema pasticcera. Su questa, spremuta a ciuffo con una tasca per dolci, si appoggia una fragola fresca o un’amarena sciroppata e  un ciuffo di scorza di limone candita. 

    La ricetta quindi si compone di tre parti: la scorza candita, la crema pasticcera e la graffa vera e propria. Le bucce e la crema preparatele in anticipo – la seconda, ovviamente, non più del giorno prima – in modo da avere tutto ben freddo al momento della decorazione.

    I limoni di Monterosso

    Fatta questa premessa, ecco la ricetta delle  graffe alla crema e limone candito

    Buccia di limone candito
    1 o 2 limoni non trattati
    200 g di zucchero
    mezzo bicchiere di acqua (ca. 100 g)

    Grattugiate la scorza di limone aiutandovi con uno zester che vi consenta di ottenere scorzette strette e lunghe: intanto, fate sciogliere l’acqua e lo zucchero e portatelo a bollore. Aggiungete quindi la scorza e cuocete a fuoco molto basso fino a quando questa non sia diventata trasparente. Conservate le bucce immerse nello sciroppo fino al momento dell’utilizzo e  se vi dovesse avanzare del liquido  non  buttatelo: sarà ottimo per bagnare i vostri pan di spagna.

    Crema pasticcera

    Per questa preparazione, meglio evitare di usare la farina: tende ad ammorbidirsi troppo e a rilasciare liquidi. Meglio utilizzare amidi, di riso o di grano (o anche tutti e due miscelati) usandone un po’ di più del solito per ottenere una consistenza ben soda. Oppure, dando una doppia cottura come spiegato qui.

    Latte 500 gr,
    zucchero semolato 150 gr,
    tuorli 4,
    50 g di amido
    buccia di limone non trattato

    Sbattere i tuorli con lo zucchero, unire l’amido, versarvi  sopra il latte bollente (aromatizzato con  buccia di limone), mescolare bene, mettere il tegame sul fuoco al minimo  e mescolare fino a quando la crema non appare ben consistente.

    Una volta pronte crema e bucce di limone, potete dedicarvi all’impasto.

     graffe alla crema

     

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    Ecco, vi garantisco che una volta assaggiate queste graffe non smetterete più di rifarle. In ogni caso, se volete assaggiare altri dolci di carnevale vi consiglio caldamente le bugie della nonna di Elisa, oppure le crespelle senza glutine della Fornostar, magari accompagnate dal sanguinaccio di Maria. Oppure, anc0ra, se avete voglia di un gusto un po’ diverso, le Mezzelune dolci fritte alle castagne di Rosa. Ma se volete stare sulle graffe allora guardatevi queste di Rosaria.

    Insomma, non avete che l’imbarazzo della scelta: cosa avete deciso di preparare?

  • La ricetta della zuppa inglese napoletana

    La ricetta della zuppa inglese napoletana

    ricetta della zuppa inglese napoletana
    Con questa ricetta della zuppa inglese napoletana arrivo di corsa, praticamente all’ultimo minuto, per partecipare al contest di Natale di Alessandra. Ho preparato questo dolce per Natale, ma prima non ho proprio avuto tempo di pubblicarlo: lo faccio ora, perché ci tengo ad augurarle Buon Anno. So quanto sia stato difficile per lei questo appena passato e so quanto sia difficile ancora il cammino che l’aspetta. Per cui, sapendo quanto lei tenga a questo contest, credo che il modo migliore per dirglielo sia questo: regalarle un pensiero positivo sotto forma di ricetta. Che la aiuti a ripartire alla grande con il suo blog. E, soprattutto, con la sua vita.

    ricetta della zuppa inglese napoletana

    La ricetta della Zuppa Inglese Napoletana

    Una premessa: questa è, appunto, la ricetta della zuppa inglese napoletana. Molto diversa da quella classica – qui trovate la versione emiliana ed una in bicchiere – grazie alla presenza della meringa che la ricopre in superficie. Non molto conosciuta al di fuori della Campania ma molto buona. Anche elegante, secondo me: e questo la rende perfetta per la tavola delle feste. In più, può essere preparata in anticipo ed assemblata poco prima della cena: cosa molto comoda, quando si sta preparando un pranzo importante.

    La ricetta della zuppa inglese napoletana infatti si compone infatti di tre elementi distinti:
    – I savoiardi, che possono essere preparati in anticipo o comprati già pronti.
    – la crema pasticcera, che va preparata il giorno prima aumentando un po’ la quantità di amido         utilizzata;
    – la meringa, che va preparata del tipo all’italiana, la più adatta ad essere consumata cruda.

    Ecco queste cose potrete tutte prepararle in anticipo. Così come in anticipo dovrete preparare il dolce che, fondamentalmente, è una terrina foderata di savoiardi e riempita di crema e amarene. Il riposo di almeno 12 ore è fondamentale, per non rischiare il crollo del dolce. Per cui, il giorno prima preparate tutto e dimenticatevene in frigo. Molto comodo e riposante, oltretutto.  L’indomani mattina, preparate la meringa e fatela raffreddare bene in frigo, poi prima di pranzo rovesciate la zuppa inglese napoletana su un piatto e decorate con fiocchi di meringa. Infine, cinque minuti in forno, sotto il grill a forno aperto – per asciugarla in superficie – o, se avete tempo e non siete impegnata nei preparativi della cena, un colpo di cannello. Eccola pronta da servire: mettetela da parte in un posto fresco, o comunque lontano da termosifoni, e la ritroverete perfetta per concludere il vostro pranzo di Natale.
    In questo modo, avrete un dolce particolare pronto impegnando davvero pochissimo tempo della giornata del Natale: però sicuramente farete un figurone… scommettiamo?

    Ingredienti

    300 g di savoiardi, meglio se scelti di tipo morbido.
    1/2 lt di latte
    6 tuorli
    150 g di zucchero
    65 g di amido di riso
    i semi di una bacca di vaniglia
    un pizzico di sale
     
    per la meringa all’italiana
    120 g di zucchero
    30 g di acqua
    60 g di albumi
    1 cucchiaio di succo di limone
     
    per la bagna:
    100 g di acqua
    100 g di zucchero
    100 g di liquore, alchermers, maraschino e strega 
    amarene sciroppate (io uso quelle che preparo io, al microonde, rapidissime anche queste)

    Preparazione dello sciroppo
    Mettere a bollire acqua e zucchero, far raffreddare e aggiungere i liquori mescolando bene.

    Preparazione del dolce

    IL GIORNO PRIMA

    Innanzitutto, preparate la crema pasticcera seguendo il procedimento solito, e fatela raffreddare.

    Prendete poi uno stampo da zuccotto – oppure una semplice insalatiera – e rivestitelo con la pellicola trasparente, ovviamente scelta nel tipo per alimenti e foderate il fondo e i bordi con i savoiardi bagnati nello sciroppo. Riempite quindi fino a metà di crema mescolata a metà delle amarene, e coprite con uno strato di savoiardi (sempre bagnati). Aggiungete altra crema mescolata alle amarene, questa volta fino all’orlo e ricoprite con altri biscotti. 
    Livellate bene schiacciando un pochino e coprite con pellicola. Mettete a riposare in frigo fino al giorno dopo.

    ricetta della zuppa inglese napoletana

     

    Preparazione della Meringa Italiana

    Cuocere 120 grammi di zucchero con 30 di acqua fino a quando questo non abbia raggiunto una consistenza sciropposa abbastanza pesante (prendendone una goccia, tra la punta di due dita BAGNATE, deve fare un filo lungo un paio di centimetri). Lasciarlo poi raffreddare fino ad una temperatura di sessanta gradi circa.

    2) Montare 60 gr.di albume con 30 di zucchero, stando attenti a non aggredirli con una velocità o forza eccessiva.

    3) Aggiungere lo zucchero e il succo di limone e continuare a montare.

    4) La meringa è pronta dopo pochi minuti, assumendo l’aspetto della foto. Mettere in frigo a riposare, in attesa dell’utilizzo.

    ricetta della zuppa inglese napoletana

    Decorazione finale

    Al momento della decorazione, sformate la vostra zuppa inglese napoletana sistemandola direttamente nello piatto di servizio (sceglietene uno che possa andare in forno). Si presenterà così.

    ricetta della zuppa inglese napoletana

    Distribuire la meringa superficie aiutandovi con una tasca per dolci e mettete in forno caldo con il grill acceso. Lasciatela in forno per 5-10 minuti, estraendola non appena i ciuffi inizieranno a dorarsi. A questo punto è pronta e riponetela in luogo fresco in attesa di mangiarla.

    ps. Non sono riuscita, per questioni di tempo, a fotografarla intera prima del taglio. Vi metto quindi una foto di una zuppa inglese napoletana fatta da me un po’ di tempo fa. Unica differenza da questa ricetta, la decorazione con alchechengi (che stavolta non avevo).

     

    Con questa ricetta partecipo al contest di Natale di Alessandra


    la ricetta della zuppa inglese napoletana

     

  • La ricetta dei roccocò napoletani

    La ricetta dei roccocò napoletani

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    Questa Ricetta dei roccocò napoletani  viene da molto lontano: fu postata da Raimondo nel newsgroup it.hobby.cucina  e da allora è rimasta la mia preferita. Non sono difficili, in sostanza disi tratta di una pasta frolla lievitata con carbonato di ammonio, arricchita da mandorle e spezie.

    Il roccocò è un biscotto croccante, a volte persino parecchio duro, preparato con mandorle, farina, zucchero, e – soprattutto, un insieme di spezie particolare e tipico della pasticceria napoletana: il pisto, un mix di un mix di cannella, noci moscate, chiodi di galofano, coriandolo e anice stellato. 

    E’ cotto al forno ed ha una forma tondeggiante simile a quella di una ciambella schiacciata del diametro di una decina di cm.

    Pare sia un dolce molto antico, la Ricetta dei roccoco napoletani al 1320 ed è opera delle monache del Real Convento della Maddalena e il suo nome deriva dal termine francese rocaille (fonte wikipedia) per via della forma barocca e tondeggiante simile a una conchiglia arrotondata.

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    Ma ecco la Ricetta dei roccocò napoletani:

    gr 500 farina debole
    gr 500 zucchero
    1/2 bicchiere d’acqua fredda
    gr 250 mandorle
    12 chiodi di garofano
    mezza noce moscata grattugiata
    buccia grattugiata di 1 arancia e 1 limone
    un cucchiaino di pepe
    gr 2 carbonato di ammonio
    sale
    un tuorlo d’uovo

    Preparazione

    Riunite sul tavolo tutti gli ingredienti, con tutti gli aromi che avete triturato in un mortaio, mentre in ultimo aggiungerete la buccia grattugiata del limone e dell’arancia. Mescolate tutti gli ingredienti a secco ed aggiungete a poco alla volta l’acqua.

    Lavorate poco la pasta ed in ultimo aggiungete il carbonato d’ammonio, dando ancora un’ultima lavorata all’impasto. Lasciate riposare l’impasto per tutta una notte in un luogo riparato e fresco coprendolo con un canovaccio.

    A pasta riposata prendete le mandorle, pulitele con un panno e fatele tostare in forno a calore moderato per circa 15 minuti, dopo di che mescolate la paste alle mandorle intere e formate tanti bastoncini dello spessore di un dito e la lunghezza di circa 12 cm. Riunite le estremità dei bastoncini saldando con le mani i due punti d’incontro.

    Spennellate i roccocò con un tuorlo d’uovo, appena diluito con un goccio di latte, e infornateli distanziandoli l’uno dall’altro di circa 2 cm utilizzando la teglia del forno precedentemente imburrata.

    Il calore del forno, all’inizio, dovrà essere al massimo 250° per dare modo ai rococò di gonfiarsi e consolidarsi. Dopo 7/8 minuti potrete diminuire il calore a 180°. La cottura dovrebbe essere completa dopo circa 20 minuti.

    Se vi piacciono duri, oppure se avete intenzione di conservarli a lungo, rimetteteli in forno a biscottare a calore moderatissimo (50°) anche per qualche ora.

  • Le zeppole di San Giuseppe di Nonna Rosa

    Le zeppole di San Giuseppe di Nonna Rosa

    Le zeppole di San Giuseppe di Nonna Rosa sono quelle più tradizionali, fritte e letteralmente sommerse di crema pasticcera. Ho avuto la fortuna di assistere alla loro preparazione, direttamente dalle mani di Nonna Rosa che – anche se ormai nella pasticceria del ristorante  è quotidianamente sostituita dal nipote Francesco Guida, quando c’è da mettere mano ai dolci più tradizionali non si tira indietro. E in pochi minuti è capace di tirare fuori dalle mani  le preparazioni che hanno fatto la storia della sua cucina. Come queste zeppole di San Giuseppe: dala consistenza particolare, dovuta alla frittura che unisce croccantezza  e morbidezza della pasta in un un equilibrio perfetto.

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    Insomma, da provare.  Intanto che attendo la ricetta – che sto cercando di estorcere a Francesco – accontentatevi delle foto. Magari, vi viene voglia di provarci. Anche se, ormai, San Giuseppe è passato.

    Ps. Intanto che arriva la ricetta di Nonna Rosa, una ottima – di tradizione napoletana autentica – la trovate qui.

    Zeppole di San Giuseppe di Nonna Rosa: la preparazione
    Zeppole di San Giuseppe di Nonna Rosa: la preparazione
    Zeppole di San Giuseppe di Nonna Rosa: la decorazione
    Zeppole di San Giuseppe di Nonna Rosa: la decorazione

     Ps. se volete invece cimentarvi con la versione al forno, qui la mia ricetta.

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    Ristorante Antica Osteria Nonna Rosa | Vico Equense

    Via Privata Bonea, 4 – 80069 Vico Equense (NA)

    Tel/Fax: (+39) 081 8799055
    Cell.: (+39) 339 3742099

    Email: info@osterianonnarosa.it

  • Zeppole di San Giuseppe al forno

    Zeppole di San Giuseppe al forno

    Le Zeppole di San Giuseppe sono uno dei dolci più tipici napoletani, preparato tradizionalmente per la festa di Sam Giuseppe. Da non confondersi con le zeppole che si fanno a Salerno, che son tutta un’altra cosa. Buonissime, ma diverse. Come queste, per esempio, preparate secondo la ricetta di mia madre. Oppure queste, da una ricetta di Francesco Guida  (pasticcere presso il ristorante stellato Antica Osteria Nonna Rosa di Vico Equense).

    Zeppole di San Giuseppe

    Le Zeppole di San Giuseppe al forno sono sostanzialmente un incontro la pasta bignè e la crema pasticcera e sono arricchite dal gusto forte e particolare dell’amarena sciroppata. Esistono in due versioni: fritte e al forno. Questa la ricetta della seconda (quelle fritte sono comunque una pasta bigné ma cambiano le proporzioni tra gli ingredienti).

    [yumprint-recipe id=’6′]Eccovi una sequenza dei passaggi fondamentali della preparazione delle Zeppole di San Giuseppe, che spero servano a chiarire meglio i vari passaggi.

    PicMonkey Collage

    Qui, invece, un video di Antonia in cui si vede la formatura tradizionale delle Zeppole di San Giuseppe.


    Una volta pronte, decoratele con crema pasticcera bella soda e amarene sciroppate. 

    crema pasticcera Massari

    E, se vi va, una spolverata di zucchero a velo.

    Zeppole di San Giuseppe
    Zeppole di San Giuseppe