Categoria: Dolce

  • Pasticcini alle mandorle (pasta di mandorla siciliana)

    Pasticcini alle mandorle (pasta di mandorla siciliana)

    paste di mandorla

     

    I pasticcini alle mandorle, son stati per anni uno dei miei crucci. Tantissime ricette provate, altrettanti i risultati deludenti. I pasticcini alle mandorle che venivano fuori, nonostante i miei sforzi, non assomigliavano neppure lontanamente a quelli che mi era capitato di assaggiare in Sicilia. Era inutile, nonostante i miei sforzi non riuscivo a raggiungere quel contrasto godurioso tra il croccante della crosta e la morbidezza dell’interno. E poi l’aroma: mancava sempre qualcosa, che non riuscivo a capire.
     
    Poi, un giorno, per caso su youtube.com ho incrociato un video pubblicitario dell’Etoile: non era una ricetta vera e propria, ma è stato sufficiente per capire quale fosse il trucco: la buccia di arancia candita ridotta in crema, e il miele (che svolge un ruolo simile al glucosio, ho pensato, impedendo la cristallizzazione all’interno e un’eccessiva durezza nel risultato).
     
    Allora, ho proceduto così,
     
     

    Pasticcini alle mandorle

     
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    A tutto questo, posso aggiungere una sola parola: “Provateli!”. Sono di una semplicità davvero unica ed il risultato è davvero eccezionale.
     
     
    Argomenti correlati: come candire le bucce di arancia
  • Brutti ma buoni al cocco

    Brutti ma buoni al cocco

    kokosmakron, brutti ma buoni al cocco
    Tempo di preparare i Brutti ma buoni al cocco, anche se – decisamente – sonon giornate impegnative questi giorni. Il rientro dalle ferie non è mai esaltante ma il mio è stato leggermente traumatico. Il classico blackout vacanziero, di quelli che ti costringono a svuotare il freezer di masse maleodoranti di forma ormai non più ben definita – le più belline erano le polpette, di colore ormai talmente verdastro che potevo spacciarle tranquillamente per crocchette di verdura – e di odore nauseabondo. Senza poter contare sull’aiuto dell’acqua calda, neanche per la doccia di fine lavoro: il blackout era dovuto alla caldaia, ho scoperto, ed il tecnico è potuto venire solo dopo 48 ore.
    Comunque, è andata. E stasera, doccia (che ormai la sognavo di notte).

    Meglio pensarea ai Brutti ma buoni al cocco, una ricetta facile facile, di quelle perfette per tutti. E che, particolare non da poco, permette di utilizzare gli albumi. Che non vanno mai buttati nel lavandino, come molti fanno – l’acqua è un bene prezioso, e va rispettato – ma messi in un sacchetto e congelati. Prima o poi, torneranno buoni, magari per biscotti come questi, di cui ha raccontato un po’ di tempo fa Claudia nel forum di gennarino.org

    Perfetti, oltretutto, per arricchire il pacchetto di regali di Natale fatti in casa. Per questo scopo, preparateli pure con un buon anticipo e conservateli in una scatola di latta. Dureranno a lungo, e vi faranno fare in figurone.

    E poi, leggete la ricetta: sono o non sono facilissimi?

    Brutti ma buoni al cocco

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    E voi, come utilizzate gli albumi? Avete qualche ricetta da consigliare? Se sì, venitela a raccontare nei commenti. Magari in tempo per provarla per Natale…

     

     

  • La cassata siciliana

    La cassata siciliana

    ricetta della cassata siciliana

    Premessa, l’esecuzione è mia (e le foto pure) ma la stesura della ricetta è di iugi che ha fatto il riepilogo della discussione sulla cassata sviluppatasi tempo fa nel forum di gennarino.org

    La cassata siciliana si compone di 5 elementi che dovranno essere preparati separatamente e assemblati nella fase finale della lavorazione:
    1) Marzapane o pasta reale
    2) Pan di Spagna
    3) Crema di ricotta
    4) Glassa di copertura
    5) Decorazione di frutta candita e glassa bianca ad alta densità
    La cassata andrebbe preparata in uno stampo tronco – conico (con bordi leggermente svasati) di circa 4/5 cm di altezza. Ne esistono di appositi forniti di alloggiamento per la glassa, ma sono difficili da trovare fuori Palermo.
    Ci si può comunque arrangiare con uno stampo a bordi dritti per pastiera (di solito sono un po’ più bassi).

    ricetta della cassata siciliana

    1) Pasta reale o Marzapane
    Se preparata a freddo si chiama marzapane, preparata a caldo prende il nome di pasta reale.
    Preparazione a freddo
    – 250gr. di farina di mandorle
    (se non la si compra, bisogna macinare le mandorle in un macina caffè non in un frullatore. Attenzione perchè riscaldandosi le mandorle producono olio e la farina tende ad impastarsi. Perciò durante la lavorazione è bene prevedere numerose pause in modo da non surriscaldare. Per favorire la macinazione è bene aggiungere un po’ di zucchero: La quantità utilizzata andrà sottratta dalla quantità dello zucchero a velo).
    – 350/400 di zucchero a velo
    – 25 g. di glucosio(pari a 2 cucchiai da tavola)
    – 50 g. di acqua
    – 2 gocce di essenza di mandorle.
    Si mettono tutti gli ingredienti nel robot e si fa andare a max velocità sin quando si appallottola. A questo punto si può colorare e quindi stendere su un foglio di carta forno cosparso di amido.
    Piccolo segreto, dato che la lavorazione a freddo non fa uscire l’olio dalla farina per lavorare meglio si possono inumidire le mani di olio di mandorle (consiglio di Maria Letizia).
    Preparazione a caldo
    – 250 g farina di mandorle finissima (se non la si compra, bisogna macinare le mandorle in un macina caffè non in un frullatore. Attenzione perchè riscaldandosi le mandorle producono olio e la farina tende ad impastarsi. Perciò durante la lavorazione fai numerose pause in modo da non surriscaldare).
    – 250 g di zucchero semolato
    – 50 g di acqua
    Mettere l’acqua e lo zucchero in un pentolino e portare a ebollizione. Aggiungere un pizzico di colorante alimentare verde in gel. Quando lo zucchero fila (Stadio della piccola bolla, da 112-116°C se si ha un termometro da pasticceria) levare il pentolino dal fuoco, versarvi la farina di mandorle e lavorare fino ad amalgamare il tutto (non si devono superare le temperature indicate altrimenti lo zucchero cristallizza, la pasta non sarà malleabile e tenderà a rompersi e sbriciolarsi.)
    Versare il composto amalgamato su una superficie liscia di lavoro e fare raffreddare. Lavorarlo quindi fino a renderlo morbido e malleabile aiutandosi con zucchero a velo usato a mo’ di farina.
    .
    2) Pan di Spagna
    Preparare un Pan di Spagna a forma circolare con
    Farina: 150 g
    Zucchero semolato: 150 g
    Uova intere: 6
    Cercare di ottenere un’alveolatura fine e una buona consistenza della massa.
    3) Crema di ricotta
    Ricotta di pecora: 800 g;
    Zucchero a velo: 320 g
    Gocce di cioccolato fondente: a occhio
    Lasciare asciugare bene la ricotta la ricotta facendo scolare il latticello da 12 a 24 ore (questo passaggio è fondamentale per la riuscita della crema); aggiungere lo zucchero e amalgamare il composto. Lasciare macerare il composto in frigo per circa 12 ore e passarlo al setaccio due volte, in modo da ottenere una crema vellutata e spumosa; incorporare quindi le gocce di cioccolato.
    4) Glassa bianca ( Da preparare al momento di ricoprire la cassata).
    La ricetta prevede
    300g di zucchero a velo
    1 albume
    Gocce di limone (circa 1 cucchiaio)
    Bisogna cercare di ottenere un composto lucido, bianco e coprente ma che lasci trasparire il fondo di pan di Spagna e Marzapane. E’ questione di occhio e sensibilità. Bisogna evitare sia glasse troppo dense sia glasse troppo diluite. Si lavorano insieme in una ciotola l’albume con lo zucchero a velo che andrà aggiunto poco a poco fino a ottenere la densità ottimale senza per forza esaurire tutti i 300 g previsti dalla ricetta. Se si ritiene raggiunta la giusta densità con una quantità inferiore è giusto fermarsi. Continuando lavorare il composto si aggiunge goccia a goccia il succo di limone il cui uso però deve essere misurato per non trasmettere alla glassa un sapore troppo limoneggiante.
    5) Decorazione di frutta candita
    La frutta candita dovrà riprodurre la forma di un fiore a petali larghi (tipo margherita). Utilizzeremo il mandarino per il bottone centrale, zuccata e cedro tagliati longitudinalmente a nastri sottilissimi e disposti a goccia per riprodurre la forma dei petali.

    Preparando la cassata

    Assemblaggio e composizione
    Stendere il marzapane ad un altezza di circa ½ cm e tagliarlo a strisce larghe quanto l’altezza dei bordi della teglia (4/5 cm); suddividere le strisce in trapezi con una base maggiore di circa 4 cm.
    Rivestire lo stampo di pellicola trasparente e procedere nel rivestimento dei bordi alternando i trapezi di marzapane a trapezi di eguale forma e dimensione ricavati dal disco di Pan di Spagna a superficie liscia, vale a dire quello che è stato a diretto contatto con la teglia di cottura (si eviterà così successivamente di versare la glasse su una superficie alveolata e granulosa con maggiore potere assorbente). Per esser più precisi nel taglio e nelle dimensioni si possono poggiare i trapezi di marzapane su fettine di Pan di Spagna utilizzandoli come sagome. Tagliare quindi il pan di Spagna a fette non più alte di 1 cm e rivestire anche il fondo stampo facendo sempre attenzione a esporre alla successiva glassatura la superficie liscia.
    Inumidire, spennellando con sciroppo di zucchero, il pan di Spagna (bordi e fondo) cercando di premere bene tutti gli elementi contro le pareti dello stampo. Premere anche il marzapane come fosse pongo, cercando di far coincidere bene i lati dei trapezi di pan di Spagna con quelli di marzapane (deve venir fuori una scatola uniforme sagomata sulla superficie dello stampo con bordi che non presentano punti di separazione e rottura tra pan di Spagna e marzapane).
    Riempire sin quasi all’orlo lo stampo rivestito con la crema di ricotta e ricoprire con un disco di o con fettine basse di Pan di Spagna. Ricoprire anche la superficie superiore con pellicola e lasciare riposare in frigo per circa 12 ore senza rivoltare.
    Tirare fuori la cassata dal frigo, rivoltarla su un piatto per torte e rivestire la superficie superiore della torta con la glassa, utilizzando una spatola o un coltello bagnato per stenderla. Versare poi la glassa tutt’intorno sulla parte più alta dei bordi e lasciarla colare, glassando per gravità, lungo le superfici laterali. Usare il coltello solo per qualche ritocco e pareggiamento finale.
    Procedere nella decorazione con i canditi mettendo il mandarino al centro e simulando con nastri di cedro e zuccata i petali di un fiore. Aiutandosi con una sacca da pasticceria a beccuccio finissimo o con un conetto di carta forno, decorare con riccioli glassa bianca a densità maggiore (ottenuta aggiungendo zucchero a velo all’eventuale glassa avanzata) le superfici della cassata e la frutta candita.

    La ricetta della cassata siciliana

  • La crema di limone all’acqua, senza latte  e senza uova

    La crema di limone all’acqua, senza latte e senza uova

    La crema al limone all'acqua.

    La crema di limone all’acqua, senza latte  e senza uova è una crema atipica, rispetto alle creme pasticcere classiche. Non contiene nè latte nè uova (e questo la rende, oltretutto, interessante per chi soffre di allergie a questi alimenti). Ma non è assolutamente una novità: chiunque abbia un minimo di dimestichezza con la pasticceria siciliana, riconoscerà infatti una stretta somiglianza tra questa e quello che in sicilia si chiama “gelo”. Che non ha nulla a che vedere con la famiglia dei gelati, come – ingannevolmente – potrebbe far pensare il nome. Il termine “gelo” indica infatti, in terra siciliana, sempre e comunque un dolce cremoso freddo ma non ghiacciato fatto con un liquido a cui si aggiunge amido e zucchero.
    Il più famoso è sicuramente quello di melone ma a questo si affiancano versioni meno note come il gelo di caffè o quello di limone o quello di latte di mandorla. O, addirittura, di cannella o gelsomino.

    Questa prende invece spunto dal gelo di limone. Al succo di questo, infatti, mescolato all’acqua, vengono aggiunti zucchero e scorza grattugiata. Il tutto poi viene fatto addensare sul fuoco e, una volta che abbia raggiunto il primo bollore, viene completato da burro, che serve a dare cremosità al composto (che altrimenti tenderebbe a trasformarsi in un blocco unico). Un’annotazione per chi non riuscisse a trovare l’amido di frumento: questo può essere sicuramente sostituito da amido di mais ma il risultato, pur non particolarmente diverso al gusto, sarebbe però differente nell’estetica. Solo l’utilizzo dell’amido di frumento permette infatti di ottenere la trasparenza tipica di questo dolce, da cui il nome che intende richiamare non il freddo bensì la sua somiglianza con la gelatina.

    Ingredienti
    50 ml di succo di limone filtrato
    250 ml di acqua
    50 gr di burro( facoltativo)
    50 gr di amido di grano
    180 gr di zucchero semolato
    la scorza di un limone grattugiata

    Mescolare a freddo acqua, amido, zucchero e scorza di limone.
    Unire il burro, se si usa e cuocere mescolando fino al primo sbuffo di vapore.
    Fuori dal fuoco unire il succo di limone.

    Utilizzi.
    Questa crema può trovare diversi utilizzi: farcitura di bigne’, o di rotoli di pasta biscotto. Crostate alla frutta, oppure freschi pan di spagna al gusto di limone. Fate voi, insomma: tenendo conto che, proprio grazie alla sua leggerezza nel gusto e alla freschezza acida del limone, può essere perfetta per concludere una cena a base di pesce.

    ps. ricetta originariamente pubblicata da anita nel forum di gennarino.org

  • Amarene sciroppate fatte in casa

    Amarene sciroppate fatte in casa

    amarene sciroppate fatte in casa
     
     
    Queste amarene sciroppate fatte in casa sono preparate con una ricetta semplicissima, della più antica tradizione regionale italiana. Queste della foto sono state preparate da Antonia e – gentilmente – regalate dalla suddetta a me e Tina mentre eravamo in vacanza in riva al mare del Cilento.(la ricetta e la relativa discussione la trovate nel forum di gennarino) ma preparazioni analoghe si trovano in tutte le ricette delle regioni in cui è presente la coltivazione dell’amarena. In Emilia, infatti, a Vignola, si preparano esattamente allo stesso modo. E la stessa ricetta è presente nel libro di Carnacina “La cucina italiana dall’ A alla Zeta (opera in più volumi, ormai fuori commercio, che ha parecchie responsabilità nella nascita della passione per la cucina della sottoscritta). Tornando indietro nel tempo, la stessa ricetta la si ritrova nell’Artusi, con una piccola variazione. I noccioli non vengono buttati via ma rotti ad uno ad uno per estrarne l’anima, che ha un sapore simile a quello delle mandorle amare. Una volta triturati, questi vengono aggiunti alle amarene e allo zucchero e conferiscono al risultato un sapore a quello delle amarene Fabbri (ottenuto oggi però attraverso l’aggiunta di aromi “naturali”: il retrogusto di “sintetico” che rimane in bocca è infatti – purtroppo – inconfondibile).
     
    In ogni caso, anche se la stagione delle amarene è ormai finita, vi segnalo la ricetta di Antonia. E’ semplicissima e perfetta: da provare, assolutamente.
     
    amarene sciroppate fatte in casa
     
     
    Ingredienti
    1 kg di amarene
    700 gr di zucchero
    un po’ di alcool per liquori.
     
    Procedimento.
    Si privano le amarene da foglie e piccioli,si lavano e si pesano. Per ogni Kg di frutta si aggiungono 700 gr di zucchero, si tolgono i noccioli e si mette tutto in una ciotola al sole coperte da un velo. Si mettono fuori la mattina e si ritirano al tramonto, avendo cura di mescolarle ogni tanto. Dopo 7-10 giorni, quando lo zucchero si è completamente sciolto diventando sciroppo, sono pronte.
    Le vostre amarene sciroppate fatte in casa sono pronte. Si mettono nei barattoli con un cucchiaio di alcool in superfice e si conservano al fresco.
     
  • Pitta m’pigliata (dolce calabrese)

    Pitta m’pigliata (dolce calabrese)

    Un saluto veloce, visto che la connessione scarseggia ed il mare è tanto vicino da rendere irresistibile il suo richiamo (soprattutto, viste le temperature di questi giorni). Un’immagine del posto: l’antica fortezza aragonese.
     

     

    Ed un dolce, la pitta m’pigliata. Questa, non l’abbiamo fatta noi, ma comperata in un forno a Le Castella, ad Isola Capo Rizzuto. E non è la classica versione a torta “di rose” (composta cioè da tante parti affiancate e cotte in una teglia sola) ma una carinissima versione monoporzione.
    Ingredienti:
    Per la pasta:
    un bicchiere di olio extravergine di oliva
    un bicchiere di vino bianco
    due uova
    500 gr di farina
    un pizzico di sale
    Per il ripieno:
    200 gr di gherigli di noce tritati
    50 gr di pinoli
    100 gr di uva passa
    250 gr di miele
    zucchero, q.b.
    un pizzico di canella
    fichi secchi spezzettati, q.b.
    un bicchiere di vino cotto
    Procedimento:
    Intiepidite l’olio e il vino, versateli in una capace insalatiera, aggiungete le uova, il pizzico di sale e la farina. Lavorare (aggiungendo, se necessario, ancora un po’ di farina) fino ad ottenere un impasto compatto.
    Lavorate poi ancora un poco la pasta sulla spianatoia, dividetela in tre pezzi e tiratela in una sfoglia tonda e due quadrate.
    Su queste ultime stendete il ripieno che avrete preparato mescolando gli ingredienti in una terrina.
    Tagliate dei rettangolini che arrotolerete disponendoli sulla sfoglia rotonda (che avrete sistemato in una teglia unta e infarinata) cosparsa di zucchero, cannella e miele, come fossero dei fiori.
    Metteteli l’uno vicino all’altro e aprite leggermente l’orlo superiore dando loro la forma di petali.
    Infornate a fuoco moderato – ci vorranno circa una quarantina di minuti – dopo avere spennellato la pitta di abbondante vino cotto.