Categoria: Dolce

  • Focaccia facile all’olio extravergine di oliva

    Focaccia facile all’olio extravergine di oliva

    focaccia facile

    Una focaccia facile perfetta per risolvere un problema che da un po’ abbiamo in casa.
    Alla Belva piace la focaccia. Le piace tanto che la vorrebbe tutte le mattine a merenda, a scuola. Ma ha un problema, appunto, ereditato da me purtroppo: la tendenza ad ingrassare. E i pezzi di focaccia venduti al forno sono troppo grandi. E lei troppo golosa: non è capace di lasciarne manco una briciola. E manco di regalarne a qualche compagno di classe. Allora abbiamo deciso: merenda buona ma fatta in casa e divisa in pezzi di dimensione – e soprattutto calorie – “giuste”.

    E domenica l’abbiamo preparata insieme seguendo una mia vecchia ricetta della focaccia genovese, ma usando una dose minore di olio e senza le caratteristiche fossette.

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    Ha il vantaggio di non dovere essere impastata a lungo, ma di sfruttare le pieghe per dare corda all’impasto. Se non sapete di cosa sto parlando, niente paura… leggete qui e capirete tutto!

    focaccia facile

    Insomma: una focaccia facile, che più facile non si può!

     

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    Un lavoro abbastanza facile, insomma. Peccato solo che sia piaciuta anche alle amiche e che domeniche ci tocchi immpastare in doppia dose… 😉
  • Mandarini cinesi canditi e pensieri vari

    Mandarini cinesi canditi e pensieri vari

    mandarini cinesi
    Brutto periodo, questo. Per il blog, ma pure per me: incasinato nero. Troppe cose da fare, troppi casini da seguire e troppi scatoloni ancora da aprire. Poi Irene, che a scuola che paga lo scotto della lunga assenza dell’anno scorso, dovuta a malattia, e che va seguita con continuità. Tutto questo toglie tempo alla mia vita, alle foto, al forum e pure al blog che sto decisamente trascurando, come avete avuto modo di vedere.
    In più ci si mette l’umore che non è certo nei suoi momenti migliori. Non tanto per il fatto di avere compiuto 51 anni, che ancora faccio fatica ad abituarmi all’idea, quanto per il fatto che il giorno del mio compleanno (il 14 di gennaio) invece che stare a pensare a festeggiamenti e cose simili mi sono ritrovata a vivere con un’angoscia incredibile la vicenda dell’affondamento della Concordia. E di fronte all’immagine di quella nave  semiaffondata,  non sono riuscita a non pensare  al fatto  che nel 2011 ci sono stati 86 naufragi, nel nostro bel Mediterraneo, con 2.551 morti. Ed al fatto che  le vittime delle carrette del mare non hanno meritato il dolore che ho ritrovato nei mezzi di informazione a proposito di questa vicenda.Non voglio aggiungere altri commenti nè ho voglia di raccontare altre sensazioni: non vorrei essere scambiata per quella che “preferisce” alcune morti rispetto ad altre (perdonatemi ma so, per esperienza, quanto sia facile il fraintendimento nello scambio di parole scritte sul web). Solo non riesco a non pensare a quanto sia facile, per noi, soffrire solo per ciò che ci assomiglia. Per gli “altri” – diversi per storia, colore della pelle, luogo di origine – non siamo – evidentemente – capaci di provare la stessa “compassione”.Comunque, per fortuna, in questo periodo c’e’ stata anche una breve vacanza. Prima Caserta, da Antonia, e poi S. Giorgio a Cremano, da Maria, dove ho raccolto un po’ di mandarini cinesi che ho provato a candire con una ricetta testata dalla mia ospite ed inserita del forum (di cui qui trovate la versione originale, in inglese, con tanto di foto passo a passo). Sono molto facili e veloci, con un risultato a metà tra un candito ed uno sciroppo. Da provare, assolutamente.Ingredienti340 g di kumquats
    310 g d’acqua
    200 g di zucchero
    ½ cucchiaino di zenzero grattugiato (facoltativo)

    Procedimento
    Si inizia con il lavaggio e l’asciugatura dei kumquats. Poi, utilizzando un coltello affilato, si tagliano delle feritoie verticali sull frutto (tra le 5-8 fessure a seconda delle dimensioni del frutto).
    Si bollono per pochi minuti i kumquats (3 min. ca, versandoli in acqua già bollente); si mettono a bagno in acqua fredda (5 min. ca.), quindi si scolano.
    Aprendo leggermente una delle feritoie nel frutto e premendo, aiutandosi con uno spiedino di bambù, si tolgono i semi da tutti i frutti.
    A parte si porta l’acqua al bollore e si aggiunge lo zucchero. Quando si sarà sciolto, si aggiungono i kumquats. Si riduce il calore e si cuoce a fuoco lento, togliendo la schiuma bianca che a volte si raccoglie in superficie. Si continua a cuocere, a fuoco lento, fino a quando il frutto diventi lucido e vitreo e lo sciroppo si riduca a coprire a malapena i kumquats.
    Infine, si trasferisce la frutta e lo sciroppo di un barattolo di vetro e si conserva in frigorifero. In un contenitore ermeticamente chiuso, i kumquats canditi si conservano per circa 6 mesi, in frigorifero.

    ps. la ricetta è stata brutalmente copiata dal forum. Grazie quindi a maria, per averla testata e per averla scritta… :))

  • La ricetta del Tronchetto di Natale al cioccolato (preparato da Irene)

    La ricetta del Tronchetto di Natale al cioccolato (preparato da Irene)

    La ricetta del Tronchetto di Natale al cioccolato (preparato da Irene)
     
    Si’, certo, io l’ho aiutata e le ho passato la ricetta del Tronchetto di Natale al cioccolato, ma la gran fatica (pasta biscotto compresa) è stata la sua.
     

    Abbiamo fatto tutto di corsa, al mattino, anche se non è la prassi ottimale. Meglio sarebbe preparare il biscotto il giorno prima e farcirlo, farlo riposare in frigo, e l’indomani montarlo e decorarlo. In ogni caso, è meno difficile di quello che sembra. E fa fare un figurone (almeno, noi lo abbiamo fatto. O, almeno, ci è sembrato).

    Ingredienti della ricetta del Tronchetto di Natale al cioccolato 

    Per la pasta biscotto: 75 grammi di zucchero velo, 75 grammi di farina, 25 grammi di burro, 80 grammi di tuorlo d’uovo, 75 grammi di albume
     
    Per la bagna: 100 gr di sciroppo preparato con 50 gr di zucchero e 50 gr di acqua. Aromatizzato poi a piacere con brandy
     
    Per la crema di farcitura: 250 gr di crema al burro alla nocciola (all’incirca mezza dose)
     
    Per la crema di copertura: 500 gr di ganache al cioccolato , montata.
     

    Preparazione

    Preparare la pasta biscotto montando il tuorlo d’uovo con lo zucchero. Incorporare l’albume montato a neve, la farina e, da ultimo, il burro fuso ancora tiepido. Spalmare il composto sopra una placca ricoperta da un foglio di carta imburrato e infarinato e cuocerlo in forno a calore sostenuto. Quando è cotto, sformare staccarlo dal foglio di carta e lasciare che si raffreddi.
     
    (Qui, alcune indicazioni utilissime sulla preparazione e farcitura del rotolo di pasta biscotto)
     
    Una volta freddo, bagnare il rotolo con un po’ di sciroppo di zucchero aromatizzato al brandy e spalmarlo con uno strato abbondante di crema al burro. Arrotolare, avvolgere in carta di alluminio e riporre in frigo,
     

    Al momento di decorare, appoggiare il rotolo su un piatto da portata (eventualmente tagliando in modo obbliquo le due estremità e mettendole ai lati, per simulare i rami)e decorare spremendo la ganache da una tasca per dolci, in modo irregolare in modo da simulare la corteccia. Un’ultima decorazione, con fettine di cedro e ciliege candite, in modo da simulare foglie di vischio e il tronchetto è finito.

    Insomma questa  ricetta del Tronchetto di Natale al cioccolato non è affatto difficile, basta provarci. E, come si vede dalla foto, regala all’autore ENORME soddisfazione.

      La ricetta del Tronchetto di Natale al cioccolato (preparato da Irene)
  • Crema di burro alla nocciola

    Crema di burro alla nocciola

    Crema di burro alla nocciola
    Questa crema di burro alla nocciola è dedicata, in modo particolare, a chi pensa che la crema al burro sia pesante al gusto: troppo dolce e stucchevole, ed inadatta a dolci buoni e non solo belli. Già, questa crema  è non solo facile, ma OTTIMA. Perfetta per farcire bignè, cannoncini, o – come ho fatto io, seguirà ricetta – il tronco di Natale.
    L’ispirazione, la crema delle deliziose pubblicata da rimmel nel forum di gennarino. Per chi non le conoscesse, le deliziose sono un dolce della pasticceria classica napoletana: due dischi di pasta frolla che racchiudono al centro una crema al burro alla nocciola di ispirazione francese (non dimentichiamo che a Napoli la cucina “nobile” la portarono i monsu’, e con lei la pasticceria).
    Io, ho un po’ modificato la ricetta di rimmel: innanzitutto, non avendo a disposizione pasta di nocciola, ho utilizzato la Novi che trovo in ogni supermercato e che preferisco ad altre creme per la qualità dei suoi ingredienti. Ho poi scelto burro di panna fresca (il burro, comunque, è facile anche da fare in casa nel caso non se ne trovi di qualità adatta) ed ho ridotto la quantità di burro e zucchero aumentando quello della crema di nocciola. Insomma, ho proceduto così.
    250 gr di crema pasticcera (ancora tiepida)
    10o gr.di zucchero a velo vanigliato naturalmente,
    180 gr.di burro morbido,
    4 cucchiai di crema Novi.
    Innanzitutto, ho montato il burro con lo zucchero lavorandolo con le fruste elettriche fino a quando non è diventato ben spumoso. Poi, ho mescolato questo alla crema tiepida e, alla fine, ho incorporato la crema di nocciole.
    Tutto qui. Il difficile è metterla in frigo a rassodare in attesa dell’utilizzo: soprattutto, se si commette l’errore di assaggiarla….
  • Ricetta dei cavallucci senesi di Benedetta.

    Ricetta dei cavallucci senesi di Benedetta.

    ricetta cavallucci senesi
     
    Questa ricetta dei cavallucci senesi è di Benedetta, dei tempi in cui frequentavo it.hobby.cucina (credo uno dei primi gruppi di cucina nati in rete: pensate che il primo incontro dal vivo lo facemmo nel 1997, quando ancora i blog manco erano stati ancora immaginati!). Ancora oggi, nell’archivio di quel gruppo ci vado spesso: ci sono ancora conservate le pagine che mi hanno insegnato quel poco che so. E soprattutto, ci sono conservate facce ed emozioni. Facce che ancora continuo ad incontrare. Ed altre che, purtroppo, devo limitarmi a ricordare.
     
    In ogni caso, è lì che ho preso la ricetta. La copio per intero, perché cambiarne sia pure solo qualche parola non avrebbe senso. Perché *quelli* sono per me i cavallucci, visto che Benedetta anni fa me li fece assaggiare. E perché quelli ho provato a riprodurre.
     
     
    Perché si chiamano così? Perché erano un dolce da stallieri, brutti a vedersi, ma buoni di sapore e perché sopra ci veniva impresso, sulla pasta ancora da infornare, l’impronta di un cavallo.
     

    RICETTA CAVALLUCCI SENESI

     
    300 g zucchero
    50 g miele millefiori o di arancio
    70 g arancia candita
    80 g cedro candito
    500 g farina + 100 per impastare e spolverare
    150 g noci
    8 g coriandolo
    7 g anice pestato nel mortaio (deve diventare una polverina finissima)
    1 presa di cannella
    la punta di un coltello di ammoniaca per dolci
    100 g acqua
     
    Si fa lo sciroppo con lo zucchero e l’acqua e si lascia cuocere finchè non fa il filo (cioè prendendo lo sciroppo tra pollice ed indice senza ustionarsi deve fare il filo).
    Si toglie dal fuoco e si aggiunge subito il miele, la farina, canditi, noci e spezie.
    Si impasta infarinandosi ben benino le mani e si formano dei pani che poi si arrotoleranno, devono diventare dei “lombrichi” di circa 5 cm di diametro. A questo punto con un coltello si tagliano dei tocchi con cui formeremo delle palline e tenendone una in una mano si appiattisce con l’indice della mano opposta: è semplice, le palline devono avere un polo appiattito
    dall’indice.
     
    Nella teglia si mette la carta da forno e i cavallucci, si spolverano con la farina e si infornano 10/15 minuti, non di più. Io non li tengo mai oltre i 10 e sono già abbastanza. Devono uscire dal forno ancora piuttosto morbidi perchè si seccheranno all’aria, altrimenti rischiate di fare delle palline da schioppo anzichè dei dolcetti.
     
    Una nota è doverosa: i veri cavallucci non prevedevano nè le noci, nè il cedro, questi ingredienti entravano a far parte della preparazione dei berriquoli detti anche “cavallucci due per etto” perchè sono più grossi e più ricchi.
    Il miele poi è obbligatorio soltanto nei berriquoli, anche se per tradizione andrebbe messo anche nei cavallucci. A parte tutto il miele impedisce al cavalluccio di diventare troppo secco, ma lo rende più facilmente deperibile in quanto trattiene l’umidità. A voi la scelta, dipende dalla vostra voracità.
  • Ricetta delle scorze di arance candite fatte in casa

    Ricetta delle scorze di arance candite fatte in casa

    arance candite fatte in casa

     
     
    Quest’anno, con la preparazione delle Arance candite fatte in casa sono in ritardo. Il trasloco mi ha scombinato tutto e non ho idea di quello che preparerò per Natale. In ogni caso, li preparo: vado matta per i dolci ai canditi e, visto che non abito in Sicilia, se li voglio buoni mi tocca farli da me. Le arance “vere” e naturali le trovo, senza problema. Mi basta sceglierle guardando la buccia: bella spesssa, e senza difetti. Poi, basta poco. Zucchero e glucosio: quest’ultimo, indispensabile se le volete conservare a lungo. Se proprio non riuscite a trovarlo, il miele resta un buon sostituto. In ogni caso…
     
    arance candite fatte in casa

     Per preparare le vostre arance candite fatte in casa servono:

    Ingredienti

    Arance naturali e a buccia ben grossa

    zucchero: il doppio del peso delle scorze
    acqua in peso uguale a quello dello zucchero
    un cucchiaio colmo di glucosio per ogni frutto
     

    Procedimento

    Scegliere delle arance (o dei limoni) naturali e a scorza MOLTO SPESSA. Sbucciarle e farne bollire la scorza per tre volte cambiando l’acqua (in questo modo, si toglie via l’amaro). Mettere sul fuoco, in un tegame largo, è importante che le scorze si sovrappongano il meno possibile, il doppio del peso delle bucce in acqua e in zucchero (per 100 grammi di scorze, cioè, 200 gr di zucchero e 200 di acqua) e il glucosio, che serve a mantenere i canditi morbidi nel tempo.

     
    Portare a bollore (piano!), far sobollire (moolto lentamente) per qualche minuto e spegnere. Coprire e lasciar raffreddare. Ripetere questo *giochino* per ALMENO 4 volte al giorno per tre o quattro giorni almeno, finché le scorze non saranno diventate traslucide. A questo punto, tirarle fuori dallo sciroppo avanzato (che, diluito, è ottimo per bagnare le torte) e metterle ad asciugare su una gratella. Oppure consumatele così, belle sciroppose. Come piacciono a me.
     
     
    Ps: la bollitura preliminare io non la faccio più: ho deciso che quel tocco di amaro nelle arance candite fatte in casa mi piace, dà maggiore “carattere” al sapore della scorza. Ma si usa, quindi ve la riporto.