Sì, decisamente, WP Database Backup fa parte dei plugin imperdibili per chi gestisce un blog in wordpress. Uno dei pericoli maggiori per ogni blogger è infatti la perdita dei dati : nonostante questo, però, in tanti – tantissimi – si ostinano a non fare le copie di backup a cadenza fissa. Con il rischio di perdere, in pochi minuti, il lavoro di anni.
La scusa è sempre quella: il non sapere come si fa. Una scusa che però non regge davanti ad una piattaforma come questa, tanto completa da offrire plugin ad hoc per questo scopo. Il plugin – per chi non lo sapesse – non è altro che un codice che permette di compiere una determinata azione. In questo caso, installando, apparirà
Una volta installato ed attivatoWP Database Backup, cosa che si fa per come per ogni plugin di wordpress e cioè semplicemente caricandolo, apparirà nella bacheca (in STRUMENTI, per la precisione), la scritta WP Database Backup.
Cliccate su backup e aprite la pagina del plugin. Scegliete quindi le tabelle da salvare (selezionate sempre tutto, per sicurezza) e poi scegliete cosa fare del database salvato. Potete consrvarlo sul server, sul vostro pc oppure potete spedirvelo via mail. Attenzione: WP Database Backup, salva solamente il Database, se volete fare una copia completa del vostro blog la procedura è un po’ più complicata e magari ve ne racconterò un’altra volta.
Le zeppole di San Giuseppe di Nonna Rosa sono quelle più tradizionali, fritte e letteralmente sommerse di crema pasticcera. Ho avuto la fortuna di assistere alla loro preparazione, direttamente dalle mani di Nonna Rosa che – anche se ormai nella pasticceria del ristorante è quotidianamente sostituita dal nipote Francesco Guida, quando c’è da mettere mano ai dolci più tradizionali non si tira indietro. E in pochi minuti è capace di tirare fuori dalle mani le preparazioni che hanno fatto la storia della sua cucina. Come queste zeppole di San Giuseppe: dala consistenza particolare, dovuta alla frittura che unisce croccantezza e morbidezza della pasta in un un equilibrio perfetto.
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Insomma, da provare. Intanto che attendo la ricetta – che sto cercando di estorcere a Francesco – accontentatevi delle foto. Magari, vi viene voglia di provarci. Anche se, ormai, San Giuseppe è passato.
Ps. Intanto che arriva la ricetta di Nonna Rosa, una ottima – di tradizione napoletana autentica – la trovate qui.
Zeppole di San Giuseppe di Nonna Rosa: la preparazioneZeppole di San Giuseppe di Nonna Rosa: la decorazione
Ps. se volete invece cimentarvi con la versione al forno, qui la mia ricetta.
Inizio oggi, su richiesta, una piccola guida su come ottimizzare il seo per le immagini. Un lavoro sicuramente noioso, che però se ben condotto però può dare ottimi risultati.
Innanzitutto, vale la raccomandazione principale: porre attenzione ai contenuti. Questo vale sia per i testi che per le foto: per cui, scegliamo con attenzione le nostre foto – o almeno proviamoci: non è necessario che siano belle ma è importante che comunichino immediatamente quello che vogliamo comunicare – e poi riduciamole per non appesantire troppo la pagina. Questo non c’entra certo con il seo ma un sito lento mette poca voglia di essere navigato per cui non esageriamo con le dimensioni. Scarichiamo un programma che ci consenta di ridurre la dimensione delle foto e la loro risoluzione e poi riduciamole.
Detto questo, però, va sottolineato che ci sono una serie di cose da fare, quando si caricano le foto su wordpress per aiutare i motori di ricerca a trovare i nostri post quando sta facendo delle ricerche su google. Innaziutto va dato un nome alla foto: uno degli errori più classici e madornali è caricare le foto con il nome file con cui escono dalla macchina. Nessun motore di ricerca sarà mai in grado di trovarci attraverso le foto se manteniamo nomi file come _MG_8729.jpg. Meglio decidere prima una chiave di ricerca e scegliere come nome file le stesse parole. Per cui, se stiamo scrivendo un post sulla ricetta del babà napoletano meglio salvare le immagini con il nome file *baba_napoletano.jpg*. Senza accenti e senza spazi: al posto di questi utilizziamo altri caratteri, come ho fatto nell’esempio.
Fatto questo, possiamo caricare la foto e inserirla nell’articolo. Non abbiamo finito però: esiste uno strumento in wordpress che ci consente di completare le immagini con l’attribuzione di alcune caratteristiche molto importanti. E cioè:
L‘attribuzione di una didascalia
Attribuire una didascalia alle nostre immagini non è obbligatorio ma è un dettaglio che non va trascurato perché fornisce una ulteriore fonte di contenuti che i motori di ricerca utilizzeranno per “decifrarne” il contenuto.
L’attributo ALT del tag IMG
l’ALT è uno degli elementi utilizzati da Google per classificare le immagini. Per cui, e inseriamo come attributo ALT alle nostre immagini la chiave di ricerca, daremo sicuramente una buona mano a google a trovarci. Inoltre, aumenteremo l’accessibilità del sito: L’attributo ALT, infatti, è l’interpretazione delle immagini da parte dei lettori vocali per non vedenti.
L’attributo TITLE
Su questo, la questione è alquanto dibattuta. C’è chi dice che serva, chi invece che sia inutile perché Google preferisce il tag ALT. Siccome però non non costa nulla, io suggerisco di utilizzarlo.
Questi attributi vanno tutti completati allo stesso modo: inserendo cioè all’interno di questi la parola chiave. E farlo con wordpress è davvero molto semplice.
Nel momento in cui si carica un’immagine non bisogna trascurare di completare i campi a a destra della maschera di caricamento con la parola chiave. Qui, sarà possibile, qualora non lo abbiate fatto prima, ridurre le dimensioni dell’immagine cliccando su MODIFICA
Se vogliamo riservare lo stesso trattamento alle immagini caricate in passato, sarà invece sufficiente andare su MODIFICA ARTICOLO e cliccare sull’immagine. Appariranno una serie di icone, tra cui una matita.
Sarà quindi sufficiente cliccare su questa per apportare tutte le modifiche che vogliamo, tra cui anche l’inserimento della parola chiave nei tag ALT e TITLE e l’inserimento di una didascalia.
Usare le immagini per ottimizzare il seo
Ecco, per ora mi fermo qui. Nei prossimi giorni proverò a raccontarvi altre cose. O, almeno, ci proverò. Intanto voi, magari, se vi è piaciuto condividetelo: magari sarà utile ad altri. Per me, invece, sarà un segnale che avete gradito e – soprattutto – uno stimolo a continuare… grazie sin d’ora a chiunque deciderà di farlo!
Vi avevo raccontato due anni fa della mostra di McCurry “Viaggio intorno all’uomo“… ricordate? Un viaggio incredibile, fatto di orrore e di poesia, di dolore e meraviglia, distruzione eppure bellezza., avevo scritto. E ne resto convinta. Per cui, il consiglio è lo stesso di allora: se vi capita, non perdetevela assolutamente. Il vostro occhio fotografico vi ringrazierà, ma soprattutto vi ringrazierà il vostro cuore per le sensazioni, altalenanti ed opposte, che quegli scatti sono in grado di regalare.
Ma non è di questo che voglio parlare oggi. Il post di oggi è infatti dedicato alla tecnica: se amate McCurry, se rimanete incantati davanti alle sue fotografie, sicuramente vi piacerà vedere questo video realizzato dal sito di fotografia COOPH con nove consigli fondamentaliper migliorare la composizione delle fotografie, basati sugli scatti del grande fotografo americano Steve McCurry.
Un video interessantissimo anche per chi non fotografa: sicuramente, dopo averlo visto, apprezzerete di più il lavoro del fotografo aumentando la vostra capacità di leggere il lavoro compositivo che si nasconde dietro ogni scatto.
Sicuramente, uno dei piatti più complessi tra quelli che ho assaggiato nell’edizione de Le Strade della Mozzarella 2014. Un’apparenza, semplice che di semplice però non ha proprio nulla. Un’incontro tra la seppia, in tutte le sue differenze di sapori e consistenze, e latte di mozzarella di bufala. La prima ridotta in sfoglia, abbattuta e tagliata sottile – quasi un velo – che (non) nasconde, in un gioco perfetto di “vedo non vedo” un ripieno preparato con le interiora della seppia. Dolci eppure sapide, rese tali da un passaggio in una soluzione salina ispirata all’acqua del mare. La stessa in cui per tutto il tempo della presentazione sono stati cullati i tentacoli, per portarli alla giusta morbidezza. Accanto, crema di pistacchio di Bronte e gelato di piselli, e gelatina di lampascioni e cedro marinato in acqua e sale e poi candito.
Una varietà di gusto, profumi, colori e consistenze difficile da raccontare (se volete approfondire o magari avete voglia di provarci, trovate qui la ricetta) ma incredibilmente equilibrato, senza alcuna sbavatura.
Un incontro di sapori, consistenze e profumi ma soprattutto *di controllo*:perché, come ha ripetuto per tutta la durata della sua preparazione, il gesto umano, l’attenzione valgono più di qualsiasi conoscenza tecnica.
Le Zeppole di San Giuseppe sono uno dei dolci più tipici napoletani, preparato tradizionalmente per la festa di Sam Giuseppe. Da non confondersi con le zeppole che si fanno a Salerno, che son tutta un’altra cosa. Buonissime, ma diverse. Come queste, per esempio, preparate secondo la ricetta di mia madre. Oppure queste, da una ricetta di Francesco Guida (pasticcere presso il ristorante stellato Antica Osteria Nonna Rosa di Vico Equense).
Le Zeppole di San Giuseppe al forno sono sostanzialmente un incontro la pasta bignè e la crema pasticcera e sono arricchite dal gusto forte e particolare dell’amarena sciroppata. Esistono in due versioni: fritte e al forno. Questa la ricetta della seconda (quelle fritte sono comunque una pasta bigné ma cambiano le proporzioni tra gli ingredienti).
[yumprint-recipe id=’6′]Eccovi una sequenza dei passaggi fondamentali della preparazione delle Zeppole di San Giuseppe, che spero servano a chiarire meglio i vari passaggi.
Qui, invece, un video di Antonia in cui si vede la formatura tradizionale delle Zeppole di San Giuseppe.
Una volta pronte, decoratele con crema pasticcera bella soda e amarene sciroppate.