Categoria: Esperienze

  • Ancora un premio per il Contest “Terra di Fuoco”

    Ancora un premio per il Contest “Terra di Fuoco”

    Ricordate il contest Terra di Fuoco, il contest dedicato alla diffusione della conoscenza dei prodotti di eccellenza campani tra blogger e appassioniati?  Bene, dopo il Pastificio dei Campi oggi tocca a Casa Barone, la più grande azienda biologica del Parco Nazionale del Vesuvio. Il vincitore del contest  – oltre all’esperienza premio che annunceremo prestissimo – avrà il piacere di ricevere e gustare: 
     – 3 barattoli di conserva tradizionale biologica di Pomodorino del Piennolo del Vesuvio DOP da           520g 
    – 3 barattoli di conserva di pomodorino in passata di pomodoro da 500g 

    – 3 barattoli di conserva tradizionale di pomodorino giallo da serbo 500g 

    E non è finita. Se non conoscete questa particolarissima coltivazione – sapete per esempio che la sua particolarità è il terreno praticamente secco, che rende il pomodoro quasi privo di acqua e perciò tanto concentrato?  –  e vi state chiedendo come sono i campi e che profumo hanno le piante di pomodorino ci sono per voi 15 posti per venerdì 4 luglio:  visita esclusiva per i membri del gruppo facebook “Terra di Fuoco”.

    Ripeto, è solo il primo di una lunga serie di premi: nei prossimi giorni, infatti, annunceremo anche l’esperienza premio riservata ai vincitori del contest e i premi degli altri sponsor che hanno sinora aderito al progetto.

    Per cui non distraetevi.

    E se ancora non ne fate parte, iscrivetevi al gruppo Facebook Terra di Fuoco o al forum di gennarino.org (dove chi non possiede un blog potrà inserire le sue ricette per partecipare al concorso) per essere sempre aggiornati sullo svolgimento del concorso.

    Infine, vi ricordo il logo del nostro progetto.

    Se vi riconoscete in questo progetto, se sentite di farne parte, se volete aiutarci a raccontarlo in rete e – ultimo ma non meno importante – se intendete partecipare al contest con il vostro blog, vi chiediamo di inserirlo nella barra laterale del vostro blog con il link al post di presentazione del contest.
    Per parlare della Campania in modo diverso, abbiamo bisogno di essere in tanti.  Abbiamo bisogno del vostro aiuto… vi aspettiamo!
  • Ed ecco a voi il logo ed  il primo dei premi del contest *Terra di Fuoco*…

    Ed ecco a voi il logo ed il primo dei premi del contest *Terra di Fuoco*…

    Attenzione però: ho scritto il primo dei premi e NON *il primo premio*. Per due motivi: perché – innanzitutto – siamo solo all’inizio della fase del contest dedicata ai produttori (che durerà fino al primo di maggio). Poi, perché ne abbiamo altri già pronti per essere raccontati ma preferiamo farlo un po’ per volta, per farvi apprezzare al meglio la qualità dei prodotti campani di cui racconteremo. Ma soprattutto per il fatto che il fiore all’occhiello del nostro concorso non sono certo i premi materiali – che pure ci auguriamo che siano tanti, tantissimi – ma la conoscenza delle eccellenze campane che vogliamo provare a seminare con questo contest, facendo incontrare produttori e appassionati (non solo blogger: anche chi non ha un blog potrà partecipare con una propria ricetta, pubblicandola sul forum di gennarino.org nelle modalità che in seguito illustreremo). Un esempio? il 16 di maggio lo storico pastificio dei Campi (che mette in palio questo assortimento di pasta) aprirà le sue porte a 15 blogger che saranno ospitati in azienda, accolti da Giuseppe Di Martino in persona e assisteranno  al ciclo di produzione di una pasta di eccellenza.


    Per iscrivervi, dovete INVIARE UNA MAIL a contesterradifuoco@gmail.com

    Ma questa, non sarà l’unica esperienza offerta dal pastificio: per ora però non vi anticipiamo nulla. Chi è su facebook potrà tenersi costantemente aggiornato seguendo il gruppo Terra di Fuoco. Se invece su fb non ci siete, mi dispiace ma vi toccherà seguire questo blog, magari aggiungendolo alla vostra blogroll!

    Detto questo, il contenuto del pacco: praticamente, na confezione perfetta per chi vuole conoscere la produzione della pasta di Gragnano IGP del Pastificio dei Campi e ama provare molti formati differenti.

     
    Il Maxicubo del Pastificio dei Campi è una selezione di  10 formati, una scelta fatta per soddisfare le esigenze dei consumatori più curiosi.
     
    All’interno di ogni cubo, potrete trovare 10 differenti formati, tutti confezionati  in pratici ed eleganti astucci da  500g.

    Ripeto, è solo il primo di una lunga serie di premi, per cui non distraetevi.

    Infine, da oggi Terra di fuoco ha un logo. Eccolo.

    Se vi riconoscete in questo progetto, se sentite di farne parte, se volete aiutarci a raccontarlo in rete e – ultimo ma non meno importante – se intendete partecipare al contest con il vostro blog, vi chiediamo di inserirlo nella barra laterale del vostro blog con il link al post di presentazione del contest 
    Per parlare della Campania in modo diverso, abbiamo bisogno di essere in tanti.  Abbiamo bisogno del vostro aiuto… vi aspettiamo!

     

  • In arrivo un nuovo contest, per raccontare un’altra storia: fatta di un’altra Campania

    In arrivo un nuovo contest, per raccontare un’altra storia: fatta di un’altra Campania

    No, non siamo d’accordo. Non è come ora vogliono farci credere: la  Campania non è solo Terra dei Fuochi: è la regione in cui è nata la Dieta Mediterranea, per esempio. E dove vengono  prodotti la Mozzarella di Bufala Campana DOP, la pasta di Gragnano, il pomodoro San Marzano, per citare solo tre tra i prodotti che più ci rappresentano nel panorama enogastronomico mondiale.

    Un territorio che oggi rischia di essere distrutto: questo sia grazie ai danni ambientali derivanti da smaltimento illecito dei rifiuti ma anche dalla cattiva fama che la tragedia che quelle zone stanno vivendo sta regalando ai suoi prodotti. Cattiva fama spesso immeritata: come dimostrano, per esempio, i controlli cui si sottopongono i produttori (esempio, quelli cui all’estero si è sottoposta la Mozzarella di Bufala Campana DOP) e la prima mappatura delle zone inquinate. Un territorio che va quindi tutelato attraverso un’azione di denuncia ma anche e soprattutto  con nuove modalità di difesa e valorizzazione  che devono riportare  questo terra  ad essere protagonista di un modello agricolo virtuoso.

    filatura mozzarella di bufala
    E per parlare di Campania anche tra i blogger, abbiamo pensato ad un contest teso a creare un filo diretto tra produttori di eccellenze, blogger e appassionati. In palio, infatti vorremmo mettere non solo prodotti campani –  di eccellenza, ovviamente, e che raccoglieremo chiedendo un’adesione direttamente ai produttori – ma anche la possibilità per i partecipanti di andare a conoscere di persona quelle realtà produttive. Per raccontarle magari in prima persona, attraverso le loro foto e le loro parole.

    Ai blogger, chiederemo di prendere a cuore  un prodotto e di “adottarlo“: valorizzandolo in un loro piatto, collegandolo alla sua storia e contribuendo così a costruire per lui un nuovo futuro.

    Cipolla ramata di Montoro
    Ai produttori (e non solo a loro ma anche a chiunque, sia pure in modo diverso, lavora ogni giorno con i prodotti di questa terra, chiediamo di mettere a disposizione come premio un po’ del suo prodotto e – soprattutto della sua sapienza e del suo lavoro quotidiano – per aiutarci , attraverso un prodotto di questa terra, a raccontare  un’altra storia e – soprattutto –   un’altra Campania,
    Un filo diretto che, servendosi anche di un gruppo appositamente creato su fb per favorire questo scambio, serva a costruire un percorso fatto  di ricette, certo, ma anche di ricordi, immagini e sensazioni che raccontino di una bellezza che rischia di essere distrutta. Perché il cibo non è solo sapore, ma anche passione. E la passione, si sa, è fuoco. E se vi è capitato di provare passione per questa terra e per i suoi prodotti, ecco, ora vorremmo che provaste a raccontarcela.

    Perché non si può e non si deve parlare di Campania solo come Terra dei fuochi.

    Perché il rapporto che questa terra ha avuto col fuoco è stato un contrasto continuo tra distruzione e creazione.

    I popoli campani hanno imparato a forgiare il fuoco, estraendo da esso la passione creatrice  di nuovi mondi. La Campania con il fuoco ha creato grande agricoltura e meravigliosa cucina. Dalla lava e dalle ceneri son sgorgati nettari e scrigni di bontà.  Ed oggi noi, nel nostro piccolo, vogliamo contribuire a sconfiggere i mostri che hanno usato il fuoco per produrre veleni, attraverso la capacità di dominio del fuoco che è nella nostra sapienza antica e ogni giorno, ognuno di noi nel suo piccolo, usa e domina nelle sue cucine.
    E, soprattutto, attraverso la passione e l’amore  verso una terra: la nostra.

    Il nostro contest si svolgerà in due fasi entrambe lunghe 45 giorni.
    La prima, rivolta ai produttori che vorranno offrire non solo i loro prodotti ma anche il racconto in prima persona del loro prodotto in tutti i suoi aspetti: la stagionalità, processi di crescita, raccolta, i possibili usi dei prodotti in cucina. E la disponibilità ad aprire le porte delle loro aziende, i recinti dei loro campi. Per mostrare, dal vivo, come e dove i loro prodotti prendono vita.
    La seconda sarà rivolta ai blogger, agli appassionati e ai loro piatti. A loro chiederemo di adottare un prodotto, e di provare a raccontarlo: attraverso una ricetta, certo, ma anche attraverso suggestioni e sensazioni: per esempio, quando e come lo hanno conosciuto? Ricorda loro posti, persone avvenimenti? Quando e come lo hanno usato la prima volta in cucina? Il tutto, insieme ai tre siti organizzatori (questo blog , www.ditestaedigola.com , http://www.scriveve.it/ ) che terranno il diario quotidiano della manifestazione, e non solo raccoglieranno le ricette e i racconti di blogger e produttori ma cercheranno di aprire discussioni, rispondere a dubbi, creare interesse e tentare, nel nostro piccolo e tutti insieme, di fare buona informazione.

    Al termine di entrambe le fasi  una giuria di persone competenti, divertenti e appassionate giudicherà i piatti e i racconti migliori in una serata evento in una location di eccezione.
    Il regolamento è pronto, i primi produttori “amici” sono già qui per darci una mano: il Pastificio la Tramontina, Casa Barone Agrigenus, Manuel Lombardi e il suo conciato romano. Altri, arriveranno presto, molto presto. Così come presto arriveranno i blogger, le loro ricette e i loro racconti. A tutti gli altri, giornalisti, chef, food strategist e semplici appassionati, non resta che seguirci e partecipare: siamo certi che ognuno di voi potrà contribuire con la propria passione a questa nostra.

    Il regolamento con le date, le regole per partecipare e i premi – che si aggiungeranno nel tempo, grazie ai produttori che accetteranno di percorrere questa strada con noi – nei prossimi giorni su questo, ditestaedigola, e scriveve.it.
    ps. E se non avete un blog e volete partecipare, non preoccupatevi. Potrete inviare le vostre ricette- che verranno poi raccolte in un’apposita sezione del sito –  nel forum di gennarino.org (se avete bisogno di aiuto per l’iscrizione al forum contattatemi pure via mail ( teresademasiATlibero.it).
  • Lamponi che trasformano la parola ritorno nella parola restare

    Lamponi che trasformano la parola ritorno nella parola restare

     

    confetture-lamponi-di-pace

    Oggi in Bosnia sono tre le domande da non fare ad una donna:

    “Che facevi durante la guerra,
    come sta tuo marito,
    come sta tuo figlio?”

     

    Domande da non fare, perché nessuna donna vi darà una risposta.  Non a parole, almeno: riceverete solo sguardi segnati ancora oggi  da un dolore indicibile, persi per sempre nella domanda sul perché dell’inestinguibile sofferenza cui la vita le ha condannate.
     

    Sono le sopravvisute di Bratunac, deportate dopo il massacro di Sebrenica quando le truppe di Radko Mladic uccisero i loro mariti e i loro figli maschi.

    A quelle donne è dedicato questo post, in parte simile a quello pubblicato oggi  da oltre 300 blog con l’iniziativa “Unlamponelcuore” nell’ambito del progetto “Lamponi di pace” della Cooperativa Agricola Insieme, nata nel giugno del 2003 per favorire il ritorno a casa delle donne di Bratunac dopo circa dieci anni di permanenza nei campi profughi.


    Bosnia Erzegovina - Bratunac: COOPERATIVA INSIEME "Donne da Nobel per la pace"
    Bosnia Erzegovina – Bratunac: COOPERATIVA INSIEME
    “Donne da Nobel per la pace”



    Io, non ho scritto ricette: non ho avuto né tempo ne voglia. Ho preferito lasciar parlare  quegli sguardi, che meglio di qualunque parola riescono a raccontare del dolore  universale che da sempre le donne sono chiamate a provare in tutte le zone di guerra. E che per mia fortuna non posso neanche immaginare.

    Non vedono, non sentono forse
    non sanno forse che noi,
    quelli rimasti, siamo più morti di tutti
    i nostri morti, e che qui oggi, con la loro voce,
    la voce dei nostri morti, dalle loro gole,
    gridiamo e con il loro grido – noi parliamo?

    Donne che ora, sono tornate a vivere  grazie alla coltivazione di lamponi, un frutto scelto perché:

    –  sono la coltura tradizionale dell’area;
    –  la loro raccolta non richiede grande forza fisica e può essere praticata anche da donne sole;
    – perché con pochi investimenti una famiglia può diventare economicamente autonoma;
    – perché nel mercato mondiale c’è richiesta di lamponi;
    perché i lamponi trasformano la parola “ritorno” nella parola “restare”, dato che ogni pianta di lampone dà  frutti per almeno dodici anni, costituendo un  incentivo a  non andare via.

    *I prodotti della Cooperativa Agricola Insieme: – sono distribuiti da Coop-Adriatica e NordEst quindi si trovano più facilmente nel Veneto, Friuli Venezia Giulia, parte dell’Emilia e della Lombardia al confine.Sono distribuiti anche da Altromercato e dal commercio equosolidale e dal loro sito (altromercato.it) è possibile, tramite anche una richiesta via email, ottenere i punti vendita..

  • Io, noi, il Parmigiano Reggiano e Alma: il racconto di un’emozione

    Io, noi, il Parmigiano Reggiano e Alma: il racconto di un’emozione

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    Tanto per cambiare, anche questo post NON è una ricetta. E’ il racconto di un’esperienza splendida, che mi è capitato di vivere il 22 febbraio scorso in compagnia di altre blogger: siamo state invitate dal Consorzio Parmigiano Reggiano alla scuola ALMA, la Scuola Internazionale di Cucina Italiana, per la presentazione della terza parte della Parmigiano Reggiano Academy.

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    Un’ esperienza assolutamente incredibile, iniziata al nostro arrivo con la presentazione del terzo ed ultimo step della Parmigiano Reggiano Academy, percorso virtuale ideato dal consorzio del Parmigiano Reggiano per far conoscere a fondo le sue particolarità. Una presentazione che, se volete, potete gustarvi anche voi guardando questo video.
    Subito dopo questa, noi siamo passati alla pratica. In due fasi. La prima, dedicata all’analisi sensoriale del parmigiano reggiano nelle sue diverse sfumature:  con l’aiuto di Igino Morini del Consorzio del Parmigiano Reggiano, abbiamo assaggiato e analizzato il 12 mesi, oltre 22 mesi e oltre 30 mesi.

    Parentesi: se vi interessa questo aspetto, che non trascrivo per brevità e perché un conto è assaggiare l’altro è leggere, potete guardare questo video. Magari, procurandovi prima tre diversi assaggi di parmigiano a stagionatura diversa.



    Oppure, se preferite la lettura, qui trovate la guida ufficiale all’analisi sensoriale. Estremamente interessante, secondo me.               

    Finita questa parte, la sorpresa. Siamo state chiamate alla vestizione – e non potete immaginare la gioia di tutte nello scoprire che la giacca che stavamo per indossare sarebbe stata nostra per sempre! – e accompagnate in cucina per preparare un pranzo – che poi abbiamo consumato tutti insieme – sotto la guida degli chef dell’Alma.

    Un’ emozione incredibile, muoversi in quella cucina. Assolutamente irraccontabile. Per cui, accontentatevi delle foto. Aggiungo solo che a me è toccato questo piatto: che lo chef mi ha assegnato dopo avere detto che io *avevo la faccia da bigné”.


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    Non sono riuscita a portarlo a termine, nonostante i cazziatoni dello chef, perché nel preparare la brunoise di tartufo mi sono tagliata un dito, che ha sanguinato per un po’. Per cui, dato che a noi i bigné al sangue non piacciono, ho accolto con gioia l’aiuto di Ada e Stefania (che mi hanno aiutato una a preparare la vellutata e l’altra a riempire i bigné). 

    Comunque, non mi pare siano venuti male  nonostante le ferite sul campo… che ne dite? 🙂


    Il tutto, come se non bastasse, chiuso da un’ennesima esperienza unica persino per me che pure vivo in zona di produzione: il taglio di una forma sotto i nostri occhi.

    Comprensiva di assaggio, ovviamente. 

  • Ciao Frank

    Ciao Frank

    La vita non ci ha lasciato il tempo di mantenere due promesse scambiate a Metaponto. La mia, di venirti a trovare presto. La tua, di concedermi di fotografarti.

    Che la terra ti sia lieve. La cucina italiana e il sud in particolare, da oggi sono infinitamente più poveri.

    Foto di Luciano Furia