Categoria: Esperienze

  • Il Carato a Catania, la storia di un ritorno alle origini

    Il Carato a Catania, la storia di un ritorno alle origini

    Ed io, sia pur con gran dispiacere e nonostante l’affetto che da tempo mi lega a Carlo Sichel, protagonista di questo ritorno, non mi sento di accogliere il suo invito “signori giornalisti enogastronomi e blogger del food, non vogliatecene: ignorateci.  Non siamo merce che può interessarvi”.
    Prima di tutto perché Il Carato nasce da lontano: era il 1992 quando Carlo decise di rientrare nella sua città dopo un periodo di vita milanese – e di frequentazioni del calibro di Veronelli e Petrini – e di colmare la completa assenza di offerta enograstronomica di qualità con l’apertura della sua Enoteca con cucina. Non fu evento da poco: chi conosce la sua storia sa che Il Carato divenne in fretta un punto di riferimento del buon mangiare e del buon bere per tutta la Sicilia e forse anche oltre: questo, però, oltre al successo significò forse anche l’inizio della fine. Arrivarono infatti i giornalisti, arrivarono le guide e con loro classifiche. E fu la fine del divertimento: per usare le parole di Carlo “ Il mio giochino era diventata una trappola. Non riuscivo più ad avere un momento mio, con la mia famiglia, gli amici. Tutta la vita era lavoro. E ci misi un punto. Era l’agosto del 2005. “
    A quella decisione è seguito un periodo in cui Carlo ha avuto modo di girare parecchio sia come chef che come semplice appassionato, avvicinandosi all’alta ristorazione in Italia e anche all’estero, che lo ha portato non solo al desiderio di avere di nuovo un suo luogo a Catania d ma anche e soprattutto un luogo dove offrire semplicità ed essenzialità, una cucina cioè dove non è importante la bellezza del piatto o la esasperazione tecnica, ma la capacità di colpire il cuore, di andare dritto alla propria memoria, di far tornare alle narici, alla bocca, allo stomaco, quelle calde sensazioni che fanno parte del patrimonio gustativo della gente di Sicilia. 
    Insomma, per usare ancora le sue parole un ritorno che nasce “come esigenza di affermare il primato della qualità delle materie prime utilizzate, senza sotterfugi, senza trucco e senza inganno, con particolare riguardo ai prodotti della nostra terra ma al contempo ammiccando a prodotti d’eccellenza nazionali. I piatti del menu saranno realizzati utilizzando prodotti il più possibile incontaminati dall’industria agroalimentare (verdure, farine, uova, carni,  pesci, etc., saranno rigorosamente siciliani e per la maggior parte biologici). Vogliamo rappresentare uno sbocco, se pur piccolo, a tutte le attività autenticamente contadine e artigiane che fortunatamente resistono ancora nella nostra regione. Al contempo sarà  presente una ricca lista di formaggi a latte crudo e salumi artigianali selezionati dal sottoscritto in tutto il territorio nazionale.
    Infine, e in un periodo di crisi come questo non è meno importante, voglio dimostrare che si può mangiare bene senza pagare eccessivamente.
    Viste queste premesse, quindi, mi dispiace, ma proprio non posso accogliere il suo invito al silenzio. E non solo ho voglia di augurargli un caloroso in bocca al lupo ma soprattutto ho voglia di sperare di potere andare presto a sedermi accanto a lui per godere della atmosfera di convivialità che, sono sicura, sarà in grado di offrire e dei sapori più veri e autentici della sua terra.


    Il Carato
    via Marchese di Casalotto n. 103 – Catania
    cell. 330292404
    Aperti dal Martedi al Sabato, dalle 18.30 alle 24.00
  • Una storia campana, fatta di trasparenza: il Pastificio dei Campi

    Una storia campana, fatta di trasparenza: il Pastificio dei Campi


    Da un numero stampato su un pacco di pasta, al campo dove il grano è stato coltivato. Una storia campana, terra che non è solo fatta di fuochi, come troppo spesso vogliono farci credere, ma anche di eccellenza e trasparenza…

    I prodotti campani: da sempre, eccellenza in tavola. Ultimamente, però, le notizie che arrivano da questa terra – associate ad un’informazione fatta spesso più di sensazionalismo che di notizie autentiche – hanno purtroppo creato non poche preoccupazioni nei consumatori che  hanno pesantemente penalizzato il consumo di diversi prodotti. Come la mozzarella di bufala per esempio, il cui consumo è calato fortemente nonostante l’impegno del Consorzio Mozzarella di Bufala Campana DOP teso a dimostrare l’assenza di pericolo per la salute nel caso si consumi mozzarella di bufala dop, assolutamente controllata.

    Esistono però delle storie in Campania che vanno – per nostra fortuna, e per la fortuna della nostra terra – “in direzione ostinata e contraria”. Una di questa, è quella del Pastificio dei Campi (di cui ho già raccontato nel momento dell’acquisto – e del salvataggio – dello storico pastificio Antonio Amato di Salerno in un momento in cui, soprattutto al sud, le aziende tendono a delocalizzare piuttosto che a salvare posti di lavoro locali).

    In un momento tanto duro e particolare per i prodotti campani, caratterizzato purtroppo da un’assenza delle istituzioni che hanno scelto, evidentemente, di abbandonare i produttori ai loro destini, la scelta di questa azienda è andata in una direzione che spero venga presa ad esempio da molti: la trasparenza totale. Come spiega su Repubblica  lo stesso Giuseppe Di Martino,  “Abbiamo costruito un sistema di tracciabilità totale di filiera a costo zero, realizzato tramite Google Maps    attraverso il quale, come produttori, riusciamo a controllare ogni aspetto della lavorazione. Non solo. Quelle informazioni, comprese le foto del campo in cui quel grano è stato coltivato così come decine di altre notizie, sono infatti a disposizione del consumatore che vi accede dal nostro sito inserendo gli estremi del pacchetto che ha in mano

    Come dire che in pentola non ci finisce solo quel mezzo chilo di eccellenza italiana ma l’intero retroterra culturale che c’è dietro. Dal campo alla tavola ma fuori dai soliti slogan. La trasparenza, insomma, al primo posto.

    Insomma, anche della pasta Di Martino, possiamo mangiarne tranquilli a volontà. Usando internet se, oltre al gusto, vogliamo arrivare a conoscere anche la storia di ogni singolo chicco di grano che stiamo assaporando.

  • La cultura *salva*

    La cultura *salva*

    Sì, la cultura *salva*: soprattutto in un paese come il nostro in cui chi ci governa si  permesso di dire che *con la cultura non si mangia*. 
    Perché per usare le sue parole, “la cultura è un bene primario come l’acqua; i teatri, le biblioteche e i cinema sono come tanti acquedotti.”
    Certo, aveva ottanta anni ed era malato. Insomma, è l’ordine naturale delle cose. Ma ogni volta che accade, si resta quasi increduli ed indifesi. Altra perdita dolorosa, altra bellezza perduta per sempre. Che mi piace fermarmi un attimo a ricordare. Con le sue parole, i suoi gesti, le sue espressioni. Una puntata di Che tempo che fa, che se vi siete persi vi consiglio di riguardare. Per capire quale grande perdita ci sia toccata oggi.
  • Sapete cosa sono le strade della Mozzarella?

    Sapete cosa sono le strade della Mozzarella?

    Beh, se non lo sapete, non avete idea di cosa vi state perdendo.


    Immaginate, per esempio, Pino Cuttaia che vi racconta di una sua specialissima nuvola di caprese. Oppure Heinz Beck e il suo sottobosco. O, ancora, Antonino Cannavacciuolo che prepara sotto i vostri occhi la sua ostrica avvolta di bufala o il suo tonno vitellato. Fatto? Bene. Ora immaginate anche  di non essere seduti in una platea normale ma ad un elegante tavolo dove, alla fine dello showcooking, vi verrà servito quello che avete visto preparare sotto i vostri occhi. E non è finita: immaginate ancora tutto questo per una decina di volte in un  giorno, e poi immaginatelo moltiplicatelo ancora per tutta la durata dell’evento. Tre giorni da sogno, in cui ogni appassionato di cucina può, attraverso l’incontro con i più grandi chef del momento, vivere momenti di scoperta su un mondo cui mai avrebbe neanche osato immaginare di accostarsi tanto da vicino.

    Questo, quello che è successo a me l’anno scorso: un momento unico, che ho avuto il privilegio di vivere e che credo mi abbia aiutato a crescere in questa mia passione in  modo  incredibile. Sicuramente, da allora penso alla cucina in modo diverso, divertendomi per esempio ad osare con il pensiero in un modo in cui mai avrei saputo fare prima. Qualcuno, magari, se ne ricorda: arrivai alla finale del concorso – che appunto prevedeva l’invito a Paestum per i dodici finalisti – grazie a questo piatto: paccheri ripieni di una brandade di baccalà alla mozzarella di bufala campana Dop.
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    E quest’anno – stento ancora  a crederci: con un ruolo *ufficiale* nell’organizzazione, di cui vi dirò in seguito – ci sarò di nuovo . Per tutti e tre i giorni, di cui voglio raccontarvi attraverso il programma pubblicato proprio in questi giorni sul sito ufficiale dell’evento dove saranno pubblicate anche le informazioni sulle modalità di iscrizione e accredito (un sito da tenere d’occhio costantemente, insomma, da qui a maggio).

    LUNEDÌ 12 MAGGIO 2014
    Congresso – Sala Goethe dalle 11.00 alle 19.30
    11.00 Davide Scabin, Combal.Zero, Rivoli. Modera Fiammetta Fadda
    11.50 Antonino Cannavacciuolo, Villa Crespi, Orta San Giulio. Modera Enzo Vizzari
    12.40 Enrico Crippa, Piazza Duomo, Alba. Modera Fiammetta Fadda
    13.30 Giancarlo Perbellini, Perbellini, Isola Rizza, Modera Paolo Marchi
    14.20 Valeria Piccini, Da Caino, Montemerano.  Modera Luigi Cremona
    15.10/16.00 pausa
    16.00 Mauro Uliassi, Uliassi, Senigallia.
    16.50 Enrico Bartolini, Devero, Cavenago di Brianza. Modera Enzo Vizzari
    17.40 Emanuele Scarello, Agli Amici, Udine. Modera Fausto Arrighi
    18.30 Anthony Genovese, Il Pagliaccio, Roma. Modera Guido Barendson

    Taste Club (wine &food) dalle 11.00  alle 19.00
    Atelier Pasta Mozzarella e Pummarola, in collaborazione con Emergente 
    12.00 Alba Esteve, Marzapane, Roma
    16.00 Marco Martini, Stazione di Posta, Roma
    18.00 Vincenzo Candiano, Locanda Don Serafino, Ragusa Ibla

    Atelier Made in Italy
    13.00 Peppe Stanzione, Le Trabe, Paestum
    15.00 Il mondo dei formaggi con Alberto Marcomini
    17.00 Corrado Assenza, Caffè Sicilia, Noto

    Atelier Pizza
    Due maestri pizzaioli proporranno in degustazione le creazioni frutto di lunga ricerca e selezione degli ingredienti


    MARTEDÌ 13 MAGGIO 2014
    Congresso – Sala Goethe dalle 11.00  alle 20.30
    11.00 Andrea Aprea, Vun, Milano. Modera Clara Barra
    11.50 Pino Cuttaia, La Madia, Licata. Modera Paolo Marchi
    12.40 Cristian e Manuel Costardi, Hotel Cinzia, Vercelli. Modera Enzo Vizzari
    13.30 Nino Di Costanzo, Il Mosaico, Casamicciola Terme. Modera Luigi Cremona
    14.20 Alessandro Negrini, Il Luogo di Aimo e Nadia, Milano. Modera Paolo Marchi
    15.10/16.00 pausa
    16.00 Moreno Cedroni, Madonnina del Pescatore, Senigallia. Modera Fiammetta Fadda
    16.50 Niko Romito, Reale Casadonna, Castel di Sangro. Modera Fausto Arrighi
    17.40 Nicola e Luigi Portinari, La Peca, Lonigo. Modera Davide Paolini
    18.30 Michele Deleo, Rossellinis, Ravello. Modera Enzo Vizzari
    19.20 Ilario Vinciguerra, Ilario Vinciguerra Restaurant, Gallarate. Modera Fiammetta Fadda
    Taste Club (wine &food) dalle 11.00  alle 19.00
    Atelier Pasta Mozzarella e Pummarola, in collaborazione con Emergente
    12.00 Diego Rigotti, Maso Franch, Giovo
    16.00 Felice Sgarra, Umami, Andria
    Atelier Made in Italy
    13.00 Angelo Sabatelli, Angelo Sabatelli ristorante, Monopoli
    17.00 Simone Bonini, Carapina, Firenze
    Atelier Pizza
    Due maestri pizzaioli proporranno in degustazione le creazioni frutto di lunga ricerca e selezione degli ingredienti

    MERCOLEDÌ 14 MAGGIO 2014
    Congresso – Sala Goethe dalle 11.00 alle 19.00
    11.00 La prima colazione nell’ospitalità italiana. Modera Teresa Cremona
    12.00 La Pizza, aspetti tecnici sull’impiego della Mozzarella di Bufala. Quattro Maestri Pizzaioli presenteranno le loro considerazioni sull’uso della bufala rispetto agli impasti, alle lievitazioni ed alle cotture.  Modera Luciano Pignataro
    La bistronomia d’autore e la mozzarella di bufala campana
    14.00 Simone Tondo, Roseval. Modera Andrea Petrini
    La cucina d’autore Internazionale la mozzarella di bufala campana
    15.00 Quique Dacosta, Quique Dacosta Restaurante, Denia-Alicante. Modera Enzo Vizzari
    16.00 Josean Martinez Alija, Guggenheim, Bilbao.
    17.00 Jean-Francois Piege, Thoumieux, Parigi. Modera Enzo Vizzari
    18.00 da definire 
    Verso San Sebastian Gastronomica
    19.00 Gennaro Esposito, Torre del Saracino, Vico Equense. Moderano Luciana Bianchi ed Eleonora Cozzella
    Taste Club (wine &food) dalle 11.00  alle 19.00
    Atelier Pasta Mozzarella e Pummarola, in collaborazione con Emergente  
    12.00 Luca Abbruzzino, Antonio Abbruzziono, Catanzaro
    16.00 Giuseppe Iannotti, Kresios, Telese Terme
    Guest: Alfonso Caputo, Taverna del Capitano, Massa Lubrense
    Atelier Made in Italy
    13.00 Luciano Monosilio, Pipero al Rex, Roma
    15.00 La mozzarella di bufala campana nei suoi territori d’origine a cura dell’ONAF
    17.00 Enzo Crivella, Crivella Gelati & Dessert, Sapri
    Atelier Pizza
    Due maestri pizzaioli proporranno in degustazione le creazioni frutto di lunga ricerca e selezione degli ingredienti

    Allora, che ne dite? Ci sarete? Io sì, ve l’ho già detto. A fare cosa, ve lo racconterò nei prossimi giorni.
    Voi, magari, intanto iscrivetevi alla pagina fbook: così, siete sicuri di non perdervi nulla di quello che sta per accadere a Paestum.

    Lungo le strade della mozzarella, appunto.

  • La mozzarella di bufala campana? Mangiatene tranquilli, a volontà. Purché sia DOP

    La mozzarella di bufala campana? Mangiatene tranquilli, a volontà. Purché sia DOP

     

     
     
    Dovrebbe farlo il governo (centrale o regionale. o – meglio – ambidue): in un paese serio dovrebbe andare così. Dovrebbe farlo, per difendere la salute dei consumatori innanzitutto, ma anche una delle eccellenze che tutto il mondo ci invidia. Invece, sul problema dell’inquinamento del territorio campano continua il silenzio, mancano controlli e monitoraggi e si lascia spazio ad informazioni di tipo terroristico.
     
    Dovrebbe farlo il Governo, ma non lo fa. E allora il controllo sulla mozzarella di bufala campana lo ha fatto il consorzio, in collaborazione con le principali associazioni a difesa dei diritti dei consumatori.
    Il risultato? la mozzarella di bufala campana è sicura: aldilà di ogni ragionevole dubbio.

    Questo, il comunicato stampa del Consorzio per la Tutela del Formaggio Mozzarella di Bufala Campana. Per cui, mangiate pure tutta la mozzarella che volete. Purché sia DOP, ovviamente.

    LE APPROFONDITE ANALISI ESEGUITE DA UN PRESTIGIOSO LABORATORIO TEDESCO CONFERMANO QUANTO GIA’ EMERSO DA MIGLIAIA DI CONTROLLI EFFETTUATI IN ITALIA: IL PRODOTTO DOP E’ ASSOLUTAMENTE SICURO

    E’stata ribattezzata “Operazione Trasparenza” ed è stata a tutti gli effetti un’operazione senza ombre che ha visto una positiva collaborazione tra il Consorzio di Tutela Mozzarella di Bufala Campana Dop e 4 delle più importanti associazione a difesa dei diritti dei consumatori: Federconsumatori, Unione Nazionale dei Consumatori, CODICI e Adusbef.
    Alla base un protocollo di intesa semplice e lineare: le associazioni avrebbero proceduto ad acquistare random i prodotti del Consorzio, quindi marchiati Dop, per poi inviarli in uno dei più accreditati laboratori di analisi in Europa, il TUV SUD GMBH di Siegen, in Germania. Questo per sottoporre le mozzarelle di bufala campana Dop a una serie di sofisticati test, allo scopo di verificarne la salubrità e, soprattutto, la completa assenza di sostanze inquinanti.
    I recenti fatti relativi all’ormai famigerata Terra dei Fuochi hanno infatti, come è noto, creato una sorta di psicosi collettiva nei confronti dei prodotti campani, provocando un calo nelle vendite talmente rilevante da portare sull’orlo del collasso l’intero sistema agricolo della regione.
    Tre settimane di intenso lavoro e, finalmente, il tanto atteso responso.
    “Che è perfettamente in linea con le nostre aspettative – annuncia Domenico Raimondo, Presidente del Consorzio – e con le migliaia di analisi alle quali sono sottoposte le nostre mozzarelle ogni anno da circa una decina di enti e autorità italiane. Il TUV ha confermato infatti che il nostro prodotto è sano e sicuro aldilà di ogni ragionevole dubbio”.
    E un importante endorsement in tal senso è quello fornito dalle 4 associazioni a difesa dei diritti dei consumatori che hanno proceduto, in maniera perfettamente autonoma, all’acquisto e all’invio del prodotto presso il laboratorio tedesco e che hanno avuto modo di verificare, per prime, gli esiti delle analisi. Un lavoro capillare, condotto con serietà e competenza, nell’ottica della mission  delle associazioni stesse.
    “Ora chiediamo agli amici della stampa di dare il giusto rilievo alla notizia – ha concluso Antonio Lucisano, Direttore del Consorzio – in quanto fondamentale per ripristinare un rapporto di fiducia con i consumatori che, travolti da una serie di informazioni spesso confuse e votate al sensazionalismo, hanno ridotto l’acquisto del nostro prodotto, con devastanti conseguenze per l’intero comparto. Il problema della Terra dei Fuochi rimane dolorosamente attuale ma non dobbiamo fare di tutta l’erba un fascio e occorre sottolineare come la stragrande maggioranza del comparto agroalimentare campano sia sana e, storicamente, votata a una grandissima qualità”.
  • La staffetta natalizia di “Compagni di Blogger”: dolci dal mondo

    La staffetta natalizia di “Compagni di Blogger”: dolci dal mondo

    Tra qualche giorno è Natale. Quest’anno abbiamo voluto ricordare questa festività in maniera un po’ diversa, allontanandoci da casa nostra, per offrire un quadro – sebbene tutt’altro che esaustivo – di alcuni tra i dolci tradizionali natalizi più popolari nel resto del mondo.Ovviamente abbiamo guardato a nazioni di tradizione cristiana – anche se non necessariamente cattolica – per tracciare un ideale fil rouge che potesse unire paesi culturalmente anche molto diversi tra loro.Ci piaceva l’idea di mostrare un altro volto del Natale, forse anche solo per dimostrare come il desiderio di festa, intimità e unione sia universale e radicato anche in chi – come molti di noi – dà a questa festività un diverso ma personalissimo e altrettanto profondo significato. Noi “compagne” di blogger vogliamo augurarvi un dolcissimo Natale, come, dove e con chi decidiate di festeggiarlo.
    La prossima settimana, dal 9 al 13 dicembre vi proporremo una staffetta dedicata ai dolci di Natale nel mondo, ognuno abbinato ad un vino da  Luciano Pignataro. Vi aspettiamo.
    Eccovi il calendario.
    9 Dicembre Francia:Il pan d’épices di Pasqualina 
     
    10 Dicembre
    Romania: il “Cozonac” di Maria


    Spagna:  il “Roscón de Reyes” diTeresa
    11 Dicembre
     Regno Unito: il “Fruit cake” di Sara
     
    U.S.A: Il “Persimmon steamed pudding con salsa eggnog” di  Daniela 

    12 Dicembre 

    Austria/Germania/Franciail “Kouglof con salsa all’arancia” di Antonia 
    Scandinavia: il “Julekage” di  Assunta 
      
    13 Dicembre
    Cuba:il “Turrón de coco” di  Maria Grazia

    Russia: “Pryaniki” e “Kozuli” di Rossana