Categoria: Esperienze

  • Volete andare a raccogliere i limoni ad Amalfi insieme a Gigino Aceto? Ecco il contest che fa per voi…

    Volete andare a raccogliere i limoni ad Amalfi insieme a Gigino Aceto? Ecco il contest che fa per voi…

    gigino Collage

     

    Che io abbia una passione per i piccoli produttori, è cosa nota. E che quando mi capita di scoprirne qualcuno mi viene voglia di partire per andarlo a trovare, pure.

    Così è successo quando – assolutamente per caso – ho visto la puntata dei dieci comandamenti dedicata a zi’ Peppe e al *suo* Sarno. E così è successo quando ho scoperto un video su Gigino sul New York Times. Ho deciso, immediatamente. dovevo andare a conoscerlo. E siccome le cose non succedono mai per caso, ho scoperto che di Gigino conoscevo Salvatore, suo figlio, e non solo virtualmente. Per cui, è stato facile organizzare e a Pasqua son partita.
    Ho raccontato qui del limoneto dove ho avuto la fortuna di essere ospitata, e delle  passeggiate che ho fatto con Gigino sotto i limoni. Quello che non ho ancora fatto, però, è raccontare della cucina a base di limone che mi hanno fatto assaggiare. Scialatielli amalfitani a parte: una pasta  tipica della costiera che, appunto, profuma di limone. Nei prossimi giorni, vi racconterò qualche altra ricetta: quello che vorrei chiedervi ora però è un’altra cosa: ci chiedevamo con Salvatore quanto il limone sia diffuso all’interno della cucina italiana.  E allora ci è venuta un’idea: perché non ci raccontate voi una  vostra ricetta – tradizionale, magari, o anche inventata da voi –  in cui il sapore o il profumo di limone hanno un ruolo da protagonista?
    Ci piacerebbe fare un giro virtuale nella cucina italiana guidati dal suo profumo e per questo abbiamo pensato a questo contest: voi raccontateci la vostra ricetta preferita al profumo di limone e pubblicatela sul vostro blog. Segnalate la vostra partecipazione al contest utilizzando questo banner,e facendolo puntare a questo post.

     

    lemon_banner

     

    Queste, le regole

    1) segnalate la vostra partecipazione attraverso un commento a questo post contenente il link della vostra ricetta;

    2) prelevate il banner  del concorso ed inseritelo nella barra laterale del vostro blog e – al momento della pubblicazione – nel post che conterrà la vostra ricetta (con link a questo post:). Se, come ci auguriamo, parteciperete con più di una ricetta, il banner andrà messo in ogni post e sarà accompagnato da questa scritta:

      con questa ricetta partecipo al concorso organizzato da amalfilemonexperience.it/ e da Scatti Golosi

    condividete il vostro post nella vostra bacheca di di facebook e nelle pagine fans dei vostri blog, annunciando annunciando la vostra partecipazione tramite i vostri canali social  e diventando (se vi va)  fan della pagina facebook di Lemon Tour – La valle dei Mulini Amalfi e di Scatti Golosi e Gennarino.org

     

    Amalfi

    Poi, fate un commento qui sotto, indicando il link alla ricetta con la quale intendete partecipare. Avete tempo per tutto il mese di giugno  e metà del mese di luglio per la pubblicazione delle vostre ricette: la scadenza del concorso è infatti fissata per il 15 luglio  15 settembre.

    La giuria, formata da Salvatore Aceto Ramona Avitabile e  Antonio Cioffi  sceglierà le tre ricette che meglio risponderanno a questi criteri:
     
    Potenzialità della ricetta a valorizzare il prodotto
    Qualità delle foto

    Chiarezza nella descrizione delle modalità di preparazione

    ATTENZIONE: A SEGUITO DI NUMEROSE RICHIESTE, IL CONCORSO E’ STATO APERTO ANCHE AI NON BLOGGER, CHE POTRANNO INSERIRE LA RICETTA NEL FORUMsegnalando sempre qui l’avvenuta pubblicazione. Inoltre, per dare a tutti lo stesso tempo, la data di scadenza è spostata al 15 agosto.

     

    Questi i premi:

    • 1 Classificatotre giorni per 2 persone ospiti nella casetta situata nel  limoneto di famiglia, con vista sul mare  (periodo marzo-aprile ottobre-novembre ) compreso parcheggio auto a valle gratuito.  Attenzione:  il limoneto è incredibilmente panoramico, ma anche scarsamente accessibile. Per arrivare alla casa infatti ci sono 200 gradini da salire. Per cui, puntate alla vittoria solo se avete fiato!
    • 2 classificato: una cassa di 6 bottiglie di Limoncello da Cl. 50
    • 3 Classificato – una Cassetta di Limoni IGP Costa d’Amalfi Kg. 15 I vincitori riceveranno anche una copia del libro:  I contadini volanti. Un anno nei limoneti della Costiera Amalfitana  per capire un po’ di più di questo mondo che –  anche attraverso questo contest – vogliamo raccontare.
    • download

    Il secondo e il terzo classificato, inoltre, saranno graditi ospiti di un lemon tour, non appena si troveranno a passare da Amalfi, per scoprire un po’ del mondo di questo agrume meraviglioso e della sua tradizione.

    E allora, cosa state aspettando? Iniziate a preparare le vostre ricette a base di limone: vi aspettiamo!

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  • Lsdm al Museo Archeologico di Paestum: un tuffo verso il futuro

    Lsdm al Museo Archeologico di Paestum: un tuffo verso il futuro

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    Sono una persona fortunata, l’ho già scritto. E non solo perché ho iniziato a lavorare prestissimo in anni in cui la disoccupazione giovanile era un problema sociale enorme- esattamente come ora – ma per il tipo di lavoro che faccio. Ogni mattina, da 36 anni mi alzo per compiere un piccolo viaggio nell’arte; già perché io ho la fortuna di lavorare nei Beni Culturali, e il fatto di poter vivere l’arte quotidianamente attraverso il lavoro è una fortuna enorme,  più grande di quella che mi sarei mai aspettata.

    Per questo, quando ho saputo che lsdm 2016 sarebbe stata aperta da una cena nel Museo Archeologico di Paestum sono stata molto felice. Quei luoghi, infatti, fanno parte dei miei ricordi di bambina: ho corso intorno ai templi la mia prima gara di corsa campestre. Indelebile, poi, il ricordo di quando dentro i templi si poteva entrare, anche per giocarci a nascondino. O ad abbracciare le colonne, talmente grandi alla base che per riuscirci bisognava essere in tre.

     paestum

    Insomma, Paestum è anche un po’ la mia di  storia e proprio per  questo sono stata felicissima. Perché io sono meridionale e – in quanto tale – spesso incazzata verso il modo tutto suo che il Sud ha a volte di buttarsi via. Nonostante sia uno dei luoghi più belli del mondo, e di questa bellezza potrebbe – dovrebbe – farne ricchezza.
    Certo, ci sono problemi di risorse – e in questi ultimi anni il problema è divenuto addirittura drammatico grazie alla crisi – ma, soprattutto, ci sono problemi di mentalità. Abbiamo un patrimonio artistico unico al mondo eppure – troppo spesso – ci limitiamo a conservarlo, limitandone la fruizione da parte degli appassionati che continuano – nonostante tutto – ad arrivare da tutto il mondo.

     

     

    Ecco, in quella serata ho avuto la netta sensazione – la speranza, quasi – che qualcosa possa cambiare. Ci siamo trovati davanti ad un direttore molto giovane e straniero che con la massima semplicità ha raccontato di come ha accolto la proposta degli organizzatori di Lsdm di tenere all’interno del museo l’evento inaugurale della manifestazione.  Non sono riuscita a fare a meno di pensare, guardando Albert Sapere accanto al direttore Gabriel Zuchtriegel, che in fin dei conti erano due facce di una stessa medaglia. fatte entrambe di un territorio che – con testardaggine che a volte finisce per assomigliare all’utopia – vuole crescere (se non addirittura rinascere). 

    Peccato solo non ci fosse il Tuffatore, quella sera al Museo Archeologico di Paestum (purtroppo, era in prestito internazionale e non abbiamo potuto goderne la bellezza). Perché, in quella manifestazione, quel dipinto alle spalle dei due suoi artefici sarebbe stato perfetto. Perché avrebbe inconsapevolmente raccontato ciò di cui il sud più di tutto ha bisogno. Nonostante i dubbi, nonostante le preoccupazioni, nonostante le resistenze: di un tuffo verso il suo futuro

     

    Caseificio Barlotti, Paestum

     

     

  • Gigino Aceto, e il suo sogno di trasformare Amalfi in un giardino di limoni

    Gigino Aceto, e il suo sogno di trasformare Amalfi in un giardino di limoni

    Non deve essere una persona normale, Gigino Aceto. Almeno, non nel senso letterale del termine.

    giggino-9

    A 85 anni, per esempio, è ancora capace di girare con una sporta in spalla piena di limoni, facendomi vergognare del fiatone che non riesco a tenere a bada nel camminargli alle spalle.

    Poi, guida ancora la macchina, ma a modo suo: senza alcun bisogno di colori – rossi o verdi che siano – che gli dicano cosa fare. Pazienza, se poi ad andare in giro con lui ti vengono i capelli dritti e bianchi: Amalfi è piccola, per fortuna, e la gente per la strada si sposta – chissà poi perché? – nel vederlo arrivare o nel sentirlo strombazzare.

    Soprattutto però Gigino Aceto più che un contadino è qualcosa che assomiglia ad un sognatore.  Non so se conoscete Amalfi, se avete idea della conformazione del suo territorio. Se ci siete stati, almeno una volta in vita vostra, cercate di ricordare dove è il cimitero monumentale. In alto, molto in alto.

    Amalfi

    Bene, ora immaginate di fissare quelle colonne  (in alto a sx, nella foto) e  di spostare leggermente il vostro sguardo verso il basso. Ecco: quello è il mondo di Gigino Aceto, un limoneto incredibilmente panoramico, con vista su mare e sul  campanile romanico del duomo. Si vede anche Conca dei Marini, il maestoso Hotel Santa Rosa, e lo splendido paesaggio della costiera in direzione di Positano.

    Qui, il video di migliore qualità.

    «Sono nato, cresciuto e vivo sotto i limoni. Sicuramente, sono stato concepito sotto una pianta di limone: ero l’ottavo di tredici figli e vivevamo tutti in un’unica stanza. E i miei genitori, per questo, erano costretti ad andare a fare l’amore sotto i limoni. Propabilmente, nelle mie vene non scorre sangue ma succo di limoni».

    gigino Collage

    «Chi mi conosce mi dice che sono strano, che sembro un  poeta perché gli altri pensano a fare soldi, mentre io penso a portare avanti un prodotto e a custodire questo angolo di terra, perché la nostra è una missione» 

    limoni Collage

    Gigino Aceto ha quasi ottantacinque anni , è stato  nominato Cavaliere della Repubblica e continua ogni anno a  raccogliere quintali di limoni. E ad accarezzare con lo sguardo le sue piante mentre racconta con orgoglio dei limoni innestati su aranci amari, oppure mentre  mi mostra alberi secolari che lui con le sue cure ha salvato più di una volta da morte certa.

     

    Ma soprattutto, Gigino Aceto continua a riempire le terre di Amalfi dei suoi alberi di limoni. Una attività, la sua, che un po’ assomiglia ad una forma di resistenza, visto il lento ma inesorabile impoverimento della parte coltivata della costa,  che ormai vede  incolte e abbandonate intere colline. Continua imperterrito le sue coltivazioni, nonostante non sappia prevedere quale futuro possano avere gli sfusati, visto che tra un po’ di  anni la gran parte dei contadini volanti saranno morti e nessuno li avrà sostituiti.

    giggino-10

    Insomma, un coltivatore di sogni più che di alberi. Suoi, certo, ma soprattutto nostri.

    LEMON GARDEN S.A.S 
    Marco e Salvatore Aceto
    Salita Chiarito, 5 – Amalfi (SA)
    telefono 089873211
    fax 089872334

     

    Ps. Sempre a proposito di Amalfi, il racconto di Maria.

    Poi, se vi piacciono queste storie,  non perdetevi la storia di Stefania dell‘ultimo raccoglitore di manna, il nettare degli dei.

  • Il mare lo cucino, non lo trivello!

    Il mare lo cucino, non lo trivello!

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    Il 17 aprile 2016, gli italiani sono chiamati a votare a un referendum, richiesto da nove Regioni, per vietare il rinnovo delle concessioni a trivellare entro le 12 miglia dalla nostra costa
    Se ne parla poco in televisione, ma da qualche tempo si sta diffondendo la notizia sui social network, attraverso hashtag, banner, iniziative di vario tipo.
    Questo un video bello ed espilcativo sull’argomento, realizzato dai ragazzi del liceo artistico Sabatini Menna.
     
    Il mare riguarda tutti noi. Riguarda anche chi amamiamo e chi ama la cucina e i prodotti gastronomici italiani.
    Come possiamo rimanere indifferenti di fronte alla distruzione delle nostre risorse?E’ per questo che noi, Elisa, Rosa, Maria, Rosaria, Valentina, Stefania ed io abbiamo deciso di coinvolgere gli appassionati di cucina in un evento dedicato proprio al referendum.Già alcuni Chef hanno espresso il loro “No alle trivelle” attraverso la preparazione di un piatto: la cucina può essere un ottimo mezzo per veicolare un messaggio.
     
    Quindi forza cuochi, amatoriali o professionisti, con o senza blog, unitevi a noi al motto di:  “Il mare lo cucino, non lo trivello!”
     
    Cosa vi chiediamo?
    Se non avete ancora sentito parlare delle trivellazioni e del referendum del 17 aprile, vi invitiamo ad informarvi, a leggere articoli, a riflettere su quanto sia importante l’argomento. 
    Preparate una ricetta che si ispiri alla causa, una ricetta dedicata al nostro mare, entro il 17 aprile.
     
    Se avete un blog, pubblicatela in un post dedicato, magari inserendo il link di altri partecipanti, in modo da ampliare la rete dell’evento, ed inviando ad una di noi il riferimento al vostro post; aggiungete anche il banner al post e se volete nella homepage del blog.
    Se non avete un blog, potete pubblicarla sulla vostra pagina Facebook, linkando l’evento che lanciamo oggi stesso sui social, oppure potete scriverla sul forum gennarino.
     
    Condividete sia l’evento, sia la vostra ricetta, sui social network, con gli hashtag:
     
    #ilmarelocucinononlotrivello 
    #NOtrivSEAfood 
    #notrivelle 
    #notriv 
    #referendum17aprile 
     
    e con il banner dedicato all’evento: lo scopo è quello di sensibilizzare le persone e avvicinarle all’argomento, entro il giorno del referendum, quindi la condivisione è fondamentale!Alcune note sul referendum:
    il quesito è il seguente:“Volete voi che sia abrogato l’art. 6, comma 17, terzo periodo, del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, “Norme in materia ambientale”, come sostituito dal comma 239 dell’art. 1 della legge 28 dicembre 2015, n. 208 “Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (legge di stabilita’ 2016)”, limitatamente alle seguenti parole: “per la durata di vita utile del giacimento, nel rispetto degli standard di sicurezza e di salvaguardia ambientale”?”Sostanzialmente si chiede agli italiani se vogliano abrogare una parte della legge che permette di continuare ad estrarre petrolio e gas, entro le 12 miglia della costa, fino ad esaurimento del giacimento. Se vince il “Sì”, le piattaforme coinvolte dovranno chiudere entro un tot di anni, mentre continueranno ad essere permesse le trivellazioni oltre quel limite (entro le 12 miglia, sono già vietate per legge nuove trivellazioni).
    I nostri mari sono già profondamente danneggiati da queste operazioni e questo referendum chiede di fermarsi prima che sia troppo tardi, almeno nelle zone vicine alla costa.Approfondimenti sull’argomento qui e qui.

  • ARRABBIATISSIMA! Tutti a Modena da “Panino” il 3 aprile, a fare festa parlando di Sala&Cantina

    ARRABBIATISSIMA! Tutti a Modena da “Panino” il 3 aprile, a fare festa parlando di Sala&Cantina

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    Il tre aprile a Modena ci sarà una gara: ARRABBIATISSIMA. In parte, sarà una gara normalissima, di quelle in cui si gioca ridendo e qualcuno finisce per vincere.  Chi? quello che mangerà più arrabbiata e che lo farà nel minor tempo possibile.

    Ma non sarà solo questo, ma anche  un’occasione per cominciare a ragionar seriamente di Sala&Cantina.

    L’idea è di Giuseppe Palmieri, secondo cui più che un congresso che ripeta e reiteri programmi e prodotti che dai primi anni duemila sono presenti nel settore, ènecessario riflettere e capire cosa fare per sollevare ad un livello più alto Sala&Cantina che oggi vengono trattati come argomenti minori.

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    I  3 aprile non sarà quindi semplicemente una festa ma si aprirà ufficialmente un tavolo di lavoro a cui parteciperanno persone autorevoli e importanti del calibro di Massimo Bottura, Enzo Vizzari, Carlo Cracco e altri ancora, perché è ora di dare alla Sala tutte le attenzioni che merita.

    “Non c’è bisogno di un palcoscenico su cui celebrare questo o quello, ma è urgente accendere i riflettori su Camerieri, Sommelier, Direttori di Sala e addetti al Servizio, perchè si restituisca appeal e credibilità ad una figura che deve riavvicinare i più giovani che domani garantiranno il miglior Servizio per la Cucina italiana.

    E’ inaccettabile che oggi la Sala sia trascurata e ignorata, zero polemica, ma abbiamo il dovere e il diritto di fare qualcosa per iniziare un lungo percorso che metta sullo stesso piano Cucina e Sala.

    I protagonisti saranno il pastificio Felicetti di Riccardo Felicetti e il pastificio Dei Campi di Giuseppe Di Martino, l’olio Incuso di PG Bonsignore, i pomodori di Pasquale Torrente e Gaetano Torrente, in giuria Enzo Vizzari e Paolo Vizzari, Carlo Cracco e Massimo Bottura, Albert Sapere.”

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    “È arrivato il momento di affrontare il discorso in maniera concreta per andare in profondità e dare finalmente peso ad un tema che merita la dovuta considerazione. Arrabbiatissima deve essere un appuntamento in cui incontrarsi, parlarne e lavorare per l’organizzazione. Serve il contributo di tutti, appassionati, critici, blogger, chef, sommelier, camerieri e produttori. Chiedo pubblicamente a tutti di partecipare alla costituzione di un gruppo di studio e di lavoro per dare vita a questo ambizioso appuntamento”.

     

    ARRABBIATISSIMA! il 3 aprile  a Modena da Generi Alimentari da Panino in rua freda 21,  in collaborazione con Pasquale e Gaetano Torrente.

  • Il packaging: solo estetica o anche funzionalità?

    Il packaging: solo estetica o anche funzionalità?

    confezionistorichebarillaMagari non ve ne siete resi ancora conto, ma il confezionamento dei prodotti ha assunto nel tempo un’importanza fondamentale in parecchi settori produttivi. Uno di questi? La pasta, per esempio quella prodotta dalla Barilla, la cui scatola in cartone è uno degli esempio più eclatanti di quanto il il packaging – in questo caso, sagomato e di cartone – possa incidere sullo sviluppo di un efficiente sistema di pallettizzazione in grado di ottimizzare il trasporto della merce in tutto il mondo.


    La storia della scatola blu parte dagli anni 30 ed è sicuramente un esempio di quanto una scelta indovinata a livello di packaging possa aiutare una azienda del calibro della Barilla nello sviluppo di una moderna rete commerciale.


    Da allora, nonostante nel tempo si siano poi alternate diverse
    soluzioni di design, la sostanza del packaging è rimasta la stessa: una confezione che oggi, prendendo in prestito il gergo informatico, chiameremmo 2.0. La straordinaria logica funzionale dell’imballaggio ha proprio negli ultimi anni, ritrovato infatti nuova linfa nella necessità di abbassare l‘impatto ambientale dei consumi: la confezione, da questo punto di vista, è perfetta: non solo (grazie alla sua forma rettangolare ) continua a facilitare il trasporto ma si presenta come elemento facile da smaltire in quanto totalmente riciclabile. Una caratteristica, questa, in grado di fare la differenza in tempi in cui l’attenzione all’ambiente è considerato da molti consumatori come elemento irrinunciabile nella scelta finale.

    Ma non è certo l’unico caso. Altro esempio, The Body Shop che  ha deciso di eliminare la plastica da alcune delle confezioni dei suoi prodotti. Ponendosi l’obiettivo di ridurre l’utilizzo di plastica derivata da petrolio del 70%.

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    Oppure ancora, il cambio di packaging del consorzio Mozzarella di bufala campana DOP che punta a dare l’addio al tradizionale contenitore in  polistirolo. La tradizionale confezione in polistirolo – altamente inquinante e di difficile e costoso smaltimento – utilizzata per il trasporto e per la protezione dell’alimento verrà sostituita da un nuovo contenitore, realizzato in  cartone ondulato e ricoperto da un film in Pet.

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    Tutti questi casi non fanno che confermare che dietro questa innovativa concezione del packaging – e soprattutto nella sua capacità di modificarsi per adattarsi al mercato e alle sue esigenze – si possa nascondere una delle chiavi di successo di un’azienda.

    Insomma: oggi come ieri è ormai assodato che la riuscita di qualunque progetto commerciale passa per la pelle che veste.

    Articolo realizzato in collaborazione con Pantapack Solutions.