Categoria: Esperienze

  • Giordano Vini: a Roma, con “I migliori vini italiani”

     

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    Conoscete “I MIGLIORI VINI ITALIANI”? E’ un  evento nazionale enologico tra i più importanti d’Italia che si svolgerà a Roma presso il Salone delle Fontane EUR dall’11 al 14 Febbraio 2016.  Giordano Vini sarà presente a questo evento  dove sarà premiata per il Miglior Vino Rosso dell’anno. Il Primitivo di Manduria infatti occupa un posto di prestigio nell’annuario presentato da Luca Maroni,  esperto analista sensoriale e organizzatore dell’evento.

    Il Primitivo di Manduria della Giordano Vini infattiCon un punteggio di 98/100,  si è aggiudicato il titolo di Miglior Vino Rosso nell’Annuario 2016 un riconoscimento conquistato in base ad un metodo di degustazione scientifico ideato dallo stesso Luca Maroni, basato sull’integrazione tra la piacevolezza del sapore e tre parametri quali consistenza, equilibrio e integrità.

     

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    Il Primitivo di Manduria DOC 2013 di Giordano Vini non solo ha risposto appieno a questi standard ma si è anche meritato l’appellativo di “fuoriclasse assoluto” da parte di Luca Maroni e di altri esperti, che non hanno esitato a definirlo un capolavoro.Buzzoole

    Corposo, dal sapore pieno e con profumi di frutti mediterranei, il Primitivo di Manduria DOC 2013 di Giordano Vini è di  rosso intenso, arricchito da  riflessi violacei,  con note di mora, marasca, fichi, frutti mediterranei e vaniglia.si accompagna perfettamente  carni rosse, i formaggi stagionati e piccanti.  

     

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    La Giordano Vini fa parte del gruppo IWB (Italian Wine Brands), il primo gruppo vinicolo ad approdare in Borsa Italiana ed operatore di riferimento nella produzione e distribuzione di vini, ed è inoltre una delle più grandi realtà italiane nella vendita diretta di vino.  

    Il catalogo della Giordano Vini è ricco di vini  del Nord, del Centro e del Sud (oltre naturalmente ai vini del Piemonte che hanno dato i natali alla cantina nel 1900): un percorso da scoprire per chi voglia godere le gioie di un ottimo vino a prezzo accessibile.

    Lo slogan dell’azienda, è infatti “L’eccellenza del vino quotidiano”:  sintesi tra gusto e convenienza, che metta insieme pregio e quotidianità.Buzzoole

    Hastag dell’evento: #beviGiordano

     

    I MIGLIORI VINI ITALIANI
    LUCA MARONI

    11 – 14 FEBBRAIO 2016
    SALONE DELLE FONTANE – EUR
    VIA CIRO IL GRANDE, 10
    ROMA
    Il Buono nel bello

    ORARI DI APERTURA AL PUBBLICO
    Giovedì 11 febbraio 22.00 – 24.00
    Venerdì 12 e sabato 13 febbraio 16.00 – 24.00 (ultimo ingresso ore 23.00)
    Domenica 14 febbraio 16.00 – 23.00 (ultimo ingresso ore 22.00)

    Durante le quattro giornate la Giordano Vini, azienda del gruppo IWB (Italian Wine Brands), sarà presente con una ricca gamma di vini in degustazione.

    Buzzoole

  • Il mio sogno? Una cucina in stile moderno

    http://www.fingerhaus.de/fertighaus-bauen/detailansicht/haus/vio-100/ : Cucina moderna di FingerHaus GmbH
    Essenzialità ed eleganza, di FingerHaus GmbH//homify.it 

     

    Il sogno di ogni amante della cucina: avere un luogo della cucina  fatto a sua immagine e somiglianza, sia dal punto di vista estetico che da quello della funzionalità.
    Troppo spesso poi questo sogno si scontra con la realtà: soprattutto quella delle case moderne. Piccoli spazi, troppo piccoli per contenere tutto quello di cui avremmo bisogno – sia elettrodomestici che attrezzi – e vincoli economici che ci costringono ad una scelta senza appello. Insomma, si può sbagliare su tutto in casa, o quasi, ma non sulla cucina. Meglio affidarsi a professionisti del settore che ci accompagnino in tutte le fasi di questa scelta. Dalla misurazione dei locali, alla disposizione dei mobili. Senza trascurare le fonti di luce: per esempio, se possibile, mai lavorare dando le spalle alla finestra. Soprattutto nei pomeriggi di inverno questo può costituire un problema non da poco.
    Oppure che ci aiutino a valutare bene la disposizione dei contenitori e dei cassetti. Comodo, per esempio, avere i coltelli vicino al piano di lavoro e raggiungibili con il movimento di una mano. Così come è meglio avere  il posto dei tegami vicino ai fornelli, in modo da poterli avere a disposizione in ogni momenti.

    Cucina moderna di mayelle architecture intérieur design
    Una luminosa semplicità, di mayelle architecture intérieur design/homify.it 

    Solo così potremo avere la tranquillità necessaria per dedicarci all’estetica, altro aspetto fondamentale in questa scelta.  Per quanto mi riguarda, ho pochi dubbi: quella dei miei sogni è una cucina in stile moderno,  magari bianca e luminosa, che mi consenta di lavorare in piena luce e relax. E siccome mi piace cucinare in compagnia, mi piace immaginarla immersa in un ambiente open space. In cui io cucino circondata dai miei amici, che magari mi tengono compagnia chiacchierando comodi in salotto. E poi, oltre al bianco, mi pacciono i toni del legno chiaro: che regalino il colore di un tocco di colore, rendendo cioè meno freddo il risultato di un ambiente tutto bianco.
    E luci, luci dappertutto. Potenti e moderate, da dosare  in intensità a seconda del lavoro che sto facendo.

    Infine, indispensabile, un grande piano di lavoro: dove poter impastare le mie ricette di pane fatto in casa, i miei panettoni e le paste casalinghe: perché questo in fin dei conti resta la mia cucina dei sogni: il mio laboratorio privato, dove divertirmi e vivere la gioia del cucinare.
    E voi, come sognate la vostra cucina ideale?

     

    Cucina moderna di Artichoke
    L’eleganza intramontabile del marmo, di Artichoke/homify.it 
  • Breve guida per camerieri: consigli e dettagli di un lavoro dalle mille sfaccettature

    Breve guida per camerieri: consigli e dettagli di un lavoro dalle mille sfaccettature


    cameriere foto presa da lavoroinpenisola
    Quello del cameriere è un lavoro di grande responsabilità e precisione, oltre che di gentilezza e conoscenza. In più, spesso coincide con un costante esercizio di pazienza. Poco importa se lo si svolge in una piccola trattoria o in un grande ristorante di lusso: l’educazione e il sapersi approcciare agli altri fanno di questo mestiere uno dei più difficili e importanti nell’ambito della ristorazione. Il cameriere non è solo “colui che porta i piatti”, ma è soprattutto la figura capace di mettere a loro agio i clienti trattandoli con la cura necessaria, contribuendo quindi al pari della cucina alla creazione di e una buona reputazione del ristorante.

    Ma quali sono gli aspetti caratteriali e comportamentali imprescindibili per accostarsi a questo sfaccettato mestiere ?

    Innanzitutto, gentilezza ed educazione

    Questo il punto di partenza. Potete essere il cameriere più preparato del mondo ma se non sarete in grado di mettere i vostri ospiti a loro agio avrete sicuramente mancato il vostro obiettivo.

    A voi tocca infatti un compito fondamentale: quello di accompagnare lungo un viaggio fatto di sapori: esperienza sicuramente piacevole se vissuta in un ambiente caratterizzato da gentilezza e cortesia. Non solo nell’accogliere i clienti e nel soddisfare le loro richieste, ma anche nella capacità di modificare un ordine all’ultimo momento per accontentare il vostro ospite senza mettere in difficoltà il lavoro della cucina.

    La stessa gentilezza che deve accompagnare il vostro lavoro anche nelle situazioni spiacevoli. Il vostro sorriso e la vostra educazione dovranno, nei momenti spiacevoli, essere capaci di ricordare con garbo ai vostri ospiti che sono sicuramente i benvenuti, che voi siete a loro completa disposizione, ma che la loro libertà di clienti non deve mai arrivare limitare quella degli altri. Per esempio, lasciando che i bambini corrano indisturbati da una parte o l’altra del locale, oppure parlando a voce troppo alta al cellulare.

    L’ineccepibilità del servizio
    Altro punto fondamentale e irrinunciabile. Per esempio, se lavorate in un ristorante dislocato su due livelli e se non siete tra i fortunati ad aver trovato un luogo munito di montacarichi (in ambito ristorativo meglio conosciuto come montavivande) dovrete prepararvi a infiniti sali-scendi e ad esercizi di equilibrio non indifferenti. Portare 3 o più piatti senza far cadere nulla e senza rovinare la presentazione non è cosa facile. Se, quindi, non siete abituati, non scegliete giorni particolarmente affollati per far allenamento: è meglio riuscire a portare al tavolo pochi piatti, ma nella giusta maniera, che molti rovinati dai bruschi movimenti.

    Nel momento in cui vi avvicinerete al vostro ospite questa ineccepibilità deve poi essere capace di trasformarsi in vera e proria cura della persona che avete di fronte, ricordando sempre che non siete davanti a dei clienti ma a degli ospiti, e che voi dovrete trattarli come tali. Per esempio, non avendo fretta: non togliete mai il piatto vuoto ad un cliente se il commensale con lui sta ancora mangiando. Gesti di cortesia, insomma,  accompagnati sempre dal rispetto delle più elementari norme di servizio come porgere i piatti alla destra del cliente se state svolgendo un servizio all’italiana o a sinistra in quello all’inglese e, ricordate, il vino va sempre aperto al tavolo. Nel versarlo cercate di non macchiare la tovaglia e colui che assaggia va servito per ultimo. Ovviamente, in tutto questo, vanno sempre servite prima le signore.

    Pulizia, ordine e conoscenza dei piatti serviti

    Camicie bianche e perfettamente stirate, grembiuli non sgualciti, pantaloni lindi, un trucco sobrio, unghie curate e un utilizzo non esagerato di profumi e deodoranti significa dare un’ottima presentazione di sé e del luogo in cui si lavora. La pulizia e l’ordine, però, devono riguardare anche la sala: mentre si preparano i tavoli assicurarsi che le posate e i bicchieri siano perfettamente puliti e fare attenzione che non ci siano macchie sulle tovaglie e sui tovaglioli e che entrambi siano ben stirati e senza pieghe.

    Un altro aspetto fondamentale riguarda la conoscenza dei piatti che si servono: il cameriere deve essere pronto a rispondere a qualsiasi domanda circa la preparazione dei piatti. Ma non solo: è importante che abbia anche una buona conoscenza degli ingredienti e del territorio dove si trova il ristorante. Essendo in grado, per esempio, di dare anche informazioni sui luoghi da vedere assolutamente, oltre che sui sapori da assaggiare. Inoltre, in mancanza di un sommelier, è bene che abbia anche qualche nozione circa i vini.

    L’importante, in un lavoro impegnativo come quello del cameriere, è riuscire a gestire le varie

    situazioni e gli imprevisti con tranquillità e professionalità, puntando sulle proprie capacità comunicative e, in caso di luoghi frequentati da una clientela abituale, dall’empatia che si è riuscita a creare con le persone.

    Articolo scritto in collaborazione con Armo S.p.a, produttore di piattaforme, rampe, chiusure industriali e residenziali.
  • Tortellini contro cappelletti, torna la sfida di ‘Cibò So Good’

    Tortellini contro cappelletti, torna la sfida di ‘Cibò So Good’

     

     

    tortellini fatti in casaI tortellini bolognesi sfidano i cappelletti romagnoli nella tre giorni organizzata a Palazzo Re Enzo “Cibò. So good!”. Quattro gli chef coinvolti nella gara gastronomica in programma sotto le Due Torri dal 22 al 24 gennaio, con ingresso gratuito. Gli chef, presentati da Bruno Damini, si sfideranno su tradizione e creatività, e a decretare il vincitore saranno una giuria tecnica ed una popolare.

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     Il derby del mestolo tra Emilia e Romagna si svolgerà domenica 24 all’interno di una gustosatre giorni dedicata alle ricette della tradizione petroniana. Dal 22 al 24 lo storico palazzo di piazza Nettuno ospiterà la prima edizione di CiBò So Good!, il Festival dei Sapori di Bologna, a cura del Gruppo Atomix. Una folta rappresentanza di chef dell’associazione tOur-tlen presenterà proposte culinarie interpretate secondo i canoni classici assieme ad altre più innovative, rivisitate con ingredienti e abbinamenti insoliti.

    Il menu – Tortellini, lasagne e polpette saranno protagonisti dell’offerta culinaria del lungo weekend gastronomico, con piatti-degustazione da 4,5 euro o mix con 3 assaggi da 12 euro. Il menu proposto cambierà di giorno in giorno e prevede anche prodotti della salsamenteria bolognese come crescente con coppa di testa Bologna, e altri piatti ancora come la zuppa di cipolle di Medicina o la torta di riso. Cooking show e presentazioni di libri e musica dal vivo, completano l’offerta di un programma (consultabile su www.cibosogood.it) ben farcito, frutto della collaborazione tra tOur-tlen e Culinary Institute Bologna.

    4 chef bolognesi dell’associazione tOur-tlen (Francesco Carboni, Vincenzo Vottero, Dario Picchiotti, Claudio Sordi) sfideranno 4 chef romagnoli dell’associazione Caplèt (Riccardo Agostini, Ombretta Farneti, Alberto Faccani, Le Mariette) proponendo ognuno 4 ricette di pasta ripiena, dalla più tradizionale alla più creativa.

    L’ingresso a CiBò è libero, mentre il prezzo della cena-disfida è di 60 euro (su prenotazione info.tourtlen@gmail.com, 3474020622 – 3496165519).Orari della manifestazione: venerdì 18-22.30, sabato 11.30-22.30, domenica 11.30-22.30.

  • Il panettone di Francesco Guida, un piccolo miracolo a base di lievito

    Il panettone di Francesco Guida, un piccolo miracolo a base di lievito

    Il panettone di Francesco Guida

    L’anno scorso, nel periodo dell’Epifania, ho goduto di un privilegio. Ho potuto assistere alla lavorazione  del panettone di Francesco Guida, nella cucina del ristorante di Famiglia Antica Osteria Nonna Rosa e ho potuto fotografare tutti i passaggi.

    Il panettone di Francesco Guida

    Francesco Guida è un ragazzo, giovanissimo: ha 23 anni, eppure è in grado di fare un panettone che in Italia ha pochi rivali. E la cosa incredibile è lo fa esattamente come noi dilettanti lo facciamo a casa.

    Il lievito, per esempio. Rinfrescato impastando in planetaria e poi pirlando a mano. L’attrezzatura, la vedete in foto.

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    Non ha una un laboratorio professionale a disposizione, non possiede neanche un’impastatrice (non ricordo la marca della sua ma è una planetaria più o meno grande come il kenwood), non ha una camera di lievitazione, né un sistema di sospensione per il raffreddamento dei panettoni.

    Impasta come faccio io, in piccole quantità. Misura poi il livello della lievitazione in contenitori di plastica – assolutamente riciclati da altro uso –  che gli consentono di capire con uno sguardo quando il primo impasto è triplicato e pronto per il secondo.

    Il panettone di Francesco Guida

    Non possiede una camera di lievitazione, dicevo:  per trovare la temperatura perfetta è andato in giro per la cucina del ristorante con un termometro in mano, fino a trovare un punto dove la temperatura era secondo lui perfetta. Più o meno come ho fatto io, insomma, che l’ho trovato nell’armadio a muro dove ho l’asciugatrice. Ovvimente, se non ha una camera di lievitazione non ha neanche modo di controllare meccanicamente l’umidità: nessun problema, ogni pirottino è sistemato in un sacco di plastica che lui annoda e – incredibilmente – è in grado di mantenere l’umidità perfetta.

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    E l’asciugatura a testa in giù? Nessun problema neanche qui: per questo c’e’ Florin, il sous chef del ristorante. Che non è bravissimo solo come cuoco ma anche nel bricolage. E ha adattato una scaffalatura di piccole dimensioni – in cucina, lo spazio è quello che è – in modo da renderlo perfetto per appendere i ferri su cui sono infilati i panettoni per il raffreddamento. 

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    Insomma, Se qualcuno non mi crede quando dico che non fa dei panettoni ma dei miracoli, può guardare queste foto: ecco questo è il suo laboratorio (solo per pirlare, si sposta sul piano di lavoro di Peppe Guida, che di solito è impegnato dalla cucina del ristorante). Notare la superficie: credo che sia un 1×3 metri di superficie calpestabile, e quei sacchetti sono le sue camere di lievitazione.

    In queste condizioni, nasce uno dei panettoni più buoni di Italia. Stupefacente, vero?

     
    Antica Osteria Nonna Rosa
    Via Privata Bonea, 4 – 80069 Vico Equense (NA)
    Tel/Fax: (+39) 081 8799055
    Cell.: (+39) 339 3742099
    Email: info@osterianonnarosa.it

  • La carbonara di Pipero al Rex a LSDM Paris

    La carbonara di Pipero al Rex a LSDM Paris

    carbonara di Pipero al Rex

     

     

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    carbonara di Pipero al Rex
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    l quattro dicembre, protagonista indiscussa è stata la carbonara. Non una una qualsiasi, ma la Carbonara di  Pipero al Rex: la più famosa, e più buona, carbonara di Roma. Raccontata dalla viva voce di Luciano Monosilio che ha mostrato i passaggi fondamentali per la riuscita di questo piatto.
    Innanzitutto, la crema di uovo. Preparata a parte, solo tuorli, mescolando insieme formaggio (o formaggi, se si preferisce mescolare pecorino e parmigiano reggiano) e uova. Già in questa fase la diversità con le carbonare *comuni* salta immediatamente all’occhio: il formaggio è tanto, tantissimo, fino a rendere la crema quasi solida. In questo modo, nel piatto non ci saranno tracce di uovo crudo ma solo cremosità.

    Questa crema viene mescolata benissimo – quasi montata – prima nella ciotola e poi appoggiando questa  sulla pentola in ebollizione. In questo modo l’uovo si addenserà ulteriormente, senza cuocere. E regalando ulteriore cremosità al piatto.

    Poi, il guanciale. Attenzione: non pancetta, non bacon ma guanciale. Questo va reso croccante e asciutto: per fare questo lo si fa “sudare” in una padella di ferro (o antiaderente) in modo da far fondere il grasso. Questo lo si raccoglie e lo si aggiunge all’uovo al momento di condire la pasta. Attenzione, deve essere ben caldo: per cui, cercate di sincronizzare i tempi: partite con il buttare la pasta e poi proseguite con la preparazione degli altri ingredienti.

    Fatte queste doverose premesse, che poi racchiudono le fasi davvero cruciali nella preparazione di questo piatto, eccovi la ricetta della Carbonara di Pipero al Rex.

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    Se poi volete vedere la Carbonara di Pipero al Rex prepepata personalmente da  Luciano Monosilio, vi segnalo questo video.