Categoria: Produttori

  • Il 28 settembre 2014 torna “Acetaie Aperte”, l’appassionante viaggio alla scoperta dell’oro nero di Modena

    Il 28 settembre 2014 torna “Acetaie Aperte”, l’appassionante viaggio alla scoperta dell’oro nero di Modena

    Panorama sulle batterie

    39 soci dei consorzi del Balsamico di Modena IGP e del Tradizionale di Modena DOP aprono le porte al pubblico domenica 28 settembre con degustazioni, abbinamenti ai prodotti DOP del territorio, visite alle acetaie e ai locali di invecchiamento del Tradizionale.

    Dove nasce l'aceto balsamico...

    Domenica 28 settembre torna in 39 acetaie della provincia di Modena Acetaie Aperte, l’evento organizzato dal Consorzio Aceto Balsamico di Modena e dal Consorzio Aceto Balsamico Tradizionale di Modena DOP. L’intento è quello di far conoscere da vicino al grande pubblico i segreti di questo esclusivo condimento, che in Italia e all’estero conta milioni di estimatori. Risulta infatti al primo posto tra i prodotti agroalimentari italiani maggiormente esportati.

    L'Aceto balsamico, quello tradizionale modenese
    Con la sua formula vincente e collaudata, Acetaie Aperte conferma il successo delle edizioni precedenti che hanno visto migliaia di persone partecipare all’evento, mentre il numero delle acetaie partecipanti è passato da 20 nel 2012 a 39 nell’edizione attuale. Anche quest’anno il programma si presenta ricco e variegato, e verrà riproposta la formula di adozione : ogni acetaia ospiterà uno o più prodotti
    del territorio certificati DOP, in abbinamento con il prezioso condimento.

    Dove nasce l'aceto balsamico...

    Acetaie Aperte accresce sia la propria popolarità, sia, di conseguenza, la visibilità dell’Aceto Balsamico come eccellenza modenese. L’evento è l’occasione ideale per rendere nota la vera essenza di questo prodotto universalmente apprezzato, contribuendo così a mantenere un alto livello di attenzione sulla sua indiscussa autenticità e originalità.

    Qui, l’elenco delle Acetaie aderenti.

     

  • Alla scoperta dei pomodori Mutti

    Alla scoperta dei pomodori Mutti

    Un invito improvviso, inaspettato.

    La possibilità di visitare lo stabilimento della Mutti a Parma. Per seguire il viaggio dei pomodori, a partire dai campi fino ai barattoli destinati a finire sulle nostre tavole.
    Non la faccio tanto lunga, dico solo che sono rimasta molto  sorpresa. Ospitalità a parte – squisita, a cominciare dalla cena di arrivo nella splendida cornice di Villa Ziveri a Bannone di Traversetolo, in compagnia di Francesco Mutti che ci ha introfotto brevemente al  progetto “Sommelier del Pomodoro”, pensato grazie al contributo live dei tre chef Jre, Marianna Vitale (Napoli), Filippo Saporito (Siena) ed Eros Picco (Milano) per “costruire una cultura del pomodoro trasformato che ancora manca in Italia e di creare una nuova figura di intenditore, capace di valorizzare i diversi prodotti, orientandone il migliore utilizzo in cucina“.

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    Poi, una cena semplice e raffinata, curata dallo chef Eros Picco, per farci conoscere nel piatto quello che il giorno dopo saremmo andati a conoscere nei campi. Già, i campi: abbiamo assistito al raccolto (io ero a fotografare sul trattore), ascoltando l’agronomo Ugo Peruch raccontarci delle caratteristiche del pomodoro – coltivato in tutta l’ Emilia Romagna – e avendo anche  il piacere di ammirare una chicca in azione: il drone cui è affidato l’incarico di controllare direttamente sulla pianta il grado di maturazione dei pomodori.

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    Poi in fabbrica, a scoprire le modalità del controllo qualità e tutto il percorso produttivo. Fino al barattolo e al tubetto.

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    Una grande scoperta: confesso, in fatto di pomodori sono sempre stata campanilista e non ho mai sospettato una cultura del pomodoro tanto approfondita al di fuori della Campania.
    Insomma, ero già cliente Mutti – trovo che il loro triplo concentrato sia insuperabile per sughi a lunga cottura – ragù napoletano, dove lo uso insieme alla passata, e ragù alla bolognese – ma sicuramente userò d’ora in poi i loro prodotti con atteggiamento mentale molto diverso.

    A partire dai prossimi giorni, in cui testerò alcune  delle conserve che mi hanno invitato a provare.

    Prima di tutto, passata e triplo concentrato: che stanno andando sul fuoco in questo momento in attesa di trasformarsi in ragù alla napoletana.
    Ma di questo, ve ne parlerò nei prossimi giorni.

  • Rural Festival, alla scoperta della biodiversità agricola della collina parmense

    Rural Festival, alla scoperta della biodiversità agricola della collina parmense

    Rural Festival 2014

    Vi ricordate? ve ne avevo parlato qui, e ci sono andata. Ho fatto benissimo: il  Rural Festival è decisamente una delle manifestazioni più interessanti e goderecce cui ultimamente mi sia capitato di partecipare.  Ho scoperto un sacco di cose nuove e – soprattutto – ho assaggiato cose buonissime. Esperienza da ripetere, assolutamente. E in attesa del prossimo anno, credo proprio che andrò alla scoperta delle singole aziende che hanno partecipato. Per visitarle, magari. E provare a raccontarle attraverso foto.

     L’idea del Rural Festival è nato dall’impegno da parte di agricoltori e allevatori della zona di far conoscere e assaggiare i propri prodotti. Una ventina di aziende custodi di antiche razze animali e varietà ortofrutticole disseminati tra le province di Parma e Reggio, hanno fatto gustare la biodiversità caratterizzata da rarità culinarie come i salumi di maiale nero, formaggi e uova di antiche razze, frutta e verdura come la zucchella di lentigione e la cipolla Borettana, cereali antichi, vino e confetture, tutti esclusivamente di biodiversità.

    Il festival ha ospitato anche un parco animale con il cavallo Bardigiano, la pecora Cornigliese, il tacchino di Parma e Piacenza, le vacche della montagna parmigiana e la mostra di trebbie e trattori d’epoca.  Un evento che prende il via proprio nel 2014, proclamato dall’ONU come “Anno Internazionale dell’agricoltura familiare”, ponendo in risalto l’enorme potenziale offerto dall’agricoltura di comunità e di piccola scala.

    Qui, una selezione delle mie foto. Che in formato originale sono visibili qui.

    Rural Festival 2014
    Rural Festival 2014

    Rural Festival 2014

  • Alla scoperta del maiale nero delle colline parmensi e di tanto altro

    Alla scoperta del maiale nero delle colline parmensi e di tanto altro

     

    Rosa dell'Angelo - Maiali neri, primo piano

    Sabato 6 e domenica 7 settembre 2014 a Rivalta di Lesignano De’ Bagni (Parma) si terranno due giornate dedicate alla varietà di produzioni artigianali locali di agricoltori e allevatori: un invito alla scoperta e all’assaggio di prodotti di antiche razze animali e varietà vegetali.

    Io sarò in zona, Ospite del Festival Prosciutto di Parma, e non mi farò sfuggire l’occasione di questo viaggio tra i prodotti dell’Appennino sulle prime colline tra Langhirano e TraversetoloL’idea del Rural Festival nasce dall’impegno da parte di agricoltori e allevatori della zona di far conoscere e assaggiare i propri prodotti. Una ventina di aziende custodi di antiche razze animali e varietà ortofrutticole disseminati tra le province di Parma e Reggio, faranno gustare la biodiversità caratterizzata da rarità culinarie come i salumi di maiale nero, formaggi e uova di antiche razze, frutta e verdura come la zucchella di lentigione e la cipolla Borettana, cereali antichi, vino e confetture, tutti esclusivamente di biodiversità. Una mostra-mercato ma soprattutto un’esperienza diretta, da vivere ed assaporare negli spazi di una grande stalla nel parco Barboj tra frutti e filari di viti antiche con varietà di mela rosa, seriana, musona e “pòm salàm”, ma anche fico brogiotto nero e dottato verde e dove sarà possibile percorrere sentieri sia a piedi che in bicicletta. Un luogo votato alle biodiversità agricole e naturali, al centro di una cornice naturale e protetta, tra vulcanelli di fango, increspature, calanchi, siepi, boschi di querce e tanto verde a perdita d’occhio.

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    Il festival ospiterà anche un parco animale con il cavallo Bardigiano, la pecora Cornigliese, il tacchino di Parma e Piacenza, le vacche della nostra montagna e la mostra di trebbie e trattori d’epoca. Quella del Rural Festival sarà un’opportunità di scoprire e riscoprire modi e sapori antichi da molto tempo scomparsi dalle nostre abitudini e da alimenti che rischiano di andare perduti. Un evento che prende il via proprio nel 2014, proclamato dall’ONU come “Anno Internazionale dell’agricoltura familiare”, ponendo in risalto l’enorme potenziale offerto dall’agricoltura di comunità e di piccola scala. Orario: 10-19, ingresso gratuito.

    Per informazioni:

    Rural Festival

    Parco Barboj – Rivalta di Lesignano De’ Bagni – Parma

    Tel: 342.9128266

    Web: www.rural.it

    Mail: info@rural.it

     

     

     

  • Oscar del Gambero Rosso per i San Marzano dop Agrigenus, uno dei nostri sponsor per #terradifuoco

    San Marzano dop agrigenus San Marzano dop agrigenus
    San Marzano dop Agrigenus

    Grande soddisfazione per uno degli sponsor di Terra di Fuoco: San Marzano Dop Agrigenus: il Gambero rosso, attraverso una degustazione alla cieca di prodotti cosiddetti di nicchia (gustati sia crudi che dopo una cottura veloce e con la sola aggiunta di poco olio ligure, di oliva taggiasca) ha collocato questo marchio tra quelli in cima  alla Top Ten dei migliori pomodori pelati .

    “Una grande soddisfazione per i contadini di Acerra che li coltivano e per l’impresa di Francesco Pirolo orgoglio della nostra filiera agro-alimentare buona, pulita e giusta” secondo Tommaso Esposito,  food writer (Guida I Ristoranti d’Italia de l’Espresso, Il Mattino e Luciano Pignataro  WineBlog) nonchè Presidente della giuria che esaminerà, a partire dai prossimi giorni, le ricette di Terra di fuoco.

    La designazione del Gambero Rosso vede i Agrigenus premiati dall’oscar Qualità/prezzo, e questo per entrami i loro prodotti a base di pelati: il san marzano dell’agro sarnese nocerino dop e gli antichi pomodori di napoli presidio slowfood. La cooperativa Agrigenus gioca infatti su queste due linee di produzione, a base entrambe di pomodori coltivati dall’azienda La formica di Scafati. Entrambi a prezzi assolutamente competitivi, vista la qualità del prodotto. Soprattutto se – come me – sono acquistati direttamente dall’azienda (a prezzo quindi di produzione).

    Questo, l’articolo del Gambero Rosso (foto di Tommaso Esposito)

    Pomodori pelati Agrigenus
    L’articolo del Gambero Rosso, Foto di Tommaso Esposito

    Per contatti e ordini:

    Agrigenus Via G.Soriano,112 80011 – Acerra (Napoli) Tel.+39 081 5202064 Fax. +39 081 3606281 info@agrigenus.com

  • La pizza di Francesco&Salvatore raccontata ai bambini

    La pizza di Francesco&Salvatore raccontata ai bambini

    Pizzeria Fratelli Salvo San Giorgio a Cremano

    La pizzeria Salvo, di Francesco&Salvatore: ancora loro. Prima di tutto, hanno cambiato il concetto di pizzeria mettendo insieme una ristrutturazione non solo dei locali ma anche del menù (attraverso la proposta di nuove pizze a base di prodotti ed oli extravergine del territorio). Poi, hanno messo assieme una carta dei vini e delle birre premiata come miglior carta dei vini e delle birre del Gambero Rosso (giusto per dare un po’ i numeri: 150 etichette italiane ed estere incluso una selezione di Champagne. Inoltre una proposta di Marsala da abbinare alla pizza fritta). Tutto questo, grazie un’organizzazione e – soprattutto – una squadra che ne fanno una delle realtà imprenditoriali  sicuramente più interessanti della zona.

    Pizzeria Fratelli Salvo San Giorgio a Cremano

    Ancora loro, dicevo. Già, come se tutto questo non bastasse, hanno intrapreso una nuova sfida: provare ad aiutare i loro piccoli clienti ad intraprendere un percorso di consapevolezza di ciò che stanno mangiando, attraverso il racconto a fumetti del lavoro che si nasconde dietro la preparazione di una pizza.

    Pizzeria Fratelli Salvo San Giorgio a Cremano

    Grazie al tratto ironico di Guido Fiato, si sono trasformati in  fumetti per raccontare ai bambini la loro giornata di lavoro  e hanno creato quattro nuove tovagliette esclusivamente dedicate ai più piccoli.

      Pizzeria Fratelli Salvo San Giorgio a Cremano Un investimento sul futuro, insomma, dedicato alla nuova generazione di pizzaioli. Che promette già bene, sia come manualità che come carattere .

    pizzeria Salvo San Giorgio a Cremano
    Giuseppe, figlio di Francesco