Categoria: Produttori

  • Il mercato della Terra di Piano di Sorrento: un’occasione unica, per conoscere il sapore di un territorio

    Il mercato della Terra di Piano di Sorrento: un’occasione unica, per conoscere il sapore di un territorio

    Al Mercato della Terra di Piano di Sorrento ci sono stata in maggio. Ma c’è ogni seconda domenica del mese, per cui – se siete in zona – vi consiglio di non perderlo.

    Nulla di  trascendentale, per carità. Un piccolo mercato ospitato dalla struttura del mercato ortofrutticolo di Piano di Sorrento in Piazza della Repubblica, ma un’occasione unica per scoprire i sapori più autentici del territorio sorrentino.

    mercato della terra-9 

    I produttori presenti sono quelli dei Presidi Slow Food e delle comunità del Cibo di terra e di mare della Penisola Sorrentina, di Castellammare di Stabia, del Vesuvio, dell’agronocerino sarnese e del salernitano, in appena 40km una ricchissima varietà di prodotti diversi:

    Mercato della terra Slow food

    I formaggi dei Monti Lattari, le diverse varietà orticole estive e invernali delle colline, le zucchette gialle, i pomodori gialli ‘d’inverno’, i fagioli butirri, i piselli cornetti, le zucchine di San Pasquale, i pomodori e le noci di Sorrento, i ‘friarielli’ napoletani, i pomodorini del Piennolo vesuviani, le papaccelle napoletane, i biscotti di Castellammare di Stabia, le birre artigianali campane, il pescato dell’Area marina protetta Punta Campanella e tanti altri prodotti.

    mercato della terra Collage

    I produttori partecipanti al mercato, i veri protagonisti, collaborano attivamente con i volontari della condotta Slow Food Costiera Sorrentina e Capri che organizzano la manifestazione.

     

    mercato della terra
    Le foto, in formato originale, qui.

    dove:
    Piano di Sorrento (Na)
    Piazza della Repubblica, nel mercato ortofrutticolo al coperto

    via treno:
    5 minuti a piedi dalla Circumvesuviana
    via auto:
    parcheggio antistante non custodito, gratuito la domenica

    quando:
    seconda domenica del mese
    Orario: 9.00 – 13.00

    contatti:
    Mauro Avino
    mercato@slowfoodcostierasorrentina.it
    Tel. 392.4011900
    www.mercatidellaterra.it

  • #Molisecalling, preparatevi ad avere voglia di Molise

    #Molisecalling, preparatevi ad avere voglia di Molise

    PicMonkey Collage
    Ricordate che un po’ di tempo fa vi ho raccontato di #molisecalling? Bene, ora è arrivato il momento di approfondire. Non lo farò da sola, insime a me ci saranno le altre blogger che mi hanno tenuto compagina in quello splendido viaggio  e cioè:

    Tiziana www.nonnapaperina.it.   
    Sara www.ipiattinididrilli.ifood.it 

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    Insieme  vi racconteremo – attraverso le nostre fotografie r i nostri racconti – itinerari e ricetteche parlano  di Molise, la terra che ci ha ospitato in occasione del blogtour #molisecalling insieme alla Regione Molise e ad altri produttori.

    Lo faremo attraverso una  staffetta che partirà il 26 Maggio fino al 30 Giugno e vedrà protagonisti ogni martedì e giovedì un blog diverso, con il suo racconto o  il suo piatto, ideato per l’occasione.

    A questa staffetta sarà legato un concorso, che vedrà premiati due blogger – un racconto ed una ricetta – che meglio avranno raccontato  ‘il senso dell’eccellenza’ molisano.

     molise calling
    Potrete seguirci anche sugli altri miei canali social, Instagram e Twitter  con gli hastagh #pastalamolisana e #molisecalling.

    Vi aspettiamo. E insieme a noi, vi aspetta il Molise… a proposito, scommettiamo che vi metteremo voglia di andarci presto?

  • Pesto di fave al caciocavallo, per #MoliseCalling

    Pesto di fave al caciocavallo, per #MoliseCalling

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    Confesso: quando ho accolto l’invito a partecipare a Molise Calling, non avevo ben chiaro a cosa stessi andando incontro.  Le parole che descrivevano il progetto “il progetto strategico di marketing territoriale realizzato  dal pastificio La Molisana e patrocinato dalla  Regione e dal Comune di Campobasso”  ad una prima lettura mi avevano dato l’idea di un incontro con le imprese del territorio a metà strada tra il marketing e la visita *istituzionale* e  – confesso – ero stata sul punto di rifiutare. Troppi impegni, ultimamente, e la sensazione di vivere con il fiatone. Per non parlare dei giorni di ferie che vanno progressivamente, inesorabilmente, calando.

    Poi, forse complice la telefonata con Fabrizio, ho ceduto. E ancora oggi, se penso a quello che ho rischiato di perdere, mi dò della cretina.

    Già, perchè  Molise Calling tutto è stato, tranne che marketing.

    molise calling

    Ne racconterò un po’ per volta, ma il filo conduttore che ha legato tutte le diverse esperienze è stato l’amore per il territorio che sono stati capaci di trasmetterci i nostri ospiti. Tutti, indistintamente: tra gli altri, per esempio,  Rossella Ferro che ci ha raccontato dello spirito familiare che ha dato vita al progetto di recupero de La Molisana, oppure la  direttrice del Museo Sannitico di Campobasso  che  non si è risparmiata nel suo racconto fatto di passione prima che di storia del Territorio. 

    Cacio in asse - Caseificio La Fonte Nuova
    Cacio in asse – Caseificio La Fonte Nuova

    (Per vedere le foto in formato originale: 1. caciocavallo-12, 2. caciocavallo-4, 3. caciocavallo-3, 4. caciocavallo-2, 5. caciocavallo, 6. caciocavallo-13, 7. caciocavallo-7, 8. caciocavallo-9, 9. molise-11, 10. caciocavallo-14)

     

    Ma il primo pezzo del racconto voglio dedicarlo a lui: Giovanni Nomaro, titolare del caseificio La Fonte Nuova di Casacalenda (CB). Non per le solite cose che si dicono in queste occasioni: la qualità dei suoi prodotti, l’ospitalità. l’eccellenza trasformata in lavoro quotidiano ed altre cose così.  Voglio iniziare da lui, per le lacrime che – inaspettatamente – ci ha regalato durante il racconto della storia della sua creatura: il cacio in asse  che, anche se nuovo nella sua ideazione, ha vinto il primo premio di un importante Concorso nazionale come Formaggi d’Autore 2003 a Saint Vincent.

    Una cosa che mi ha tanto colpito che a queste lacrime ho voluto dedicare la prima delle ricette pensate per provare a raccontare un po’ dei sapori del Molise.  Una pasta semplicissima, condita con tre soli ingredienti. Il caciocavallo, appunto – non troppo stagionato, in questo caso – , le fave e l’Olio extravergine di oliva “Colle Impiso” dell’Azienda Agricola Vinica.

     

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    Insomma: facilissimo, tutto a crudo e pronto in cinque minuti. 
    Che ne dite?

  • Ma avete visto quanto è bella la nuova confezione della pasta Antonio Amato?

    Ma avete visto quanto è bella la nuova confezione della pasta Antonio Amato?

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    P
    erché parlare di un pacco di pasta, direte voi. Per tanti motivi, rispondo io: ma soprattutto perché con questa pasta io ci sono cresciuta, come tanti altri salernitani. La vecchia fabbrica era poco lontana dal mio quartiere e ci passavo davanti spessissimo: e come tutti i salernitani davanti a lei provavo una sensazione che assomigliava alla soggezione. Da quell’edificio, lo sapevo, veniva il nostro alimento quotidiano: a Salerno, infatti, era *la pasta* e quel vecchio edificio in periferia era amato per questo. E perché portava il nome di Salerno in giro per il mondo. 

    Per questo, per il fallimento ha tremato un’intera città. La stessa che ha gioito per il salvataggio da parte del pastificio Di Martino. E che ora, sono pronta a scommetterci, sta gioendo per questa nuova confezione che mette assieme il blu classico del pacco storico con i disegni della tipica ceramica di Vietri  proprio per sottolineare il forte legame della pasta Antonio Amato con il suo territorio d’origine, Salerno e le costiere amalfitana e cilentana.

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    Un progetto di rilancio che non si ferma alla confezione ma che prevede molto altro: l’attivazione del mulino, investimenti in tecnologia e la realizzazione del Centro di Ricerca e Sviluppo di tutto il gruppo proprio a Salerno, nella direzione della valorizzazione del sito salernitano.

    E’ inoltre allo studio,un think tank del food, per ospitare giovani provenienti da tutto il mondo, che, partendo dalla pasta possano pensare a tutte le dimensioni del food.

    Infine, l’offerta di Antonio Amato d’ora in poi – oltre alla categoria della pasta di semola – “accoglierà” nel suo paniere altre specialità tipiche della Dieta Mediterranea (olio, pomodori, farine e una linea interamente dedicata al mare).

    Per tutto questo, e perché la pasta Antonio Amato noi salernitani ce la portiamo nel sangue oltre che nello stomaco, non posso non essere felice di queste scelte, e del nuovo pacco che è stato scelto per rappresentare questo nuovo corso.

    Anche  perché – ma questo è un segreto – io questo pacco l’ho visto da luglio dell’anno scorso in anteprima e l’ho indicato (insieme a Irene) come il mio preferito tra quelli papabili. Solo, mi è toccato mantenere una promessa e tacere: e finalmente ora è arrivato il momento in cui posso dirlo… MA AVETE VISTO QUANTO E’ BELLA LA NUOVA CONFEZIONE DELLA PASTA DI SALERNO?

     

  • Come riconoscere un olio extravergine di qualità?

    Come riconoscere un olio extravergine di qualità?

    Lo abbiamo letto su tutti i giornali: la produzione dell’olio è crollata ed i prezzi sono andati alle stelle a causa dell’aumento del costo della materia prima. Un grave problema per i produttori ma anche per i consumatori, disorientati non soltanto dal caro prezzi ma anche dall’ incapacità di riconoscere un vero extravergine.

    Purtroppo la maggior parte dei consumatori non consuma oli di qualità. Per legge un olio extravergine deve essere privo di difetti, ma soltanto una bassissima percentuale di quello in commercio ne è esente. D’altra parte, l’unica arma che il consumatore ha per difendersi dalle frodi è la conoscenza.  Un motivo in più per parlare sempre più spesso di olio, anche in un piccolo blog come questo.

    Iniziamo allora da alcune cose, piccole eppure molto importanti (tratte da qui).

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    1. L’antica spremitura a presse non produce un extravergine di qualità.

    L’impatto ossidante e contaminante (i fiscoli sono ricettacolo di cattivi odori) del sistema tradizionale è stato ampiamente superato con le moderne tecnologie che consentono lavorazioni a ridotto impatto di ossigeno e  controllo costante della pulizia.

    Come riconoscere un olio extravergine di qualità?

    1. Non è il territorio di provenienza a rendere un olio migliore ma il frantoio.

    Non esiste un territorio o una varietà migliore per produrre extravergine di oliva. Esistono aromi e sapori differenti. Ècompito del frantoio valorizzarli al meglio.

    1. Un olio non filtrato non è un olio puro.

    L’olio filtrato mantiene inalterate le sue caratteristiche nel tempo perché il processo di filtrazione permette di allontanare la parte in sospensione (torbidità) che è causa di alterazione.

    1. Se al palato un olio è piccante e amaro vuol dire che è di qualità, perché ricco di antinfiammatori e antiossidanti.

    Olive verdi,  raccolte a mano e trasformate a freddo nelle 24 ore, con sistemi che ne evitano l’ossidazione, danno quasi sempre oli dalle tonalità amare e piccanti. Un olio più amaro e piccante è anche più sano, poiché ricco di polifenoli, potenti antiossidanti naturali.

    1. Un olio verde e intenso non sempre è migliore di un olio giallo chiaro, e viceversa.

    Il colore non è un parametro di qualità di un olio extravergine. I grandi oli possono essere di colore verde o giallo. Una delle frodi più comuni è l’aggiunta di clorofilla negli oli per renderli verdi.

    Come riconoscere un olio extravergine di qualità?
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    mmagini scattate al frantoio Neri Maria Domenica di Subbiano AR, durante Caccia al Territorio 2.

  • A me piace Ficotto… il contest più *fico* che c’è!

    A me piace Ficotto… il contest più *fico* che c’è!

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    Ricordate IoChef, il concorso nato per far conoscere ai blogger il vero sapore della Lucania? Già allora i partecipanti al concorso ebbero modo di assaggiare uno dei più tipici e particolari prodotti lucani: il vin cotto di fichi.  In questi giorni, accadrà ancora: una trentina di  blogger sono stati invitati dall’Azienda Terravecchia  a partecipare a“A ME PIACE FICOTTO”,  ambientato nella città di Matera “Capitale Europea della Cultura 2019”. Grazie a questo concorso i prodotti dell’ Azienda Terravecchia si fonderanno con la cultura enogastronomica lucana e la partecipazione dei food blogger offrirà un importante spunto d’ incontro con le tradizioni culinarie di altre regioni d’ Italia.

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    I blogger invitati stanno ricevendo in questi giorni  un campione di questi tre prodotti:

    – Fichi Caramellati (realizzati utilizzando fichi della pregiata varietà “Fico Rosa”);
    – Uva Caramellata (prodotta con una varietà apirene denominata Sugra One);
    – Ficotto (mosto cotto di fichi della varietà “Fico Rosa”).

    Con questi (uno solo, ma anche due o tre) dovranno preparare  UNA ricetta corredata di foto che verrà  pubblicata sui rispettivi blog entro il 12 dicembre completando l’indicazione *con questa ricetta partecipo al concorso “A ME PIACE FICOTTO”  (con link a questo post, al sito dell’azienda Terra Vecchia e al sito Associazione cuochi lucani/). e inviando – entro la stessa data – la loro ricetta a  a info@cuochilucani.com. Inoltre i partecipanti inseriranno nella barra laterale del blog (o nella sezione dedicata ai contest) questo banner (sempre con link a questo post).

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    Se provvisti di account Facebook, infine, pubblicheranno la loro ricetta (completa di link al proprio blog) sulla pagina  pagina fan A ME PIACE FICOTTO.

    Il 27 Gennaio 2015, gli autori delle tre ricette selezionate parteciperanno alle finali del  “A ME PIACE FICOTTO”che avrà luogo a Matera presso la sala ricevimenti Garden (spese di ospitalità e viaggio saranno a carico dell’ azienda Terravecchia).

    Durante la gara i food blogger finalisti saranno affiancati da uno chef dell’ Unione Regionale Cuochi Lucani, nella realizzazione delle ricette.
    Il 28 Gennaio 2015 è prevista una visita presso l’ Azienda Terravecchia per far conoscere il laboratorio di trasformazione, il magazzino di lavorazione ortofrutticola e le colture in campo.

    Gli autori delle tre ricette finaliste sono inoltre invitati alla cena di gala del Concorso Gastronomico Interregionale “La Cucina Calda nella Ristorazione”, organizzata dall’Associazione Cuochi Materani, che avrà luogo la sera del 28 Gennaio presso la sala ricevimenti Garden di Matera in un’esclusiva serata durante la quale sarà proclamata la ricetta vincitrice.
    Il vincitore sarà premiato con un weekend a Matera comprensivo di un giorno in cucina con lo Chef materano Leonardo Lacatena.

    Qui, il regolamento completo scaricabile in pdf.

     

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