Categoria: Cucinando

  • In arrivo il contest PomOROsso d’Autore, per promuovere l’autentico Made in Italy e la tutela dell’originalità nel piatto

    In arrivo il contest PomOROsso d’Autore, per promuovere l’autentico Made in Italy e la tutela dell’originalità nel piatto

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    Innanzitutto, una premessa. 
    Nello scorso post vi ho spiegato come sia possibile – con una minima spesa – difendere le vostre ricette originali.  Ora, siccome io – e i miei partner MySocialRecipe e La Fiammante ( marchio di punta di una filiera produttiva 100% italiana, caratterizzata da pratiche virtuose e accordi diretti tra agricoltori e industria conserviera )- amiamo la creatività e crediamo che vada valorizzata e difesa, abbiamo pensato a PomOROsso d’Autore, un contest a base di pomodoro ma – soprattutto – di idee originali.

    Se è vero infatti che “la cucina è Arte, ma è arte di genio e di gusto”, come diceva Vincenzo Corrado – il Cuoco Galante autore del primo manuale organico di gastronomia napoletana – è giunta l’ora di tutelare e promuovere l’originalità delle creazioni culinarie, assieme all’autenticità delle eccellenze italiane.

    La tradizione gastronomica è sempre un’innovazione ben riuscita, un percorso creativo consapevole del valore delle materie prime e capace di interpretarne al meglio la relazione autentica con il territorio. Un piatto celebre, una buona ricetta è un percorso d’autore che segna le tappe della nostra identità e della nostra storia, collettiva e individuale.

    PomOROsso d’Autore nasce dalla volontà di promuovere l’autentico Made in Italy e la tutela dell’originalità nel piatto, rivolgendosi ai più creativi tra i foodblogger e agli appassionati del food attenti alla trasparenza di filiera, affinché interpretino con passione il valore della genuinità, contro ogni contraffazione. PomOROsso d’Autore premia la tua passione con un itinerario di conoscenza e di gusto dai campi alle cucine, alla scoperta dell’universo dell’oro rosso italiano.
    Tutte le ricette realizzate con conserva di pomodoro, pervenute al sito Mysocialrecipe – la prima piattaforma che certifica l’originalità di una ricetta associandole una paternità e una marca temporale (Infocert) – e ivi registrate, potranno partecipare alla prima fase del contest (dal 7 al 31 marzo 2016) ed essere selezionate sulla base dell’originalità della elaborazione e del rispetto delle materie prime.

    Gli autori delle 30 migliori ricette selezionate riceveranno una fornitura di conserve di pomodoro La Fiammante, necessaria alla realizzazione di una ricetta speciale, con la quale potranno partecipare alla seconda fase del contest PomOROsso d’Autore (dal 24 aprile al 15 maggio 2016).

    I 5 finalisti saranno annunciati, assieme al vincitore, il 31 maggio 2015. 

     

    Come si partecipa? In due modi (qui il regolamento completo)

    Avete un blog di cucina?
    Ai partecipanti (oltre alla registrazione della ricetta su MySocialRecipe) è richiesta la pubblicazione del banner ufficiale del contest in homepage o nella sezione dedicata ai contest del proprio blog con link a questo post, nonché in calce al post relativo alla propria partecipazione, con la dicitura “con questa ricetta partecipo a PomOROsso d’Autore, contest di Scatti Golosi, realizzato in collaborazione con Mysocialrecipe e La Fiammante” e i relativi link al sito Scatti Golosi, alla piattaforma Mysocialrecipe e al sito La Fiammante. È altresì gradita la condivisione della propria partecipazione sui canali social e l’utilizzo dei seguenti hashtag dedicati: #pomOROsso #mysocialrecipe #lafiammante #scattigolosiblog

    banneranimato

    Non avete un blog?
    Registrate la vostra ricetta su MySocialRecipe e – una volta che questa sia stata approvata – condividetela sulle  vostre bacheche social utilizzo dei seguenti hashtag dedicati: #pomOROsso #mysocialrecipe #lafiammante #scattigolosiblog  come descritto dal regolamento.

    La Giuria
    I vostri piatti saranno giudicati da una giuria più che qualificata (a parte me, che sono la presidente) e cioè:

    La Giuria

    Giuseppe Daddio

    Giuseppe Daddio
    Chef, Scuola Dolce e Salato – Maddaloni (CE)
     
     
    Riccardo Melillo

    Riccardo Melillo
     
    Raffaele Pignataro

    Raffaele Pignataro
    Esperto di lievitati e Foodblogger
    ilcrudoeilcotto.it
     
     
    Rossella Guida

    Rossella Guida

    Bene, queste le regole. E i premi?
    Non è previsto alcun premio in denaro. I 5 finalisti avranno la straordinaria opportunità di partecipare all’educational tour Viaggio del Pomodoro: 3 giorni alla scoperta dell’universo dell’oro rosso italiano, dalla provincia di Salerno alla Capitanata (FG), in compagnia dei componenti della giuria e degli organizzatori del contest. Il 1° classificato avrà l’opportunità ulteriore di vivere una straordinaria esperienza nelle cucine dello chef Giuseppe Daddio,  in data da concordarsi.

    Insomma. Preparate la vostra ricetta a base di pomodoro…  vi aspettiamo!

    Mediapartener del contest è LucianoPignatarowineblog.

  • I bigné di melanzane al cioccolato e un consiglio su come difendere le proprie ricette dalla copia selvaggia

    I bigné di melanzane al cioccolato e un consiglio su come difendere le proprie ricette dalla copia selvaggia

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    I bignè alle melanzane al cioccolato sono un dolce immaginato e messo a punto da me, la cui ispirazione viene da una preparazione tipica della costiera amalfitana. In questo caso – immaginando una crema che ne richiamasse il gusto – le melanzane non sono fritte – come vuole la preparazione tradizionale – ma candite e ridotte in crema prima di essere mescolate alla ganache di cioccolato Completano la crema le note agrumate di arance e cedro candite, il tocco dolce amaro dell’amarena e l’immancabile profumo dello Strega.

    Prima della ricetta, però, una premessa.

    Vi è mai successo di mettere a punto una ricetta, di pubblicarla e di vedervela “scippata” dopo un po’ di tempo?  Parlo, ovviamente, di una ricetta *vostra*, frutto di un vostro guizzo creativo, di qualcosa di originale, mai letto prima oppure modificato in maniera originale e innovativa.
    Bene, anzi male.
    A me è successo, e anche più di una volta. Non voglio citare esempi eclatanti – di cui comunque c’è traccia in internet: Google, si sa, non dimentica! – ma solo dire che la cosa mi dà parecchio fastidio. Come credo ne dia a chiunque si sia trovato nella mia situazione.
    Bene, dicevo.
    Perché da oggi – anzi da un po’ di tempo – esiste uno strumento in rete in grado di tutelare le nostre idee e le nostre ricette: MySocialRecipe, un sito dove potrete registrare le vostre ricette con tanto di marca temporale che attesta il preciso momento in cui avete registrato il vostro piatto. L’apposizione di una marca temporale a un documento firmato digitalmente, quindi, ne garantisce la validità nel tempo.

    Per cui se avete messo a punto una ricetta partendo da una vostra idea e volete difenderla da appropriazioni indebite, registratela su MySocialRecipe. Ecco come funziona:

     
    1. La registrazione
      Effettua la registrazione al sito www.mysocialrecipe.com e accedi alla tua area riservata in cui puoi caricare le ricette con una o più foto specificando data ed ora e collocarle nella appropriata categoria di riferimento che preferisci
       
    2. La verifica
      MySocialRecipe, dopo aver verificato la tua paternità della ricetta, appone una marca temporale attestando il preciso momento in cui hai registrato il tuo piatto. L’apposizione di una marca temporale a un documento firmato digitalmente, quindi, ne garantisce la validità nel tempo.
       
    3. Questa ricetta è tua!
      Da questo momento, la ricetta è registrata e visibile online dove è possibile consultarla, commentarla e, previa disponibilità da parte dello chef creatore, chiedere info o note tecniche avviando così anche un forum di dibattito sulla ricetta stessa.

     Ecco io l’ho fatto. E la ricetta dei bigné alle melanzane al cioccolato è ora e per sempre, legata al mio nome. E voi, cosa aspettate a difendere le vostre ricette?

    E già che ci sono, un’anticipazione. Se avete una ricetta originale a base di pomodoro, registratela su MySocialRecipe: potrete partecipare al nuovo contest de La Fiammante, a base – appunto – di ricette originali e registrate. I dettagli, nel prossimo post.

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    Intanto, eccovi la ricetta dei bigné di melanzane al cioccolato.

     

     

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  • Le Sfince di San Giuseppe ricetta per prepararle in casa

    Le Sfince di San Giuseppe ricetta per prepararle in casa

    Sfince di San Giuseppe la ricetta

    Le sfince di San Giuseppe sono un dolce tipico palermitano, versione povera e sicilianizzata dei bignè fritti preparati un po’ in tutta Italia anche se in forma diversa. A Napoli, per esempio, le zeppole con crema e amarena (sia in versione fritta che al forno).

    Secondo alcuni il nome deriva dal latino Spongia, e  sottolinea la morbidezza di questo  dolce. Secondo  altri, invece,  l’etimo sarebbe arabo e deriva da sfang, termine con cui si indica una frittella addolcita da miele.  
    Le sfince di San Giuseppe hanno una probabile origine conventuale e vengono preparate tradizionalmente nel palermitano in occasione del 19 marzo.

    Si preparano in linea di massima come una pasta bigné povera, a base di strutto (che oggi viene spesso sostituito da burro). Nulla di particolarmente difficile, insomma, a parte la tradizionale “mazzuliata” sulla sfince in cottura per aiutarla a gonfiarsi meglio. La crema, è quella classica di ricotta: se riuscite, setacciatela prima di mescolarla allo zucchero. E’ una scocciatura, lo so, ma vi permetterà di ottenere una crema incredibilmente setosa. Le arance, per quando mi riguarda, sono quelle candite in casa.

    In ogni caso, scrivere delle Sfince di San Giuseppe e della ricetta mi ha messo voglia di tornare a Palermo. E sono andata a ripescare un po’ di scatti in città. Ne metto qualcuno qui, per provare a contrastare un po’ la nostalgia.

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    Per aiutarvi, eccovi comunque un video in cui potrete vedere la preparazione: le sfince di San Giuseppe preparate dallo chef Natale Giunta.

  • La ricetta delle scorze di arance candite in slow cooker

    La ricetta delle scorze di arance candite in slow cooker

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    Premessa, questa ricetta delle scorze di arance candite nella slow cooker nasce da una intuizione. Candisco da anni e le prime volte sono andata ad istinto: ho capito – grazie ad una serie di fallimenti – cioè che il segreto della canditura casalinga potesse essere la bassa temperatura di cottura associata ad una lunga macerazione. Per cui ho provato, e ho messo a punto una ricetta che mi ha sempre soddisfatto abbastanza. Unica pecca, il rischio di dimenticare di spegnere il fornello: per mantenere bassa la temperatura, infatti, spengo e riaccendo: e ripeto questo per un po’ di giorni.
    Una volta, mi sono scordata la pentola su fuoco acceso, e sono andata a lavorare. Mi è andata bene che non ho avuto danni, ma il risultato ve lo lascio immaginare.
    Ho quindi voluto provare a candire sfruttando la bassa temperatura e ho messo a punto questa ricetta di scorze di arance candite nella slow cooker, con il risultato che vedete nelle foto. A me, francamente, è sembrato ottimo e pure comodo per cui ve lo racconto.

    Ho raddoppiate le dosi di acqua e zucchero e glucosio rispetto a quella del a ricetta che ho citato prima (lo sciroppo deve apparire il doppio delle scorze)
    Ho dato 1 ora  minuti a temperatura 2 e e poi ho abbassato ad 1 per 24 ore (lasciando il coperchio in fessura, in modo da consentire un minimo di evaporazione)

    Ovvimante il tempo totale è indicativo: dipende dallo spessore e dalla grandezza delle scorze. Voi arrivate tranquilli anche alle 36-48 ore, non avrete problemi. Unica cosa, abbondate con lo sciroppo. Nel caso vi accorgiate che sta per evaporare tutto preparatene altro e aggiungetelo CALDO e poi continuate.
    Ogni tanto, mescolate pure piano le bucce, per uniformare la canditura. Tutto qui

    Ps: la bollitura preliminare io non la faccio più: ho deciso che quel tocco di amaro nelle arance candite fatte in casami piace, dà maggiore “carattere” al sapore della scorza. Ma si usa, quindi ve la riporto.

    Vi ricordo poi che di canditura io ne ho provate diverse: per esempio, questa ricetta delle scorze di arance candite  senza glucosio.

    Se non avete la slow cooker, potete provarci lo stesso con il forno. Il principio è lo stesso: tempo lungo e bassa temperatura: come per esempio spiega Stefania nel suo post.

    Scorze di arance candite senza glucosio
    Scorze di arance candite senza glucosio

    Oppure – ancora –  questa eicetta delle scorze di arance candite con miele e in vasocottura.

    limone-candito

    [yumprint-recipe id=’39’]arance candite slow cooker-5

    Se volete altre ricette a base di agrumi, non perdetevi questa torta al cioccolato di Stefania oppure questo dolce di Valentina. Oppura, ancora, questo cuore di cioccolato in zuppetta calda di arance o – visto che Pasqua si avvicina – il casatiello dolce di Maria.

  • La ricetta delle graffe alla crema e limone candito di Francesco Guida

    La ricetta delle graffe alla crema e limone candito di Francesco Guida

     

    graffe alla crema

    Lo so, ho già pubblicato la ricetta base: ma questa ricetta delle graffe alla crema e limone candito merita un post a parte. Soprattutto oggi, martedì grasso. Per cui io ve le propongo: poi se vi sembrano un doppione, saltate pure la lettura. Se poi vi va di vederle realizzate anche da altre mani, qui trovate l’esecuzione di Maria che con me ha avuto il piacere di assaggiare queste graffette preparate dalle mani di Francesco Guida, alla Antica Osteria Nonna Rosa.

    L’impasto è lo stesso dell’altra volta: cambia solo un pochino la formatura: vanno cioè coppate allo stesso modo ma il buco in mezzo deve essere piccolo, in modo da poter essere riempito di crema pasticcera. Su questa, spremuta a ciuffo con una tasca per dolci, si appoggia una fragola fresca o un’amarena sciroppata e  un ciuffo di scorza di limone candita. 

    La ricetta quindi si compone di tre parti: la scorza candita, la crema pasticcera e la graffa vera e propria. Le bucce e la crema preparatele in anticipo – la seconda, ovviamente, non più del giorno prima – in modo da avere tutto ben freddo al momento della decorazione.

    I limoni di Monterosso

    Fatta questa premessa, ecco la ricetta delle  graffe alla crema e limone candito

    Buccia di limone candito
    1 o 2 limoni non trattati
    200 g di zucchero
    mezzo bicchiere di acqua (ca. 100 g)

    Grattugiate la scorza di limone aiutandovi con uno zester che vi consenta di ottenere scorzette strette e lunghe: intanto, fate sciogliere l’acqua e lo zucchero e portatelo a bollore. Aggiungete quindi la scorza e cuocete a fuoco molto basso fino a quando questa non sia diventata trasparente. Conservate le bucce immerse nello sciroppo fino al momento dell’utilizzo e  se vi dovesse avanzare del liquido  non  buttatelo: sarà ottimo per bagnare i vostri pan di spagna.

    Crema pasticcera

    Per questa preparazione, meglio evitare di usare la farina: tende ad ammorbidirsi troppo e a rilasciare liquidi. Meglio utilizzare amidi, di riso o di grano (o anche tutti e due miscelati) usandone un po’ di più del solito per ottenere una consistenza ben soda. Oppure, dando una doppia cottura come spiegato qui.

    Latte 500 gr,
    zucchero semolato 150 gr,
    tuorli 4,
    50 g di amido
    buccia di limone non trattato

    Sbattere i tuorli con lo zucchero, unire l’amido, versarvi  sopra il latte bollente (aromatizzato con  buccia di limone), mescolare bene, mettere il tegame sul fuoco al minimo  e mescolare fino a quando la crema non appare ben consistente.

    Una volta pronte crema e bucce di limone, potete dedicarvi all’impasto.

     graffe alla crema

     

    [yumprint-recipe id=’37’]graffe alla crema-3

    Ecco, vi garantisco che una volta assaggiate queste graffe non smetterete più di rifarle. In ogni caso, se volete assaggiare altri dolci di carnevale vi consiglio caldamente le bugie della nonna di Elisa, oppure le crespelle senza glutine della Fornostar, magari accompagnate dal sanguinaccio di Maria. Oppure, anc0ra, se avete voglia di un gusto un po’ diverso, le Mezzelune dolci fritte alle castagne di Rosa. Ma se volete stare sulle graffe allora guardatevi queste di Rosaria.

    Insomma, non avete che l’imbarazzo della scelta: cosa avete deciso di preparare?

  • Baccalà al pomodoro e olive

    Baccalà al pomodoro e olive

    baccala al pomodoro

    Amo molto il baccalà al pomodoro, non solo perché è un piatto semplice e al tempo stesso molto buono, ma anche perché mi permette di attenuare la sapidità naturale del baccalà che – se non sfruttata nel modo giusto – rischia di essere eccessiva e non del tutto gradevole.

    Per questo, sono molto attenta a scegliere il pomodoro giusto. Già perché il pomodoro non è tutto uguale, anche se spesso siamo abituati a trattarlo come tale. In questo caso, ho scelto di utilizzare il pomodoro corbarino, particolarmente adatto grazie alla sua dolcezza naturale alla preparazione di piatti a base di pesce.
    Ovviamente, data la stagione non ho usato corbarino fresco  ma quello in barattolo dei Sapori di Corbara. Che vi consiglio di assaggiare in fretta: rimarrete sorpresi da come questo pomodoro riesca, pur lavorato, a mantenere intregro il sapore e il profumo originari. 

    Detto questo, ecco la ricetta del baccalà al pomodoro corbarino. 

    baccala al pomodoro

    600 grammi di baccalà già ammollato
    2 cipolle di dimensione media, di tipo dorato
    una manciati di olive, del vostro tipo preferito
    capperi dissalati
    Un barattolo di Corbarì
    olio extravergine di oliva, di tipo fruttato leggero
    sale e pepe, q.b.

     

    Si inizia con un soffritto leggero di cipolla, preparato senza fretta. Sbucciate la cipolla e affettatela.  Mettetela quindi in un tegame insieme all’olio extravergine di oliva e ad un po’ di sale grosso e fatela cuocere  a fuoco basso finché non appaia morbida e dorata.
     

    A questo punto, aggiungete il pomodoro, le olive e i capperi e portate a cottura fino a quando non otterrete un sugo ben denso.

    Tagliate ora il baccalà a pezzi piuttosto grossi e senza togliere la pelle.  Soffriggetelo quindi qualche minuto in in una padella con poco olio appoggiandolo dal lato della pelle e coprite con il sugo di pomodori. Portare a cottura (sarà sufficiente pochissimo tempo, a seconda delle dimensioni dei pezzi di baccalà) e spegnete lasciando riposare qualche minuto prima di servire.