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  • A me piace Ficotto… il contest più *fico* che c’è!

    A me piace Ficotto… il contest più *fico* che c’è!

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    Ricordate IoChef, il concorso nato per far conoscere ai blogger il vero sapore della Lucania? Già allora i partecipanti al concorso ebbero modo di assaggiare uno dei più tipici e particolari prodotti lucani: il vin cotto di fichi.  In questi giorni, accadrà ancora: una trentina di  blogger sono stati invitati dall’Azienda Terravecchia  a partecipare a“A ME PIACE FICOTTO”,  ambientato nella città di Matera “Capitale Europea della Cultura 2019”. Grazie a questo concorso i prodotti dell’ Azienda Terravecchia si fonderanno con la cultura enogastronomica lucana e la partecipazione dei food blogger offrirà un importante spunto d’ incontro con le tradizioni culinarie di altre regioni d’ Italia.

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    I blogger invitati stanno ricevendo in questi giorni  un campione di questi tre prodotti:

    – Fichi Caramellati (realizzati utilizzando fichi della pregiata varietà “Fico Rosa”);
    – Uva Caramellata (prodotta con una varietà apirene denominata Sugra One);
    – Ficotto (mosto cotto di fichi della varietà “Fico Rosa”).

    Con questi (uno solo, ma anche due o tre) dovranno preparare  UNA ricetta corredata di foto che verrà  pubblicata sui rispettivi blog entro il 12 dicembre completando l’indicazione *con questa ricetta partecipo al concorso “A ME PIACE FICOTTO”  (con link a questo post, al sito dell’azienda Terra Vecchia e al sito Associazione cuochi lucani/). e inviando – entro la stessa data – la loro ricetta a  a info@cuochilucani.com. Inoltre i partecipanti inseriranno nella barra laterale del blog (o nella sezione dedicata ai contest) questo banner (sempre con link a questo post).

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    Se provvisti di account Facebook, infine, pubblicheranno la loro ricetta (completa di link al proprio blog) sulla pagina  pagina fan A ME PIACE FICOTTO.

    Il 27 Gennaio 2015, gli autori delle tre ricette selezionate parteciperanno alle finali del  “A ME PIACE FICOTTO”che avrà luogo a Matera presso la sala ricevimenti Garden (spese di ospitalità e viaggio saranno a carico dell’ azienda Terravecchia).

    Durante la gara i food blogger finalisti saranno affiancati da uno chef dell’ Unione Regionale Cuochi Lucani, nella realizzazione delle ricette.
    Il 28 Gennaio 2015 è prevista una visita presso l’ Azienda Terravecchia per far conoscere il laboratorio di trasformazione, il magazzino di lavorazione ortofrutticola e le colture in campo.

    Gli autori delle tre ricette finaliste sono inoltre invitati alla cena di gala del Concorso Gastronomico Interregionale “La Cucina Calda nella Ristorazione”, organizzata dall’Associazione Cuochi Materani, che avrà luogo la sera del 28 Gennaio presso la sala ricevimenti Garden di Matera in un’esclusiva serata durante la quale sarà proclamata la ricetta vincitrice.
    Il vincitore sarà premiato con un weekend a Matera comprensivo di un giorno in cucina con lo Chef materano Leonardo Lacatena.

    Qui, il regolamento completo scaricabile in pdf.

     

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  • Pizza rustica svizzero-napoletana, al Gruyère DOP

    Pizza rustica svizzero-napoletana, al Gruyère DOP

    pizza rustica in versione "svizzera". Presto su www.scattigolosi.com

    Pensandoci bene, la pizza rustica è un piatto atipico nella cucina meridionale. Un incontro tra un guscio di frolla dolce, semidolce per meglio dire, e un ripieno molto saporito fatto di ricotta, uova, salumi e formaggio. Un chiaro retaggio, probabilmente, della cucina dei monsu’ (i cuochi francesi prestati alle cucine nobiliari delle capitali del regno borbonico) ma stranamentem chissà attraverso quali giri,  divenuto talmente popolano da essere ancora oggi venduto in tutte le gastronomie *tavola calda* di cui è disseminata la Campania.

    Questo l’ha resa, soprattutto nella sua versione *mignon* (il rustico napoletano) un cibo da strada molto amato: soprattutto da me, confesso. E’ stato il cibo delle serate estive con gli amici, quando si usciva di casa prima di cena e non si sapeva mai a che ora si sarebbe finito per tornare. Ma tanto, qual era il problema? Il bar Nettuno era lì apposta per noi: una birra, un calzone o un rustico e il problema della cena era risolto. Per questo, e per i ricordi che riesce a restituirmi assaggiandola, questa preparazione è – di diritto – tra i miei cibi del cuore.  E per questo l’ho scelta per partecipare al contest #NOICHEESEAMO,  utilizzando come formaggio il Gruyère DOP.

    Ingredienti

    Pasta frolla preparata con strutto e con metà della dose di zucchero prevista, 500 g
    (potete seguire la ricetta di quella della pastiera)

    Per il ripieno

    Gruyère DOP, 100 g
    Ricotta vaccina, 250 g
    1 uovo e un tuorlo
    Salame di tipo Napoli, 100 g
    Pancetta dolce, 100 g
    Pepe Nero, io ho usato quello di Sarawak, macinato al momento
    1 uovo per spennellare

    Mettere in una ciotola la ricotta, il salame, la pancetta, il Gruyère DOP (tutti tagliati a dadini piccole) e lavorare in modo da rendere l’insieme un impasto cremoso. Regolare di sale e aggiungere il pepe.

    Stendere quindi la pasta frolla (due terzi circa del totale: il resto, servirà per le striscie) ad un’altezza di circa mezzo centimetro  e foderare uno stampo da crostata. Versarvi il ripieno, livellando in modo da rendere il più possibile uniforme la superficie, e coprire con strisce di pasta ricavate dalla frolla avanzata. Spennellare con un uovo sbattuto e infornare a  200° per 25 minuti, fino a quando la superficie non sarà dorata.

    Sfornare e lasciar riposare 30 minuti, servendo poi a fette.

     Con questa ricetta, partecipo al Contest #NOICHEESEAMO.

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  • Pasta patate all’Emmentaler DOP

    Pasta patate all’Emmentaler DOP

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    La pasta e patate (e provola) non è un normale piatto di pasta: è un vero e proprio comfort food. Sa di infanzia infatti, di cucina della mamma e di affetto caldo e avvolgente. Prepararla è tornare indietro negli anni, e ritrovarsi in qualche modo bambini. Ancora con il cucchiaio in mano,  pronto come allora per essere immerso nel piatto. E si sposa benissimo con i formaggi, tanto che una delle sue versioni più classiche è quella con la provola. Per questo, nel momento in cui ho dovuto pensare ad un modo di utilizzare l’emmental all’interno di una ricetta del cuore non ho potuto fare a meno di pensare a lei.

    E l’ho preparata così, sostuendo l’aggiunta finale di provola con una abbondante grattata di Emmentaler DOP, e aggiungendo dei dadini di formaggio per poterne apprezzare ancora meglio il suo caratteristico sapore. Ed ho voluto usare un formato di pasta che mi piace molto, le Maruzze Leonessa.

    La ricetta è quella di Peppe Guida, che ho preparato in passato e che è diventata in fretta una delle mie preferite, grazie all’incredibile cremosità che consente di ottenere.

    Ingredienti per una porzione

    Patate, meglio se vecchie , 1 un po’ grande
    Guanciale, 30 g
    pasta formato Maruzze, 80 g
    Olio extravergine di oliva *buonissimo*, q. b. ma abbondante
    Emmentaler dop grattugiato, 30 g
    Emmentaler dop a dadini, 30 g

    Procedimento

    Ho tagliato le patate a cubetti piccoli  e le ho lessate portandole quasi di cottura. Le  ho scolate e messe da parte. Poi,  ho fatto un fondo di guanciale tagliato striscioline,  con poco olio,   e appena ha cominciato a cambiare colore l’ho bagnato con un mestolo di acqua della pasta e ho aggiunto quindi un bel po’ di basilico.

    Ho messo quindi a cuocere la pasta : un paio di minuti prima che fosse pronta,  ho aggiunto le patate e  portato tutto a cottura. Ho quindi  scolato  e aggiunto al fondo di guanciale,  mantecando il tutto.

    Infine,   ho tolto dal fuoco e aggiunto altro basilico,  una bella manciata di Emmentaler DOP grattugiato,  pepe nero macinato al momento  e TUTTO l’olio,  amalgamando bene il tutto prima di servire.

    Ho servito e cosparso di altro formaggio tagliato a cubetti piccoli.

    Con questa ricetta, partecipo al contest #NOICHEESEAMO

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  • E da domani, “Caccia al territorio”, Blog tour nelle terre dell’aretino

    E da domani, “Caccia al territorio”, Blog tour nelle terre dell’aretino

     

    Caccia al territorio Blog tour Arezzo

    Da domani, al via Caccia al Territorio Blog Tour 2; e io – udite udite! – sarò uno dei partecipanti, e sarò impegnata nella scoperta del territorio e le eccellenze enogastronomiche aretine.
    Dal 13 di novembre al 16 due squadre composte da 6 persone saranno in giro alla ricerca di speciali ingredienti che diventeranno i protagonisti di un’avvincente sfida di cucina in diretta presso gli stand dell‘AGRI&Tour ad Arezzo.
    Ecco come funziona il tutto.
    Grazie ad un’idea di Massimo Rossi e Benedetta Castella, l’anno scorso ha preso il via Caccia al Territorio, un Blog Tour tra le 4 vallate aretine per promuovere il territorio in maniera social e 2.0.

    Quest’anno il Tour si rinnova a partire da uno degli organizzatori Roberta Castrichella ( partecipante della scorsa edizione) addetta alla comunicazione del Blog Tour.

    Due pulmini che viaggeranno per le 4 valli con a bordo le due squadre partecipanti. Il tema di questa seconda edizione del tour sarà la Tradizione contro l’innovazione.

    Io farò parete della squadra della tradizione, formata da me, Cran Berry e Barbara Narducci. Il nome della nostra squadra è “#lechiarefresche”, in richiamo a Petrarca e al nostro amore per i fornelli.

    Nella squadra avversaria invece, quella legata all’innovazione 3 giovani , Mattia, Damiano ed Emanuele. Il nome scelto per la loro squadra è “La Vertigine” in riferimento a una canzone di Jovanotti.

    Noi siamo pronti, in questi 4 giorni le nostre due squadre “andranno a caccia” degli ingredienti per realizzare un piatto che rappresenterà la tradizione e l’innovazione dei prodotti, della cultura dei territori che visiteremo.

    Caccia al territorio Blog tour Arezzo
    Marco Stabile

    A giudicare i nostri piatti, il giorno 16 novembre ci sarà una super giuria tecnica, composta da esperti del settore, guidata dallo chef stellato Marco Stabile ( del ristorante “Ora D’Aria” di Firenze e la squadra vincitrice si aggiudicherà un soggiorno presso il bellissimo Relais&Chateau “Il Falconiere” di Cortona.

    Caccia al territorio Blog tour Arezzo

    Il programma dei 4 giorni di “caccia” è fitto di appuntamenti; luoghi da visitare, prodotti da scoprire e realtà enogastronimiche da conoscere: Sapori Della Valdichiana, Menchetti dal 1948, Frantoio Neri Maria Domenica, tenuta Il Borro, Caseificio Podere Panzano, Vestri Cioccolato, Azienda Agricola Tocci Maria Teresa, Agriturismo Il Casalone, Gelateria Ghignoni, Osteria Da Giovanna, Macelleria Sani, Associazione Ragazzi Speciali, Il Fiorentino,Relais il Falconiere.

    Vi racconteremo tutto, in diretta, tramite i social durante i 4 giorni e poi al ritorno, con i nostr post sul blog, completi di foto e informazioni dettagliate.
    Per non perdervi niente del tour dovrete seguire gli hastag #caccialterritorio2, #blogtourarezzo e – soprattutto – #lechiarefresche, inoltre le mie pagine social, tutte quante mi raccomando!
    I miei profili da seguire:
    pagina fb personale: Teresa De Masi
    Pagina fan fb : http://www.gennarino.org/forum
    Twitter: TeresaDeMasi
    Instagram: teresademasi

    Vi aspettiamo!

    Ps. Un grazie enorme, non solo a chi ha scelto me per questa esperienza (che ancora non capisco come possa essere accaduto), ma soprattutto ai partner di Caccia al territorio, che hanno reso possibile tutto questo.

    Caccia al territorio 2 Blog tour Arezzo

  • Croissant sfogliati francesi la ricetta di Massari

    Croissant sfogliati francesi la ricetta di Massari

    Croissants sfogliati francesi
    Croissants sfogliati francesi ricetta di Iginio Massari


    I croissant sfogliati francesi la ricetta di Massari è tra quelle che più amo molto e che da un po’ di tempo volevo pubblicare: da quando abbiamnao fatto questa discussione nel forum – grazie ancora, cooking planner! – ed ho provato questi croissant sfogliati  francesi con enorme soddisfazione mia (per il risultato) e di Irene che se li è mangiati tutti.  Non l’ho fatto prima, perché non sono mai riuscita a trovare il tempo e la calma necessaria per scrivere la ricetta e perché le foto non mi convincevano: era sera, era inverno, e avevo pure il flash rotto (ecco spiegata la bruttissima luce!). Ma poi mi sono convinta perché pur essendo buonissimi non sono difficili (davvero è uno di quei casi in cui scrivere è più difficile del fare): anzi, questi croissant sfogliati francesi sono molto più facili di quello che possono sembrare: basta programmare il lavoro,  fissare gli orari e rispettare la tabella di marcia. Il resto, è semplice: un po’ di manualità per stendere il burro – ma preparare una specie di sacchetto di carta forno aiuta parecchio – e per stendere l’impasto in misura adatta alla sfogliatura. Tutto qui: il resto, davvero, vien da sè.  Io vi consiglio di provarci (trovando prima un attimo di tempo per guardare il video con il Maestro Giorilli linkato sotto): ne vale davvero la pena. E se avete bisogno di aiuto, vi ricordo che potrete trovarlo qui.

     
    Detto questo, vi lascio alla lettura. Io, intanto, vado a meditare sulla prossima ricetta di croissant sfogliati da provare.
     

    Ingredienti dei croissant sfogliati francesi la ricetta di Massari

    Farina 1 kg (possibilmente una  W 330 P/L 0,55: questi della foto sono stati fatti peròcon una manitoba da super)
    Acqua 500 gr
    Burro 100 gr
    Lievito di birra fresco 40 gr
    Sale 20 gr
    Zucchero 120 gr
    Latte 100 gr
    Burro per la sfogliatura 500 g

    Attrezzi indispensabili: mattarello, piano di lavoro adatto alla stesura, carta forno.

    Croissant sfogliati francesi
     
     Procedimento
    Si parte 12 ore prima, con l’impasto 
    In planetaria, con il gancio: unire farina, acqua, burro e lievito sbriciolato. Quando l’impasto apparirà incordato, si aggiunge il sale, poi  lo zucchero e infine il latte. Terminato l’impasto, lo si trasferisce in una ciotola, si copre con pellicola trasparente e lo si colloca in frigo a 4°, per un minimo di 12 ore.
     
     

    Preparazione del burro per la sfogliatura (un’ora prima che sia pronto l’impasto)

    Prendere il panetto e appoggiarlo su un un pezzo di carta forno di misura adeguata al risultato che volete ottenere. Piegare quindi la carta in modo da formare una specie di sacchetto della misura finale a cui si intende portare il burro ed esercitare una pressione graduale ma costante con il mattarello in modo da schiacciarlo mantenendo il più possibile la forma rettangolare. Una volta raggiunta la dimensione voluta, riporre in frigo il sacchetto, che si presenta così:
    croissant sfogliati francesi la ricetta di Massari
     
    Preparazione dell’impasto sfogliato e pieghe
     

    Stendere la pasta allo spessore di circa cm 1, cercando di mantenere una forma il più possibile regolare e simile a quella del burro e appoggiarvelo sopra.

    Questa fase della lavorazione è un po’ difficile da spiegare: per questo, vi consiglio di affidarvi a questo video in cui il Maestro Giorilli spiega come si procede: prima con le pieghe a tre, poi con una a quattro.

    Le pieghe a tre e quelle a quattro le trovate  descritte con foto qui.

    Dare 3 giri di pieghe a tre, i primi due  continui (senza riposo fra l’uno e l’altro). Prima del terzo giro fare riposare in frigo per almeno 30 minuti per far rilassare il glutine.
    Dopo il 3° giro, far riposare a 4° per circa un’ora.

    Stendere quindi  la pasta allo spessore di 3 mm circa, tagliare dei triangoli  di forma piuttosto allungata (anche questo, si vede bene nel video), eseguire un taglietto di circa un cm nel mezzo della base (come si vede nella foto) e arrotolarli dalla parte opposta alla punta.

    croissant sfogliati francesi la ricetta di Massari

    Posizionarli sulla teglia e porli a lievitare per circa due ore e mezza a 25°/26°, coprendo in modo da non farne seccare la superficie.

    croissant sfogliati francesi la ricetta di Massari

    Prima di passare in forno, spennellare  i croissant sfogliati con un  uovo leggermente sbattuto.

    la ricetta dei croissant sfogliati francesi di Massari 4
     

    Cuocere per 5-6 minuti a 220° (io come per tutti i lievitati, appoggio la teglia in posizione bassa, direttamente sulla pietra),  poi abbassare la temperatura a 180° e proseguire per altri 8-9 minuti. Ovviamente sono valori indicativi: facile che non corrispondano al vostro forno, ma basterà un giro di prova per trovare quelli più adatti a voi.

     
     croissant sfogliati francesi la ricetta di Massari
  • Una giornata in riva al lago, trattate da TopBlogger e con uno chef come Moreno Cedroni tutto per noi

    Una giornata in riva al lago, trattate da TopBlogger e con uno chef come Moreno Cedroni tutto per noi

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    E’ successo tutto nel tempo di una telefonata, all’improvviso. Ventura, marca leader nel mercato della frutta secca, mi ha invitata non solo ad avviare una collaborazione con loro (a proposito, con le loro noci ho già preparato una ricetta, l’avete vista? ) ma anche a prender parte alla prima edizione di Top Blogger 2014, un evento che includeva due giorni in un favoloso hotel sul lago di Como, il Casta Diva Resort & Spa  e una lezione di cucina con lo chef Moreno Cedroni.

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    Sulle prime sono rimasta esterrefatta: possibile che avessero scelto proprio me come #VenturaTopblogger2014? Proprio non mi pareva possibile, eppure era quello che stava accadendo. In più, come se non bastasse, in ottima compagnia. Persone che conosco da tempo – alcune anche nella realtà – avrebbero diviso con me quella esperienza.

    Donatella, di Fiordirosmarino 
    Fedora, di Cappuccino e Cornetto
    Giulia, di Juls’ Kitchen
    – Martina, di  Trattoria da martina

    – Morena di Menta e Cioccolato 
    Silvia, La Greg 

    Ventura Top Bogger 2014

    E’ stata un’esperienza stupenda: merito dello sponsor innanzitutto. Ma merito anche dello Chef che ci ha accolto con una frase stupenda, che ci ha messo subito a nostro agio: “vedrete, ci divertiremo moltissimo”. E così è stato. Non c’è stato un attimo solo in cui Moreno Cedroni abbia dimenticato questa promessa: le ore di cooking class con lui sono scivolate in un attimo, in un susseguirsi di spiegazioni, assaggi, battute, domande e risposte esattamente come accade quando si cucina con persone amiche. Nonostante la situazione *importante* in cui eravamo immerse – la lezione è stata ripresa e fotografata dallo staff Ventura minuto per minuto – non c’è stato un solo attimo in cui lo Chef non abbia tenuto fede alla sua promessa di divertisi con noi. Ed è stato questo che ci ha incantato, più di tutto: la sua disponibilità al gioco, oltre che all’insegnamento.

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    Per non parlare poi del luogo, in cui tutto questo è accaduto: non riesco a trovare altre parole per descrivere il Casta Diva se non *incanto*. Una villa antica e stupenda sulla riva del lago di Como, dalle strutture e dagli interni elegantissimi e accoglienti. A cominciare dalla reception: personale professionale ma calorosissimo e gentile, capace di metterci a nostro agio persino in una struttura come quella. L’arrivo nelle camere poi, è stato lo stupore puro: erano persino più grandi di casa mia. Arredi incredibili (a cominciare dal letto, elegantissimo e vista lago, per non parlar del bagno enorme): persino un terrazzo personale dotato di giardino pensile.
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    Così come è stata un incanto la cena: un tavolo tutto per noi e serviti dallo Chef in persona e dal suo maitre, persona divertentissima e sagace che uno dopo l’altro ci ha fatto assaggiare i piatti che prima aveva preparato sotto i nostri occhi esaltando la qualità dei prodotti Ventura.

    Tonno bianco tataki con conditella, colatura di alici, riso susci e noci
    Carpaccio tiepido di spigola con purea di lime e cranberries, salsa alla rucola e pinoli
    Zuppa di mandorle e vongole con frutti di mare e broccoli – la mia preferita, le capesante e la seppia erano così morbide che si scioglievano in bocca come burro
    Pizzetta con sgombro marinato, burrata e panzanella
    mousse al cioccolato, olio di oliva e sale con grissino ai pistacchi

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    Non contento, ha voluto rendere la cena ancora più indimenticabile, aggiungendo la sua famosa lasagnetta di pesce e una mousse al cappuccino, e facendoci due splendidi regali.
    Il suo libro, innanzitutto – da sfogliare con voracità – ed un grembiule proprio uguale al suo. Questo, soprattutto per me è stata una sorpresa incredibile: è ancora a casa, intonso, lo guardo e non oso toccarlo, tanto è bello sia per il suo aspetto colorato che per ciò che rappresenta. In più, da parte di Ventura, una serigrafia del pittore Marcello Scuffi.
    E l’indomani mattina, altra emozione. A cominciare dalla colazione con vista sul lago e dalla immersione totale del benessere nella super Spa del “CastaDiva”.

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    Insomma, credo di poter dire senza paura di esagerare che quello che Ventura ha voluto regalarci sia stato un vero e proprio sogno, più che un’esperienza. Di cui non smetterò mai di ringraziarli (e quando mi ricapita, un’esperienza come questa?) e che spero di ripagare provando – nei prossimi giorni – a raccontarvi come usare al meglio i loro ottimi prodotti.

    Magari, chissà, provando a replicare le stesse ricette preparate in cucina con Moreno Cedroni.