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  • Sei un foodblogger? Vuoi far parte della Giuria dei Campionati della Cucina Italiana 2017? Ecco come fare…

    Sei un foodblogger? Vuoi far parte della Giuria dei Campionati della Cucina Italiana 2017? Ecco come fare…



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    Volete conoscere la Federazione Italiana Cuochi da vicino… ? Questa l’occasione che fa per voi: siete foodblogger e volete partecipare alla giuria del Campionato della cucina italiana che si terrà a Rimini dal 18 al 21 febbraio? Non perdetevi questa occasione!

    Intanto, un’anticipazione: è in arrivo una nuova collaborazione tra la Federazione Italiana Cuochi e i foodblogger. Presto, le notizie nei dettagli: per ora accontentatevi di sapere che obiettivo di questa sarà la creazione di una rete territoriale tra chef iscritti alla Federazione e foodblogger.

    Pensiamo infatti che ambedue le figure abbiano molto da imparare l’uno dall’altra – i blogger, per esempio, potranno conoscere gli chef del loro territorio e creare occasioni per raccontare della loro cucina (magari, infilandosi il grembiule e affiancandoli ai fornelli). Gli chef, potranno sicuramente scoprire una forma di comunicazione spesso un po’ ostica per chi – come loro – passa il tempo in cucina e al lavoro.

    Insomma, grandi sorprese in arrivo. Che, lo chiarisco sin d’ora, saranno aperte a tutti i blogger che abbiano voglia di partecipare. Nessuno escluso. Voi, se vi va, darete la vostra disponibllità e la Federazione Italiana Cuiochi vi metterà in contatto con lo chef del territorio.

    Insomma, un’occasione unica – un rapporto di tipo nuovo mai costruito sinora – che punta ad una crescita attraverso lo scambio di competenze.

    Ma di questo, parleremo nei prossimo giorni.

    Quello che volevo anticiparvi ora è che per festeggiare questa nuova collaborazione, la Federazione Italiana Cuochi ha deciso di invitare 4 foodblogger a fare parte faranno parte della giuria “Premio critica Gastronomica” che assegnerà ogni giorno il premio degustando i piatti delle squadre che gareggiano per il concorso cucina calda.

    Ovviamente, i blogger prescelti saranno graditi ospiti della F.I.C.. e potranno assaporare dal vivo l’atmosfera di festosa professionalità che caratterizzerà queste giornate.

    Inoltre, riceveranno come ricordo della loro partecipazione la giacca ufficiale della manifestazione

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    e una sorpresa personalizzata firmata Pentole Agnelli.

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    Insomma, un’occasione unica, imperdibile.

    Per candidarvi a questa esperienza, sarà sufficiente che scegliate la vostra ricetta preferita tra quella di altri foodblogger (già, di altri foodblogger: perché anoi di Slowthinking piace fare rete!) e che spiegate perché quella è secondo voi ricetta da premiare.

    Queste le regole:

    – Scegliete la ricetta di un altro blogger (a seconda del giorno in cui vi interessererebbe essere a Rimini) e pubblicate foto e link al blog autore in un post sul vostro blog.

    – Spiegate in un testo – meglio se organizzato per punti – della lungezza massima di 15o parole perché avete scelto proprio quella ricetta.

    – Completate il post con la frase: con questa recensione mi candido a partecipare come giurato al campionato nazionale cuochi organizzato dalla F.I.C.

    inseriere questo banner con link al sito della F.I.C.: http://www.fic.it/  e indicate in un commento il link del post con cui partecipate.

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    Le categorie con cui potrete partecipare sono quattro, come i giorni di durata della manifestazione. Scegliete quindi quale tipo di piatto recensire in modo tenendo conto che :

    – le recensioni dei primi piatti concorrono per il giorno 18 febbraio

    le recensioni dei secondi piatti concorrono per il giorno 19 febbraio

    le recensioni dei dolci concorrono per il giorno 20 febbraio

    le recensioni dei lievitati (sia dolci che salati) concorrono per il giorno 21 febbraio

    Le recensioni saranno valutate da una giuria di tre chef della Federazione, e cioè:

    Claudio Crivellaro Chef dell’hotel Bristol Buja di Abano Terme, Padova, Presidente unione cuochi del Veneto;
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    Luca Fasoli, Chef, General Manager Equipe Cuochi del Veneto
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    Stefano Pepe Chef presso Ristorando, Camposampiero, Padova Segretario Unione Cuochi del Veneto 
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    Avete tempo fino alla mezzanotte del 6 febbraio 2017 per candidare il vostro blog in modo da consentire l’indicazione dei blogger prescelti entro il 9 febbraio.

    Vi ricordiamo che questo contest e la nuova collaborazione tra foodblogger e Federazione Italiana Cuochi è organizzata da www.slowthinking.it , un gruppo di blogger a cui piace lavorare insieme facendo rete. E dove ti aspettiamo, se questo è anche il tuo modo di fare blogging!

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  • Il Mate, una piacevolissima abitudine tutta da provare!

    Il Mate, una piacevolissima abitudine tutta da provare!


    Gennaio, tempo di nuovo inizio.

    Buon anno, innazitutto. Non ci si leggeva da un po’: nuovi impegni lavorativi mi hanno tenuto lontano da queste pagine. Non so se lo sapete, visto che – anche per correttezza verso chi mi segue – ho annunciato su facebook l’inizio della mia collaborazione con il Pastificio Di Martino: da novembre, lavoro infatti a Fico allo stupendo progetto del pastificio di raccontare, lontano da Gragnano, come si produce la pasta più buona del mondo.

    Per questo, da un po’ di tempo non scrivo più da queste parti: mancanza di tempo, purtroppo. Ma è ora di un nuovo inizio, anche sul blog.

    Premessa.
    Come tante persone in questo periodo ho iniziato un periodo di alimentazione controllata. No, non uso la parola dieta: mi deprime. Sono in sovrappeso, lo so, ma non riesco a concentrarmi su obiettivi come la perdita di peso. Meglio allora puntare a periodi di depurazione: utilissimi anche questi, necessari proprio.

    In periodi come questi, mi piace provare prodotti nuovi per scoprire – e verificare – le loro benefiche proprietà.

    Sia chiaro: non mi aspetto i miracoli ma solo un piccolo aiuto nei percorsi di benessere che periodicamente decido di intraprendere.

    Una nuova scoperta: il Mate

    Uno di questi, è una scoperta di questo ultimo periodo: il mate, , una bevanda ricavata per infusione dalle foglie dell’ Ilex Paraguariensis, un albero che cresce nella regione sub tropicale dell’America del Sud.

    Non lo conoscete? Neanche io, fino a poco tempo fa. Incontrato per caso e provato subito, spinta dalla curiosità.

    Il mate ha infatti numerose proprietà benefiche. La prima, graditissima, è che aiuta a perdere peso. Infatti ha proprietà diuretiche e migliora il funzionamento del metabolismo.

    Poi, altra proprietà preziosissima in questi mesi invernali, rafforza il sistema immunitario e offre anche un valido aiuto contro alcune infezioni batteriche. Contiene poi vitamine del gruppo B e sali minerali fondamentali come potassio e magnesio.

     

    Il mate è coltivato soprattutto in Argentina – qui si produce uno dei  uno dei mate più conosciuti ed esportati al mondo, il  Taragui – in Paraguay e nel sud del Brasile, ed il suo consumo quotidiano è una abitudine dei paesi del Sud America: grazie alle sue proprietà però ultimamente si sta diffondendo in tutto il mondo. Certo, non è più servito nelle zucchette precolombiane ma in coppette destinate proprio al suo consumo accompagnate da una cannuccia di metallo.

    Si prepara più o meno come un the, ponendo la polvere sul fondo della coppetta – che viene coperta dalla mano e agitata, dopo averla capovolta, per eliminare le polveri più sottili – e poi coperta da acqua a 80 gradi. Si gusta quindi con la bombilla, la cannuccia metallica da mate, e mano mano che viene consumato si aggiunge altra acqua in modo da averne sempre pronto.

    Insomma, una piacevolissima abitudine tutta da provare!

  • Il Caseificio Il Casolare di Alvignano

    Il Caseificio Il Casolare di Alvignano

     

    caseificio Il Casolare di Alvigliano

    Per parlare  del caseificio Il Casolare di Alvignano, un  che da generazioni produce Mozzarella di Bufala Campana DOP in una zona a metà strada fra il Parco Regionale del Matese ed il Parco Naturale Taburno-Camposauro, non si può che partire dal volto di Mimmo La Vecchia e dalle mani di chi, come lui, lavora alla produzione di questo prodotto unico.

    caseificio Il Casolare di Alvigliano
    Una lavorazione di tipo artigianale ma di elevata qualità: chi ha avuto la fortuna di assaggiare i prodotti del Caseificio Il Casolare di Alvignano sa quanto questa affermazione sia vera. Il latte  proviene da bufale di allevamenti dop  dell’alto casertano, e questo spiega il  sapore unico di questa mozzarella.

    Le fasi della lavorazione sono quasi tutte a mano: uno spettacolo per gli occhi, prima che per la gola. Se vi capita, passate pure a trovarli e chiedete di assistere alla produzione. Rimarrete incantati da quella gestualità antica fatta degli stessi movimenti di sempre. Certo attrezzature e vasche sono di tipo moderno – e ci mancherebbe altro – ma le fasi fondamentali sono le stesse che accompagnano da sempre la nascita della mozzarella di bufala campana.


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    Per il sapore, invece, posso solo affidarvi all’immaginazione. Consigliandovi però di andare presto a trovare Mimmo al Caseificio Il Casolare di Alvignano, per assaggiare sul posto.

     

     

    caseificio Il Casolare di Alvigliano

    caseificio Il Casolare di Alvigliano 2

    CASEIFICIO IL CASOLARE snc
    Via OLIVELLA 12
    Alvignano (CE)
    T 0823 610906 – 329 6139036 – E ilcasolaresnc@libero.it

    Qui una selezione delle foto, per vederle una per una, passateci sopra con il mouse.

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  • Polpo in insalata ricetta con crema di scarole e patate alla colatura di alici

    Polpo in insalata ricetta con crema di scarole e patate alla colatura di alici

    polpo in insalata
    Questo polpo in insalata ricetta con crema di scarole è una scusa per parlare di  olio. Di oli, anzi al plurale. Infatti troppo spesso, neanche si immagina quanto sia sbagliato – nel caso degli oli italiani – parlarne al singolare: la maggior parte delle persone – anche nei siti di cucina – ne parla infatti al singolare dimenticando che esistono differenze di gusto abissali tra un extravergine ed un altro. Certo, è difficile poter pensare di arrivare a conoscerli tutti – ma io credo che  valga la pena (ognuno nel nostro piccolo) di provarci. Scegliendo, per esempio, ogni volta che si va in giro per l’Italia di regalarsi un souvenir particolare: a base di olio, appunto. Vi sembra strano? Io lo faccio da anni: e nella mia cucina non mancano mai almeno tre o quattro tipi di oli diversi, da usare a seconda del piatto che scelgo di preparare. Lo dicevo ieri: per me la cucina è conoscenza, è scoperta: e tra le scoperte più sorprendenti sicuramente vi è quella dell’olio italiano.

    La scoperta di oggi, dopo dopo l’olio Pugliese, quello Marchigiano e quello Lucano, grazie alla mia collaborazione con la città dell’Olio, è stata a base di extravergine toscano: l’ Olio Bardi di Trequanda. E per un olio tanto delicato e *corposo* al tempo stesso, ho provato ad immaginare un piatto fatto di contrasti. Tra la  callosità del polpo e la cremosità del passato di scarola, innanzitutto. Ma anche tra la delicatezza delle sue carni e la sapidità della colatura.

     

    Polpo in insalata ricetta con crema di scarole e patate alla colatura di alici

    Gli ingredienti:
    Un polpo verace,
    due cespi di indivia (scarola)
    colatura di alici
    2 patate lesse, di medie dimensioni
    Olio Terre di siena
    aglio
    sedano, carota e cipolla per bollire il polpo
    sale grosso (io lo macino al momento, in modo da ottenere una dimensione intermedia tra sale grosso e sale fino.

    Procedimento

    Innanzitutto il polpo. Come si fa a capire che sia verace si sa: doppia fila di ventose lungo i tentacoli. Poi, se avete la fortuna di trovarlo fresco a buon prezzo – capita, di rado ma capita, anche qui in pianura Padana – approfittatene. Altrimenti, andate pure di congelato: per questo tipo di preparazione la congelazione aiuta regalando morbidezza. La preparazione di questo, poi, non è affatto difficile: occorre solo avere tempo per far raffreddare il polpo nella sua acqua (altrimenti si seccherebbe, diventando duro). Si mette quindi sul fuoco una pentola piena di acqua, vi si immergono le verdure e si porta a bollore. Non appena l’acqua bolle, si cala il polpo per tre o quattro volte (in questo modo si arricceranno i tentacoli, cosa che esteticamente mi piace molto) e lo si immerge. Poi, si lascia cuocere per un tempo variabile a seconda delle dimensioni del polpo: bisogna stare attenti a non cuocerlo troppo, altrimenti scuocerebbe durante il raffreddamento. Meglio  quindi controllare infilzandolo con una forchetta: questa deve penetrare incontrando ancora una buona resistenza. A questo punto potete spegnere e far raffreddare: al momento di tagliarlo sarà perfetto.
    polpo in insalata
    Intanto, potete preparare la crema di verdura. Innanzitutto riducetela in foglie e poi lavatela. Poi sbollentatela velocemente  (un minuto in acqua bollente, al massimo due: non di più. Serve a togliere l’amaro), scolatela – tenendo da parte un po’ di acqua di cottura – e mettetela a raffreddare in acqua in cui avrete immerso una ventina di cubetti di ghiaccio. Questo è un passaggio non necessario, dal punto di vista del sapore: serve a preservare il colore della verdura, mantenendo un verde vivace, non marroncino insomma, anche dopo che avrete l’avrete  soffritta. Una volta fredda, gocciolatela e soffriggetela a fuoco dolce in  olio in cui avrete fatto soffriggere un paio di spicchi di aglio. Una sola raccomandazione: il fuoco deve essere dolce, la temperatura bassa: non bisogna fare un vero e proprio soffritto, piuttosto bisogna “ammorbidire” la verdura nell’olio caldo (in modo da regalare morbidezza alla crema). Lasciate raffreddare , passate l’indivia al minipimer insieme ad una tazzina dell’acqua di bollitura e poi passatela a chinoise in modo da avere una crema morbida e setosa.
    Ora, tutto e pronto. Il piatto  viene preparato al momento di servire: un paio di cucchiaiate di crema di verdura sul fondo di un piatto, due tre fettine di patata e  – sopra – il polpo tagliato a pezzetti. Per rifinire, un giro di colatura di alici (solo sulla crema di verdura) e uno di olio. 
    E il vostro Polpo in insalata ricetta con crema di scarole e patate alla colatura di alici è pronto!
    P.s. Alla fine, una raccomandazione: non trascurate di andare a visitare le mie compagne di viaggio. Che oggi, con lo stesso olio, hanno preparato: la farinata bianca, una minestra di verza broccolo e lattuga e un’insalata di sedano e lenticchie di Castelluccio.

     



  • Cipolline in agrodolce ricetta all’Aceto Balsamico IGP

    Cipolline in agrodolce ricetta all’Aceto Balsamico IGP

    cipolline in agrodolce

    Sarà che avevo appena preparato il mischiato delicato in crema di patate all’aceto balsamico IGP ma, all’improvviso, mi è venuta voglia di cipolline in agrodolce. Ne vado pazza, ne mangerei quintali: per fortuna qui si trovano le cipolline Borrettanele più adatte a questa preparazione – già pelate e quindi questa ricetta ve di corsa in quelle facili e veloci. Già, perché  nonostante quello che ogni tanto qualcuno in vena di polemiche  va scrivendo, le ricette facili e veloci esistono eccome: sono quelle con pochi ingredienti di grande qualità. Quelle che, insomma non hanno bisogno di preparazioni complicate per esprimere in pieno il loro sapore ed il loro profumo.

    Come queste cipolline in agrodolce all’aceto balsamico IGP. Io ho usato il dal 1891 dell’acetaia del Duca che mi era piaciuto molto aggiunto alla pasta e patate (già che ci sono, vi consiglio di provarlo anche su una frittata di cipolle, la morte sua. E in questo caso, essendo discretamente denso, non avete neppure bisogno di ridurlo e potete usarlo così com’è)

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    Una sola raccomandazione, prima di passare alla ricetta: attenzione, creano dipendenza!

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  • Mischiato delicato in crema di patate e cipolle e Aceto Balsamico IGP del Duca

    Mischiato delicato in crema di patate e cipolle e Aceto Balsamico IGP del Duca

    Mischiato delicato in crema di patate e cipolle e Aceto Balsamico IGP del Duca

    Che io vada matta per la pasta e patate, direi che si è capito. Che vada matta per l’Aceto Balsamico, pure (se non altro, visto che vivo a Modena da una vita). Per cui, nel momento in cui mi è stato chiesto di proporre una ricetta in cui mostrare uno degli usi che faccio a casa mia di questo prodotto mi è venuto in mente questo. Un piatto molto semplice, fatto di pochi ingredienti. La pasta di Gragnano, quella vera, nel formato mischiato: perfetto per le paste con legumi e – appunto – con le patate.  Queste, invece, sono di Montese: una patata con uno spiccato gusto di terra e al tempo stesso tendenzialmente dolce. Perfetta, per esaltare il gusto dell’aceto balsamico.


    Mischiato delicato in crema di patate e cipolle e Aceto Balsamico IGP del Duca

     

    L’aceto che ho usato è il DAL 1891, un Aceto Balsamico di Modena IGP della Acetaia del Duca (prodotto a pochi km da casa mia). Denso, pur senza arrivare ad essere cremoso come un Balsamico Tradizionale è abbastanza denso da poter essere usato a fine cottura per rifinire i piatti, creando – come in questo caso – un piacevole contrasto tra i sapori di fondo e la dolcezza legnosa e leggermente acida del l’aceto Balsamico IGP.

    pasta patate e aceto balsamico-2

    Pochi ingredienti e pochi passi per la preparazione. La cosa più lunga è il soffritto di cipolla: deve durare a lungo, a bassa temperatura, in modo da rendere la cipolla una crema in grado di fondersi perfettamente – e sparire – agli altri ingredienti.
    Poi le patate, tagliate a dadini piccoli e cotte fino a quando non sia possibile schiacciarle con la forchetta per ridurle in crema.
    E l’Aceto Balsamico, aggiunto alla fine: in modo da non subire nessuna alterazione nel sapore – e nel profumo – grazie al contatto con gli altri ingredienti.

    Pochi passi, che vi riepilogo.

    PASTA IN CREMA DI PATATE, CIPOLLE E ACETO BALSAMICO IGP DAL 1891 DEL DUCA

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